da Antesterione » lunedì 17 settembre 2007, 21:19
Sig. Colonnello ben venuto.
Se si riferiva al sottoscritto, visto che fa chiaro riferimento ad una discussione ben specifica, poteva contattare me e coloro che hanno espresso opinioni analoghe privatamente. Questo per la netiquette.
Ad ogni modo, in questo forum si discute di molti argomenti ed ogni tanto capita di raccontare e o di leggere aneddoti che corrispondono e descrivono una parte della realtà. Che tale è e resta.
Il fatto che io viva la Cavalleria in un certo modo, non impedisce ad altre migliaia di persone di viverla diversamente e se anche potessi pensare di viverla nel modo più giusto e corretto, non potrei certo irritarmi se qualche "detrattore" dei Cavalieri, accusasse una certa categoria di persone che pur condividendo con me un titolo, non sono accumunate da altrettanto oneste convinzioni. Quel detrattore, probabilmente non avrà ragione nel generalizzare e meriterà considerazioni che possano fargli apprezzare chi invece vive autenticamente tale appartenenza. Non certo penserei che trattasi di un, visionario, un "vigliacco" o peggio ancora di un "essere ignobile".
Ciò è applicabile anche in questo caso. Non c'è affatto bisogno di risentirsi.
La carità cristiana poi, mi permetta, è quella che mi fa ardere di scontentezza di fronte a certi episodi. Perché ciò che per alcuni è vocazione cristiana, impegno di una vita e traguardo conquistato con impegno, per altri sembra, almeno il dubbio è legittimo, ben altro, e ciò, se permette, può irritare tanto quanto possano aver fatto aneddoti e riflessioni espressi con garbo, ma non privi, ovviamente, di sentimento. Esattamente quanto avviene nel suo stesso intervento, con qualche esagerazione nell'esprimere giudizi morali su persone che non conosce personalmente. Al contrario, gli aneddoti raccontati e la conoscenza delle persone, mi han fatto ritenere di poter trarre delle conclusioni, se non sulla persona, sulle motivazioni. Per il resto, l'amministratore era già prontamente intervenuto per ricordarci l'oggetto della discussione e per moderare i toni, se accesi.
Cordialità,
Andrea Nicoletti
P.S.: Credo, rivedendo molti miei interventi, che quella fosse stata l'unica occasione in cui io abbia espresso quelle opinioni nello specifico. Che erano e restano frutto di considerazioni legittime e ponderate. E con ogni rispetto per i Cavalieri (con la C maiuscola) ed i Militari (con la M maiuscola). Per intenderci.
P.S II: "A voi che rabbrividite per l’ignoranza cavalleresca dei neofiti chiedo", personalmente non rabbrividisco, tuttavia sottolineo che "il neofita" come lo è il sottoscritto per gran parte dello scibile, va bene se si parla di un argomento, un tema qualsiasi. Quando si "vuol" divenire cavalieri, il minimo sarebbe di informarsi, almeno qualche istante prima di ricevere la decorazione, del significato e dell'impegno che ne conseguono. Non è molto onorevole, a mio avviso, accettare un Ordine riservandosi di capire meglio dopo quel che si sta facendo e non bisogna essere storici e appassionati, per cogliere che trattasi, almeno per Ordini Cattolici e di matrice cattolica, di un impegno e di una dignità... Una responsabilità, una "vocazione". In sintesi, come accettare un incarico, senza le competenze per potervi adempiere; senza quel minimo di sensibilità per poterlo onorare, disonorando così anche i propri confratelli, il sodalizio stesso.
Ultima considerazione. Se si è posto l'accento su una categoria di persone è perché trattasi della categoria che sovente ha maggiore accesso a quei "segni d'onore" e "distintivi" e che per ovvi motivi, sono maggiormente vicini ed interessati al mondo delle onorificenze, decorazioni, benemerenze e via dicendo, e della loro trascrizione a matricola; aumentando le probabilità di incorrere in questi errori e tristi aneddoti. Ciò non toglie che personalmente io condivida pienamente quanto sostenne L'Amministratore Cravarezza (completando la discussione in questione con un ultimo importante tassello). Certamente ciò avviene anche per tanti civili, prelati e qualsiasi altra categoria e genere, quindi, almeno su questo punto, si può concordare con quanto esprime. Ma mi pareva che allora fosse piuttosto implicito, visto che si è parlato anche di queste categorie in più occasioni e si sono affrontati anche i "nostri" errori, in questo stesso forum.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.