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Geusillo Limonio ha scritto:.......a SI si fa ancora araldica viva mentre altrove pare morta, o almeno, come diceva W. Allen ,«non si sente molto bene». Credo che non abbiano nessuna tradizione, ma siano stati proprio inventati per "metterci qualcosa". Singolarissima l'omogeneità grafica cui pochi si sottraggono (ho una foto con un "di rosso alla croce patente scorciata").
Anche Pucci ha fatto «araldica viva», straordinariamente tale: se ci va, mi dica le sue impressioni. Tenga conto che la collezione è del 1958!


Geusillo Limonio ha scritto:...omissis... Dunque l'a. brutta e peggiore è per me proprio quella "moderna" non quella antica. Ma il pubblico spesso conosce sempre e solo quella là: perché appena chiede qualche informazione gli si spiattella devanti uno Spreti o altra roba da museo simile!

Geusillo Limonio ha scritto:Cara Marilisa (mi lasci intanto rallegrarmi per questo splendido e inusuale nome!),
La ringrazio; fu una creazione fantasiosa di un bimbo, cioé il mio fratellino maggiore, che all'epoca aveva 7 anni e che riunì in questa sintesi Elisabetta e Maria
sì ha visto giusto, l'avatar è un'invenzione scherzosa sul modello di quelle senesi!Lascio a Lei indovinare che c'è sotto... del resto pare facile.
...immagino la Fiorentina(giglio rosso in campo viola), in omaggio alla Sua ammirazione per la "viva araldica degli stadi"...
Il campo però lo pensavo, d'argento pieno, non a racemi: cioè un argento "damascato".
Mah, forse é meglio così: d'argento pieno sarebbe stato un po' carente di fantasia.
Vivo e morto: avevo in mente che l'a. viva è quella che si pratica sul serio come sistema simbolico in atto. Naturalmente non è detto che corrisponda più alle auree regole e alle classi sociali cui l'a. storica ha fatto riferimento.
Quella morta è quella - a mio parere - ingessata su un modello astratto, fisso, invariabile e limitata a una classe sociale come l'aristocrazia che ne pratica un uso un po' da "vestale" - potremmo dire, da custode di una sacra fiamma che come tale però interessa ben pochi ed è sottratta ai fedeli.
Esempi di a. viva come l'intendo io? la grafica commerciale e l'a. "sportiva" .
Io penso che in un'epoca in cui la nobiltà come categoria sociale riconosciuta non é più, é ovvio che l'Araldica “nuova” non vi corrisponda necessariamente; un certo tipo di famiglia si suppone possegga un suo stemma da secoli, perciò chi se ne dota oggi per forza di cose non appartiene alla stessa classe sociale dell’Araldica storica. Quanto alle regole, dipende dall’uso e dal fine di esso; io penso che nel caso, per esempio, dell’Araldica ecclesiastica, certe “auree regole”, come Lei le definisce, debbano essere rispettate, pur nella “contemporaneità” dell’espressione grafica. E’ ovvio che nella produzione dei simboli a scopi commerciali o calcistici, allora la libertà compositiva e grafica debba avere il sopravvento, ma non mi sentirei di definirla Araldica stricto sensu.
Benché i tifosi non lo sappiano, l'apparato simbolico del tifo sportivo è la pratica planetaria (di miliardi di persone) che inconsciamente e spontaneamente "funziona" come quelle dei cavalieri del XII s. e con gli stessi scopi.
Sono d’accordo in senso generale: il riferimento storico é calzante, nel senso che i cavalieri di oggi siano i calciatori, anche se le finalità di una partita di calcio sono in genereun po’ meno nobili di quelle di un torneo medievale....
Altro esempio: l'a. comunale e pubblica in genere, assai più flessibile (nel bene e nel male) di quella privata, e comunque oggi assai più significativa (mentre nel medioevo ho calcolato che a livello continentale non rappresentasse che l'1-2% degli stemmi). L'attuale regolamento araldico italiano per i comuni etc. è un es. di a. morta: isterilito, datato, roboante, mai modernizzato in maniera intelligente. In molti paesi europei questo invece è accaduto. Ma è accaduto sempre: l'a. è sempre mutata a seconda del gusto delle epoche. Quella barocca o ottocentesca (la più brutta mai fatta e purtroppo ancora oggi dominante) non aveva quasi più nessuna parentela con quella delle origini, per funzioni, rappresentatività sociale e stilemi grafici.
Ma questo direi che é naturale! Essendo l’Araldica, comunque, un’estensione dell’Arte, non può che seguirne il gusto e lo stile. Io, comunque, trovo differenza tra quella barocca e quella ottocentesca, ma questo é gusto personale. C’è chi preferisce il nudo candore di una cattedrale romanica pugliese e chi, al contrario, la ricchezza compositiva, icnografica e decorativa delle chiese del barocco romano...
Morta anche nel senso, che - ci faccia caso - gran parte dei reperti araldici dal 600 in poi sono ... di uso funebre.
Forse perché sono quelli che ci sono maggiormente pervenuti; quanti stemmi di palazzi, altari, mobili, libri si sono persiirrimediabilmente.
Nel medioevo (o oggi sugli spalti di uno stadio) l'a. era viva, gioiosa, libera, piena di ironia.
Ma anche più semplice e lineare...
Dal 600 in poi diventa una pompa che tende sempre più all'albero di natale.
Come tutta l’Arte barocca, secondo alcuni..
Coll'Ottocento, come dicevo s'è toccato il fondo: disastrosa l'introduzione sistematica e complicata del "timbro", che ha modificato l'a, delle origini duttile e ariosa in un medagliere da generale sovietico! Beninteso lungi da me pensare che l'a. viva - negli esempi che ho portato - sia irreprensibile, anzi! Però è appunto viva: magari brutta, ma viva. L'altra in fondo interessa solo i frequentatori di archivi.
Cioè gli storici!
E' un argomento su cui potremmo parlare per mesi!
Un caro saluto!
Geusillo Limonio ha scritto:p.s. scusi ho dimenticato di rispondere a un punto, che però è implicito in ciò che ho detto; quando lei dice «non riesco a comprendere appieno la definizione di morta in senso deteriore, riferita a qualsiasi cosa che appartenga al passato». Siamo perfettamente d'accordo, faccio lo storico e dunque non potrei non esserlo. No, volevo dire: viva/morta non corrisponde a moderna/antica.
Adesso é tutto chiaro
E' una distinzione che attraversa tutta la storia dell'a. nei suoi vari periodi. Come ho detto, si riferisce ssenzialmente all'uso, non alla maggiore o minore antichità. L'a. più moderna, tanto per intenderci, e paradosslamente, resta per me quella medievale! Come dicevo, il "timbro", malefica pratica moderna - cioè devastante dal 500 in poi, ha peggiorato l'araldica. Dunque l'a. brutta e peggiore è per me proprio quella "moderna" non quella antica. Ma il pubblico spesso conosce sempre e solo quella là: perché appena chiede qualche informazione gli si spiattella devanti uno Spreti o altra roba da museo simile!


Geusillo Limonio ha scritto:p.s.: ovviamente sul giglio ha visto giusto; fui vaccinato da piccolo con inchiostro viola (porpora) e non c'è rimedio.
Forza Fiorentina, allora...![]()
Geusillo Limonio ha scritto:p.s.; complimenti al fratellino, Marilisa,
grazie, presenterò...
e una precisazione, il giglio della F. è rosso in campo bianco, "regolamentare". Il viola si potrebbe definire un colore di livrea. Il mio gigio però è oro, per ricordare quelli della mia città natale, Prato, che D'Annunzio chiamava «ingigliata figlia di Fiorenza»...
Una “variazione sul tema”, insomma...


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