pietro maranca ha scritto:.... dimenticavo:
al Gen.mo Domenico Maria db preciso che nei "regesti Marciani" (sintesi degli atti notarili '500eschi, stipulati durante i mercati Lancianesi) appaiono alcuni Maranca che hanno acquistato matasse di canapa). In questo caso, si potrebbe concludere che alcuni Maranca avevano un'attività di costruzione di corde.
Mi piacerebbe sapere da dove di può dedurre che alcuni Maranca erano mercanti di sardelle.
Grazie per le precise informazioni sulla localizzazione dello stemma, che fa presupporre ad una Sua origine lancianese.
A presto Pietro Maranca
Gent.mo Pietro,
la fonte delle "sardelle" l'avevo citata, si tratta di una comunicazione verbale dello storico Florindo Carabba, autore di numerose pubblicazioni sulla storia lancianese.
Forse però è opportuno contestualizzarle.
Gli Stella Maranca Antinori erano considerati in città una famiglia piuttosto "snob" e forse per questo qualcuno ha provato somma soddisfazione nel trovare un documento che li vedeva coinvolti in un'attività non troppo aristocratica.
Si raccontano tanti aneddoti sugli ultimi esponenti del casato.
Lodovico Maranca Antinori è ricordato come un uomo arcigno e severo che impartì una rigida educazione ai tre figli della sorella Leonilde colpevole di aver sposato il figlio di un ricchissimo commerciante Raffaele di Filippo Stella. Era sedicente marchese in quanto figlio della sorella del "marchese" Crognali di Castel Nuovo il cui titolo pare fosse trasmissibile in linea femminile.
Sul volume "Lanciano Città d'arte e mercanti" è riportato un gustoso aneddoto che narra il comportamento di Ludovico Maranca al matrimonio di Maria Crognali di Castel Nuovo episodio che ben delinea il personaggio.
Le sue due nipoti donna Mariannina e donna Assuntina (appena avrò modo le invierò i dati anagrafici completi) rimasero zitelle, almeno secondo quanto mi è stato raccontato, perchè tutte le volte che si presentava un pretendente indicevano un "parlamento di famiglia" per decidere se il possibile sposo era "alto o basso", cioè se sposandolo si sarebbero alzate o abbassate socialmente ma pare che tutte le volte sia risultato "basso".
Ormai anziane destinarono il loro patrimonio ad opere di beneficienza, nello specifico la costruzione di una casa di riposo per persone meno fortunate di loro cioè nobili decaduti...
Le religiose che beneficiarono della loro generosità provvidero a creare un' Istituto che, fortunamente, non controlla gli alberi genealogici per l'ammissione.
Tornando a discorsi più seri, l'archivio di famiglia è andato completamente distrutto pare a seguito di un disturbo psichico di una delle sorelle Maranca che la portò in tarda età a sminuzzare tutte le carte che si trovava a portata di mano. Si sono salvate, poichè nascoste nel tiretto segreto di una scrivania, solamente alcune lettere, oggi conservate nell'Archivio Diocesano, nelle quali Gabriele d'Annunzio chiede a Filippo Stella Maranca di prestargli un po' di soldini...
Come riportato nell'altro topic Filippo Stella Maranca sposò Rachele Paolucci, sorella del Conte Raffaele Paolucci di Valmaggiore il quale era cresciuto in casa Maranca tanto da chiamare zie le cognate di sua sorella.
Rachele Paolucci era però vedova dell'Avv. Giuseppe del Bello dal quale aveva avuto un figlio Nicola, morto nel 1996, che stabilitosi a Napoli vi divenne un chirurgo di fama. Suo figlio Giuseppe si occupa di giornalismo medico - scientifico. Mi sono sempre ripromesso di domandare loro se conservano cimeli della famiglia Maranca ma non ci sono ancora riuscito.
Per ora mi fermo qui.
Sempre cordialmente.
Domenico Maria d. B.
"Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella" - Buccio di Ranallo.
Nescire quid ante quam natus sis acciderit, id est semper esse puerum (Cicerone)
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