L'ORDINE DEL TRICOLORE

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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L'ORDINE DEL TRICOLORE

Messaggioda tenex » giovedì 13 settembre 2007, 19:17

LAVORI IN COMMISSIONE DIFESA
martedì 11 settembre 2007
Commissione al lavoro domani (ore 15.30) e giovedì (ore 9).

Si comincia con l'ufficio di presidenza che stilerà il calendario dei lavori. A seguire, in seduta plenaria, esame della proposta di indagine conoscitiva sugli appalti del ministero della Difesa.

In sede consultiva, esame

della proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin (relatore Turigliatto);
del ddl sull'estensione dei benefici della legge 9 marzo 1971, n. 98, al personale civile delle basi militari soppresse (relatore Mannino)

della ratifica della convenzione internazionale di cooperazione per la sicurezza della navigazione aerea (relatrice Villecco Calipari).
Nutrito l'esame dei ddl in sede referente:

sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata (relatore Giannini)

tutela dei diritti e degli interessi del personale militare (relatore G. Marini);

riforma della rappresentanza militare (relatore G. Marini);

sul patrimonio abitativo della Difesa (relatrice Pisa);

istituzione dell'ordine del tricolore (De Gregorio);

facoltà per il personale militare di chiedere un'anticipazione della liquidazione per l'acquisto della prima casa (relatore Ramponi);

inquadramento del personale precario nei ruoli civili del Ministero della difesa (relatore Ramponi).
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Messaggioda tenex » giovedì 13 settembre 2007, 19:18

I combattenti della guerra 1940-45 attendono


Per esprimere la gratitudine della Nazione ai cittadini che contribuirono alla vittoriosa conclusione della prima guerra mondiale (1915-1918), con legge 18 marzo 1968, n. 263, venne istituito l'Ordine di Vittorio Veneto, con un'unica classe, quella dei Cavalieri, riservato ai combattenti che erano stati decorati della Croce al Merito di guerra o che erano nelle condizioni per ottenerla.
Per i militari che avevano prestato almeno sei mesi di servizio in guerra era prevista la concessione di una medaglia d'oro, di piccolo formato, a ricordo.
Con effetto dal 1° gennaio 1968, agli insigniti dell'Ordine venne infine concesso un assegno annuo vitalizio, non reversibile, di lire 60.000.
Il provvedimento era stato favorevolmente accolto dalla stampa e dalla popolazione, che ne avevano ben compreso l'aspetto morale inteso a premiare cittadini, ormai anziani e certamente benemeriti per la collettività. Nessuna sorpresa quindi che negli anni 1994-95, avvicinandosi il 50° anniversario della conclusione del secondo conflitto mondiale (1940-45) qualcuno abbia pensato ad un analogo riconoscimento a favore di chi vi aveva preso parte. Le iniziative non ebbero successo, ma furono riprese e si moltiplicarono nella presente legislatura, in previsione del 60° anniversario. Solo alla Camera dei Deputati sono state presentate 6 proposte di legge da parlamentari di diversa estrazione politica: Lavagnini (n. 577), Angela Napoli (n. 741), Biondi (n. 1711), Lupi (n. 1975), Amato (1997) e Catanoso (2015). In data 3 luglio 2001 l'Assemblea ha assegnato le proposte alla IV Commissione (Difesa), in sede referente, che le ha prese in considerazione in più sedute negli anni 2002-04, giungendo all'elaborazione di un testo unificato che, in sintesi, prevede:
1. l'istituzione dell'Ordine del Tricolore comprendente l'unica classe di Cavaliere della Patria (art. 1);
2. il conferimento dell'onorificenza (art. 2) ai:
. cittadini italiani combattenti o belligeranti ... che abbiano prestato servizio militare in zona di operazioni, su tutti i fronti, compresi quelli interni durante la guerra 1940-1945;
. militari e civili che siano stati internati nei campi di concentramento e di prigionia;
. feriti, mutilati ed invalidi civili della stessa guerra, titolari della relativa pensione.

Mentre le modalità organizzative del nuovo Ordine e le procedure concessive dell'onorificenza sono assimilabili a quelle dell'Ordine di Vittorio Veneto, non è più prevista - per presunte esigenze di bilancio - la concessione della piccola medaglia d'oro né dell'assegno vitalizio. La decorrenza è fissata, nel testo unificato, al 1° gennaio 2003.
Nel corso dei lavori parlamentari alla proposta di legge ne è stata abbinata altra riguardante interventi in favore di cittadini italiani vittime delle persecuzioni naziste che prevede:
1. l'istituzione della Giornata in memoria dei militari italiani caduti nei campi di internamento tedeschi;
2. l'attribuzione ai militari internati negli stessi campi di un indennizzo pari a quanto riconosciuto dalla Repubblica Federale Tedesca a loro favore.
Le difficoltà incontrate per l'approvazione del primo provvedimento (il secondo, quello riguardante l'indennizzo ai militari internati, va comunque avanti in via amministrativa, come in più circostanze abbiamo dato notizia ai lettori) non sono di natura tecnica o di bilancio, ma squisitamente politiche. I rappresentanti di Alleanza Nazionale chiesero infatti subito l'estensione del riconoscimento ai militari che operarono nell'ambito della Repubblica sociale italiana, provocando vivaci e negative reazioni in Parlamento e nel Paese. All'equivalenza fra la scelta di chi combatté nella Resistenza e di chi nella Repubblica di Salò, si ribellarono in particolare molti Sindaci di comuni ove i nazi-fascisti avevano commesso eccidi e varie associazioni combattentistiche capeggiate dall'ANPI.
In Italia, purtroppo, il passato non passa mai. Così, nonostante pregevoli tentativi di uomini della sinistra e della destra per una obiettiva rivisitazione di quanto accadde negli anni 1943-45 e perché con tutte le sue ambiguità, le sue atrocità e le sue contraddizioni sia, senza dimenticarlo, consegnato finalmente alla storia, i contrasti rimangono apparentemente inalterati. Così, dobbiamo ammettere che per alcuni italiani non sono sufficienti 60 anni per riconoscere che un giovane ventenne possa avere, in perfetta buona fede, creduto di servire la Patria in formazioni militari della RSI.
Il 1968 è rimasto famoso per le contestazioni nelle Università degli studi europee, per le battaglie sulle barricate e sugli sbarramenti costruiti dagli studenti parigini. Il corpo sociale covava forti movimenti libertari ed antimilitaristi alimentati dalla sanguinosa guerra fra americani e vietnamiti. Eppure ciò non impedì ad una saggia classe politica di varare la legge n. 263/1968 che istituiva l'Ordine di Vittorio Veneto.
È proprio in forza di questo precedente che conservo qualche speranza che anche da noi si smetta di ricordare solo ciò che piace o non piace, che si cominci a guardare invece alla sostanza delle cose e, perché no, ai prioritari interessi nazionali. Questi si perseguono attraverso una società coesa, che vuol vedere una ormai sparuta pattuglia di ultraottantenni nominati Cavalieri di quella Patria che hanno onorevolmente servito in armi ancorché per alcuni in campo politicamente sbagliato.
L'auspicio è dunque che in Parlamento si riformi una maggioranza tipo 1968, disposta a vincere le ultime resistenze alla proposta di legge in argomento e ad approvarla ancora nell'anno in corso.
Ultima modifica di tenex il giovedì 13 settembre 2007, 19:22, modificato 1 volta in totale.
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TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE

Messaggioda tenex » giovedì 13 settembre 2007, 19:21

TESTO
della proposta di legge
TESTO
della Commissione


Istituzione dell'Ordine del Tricolore e conferimento della relativa onorificenza ai combattenti della seconda guerra mondiale.
Istituzione dell'Ordine del Tricolore.


Art. 1. Art. 1.

1. E' istituito l'Ordine del Tricolore, comprendenti l'unica classe di cavaliere.

2. L'onorificenza che attesta l'appartenenza all'Ordine ha le caratteristiche di cui all'articolo 3.

1. A coloro che prestarono servizio militare, per almeno tre mesi, in zona di operazioni, anche a più riprese, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940- 1945, o nelle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, per almeno tre mesi, è concessa una medaglia ricordo in oro.
Soppresso.

2. Le caratteristiche della medaglia sono stabilite con decreto del Ministro della difesa.
Soppresso.

3. Per ottenere la concessione della medaglia ricordo gli interessati devono presentare domanda, entro un anno della entrata in vigore della presente legge, al Ministero della difesa, tramite il comune di residenza.
Soppresso.



Art. 2. Art. 2.

1. E' istituito l'Ordine del Tricolore, comprendente l'unica classe di cavaliere.
(V. articolo 1, comma 1).

2. L'onorificenza è conferita ai combattenti della guerra 1940-1945 decorati al valore, ai mutilati ed invalidi di guerra 1940-1945 fruenti di pensione di guerra ed agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia.
1. L'onorificenza è conferita a coloro che prestarono servizio militare, per almeno tre mesi, in zona di operazioni, anche a più riprese, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945, o nelle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, ed ai combattenti della guerra 1940-1945, ai mutilati ed invalidi della guerra 1940-1945 fruenti di pensione di guerra ed agli ex prigionieri o internati nei campi di concentramento o di prigionia.

3. La stessa onorificenza è conferita ai combattenti della guerra 1940-1945 decorati di Croce al merito ed ai partigiani che hanno militato, per almeno tre mesi, in una formazione partigiana o gappista regolarmente inquadrata nelle forze riconosciute e dipendenti dal Corpo volontari della libertà
e che hanno partecipato ad almeno tre azioni di guerra o di sabotaggio.



Art. 3. Art. 3.

1. L'insegna dell'Ordine è costituita da una croce gigliata metallica con al centro il tricolore.
1. L'insegna dell'Ordine è costituita da una croce gigliata in bronzo con al centro il tricolore.

2. L'insegna è sostenuta da un nastro di seta della larghezza di millimetri trentasette, composta da una striscia verticale azzurra, fiancheggiata da due strisce verticali riportanti i colori della bandiera italiana.
2. Identico.

3. I disegni e le misure dell'insegna e del nastro di seta sono riportati in apposito decreto del Ministro della difesa.
3. Identico.



Art. 4. Art. 4.

1. Il Capo dell'Ordine è il Presidente della Repubblica.
1. Identico.

2. L'Ordine è retto da un consiglio composto da un generale di corpo d'armata o grado corrispondente, presidente, da due generali e da un ammiraglio, in rappresentanza delle tre Forze armate, dal presidente nazionale dall'associazione combattenti della guerra di liberazione inquadrati nei reparti regolari delle Forze armate italiane che hanno partecipato alla guerra di liberazione, dal presidente nazionale dei combattenti e reduci e dal presidente nazionale dei partigiani d'Italia.
2. L'Ordine è retto da un consiglio composto da un tenente generale o da un ufficiale con grado corrispondente, presidente, da due generali e da un ammiraglio, in rappresentanza delle tre Forze armate, dal presidente nazionale dell'associazione dei combattenti della guerra di liberazione inquadrati nei reparti regolari delle Forze armate italiane che hanno partecipato alla guerra di liberazione, dal presidente nazionale dell'associazione dei combattenti e reduci e dal presidente nazionale dell'associazione dei partigiani d'Italia. Il funzionamento del consiglio di cui al presente comma non comporta oneri a carico del bilancio dello Stato.

3. Il presidente ed i membri del consiglio dell'Ordine sono nominati dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della difesa.
3. Identico.



Art. 5. Art. 5.

1. L'onorificenza dell'Ordine del Tricolore è conferita con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della difesa.
1. Identico.

2. Per ottenere l'onorificenza gli interessati devono presentare domanda al consiglio dell'Ordine, tramite il comune di residenza, allegando fotocopia autenticata della documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti dalla presente legge.
2. Per ottenere l'onorificenza gli interessati devono presentare domanda al Ministero della difesa secondo le modalità definite nel decreto di cui al comma 3 dell'articolo 3, allegando fotocopia autenticata della documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti dalla presente legge.



Art. 6. Art. 6.

1. Le domande ed i documenti occorrenti per ottenere i benefici previsti dalla presente legge sono esenti dall'imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo.
Identico.



Art. 7.

1. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, pari a lire 10 miliardi, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1999-2001, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 1999, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.
2. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.



Art. 7. Art. 8.

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
1. La presente legge entra in vigore il 1^ gennaio 2000.
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Messaggioda nicolad72 » giovedì 13 settembre 2007, 21:11

Dubito che riesca a veder la luce questa legge...

...si sta facendo strada anche l'ipotesi di ampliare i conferimenti dell'Ordine di VV
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Messaggioda Marcello G. Novello » giovedì 13 settembre 2007, 21:28

Non so se il topic intenda solo dare l'informazione sui lavori parlamentari o aprire una conversazione sul tema. Nel secondo caso, concordo con l'ottimo Sig. Nicola. Difficilmente questa legge vedrà la luce, o se luce vedrà, sarà offuscata da nubi di polemiche. Io avrei limitato la conferibilità a chi ha combattuto negli eserciti regolari. Non intendo con ciò escludere per strani motivi i partigiani, ma tenuti privati i miei pensieri personali, avrei per essi (nel caso non esista già) coniato un'apposita e separata decorazione. Mille eccezioni altrimenti sarebbero possibili. Se ci allontaniamo dallo standard "regolare" del combattente, cioè del richiamato alle armi o del volontario presso l'Esercito nazionale, allora la cerchia dei combattenti della 2ª guerra mondiale dovrebbe essere estesa ai Pompieri e all'Unpini che eroicamente hanno prestato la loro opera sotto le bombe, agli uomini e alle donne della Croce Rossa Italiana, ma anche alle donne che hanno dovuto affrontare con le loro unghie gli spahis marocchini.

P.S. Preciso che... sì, negli eserciti nazionali comprendo anche le FFAA della Repubblica Sociale Italiana. Anche a loro arrivava la cartolina precetto e soprattutto per loro era ben difficile essere renitenti. Questa decorazione sarebbe il segno definitivo che quella orrenda divisione cruenta della nostra Patria è stata, definitivamente e senza nostalgie, consegnata alla storia.
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Messaggioda nicolad72 » giovedì 13 settembre 2007, 21:44

di questo ed altro avevamo anche discusso qua in passato....
http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... le+pentola
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Messaggioda Marcello G. Novello » giovedì 13 settembre 2007, 21:45

La sua memoria, gentile Nicola, è, come sempre, migliore della mia.

Mi accorgo, a distanza di tempo, di aver scritto le medesime cose, pur non ricordando di averlo fatto. Segno evidente o di coerenza o di testa dura... :wink:
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Messaggioda nicolad72 » giovedì 13 settembre 2007, 21:50

Ricordo della discussione perchè:
1) la iniziai io..
2) costituì il mio battesimo in questo forum..

troppo per dimenticarla... 8) 8)
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Messaggioda tenex » giovedì 13 settembre 2007, 21:57

Scusate, credevo non se ne fosse ancora discusso. Ho pensato di dare rilievo alla notizia, considerato il fatto che domani verrà discussa alla Camera, la proposta di legge inerente l'istituzione dell'Ordine stesso.
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Messaggioda Lord Acton » giovedì 13 settembre 2007, 22:20

Domani discutono... e chissà quando deliberano, poi mentre coniano, stampano e conferiscono... non mi piace essere retorico... ma si rendono conto che l'ultima classe chiamata di leva è stata il 1924... hanno minimo 83 anni... qualcuno della RSI o dei partigiani potrà avere poco sotto l'ottantina... non ci fanno una bella figura a 62 anni dalla fine della guerra, dovevano farlo molto... ma molto... ma molto prima...

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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 14 settembre 2007, 0:10

Concordo, avrebbero dovuto pensarci molto tempo prima. Riguardo alla questione, lascio la mia opinione alla discussione precedente.
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Messaggioda Massoud » venerdì 14 settembre 2007, 14:41

Gentili signori,
essendo io freschissimo del forum non ero a conoscenza della precedente discussione, che mi rirpometto però di andare a spulciare.
Concedetemi però un quesito. Sbaglio o tempo addietro si era parlato di insignire dell'Ordine del tricolore anche gli esuli istriani, fiumani e dalmati? Ciò non è stato preso in considerazione?
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Messaggioda nicolad72 » venerdì 14 settembre 2007, 15:19

In effetti è da parecchie legislature che viene proposta l'istituzione di una onorificenza cavalleresca per i "reduci" dell'ultimo conflitto... se ne parla oramai da diversi lustri, solo che vi è sempre stata la costante riluttanza (uso questo termine solo per ragioni di cortesia politica) di una certa "parte" politica che ha sempre vanificato le diverse iniziative di legge... oltre al fatto che tale iniziativa non è mai stata sentita come priorità dalle "altre" forze politiche.... anche quelle proponenti.
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Messaggioda pompiere » sabato 15 settembre 2007, 0:13

Mi sento di concordare con l'amico Novello che ha espresso, con la sua nota signorilità e delicatezza, un pensiero che condivido.
Dat virtus locum flammaeque recedunt
(Motto della Federazione Tecnica dei Corpi Pompieri Italiani 1899-1937)
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Messaggioda Mario Volpe » sabato 15 settembre 2007, 13:48

Si è già ampiamente discusso su questa questione nel nostro Forum, ma vorrei comunque esprimere una mia personalissima opinione in merito.

Ho sempre considerato l’idea di istituire un riconoscimento onorifico per coloro che hanno preso parte ad un determinato evento bellico a distanza di cinquant’anni dalla sua conclusione, un provvedimento non solo intempestivo ma anche ingiusto, in quanto inevitabilmente solo una parte dei destinatari – ossia quelli sopravvissuti al conflitto ed al mezzo secolo di tempo nel frattempo trascorso – possono materialmente riceverne i benefici.
L’Ordine di Vittorio Veneto fu istituito nel 1968, quando l’età media dei destinatari superava ormai i settant’anni e molti dei combattenti che avevano maturato i requisiti per ricevere questa distinzione non erano più in vita. Senza parlare degli oltre 600.000 caduti che la Prima Guerra Mondiale aveva causato e che non poterono rientrare – essendo già morti durante il conflitto – nel novero degli aventi diritto (l’Ordine non era concedibile “alla memoria”).

I sentimenti di orgoglio nazionale che scaturirono dalla vittoria italiana nella prima Guerra Mondiale continuarono a rimanere vivi negli anni del dopoguerra, e rimasero fortemente radicati nello spirito unitario del Paese per tutto il ventennio successivo al conflitto, anche grazie alle continue celebrazioni messe in atto dal successivo regime.
Eppure, contrariamente ad ogni logica, l’iniziativa di istituire una distinzione onorifica per i veterani della Grande Guerra non fu presa durante il ventennio fascista, in quel clima di esaltazione dei valori patriottici e di forti sentimenti unitari, ma solo cinquant’anni dopo. Fu l’Italia – stavolta sconfitta - dei reduci del Secondo Conflitto Mondiale e della guerra civile a sentire la necessità di onorare gli ex-combattenti di Vittorio Veneto. Una necessità che, in un momento di frammentazione ideologica e di ancora elevata conflittualità, scaturiva dal desiderio di ritrovare nello “spirito di Vittorio Veneto” quei valori di orgoglio patriottico e quei sentimenti di riconciliazione nazionale di cui il Paese sentiva un forte bisogno.

Nonostante il forte ritardo e la mutata situazione storico-politica, l’operazione fu comunque accolta positivamente dai decorati, che subito si attivarono in diverse migliaia (nonostante le più sopra accennate “defezioni”) per ottenere il nuovo riconoscimento.
L’insegna dell’Ordine, di cui vi allego un’immagine, si componeva di due distinte decorazioni: una croce in bronzo scuro (per coloro che avevano ricevuto, o maturato il diritto di ricevere, la Croce al Merito di Guerra) ed una medaglietta in oro (per coloro che avevano prestato servizio per almeno sei mesi nelle forze armate durante il conflitto).

Immagine Immagine

Entrambe le decorazioni però si presentavano piuttosto spartane nel disegno e, nonostante l’oro della medaglietta, anche piuttosto “povere” nell’aspetto.
I “Cavalieri di Vittorio Veneto” dovettero dunque fregiarsi di una decorazione che non solo non presentava alcuna delle caratteristiche delle tipiche insegne degli ordini cavallereschi (in metalli pregiati e smalti), ma risultava se possibile ancora più “povera” della stessa Croce al Merito di Guerra.

Una delle caratteristiche peculiari dell’Ordine di Vittorio Veneto era inoltre la sua “esauribilità”, ossia il fatto che una volta completato l’iter dei conferimenti per gli aventi diritto, la distinzione non poteva venire più concessa per nuove benemerenze, esaurendo quindi il suo ciclo vitale in una ben determinata categoria di destinatari e in un limitato periodo di tempo.
Non va inoltre dimenticato che l’Ordine poteva essere conferito anche a quei militari che avevano combattuto nell’esercito austriaco e che dopo il conflitto, grazie all’annessione all’Italia di territori dell’Impero austro-ungarico, erano diventati dei cittadini italiani. Paradossalmente quindi, anche alcuni dei combattenti nemici che avevano imbracciato il fucile contro i nostri soldati, poterono ricevere questa distinzione dal nostro Paese.

Al giorno d’oggi i Cavalieri dell’Ordine ancora in vita – ultracentenari - si contano ormai tra le dita di una sola mano. L’istituzione ci appare oggi come un remoto sodalizio di fanti da trincea sacrificati e dimenticati, che finisce inevitabilmente per affiancarsi con ricordi e sentimenti sempre più sbiaditi alle altre associazioni storiche di garibaldini e di eroi risorgimentali del nostro passato.
Le Croci e le medagliette d’oro che furono orgogliosamente (e brevemente) portate sul petto da questi reduci, si possono oggi trovare in vendita per pochi Euro sulle bancarelle dei mercatini d’antiquariato e cianfrusaglie, o nelle aste online su internet, a beneficio dei nostalgici collezionisti di faleristica.
Se si domanda ad un qualsiasi giovane dei giorni nostri chi fossero i “Cavalieri di Vittorio Veneto”, sono certo che sarebbero ben pochi coloro in grado di fornire una qualsiasi risposta…

Nel cinquantesimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, è stata lanciata l’idea di replicare la suddetta operazione e di istituire un nuovo “Ordine del Tricolore” per i reduci che presero parte a quest’ultimo conflitto. Mi sembra ancora una volta un’iniziativa tardiva ed iniqua…
Le categorie degli ipotetici destinatari da prendere stavolta in considerazione sono assai più numerose e molto più diverse tra loro di quelle dei reduci della Grande Guerra, e questo rende il raggiungimento di un possibile accordo “politico” sulla questione molto più complesso.
Credo che difficilmente sarà possibile mettere tutti d’accordo sul fatto che vadano indistintamente riconosciuti i meriti e i sacrifici di tutte le fazioni allora in lotta e di tutti coloro che dovettero subire le sofferenze del conflitto e della guerra civile: militari delle Forze Armate Regie, militari “cobelligeranti” dell’Esercito di Liberazione, militari della Repubblica Sociale, combattenti delle formazioni partigiane (senza parlare di coloro che subirono la prigionia, che furono deportati in Germania, o che soffrirono le persecuzioni razziali). Non parliamo poi dei 330.000 militari caduti nel corso del conflitto.
Se ne parla da oltre dieci anni senza riuscire a trovare un accordo o un compromesso, e più il tempo passa meno sono i possibili destinatari di questa ipotetica distinzione che potrebbero riceverla (i più giovani che presero parte agli eventi bellici della Seconda Guerra Mondiale sono oggi ormai degli ultraottantenni).

Seguirò con attenzione (seppur con scarsa fiducia), l’evoluzione del dibattito ancora in corso sulla questione, ma mi auguro che facciano presto a prendere una decisione. La generazione che fu protagonista diretta degli eventi si assottiglia sempre più, e quelle nuove dei giovani che continuano ad arrivare di quei fatti ne sanno sempre meno…

Cordialmente,

Mario Volpe
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)
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