da Massoud » sabato 8 settembre 2007, 16:32
Signor Lord Acton,
se permette, direi che forse mettere sullo stesso piano (per quanto solamente chiacchierando) la medaglia al merito Cri con le medaglie al valore delle quattro forze armate è un tantino eccessivo. Personalmente le ritengo più vicine alle croci al merito delle FA, e non per niente, anche nel medagliere, le decorazioni Cri sono poste dopo
tutte le decorazioni al valore e al merito, civili e militari, e dopo l'Omri.
Quanto alla disputa sul diploma al merito "nastrinato", la cosa lascia un po' perplesso pure me, in quanto, senza nulla togliere al prestigio del riconscimento, sarebbe come se la forza armata prevedesse un nastrino per un encomio, che è sì importante, ma non prevede "segni" portabili. A questo punto, forse, se proprio voleva creare un "segno" visibile per il diploma al merito, la Cri avrebbe potuto sostituirlo tout court con una nuova decorazione di livello più basso, inventando, che ne so, una "croce al merito", magari di bronzo e naturalmente ben distinta e distinguibile dalla gran croce. La gran croce e le medaglie d'oro, d'argento e di bronzo avrebbero riportato sul nastrino la stelletta del rispettvo metallo, mentre per questa chiamiamola "croce di bronzo al merito", in sostituzione del diploma al merito, sul nastrino non ci sarebbe stato nulla. A mio modestissimo avviso, inoltre, appare strano almeno quanto la decisione di "nastrinare" il diploma al merito, il fatto che i tre gradi di benemerenza abbiano una medaglia nastro, che oltretutto è appena passato a 37 millimetri, mentre una ricompensa di grado più elevato, ovvero il diploma al merito, non abbia invece alcun segno distintivo esteriore. Concordo con chi, in un post pochi giorni fa, aveva fatto notare l'assurdità, nel caso del diploma al merito, di portare un nastrino (magari al primo posto, vista l'importanza) con l'uniforme ordinaria, e di non avere alcun segno di quella medesima ricompensa quando è previsto di indossare sull'uniforme le insegne metalliche.
Forse, e chiudo chiedendo venia per la prolissità, in fase di revisione del suo sistema premiale, la Cri avrebbe dovuto considerare tutti gli aspetti in un contesto unitario e di maggior omogeneità.
"Ti co nu, nu co ti"
Giuseppe Viscovich, Perasto 1797