De Rampinis vs Corvo

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 5 dicembre 2006, 17:00

San Marco ha scritto:Immaginare è anche la facoltà di cogliere il valore di una ipotesi o di una interpretazione a livello superiore, è partecipare più o meno intensamente ad un mondo di fantasia. L'uscita di strada è difficile quando si focalizza il complesso delle immagini o dei simboli in riferimento ad una determinata cultura per rappresentare il proprio sistema di valori.


Appunto!

Un ottimo motivo per imparare a contestualizzare e per desistere dal generalizzare.

Non trovi?

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Messaggioda San Marco » martedì 5 dicembre 2006, 17:20

Infatti non ho generalizzato, ma ho focalizzato specificando, " in una determinata cultura." Credo che a questo punto sia inutile continuare a discutere.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 5 dicembre 2006, 17:32

Credo che invece (fermo restando che stiamo dialogando, e non discutendo) sia indispensabile precisare che, limitandoci al lato araldico, ogni cultura è costituita da numerosissimi stemmi.

Per ognuno dei quali è necessario contestualizzare i ragionamenti.

Per ognuno dei quali non è detto che valgano i ragionamenti fatti per altri, anche se questi altri pertengono al medesimo ambito sociale.

Fare di ogni erba un fascio è erroneo.

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 5 dicembre 2006, 18:04

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Credo che invece (fermo restando che stiamo dialogando, e non discutendo) sia indispensabile precisare che, limitandoci al lato araldico, ogni cultura è costituita da numerosissimi stemmi.

Per ognuno dei quali è necessario contestualizzare i ragionamenti.

Per ognuno dei quali non è detto che valgano i ragionamenti fatti per altri, anche se questi altri pertengono al medesimo ambito sociale.

Fare di ogni erba un fascio è erroneo.

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Se mi posso "accodare" al dialogo ;) la critica araldica - specialmente quella dedicata ai secoli in cui la disciplina si forma come sistema di segni visivi, ed era pratica viva e non, come in seguito, interpretazione di eruditi più o meno fantasiosi che vogliono fare dei segni originari anche dei simboli - questo metodo è basilare.

Se il corvo è usato da stirpi che portano il cognome Corvo, Corvi, più che simboleggiare virtù "da manuale", alludono certo al suo valore di "segno" che richiama evidentemente il solo nome della stirpe.

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Messaggioda San Marco » mercoledì 6 dicembre 2006, 0:24

Certamente! In quel caso è uno stemma parlante.
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Messaggioda corbus » mercoledì 12 settembre 2007, 21:57

Scusate, ma come è possibile che famiglie native di regioni lontane come nell'esempio dei Corvo di Sulmona, Corvo di Cuneo. e le equivalenti tedesche abbiano lo stesso identico stemma?
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Messaggioda StefanoM » sabato 15 settembre 2007, 10:47

Se è per questo ho trovato anche famiglie Corvo o Corvi in Germania tutte d'oro al corvo di nero. Incredibile a dirsi ne esiste anche una che presenta lo stesso motto. Personalmente sto cominciando a credere che sia una casata di origine tedesca trapiantata in Italia all'epoca di Federico II. Ultimamente mi è capitato di trovare anche un Corvi Gran Siniscalco di Provenza.

Siete concordi con me riguardo all'origine tedesca del casato?

Cordialità
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Messaggioda corbus » sabato 15 settembre 2007, 18:05

Per quanto riguarda lo stemma, almeno per questo tipo di cognome, forse si può spiegare in questo modo. Sono cognomi parlanti, quindi come simbolo hanno tutti il corvo. Questo è uno di quei animali la cui caratteristica è il colore: il nero.
Nel momento in cui è stato blasonato, ad una figura nera araldicamente stava bene uno sfondo chiaro, oro... :)
Ho notato che è molto comune l'utilizzo di campi oro su figure nere.
Questa è una mia personale idea. Così sarebbe spiegato lo stesso tipo di stemma (semplice) in diverse regioni con famiglie non imparentate tra loro.
Ma ci dovrebbe venire in aiuto qualche studioso del forum esperto in storia dell'araldica. :)
Certo però che se in alcune anche il motto è lo stesso, allora sarebbero da fare delle verifiche
Un ultima cosa, mi sembra di aver letto che gli stemmi parlanti, appartengono per la maggior parte a famigle che hanno avuto origine dalla nobiltà cittadina e non da quella feudale. ma vorrei conferma
Lei cosa ne dice?
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Messaggioda StefanoM » lunedì 17 settembre 2007, 10:28

Personalmente so che i Corvi o Corvo furono una famiglia feudale. Ritengo che uno stemma parlante può, in linea di massima, appartenere anche ad una famiglia di origine feudale. Su quale base non potrebbe o lo sarebbe in maniera minore? Mi perdoni se non mi sono espresso in maniera molto chiara. Spero tuttavia di aver reso il concetto. :wink:

Le confesso che per quanto mi riguarda sarebbe molto interessante scoprire la vera origine della famiglia Corvi. So che già in tempi antichi la questione fu dibattuta. Personalmente non credo ad un origine longobarda del casato.

Il corvo è si un simbolo delle genti germaniche ma lo troviamo anche sulle insegne dei cavalieri normanni.

Il tutto troverebbe una sua spiegazione nella mitologia Nordica: I famosi corvi di Odino. :wink:
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Messaggioda L.de Bellis » lunedì 17 settembre 2007, 11:09

Carissimo Stefano,

per la cronaca la figura del corvo non è rara in araldica e non sempre è parlante, è appartenuta anche ad altre famiglie.

La nobile famiglia Gil, di antichissima origine spagnola ,nobile in Rutigliano, alzò :d'azzurro a due corvi di nero controrampanti ad un giglio di giardino, fiorito al naturale, l'uccello di augurio alla pioggia, appartenne a Antoglietta di Taranto,Baselli di Gradisca, Bentivoglio di Fossombrone,Colantonio di Velletri, Corbelli di Forlì,Corbera di Sicilia,Corvini di Roma, Danesi di Napoli,Franchi di Genova,Gazes di Messina,Gigoud d'Aosta,, Soncini di Brescia, Storelli di Torino,ecc.

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Messaggioda corbus » lunedì 17 settembre 2007, 11:49

Gentile Stefano,
mi riferivo soprattutto ai corvi di cuneo per quanto riguarda l'origine civica, Lei invece per origine feudale si riferiva ai corvo del centro italia e le do pienamente ragione. Stefano, come si chiame quella famiglia tedesca che porta lo stesso motto?
de Bellis La ringraziamo per il prezioso contributo.
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Messaggioda renatocampofreda » lunedì 17 settembre 2007, 21:36

Ben trovati a tutti.A proposito della famiglia De Rampinis,non so se può interessare,ma se non sbaglio,il Perrella nella sua" Effemeride del Molise",scrive che Andrea d'Isernia ,apparteneva in effetti alla famiglia Rampino.Saluti.Renato Campofreda.
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Messaggioda StefanoM » martedì 18 settembre 2007, 12:24

Lo stemma che presenta la stessa figura- corvo- e lo stesso motto è quello degli svedesi Raneke (mi sono fidato del ricordo poi controllando ho scoperto che la Germania non c'entra)

e si esprime in questi termini: POST TENEBRAS LUX.
Questo è anche il motto della famiglia Corvi italiana.

Non so assolutamente nulla sulla casata svedese tuttavia è una curiosa somiglianza. Da tener presente, inoltre, che i Corvi ebbero anche un'altra insegna araldica ossia: d'argento al corvo di nero.

Alcune famiglie tedesche con un corvo nello stemma:

Von Krohe: d'oro al corvo sorante di nero alias d'oro al corvo di nero

Die Krafter: d'oro alla fascia di rosso accostata in punta da in corvo e in capo da due corvi affrontati, il tutto di nero.

Die Krhomair: d'oro al corvo di nero sostenuto da un monte di tre cime all'italiana di verde

Von Amshelm: d'oro al corvo di nero sostenuto da un monte di tre cime all'italiana di verde

Die Staringer Von Kalching: d'argento al corvo rivolto di nero su un monte di tre cime all'italiana dello stesso

E qui la faccenda si fa più concreta e scientifica. Mi incuriosisce in particolare la famiglia Von Krohe. Sapete se qualcuno ha mai indagato sui feudatari tedeschi in Italia sotto Federico II? Giusto per conoscere due nomi e la loro provenienza. :wink:
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