Michele
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si arriva in cielo
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
antonio p. v. g. ha scritto:Mi si perdoni l'esempio forse troppo estremo... Al collo di un Vescovo questo oggetto d'oro (o argento dorato...) è al suo posto ed ha un altissimo significato. Al collo di un giovanotto che passa il sabato sera in discoteca con una camicia hawaiana sarebbe decisamente fuori luogo!
si arriva in cieloBatman ha scritto:come in ogni ambito la regola diventa dogma per le persone dalla misera fantasia. Basti pensare a quelli che portano la polo chiusa fino all'ultimo bottone o che sfoggiano perennemente ed in ogno occasione il completo nero e la camicia bianca...cero si va sulla regola, sul classico e dunque al sicuro...ma certamente non si fa la figura di un uomo con stile! Diciamo che un esempio concreto può essere il seguente, vi sono due persone che hanno il sogno di costruire case, la prima fà della regola dogma applicandola in maniera ineccepibile come da manuale, il secondo ogni tanto se ne infischia delle regole e sperimanta ottenendo anche ogni tanto brutti risultati. Bè il primo diventerà un triste geomatra che costruirà villette a schiera e garage in campagna per il resto della sua vita considerato un professionista da tutti, il secondo diverrà un architetto di successo, apprezzato da alcuni e diaprezzato da altri ma costruirà teatri, ville e palazzi pubblici...direi che vi è una bella differenza!
Batman ha scritto:Certo che un personaggio dalla camicia hawaiana, il crocefisso da un kilo ed il mercedes 240 del '76 con fodere leopardate è il non plus ultra del cattivo gusto! E ce ne sono.
Tornando al tema sono però convinto che l'oro in quanto accessorio richieda una certa misura nell'ostentazione e nell'abbinamento con l'abbigliamento, in particolar modo se l'oro in questione è rappresentato da un oggetto di foggia particolare. A mio modesto parere credo che comunque vi sia un errore di fondo: la regola, in questo caso esemplificata dalla catenina d'oro con l'immagine della Beata Vergine portata esclusivamente sotto la camicia, deve essere riferimento e non dogma, difatti come in ogni ambito la regola diventa dogma per le persone dalla misera fantasia. Basti pensare a quelli che portano la polo chiusa fino all'ultimo bottone o che sfoggiano perennemente ed in ogno occasione il completo nero e la camicia bianca...cero si va sulla regola, sul classico e dunque al sicuro...ma certamente non si fa la figura di un uomo con stile! Diciamo che un esempio concreto può essere il seguente, vi sono due persone che hanno il sogno di costruire case, la prima fà della regola dogma applicandola in maniera ineccepibile come da manuale, il secondo ogni tanto se ne infischia delle regole e sperimanta ottenendo anche ogni tanto brutti risultati. Bè il primo diventerà un triste geomatra che costruirà villette a schiera e garage in campagna per il resto della sua vita considerato un professionista da tutti, il secondo diverrà un architetto di successo, apprezzato da alcuni e diaprezzato da altri ma costruirà teatri, ville e palazzi pubblici...direi che vi è una bella differenza!

M.Brivio ha scritto:@ Antonio p.v.g. : il valore di un uomo sono soprattutto le sue azioni, non solo il suo casato.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
M.Brivio ha scritto:Egr. Sig. G.Grifeo di Partanna,
la rottura ad ogni costo a mio parere è inutile, forzata e fine a se stessa, ma penso che ogni tanto fare un'eccezione alla regola non sia negativo. Ad ogni modo, sono solo opinioni discordanti. Ognuno è libero di vestirsi come meglio crede.
@ Batman: La ringrazio![]()
Cordialmente,
Marco Brivio
Anche questo è un modo un po' rigido per classificare i comportamenti. Il genio non vuol dire sempre sregolatezza, o mettersi fuori dagli schemi.
Ancora di più: i migliori esempi di fantasia e quindi di freschezza mentale, o vivacità, li ho visti in persone che nel pieno della classica regola, quella definita "sicura", sanno inserire elementi (un accessorio, un certo tipo di cravatta, un colore nella camicia - insomma, spazio alla fantasia) di "rottura" che in quanto inaspettati, colpiscono e danno il vero senso dell'originalità, pur inseriti in un ambito classico.
La rottura a ogni costo, la non conformità alla classicità in ogni suo aspetto, ha portato spesso a combinazioni che hanno avuto il solo scopo di richiamare a ogni costo l'attenzione... alla ricerca di un'originalità che non si possiede dentro: come sposare in toto e per la propria persona, l'immagine pubblicitaria di un/una modello/modella visto/a su una rivista. Non è una scelta personale, ma travestimento. La catena, magari grossa e d'oro, sul maglione, sul collo alto, sulla camicia e altri eccessi del tutto pacchiani, solo questo hanno come messaggio.
Di contro, è bene ricordare che la classicità non è MAI sicura. Se non la si sa gestire, fa sembrare artificiosi. Finti e fuori contesto. Per padroneggiarla bene occorre vivacità mentale, nulla di staticamente comodo.
Batman ha scritto:Anche questo è un modo un po' rigido per classificare i comportamenti. Il genio non vuol dire sempre sregolatezza, o mettersi fuori dagli schemi.
Ancora di più: i migliori esempi di fantasia e quindi di freschezza mentale, o vivacità, li ho visti in persone che nel pieno della classica regola, quella definita "sicura", sanno inserire elementi (un accessorio, un certo tipo di cravatta, un colore nella camicia - insomma, spazio alla fantasia) di "rottura" che in quanto inaspettati, colpiscono e danno il vero senso dell'originalità, pur inseriti in un ambito classico.
La rottura a ogni costo, la non conformità alla classicità in ogni suo aspetto, ha portato spesso a combinazioni che hanno avuto il solo scopo di richiamare a ogni costo l'attenzione... alla ricerca di un'originalità che non si possiede dentro: come sposare in toto e per la propria persona, l'immagine pubblicitaria di un/una modello/modella visto/a su una rivista. Non è una scelta personale, ma travestimento. La catena, magari grossa e d'oro, sul maglione, sul collo alto, sulla camicia e altri eccessi del tutto pacchiani, solo questo hanno come messaggio.
Di contro, è bene ricordare che la classicità non è MAI sicura. Se non la si sa gestire, fa sembrare artificiosi. Finti e fuori contesto. Per padroneggiarla bene occorre vivacità mentale, nulla di staticamente comodo.
Gen.le signor Grifeo,
concordo pienamente con Lei, difatti sono convintissimo cho lo stile nuovo nasca sempre da una rivisitazione o da una modifica se pur sostanziale di quello che è venuto prima, basti pensare ad innumerevoli esempi in quella che è la storia dell'arte. Rimanendo nel nostro tema, direi che sicuramente le persone di stile e dunque con una certa originalità, spesso sono quelle che hanno l'abilità di interpretare con leggerezza e freschezza il Classico aggiungendoci quel qualcosa in più che lo rende una manifestazione della loro individualità.
Concordo con Lei, anche in quella che è la sua riflessione sul non ritenere il Classico un qualcosa di assolutamente sicuro, ma certamente concorderà con me nel ritenerlo in ogni sua manifestazione ed in ogni ambito un porto ben accomodante confronto al mare aperto rappresentato dal Nuovo. Solo una cosa può far avventurare le persone nel campo dell'originalità senza farle apparire artificiose quando va bene, volgari e pacchiane quando va male, e questo senza ombra di dubbio è il senso della composizione, la capacita di curare il particolare tenendo conto del suo ruolo e del suo impatto nel contesto generale...ecco qui vi è il nostro punto di incontro: il senso della composizione richiede equilibrio ed armonia, cose che si conquistano militando nelle schiere del Classico, certamente però per esserne rappresentante e non schiavo bisogna anche abbandonarlo a volte...preventivando qualche, augurandoci non clamorosa, caduta di stile! Elemento inmanacabile dell'evoluzione e della sperimentazione in ogni caso ed in qualsiasi disciplina le suddette appaiano, credo che prove concrete di ciò si possano trovare nella storia figurativa dell'araldica.
Saluti Bataman

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