Nobiltà civica

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 13:36

Beh la risposta esiste persò riferita soltanto a quelle città di piazza chiusa che ebbero un libro d'oro dove inserire le famiglie nobili. Non scordiamoci però che durante l'occupazione francese molti di questi volumi andarono persi. Delle leggi specifiche fatte proprio dallo stato non mi pare di aver mai sentito parlare: i patriziati decidevano l'aggregazione o meno di un nuovo membro forestiero. Tuttavia non mancarono le commissioni inviati dal Santo Padre e anche dall'Ordine Sovrano di Malta per accertare la presenza della nobiltà di cloche(ovvero di "campana"), come la chiamano i francesi. Vi erano comunque sia delle norme generali per il riconoscimento dei nobili, proprie anche degli ordini cavallereschi, comuni a tutti i patriziati e sancite nei vari statuti: come il non aver mai esercitato un'arte meccanica, nè il pretendente nè i suoi maggiori e via discorrendo.

Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda RFVS » sabato 8 settembre 2007, 13:57

...da quel che ricordo ante 1828 le aggregazioni alle nobiltà/patriziati civici erano decretate dal comune stesso (porto ad esmpio l'aggregazione del 1808 alla nobiltà civica di Gualdo Tadino della famiglia assisana Tini, già appartenente a quella di Assisi: essa venne sancita dall'amministrazione comunale senza intermediari, come desunto dall'atto che ho in casa).
Dopo il 1828 ed il solito M.P. di Papa Leone XII le aggregazioni alle nobiltà civiche (i vecchi patriziati e nobiltà civiche vennero riuniti in un unico ceto nobiliare con la qualifica di "Nobile di") venivano decretate dal Governo Pontificio. Possibile che in quel caso il governo abbia stabilito delle norme per definire se una famiglia poteva essere nobile o no?
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 14:20

Motu proprio 5 dicembre 1824:
art.155 "i Consigli di ogni Comunità dovranno essere composti di classi di persone di ugual numero. Le prime di patrizi o nobili, ove sono, oppure di famiglie più distinte, le seconde di cittadini".

M.P. 21 dic. 1827:
art.218: "i requisiti per aspirare all'ammissione, tanto nella nobiltà che nella cittadinanza, oltre le prove di specifiche di buoni costumi, di fedele sudditanza e di specchiata condotta, saranno quelli che, antecedentemente al motuproprio 6 luglio 1816, per stile e consuetudine di caduna città si richiedevano per ottenere l'agnazione".

art.220: "le magistrature che credono di venire ad una nuova ammissione di famiglie, o persone, in quei due ceti dovranno fare l'analoga istanza al Sovrano, dirigendola al Cardinale Segretario di Stato.

art.221: "queste petizioni verranno indi rimesse al Legato, Delegato o Presidente della Comarca, affinchè, dalla deputazione destinata, si preceda alla più esatta verificazione de' requisiti sulle basi specificate dall'articolo 218, e dopo essersi la cosa, con maturità discussa ed appurata, si redigerà un verbale motivato dei risultati, nel quale si riporteranno eziandio i rispettivi pareri".

Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda RFVS » sabato 8 settembre 2007, 14:32

perfetto!

quindi niente norme specifiche, apparte quelle già utilizzate nei singoli comuni!

grazie :D


...mi ero anche sbagliato di un anno... :? :?
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 14:35

Interessante quanto scritto nel 1°vol della Storia del Diritto Nobiliare Italiana (degli Uberti-Pinotti) a proposito della nobiltà civica negli Stati della Chiesa a proposito di Bologna:
"tutti i cittadini bolognesi che sotto il cessato governo del Regno d'Italia napoleonico erano stati decorati del titolo di barone o conte avevano diritto ad essere iscritti nel Libro d'Oro. Chiunque avesse chiesto di essere iscritto alle famiglie nobili doveva giustificare la sua civile condizione fino al terzo grado diascendenti, dal lato di padre, e sino al secondo dal lato di madre.Doveva inoltre giustificare di possedere un'annua rendita libera da pesi di 2000 scudi romani per provvedere al trattamento della famiglia ed al suo decoro. Non poteva essere iscritto nel caso che egli stesso o il di lui padre da meno di 30 anni indietro avesse esercitato un'arte meccanica o vile, o vi avesse prestato la sua firma o nome. Era inoltre necessario professare la religione cattolica, ed essere nati da legittimo matrimonio, o legittimati per susseguente matrimonio".

Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 14:38

RFVS ha scritto:perfetto!

quindi niente norme specifiche, apparte quelle già utilizzate nei singoli comuni!

grazie :D


...mi ero anche sbagliato di un anno... :? :?


No, infatti, non vi erano norme specifiche, l'agnazione ai nobili era liberamente portata avanti dai singoli consigli decurionali, e poi riconosciuta dal Legato tramite una sorta di processo di cognizione.
Discorso diverso, ma neanche troppo, è fatto per l'ordine di Malta, di San Maurizio e Lazzaro e di Santo Stefano, che riconobbero la nobiltà patrizia di alcuni loro cavalieri, in secoli anteriori ai M.P. di Leone XIII.

vabbè dai... anno prima anno dopo..! :wink:
Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda RFVS » sabato 8 settembre 2007, 14:40

:wink:

..mi sembra ovvio che l'unico modo per conoscere le "norme" in oggetto è controllare gli statuti comunali del comune di interesse! :D
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 14:50

Giusta osservazione, ed ecco spiegato anche il motivo per cui nobili di una città a volte non venivano accettati dal consiglio dell'altra: questo non sarebbe potuto avvenire se ci fossero stati dei criteri universali (nello Stato) stabiliti per legge.

Potremmo riassumere le norme generali per l'agnazione al patriziato:
-Non aver mai esercitato arti meccaniche o vili
-aver contratto alleanze matrimoniali con famiglie patrizie
-aver avuto antenati consiglieri o magistrati o sindaci (gonfalonieri)
-avere un buon censo

ne troviamo degli altri? :wink:
Cosa curiosa è che non si fa riferimento alcuno al possesso di uno stemma gentilizio!

Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda RFVS » sabato 8 settembre 2007, 15:12

Giusta osservazione, ed ecco spiegato anche il motivo per cui nobili di una città a volte non venivano accettati dal consiglio dell'altra: questo non sarebbe potuto avvenire se ci fossero stati dei criteri universali (nello Stato) stabiliti per legge.


Hai ragionissima! questo è un fatto che spesso si dimentica.


..un'altra:

essere possidente e/o abitante nella città
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 15:14

RFVS ha scritto:..un'altra:

essere possidente e/o abitante nella città


Ovvio! :wink:


Michele :D
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda RFVS » sabato 8 settembre 2007, 15:15

..non credo ne esistano altre...
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda MMT » sabato 8 settembre 2007, 15:24

Sul fatto di dover abitare riporto a titolo d'esempio, che il cardinale, allora monsignor Fausto Poli (siamo nel 1618), allorchè venne ammesso alla cittadinanza di Cascia, fece abitare nella sua casa il cognato Policarpo Durantini, il quale potè esercitare la carica di consigliere comunale, in quanto affine dei Poli e residente in Cascia.


Michele
Ultima modifica di MMT il sabato 8 settembre 2007, 15:28, modificato 1 volta in totale.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Messaggioda RFVS » sabato 8 settembre 2007, 15:27

anche allora le amicizie... :wink:

...molti fatti simili sono accaduti anche tra 1600 e 1800 anche a Castelfidardo
RFVS
 
Messaggi: 2073
Iscritto il: mercoledì 15 agosto 2007, 11:40

Messaggioda Gian » sabato 8 settembre 2007, 20:49

molto interessante! confermo quanto si diceva sul Piemonte, almeno nella mia zona le famiglie molto antiche erano comitali sopratutto, pochissime marchionali e la restante parte con il titolo di signore. mi vengono in mente famiglie con titolo di signore veramente potenti(nel medioevo) indipendenti al punto da concedere loro gli statuti comunali. peccato che questi titoli siano stati forse un po' trascurati dal regno d'Italia.
molto interessante la spiegazione sulla nobiltà "di campagna" :D
Gian
Semper ad majora - Eadem non eadem

"hana wa sakuragi, hito wa bushi"
Gian
 
Messaggi: 546
Iscritto il: lunedì 22 maggio 2006, 23:31

Messaggioda FP » domenica 9 settembre 2007, 10:57

Carissimi,
per leggi canoniche intendevo leggi pontificie. Dunque, ove mancasse un libro d'oro (poichè andato distrutto), lo Stato procedeva con l'accertamento dell'esistenza della Nobiltà di Cloche.
Possiamo affermare, dunque, che nell'epoca post-napoleonica fu la cooptazione nei decurionati pontifici a determinare la divisione tra il ceto nobile, quello civile e quello popolare? Ho notato che all'inizio del XIX secolo, i membri delle famiglie da tempo ritenute viventi more nobilium, si trasmettevano, "de facto", la carica di Consigliere Comunale. Ci sono casi, nella mia famiglia, riguardanti questi passaggi di cariche (in una Comunità libera da vincoli feudali dal 1602). Quando il padre usciva dalla scena politica subentrava il figlio. Questo però accadeva solo per le famiglie del Primo Ceto e non per le altre; tuttavia non credo che una simile prassi fosse stata mai formalizzata, ritengo piuttosto che fosse "fisiologica" di una comunità. Tra l'altro, gli appartenenti al Decurionato Pontificio in questione facevano contrarre numerosi matrimoni tra i loro figli, dividendosi ancor più dagli altri ceti.
Francesco
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
Messaggi: 1568
Iscritto il: giovedì 20 marzo 2003, 15:39

PrecedenteProssimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 2 ospiti