L'uomo e l'oro

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda MMT » sabato 14 luglio 2007, 11:46

Bisogna tener presente che un'impresa è qualcosa di più evoluto di uno stemma e comprende spesso molti più elementi: forse uno anello non è il posto ideale per farla incidere per due motivi. Il primo è che ha una superficie molto limitata, il seconodo è che non so quanto potrebbe esser legibbile sulla ceralacca o sulla stessa superficie incisa.

Michele :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 luglio 2007, 12:16

Esattissima osservazione, caro Michele.

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Messaggioda doretta » sabato 14 luglio 2007, 12:38

Gentilissimi signori, sorrido di cuore quando leggo alcune delle vostre simpatiche risposte; premesso che un parere, una osservazione, un quesito è sempre lietamente accetto anche se non proprio attinente all'argomento del forum, esprimo la mia opinione riguardo all'eleganza della catenina d'oro al collo di un uomo: a volte indossiamo feticci, cordoncini, campanellini oggetti senza bellezza nè valore economico che però posseggono un tesoro di ricordi e legami e non ci importa affatto se sono intonati all'abito o alla situazione, li portiamo con noi perchè in qualche modo la persona che ce li ha donati o la situazione vissuta possa essere sempre con noi. Quindi io non guarderei tanto la catenina d'oro, ma quanto quell'oggetto smetta di essere solo un monile.
Ultima modifica di doretta il domenica 15 luglio 2007, 20:32, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antonio Pompili » sabato 14 luglio 2007, 12:59

Oltre che su un "classico" anello uno stemma potrebbe ornare anche altri oggetti d'oro ad uso di un uomo. In un negozio per le strade del centro di Roma ho visto esposti dei gemelli a forma di scudo sannitico decorati con degli smalti (nel senso di smalti da oreficeria) riproducenti vere e proprie armi (di fantasia probabilmente). Una soluzione originale, ma che personalmente non apprezzo molto. Personalmente non uso molto i gemelli (se non, in rare occasioni, un paio di gemelli di forma carrè delicatamente incisi, donatimi dai miei genitori: hanno per me un valore più affettivo che decorativo). Ma i gemelli sono comunque un elemento decorativo "a scomparsa". Se proprio si vuol portare un segno distintivo riproducente il proprio stemma la cosa più logica (mi sembra) è che - con il dovuto buon gusto di cui si è già parlato - sia portato in evidenza, sulle mani... In fondo un uomo non ha qualcosa di più prezioso delle sue radici, della sua storia, della sua famiglia. Il valore di un uomo è il valore del suo casato. Un oggetto in oro, un metallo di "valore materiale", che riproduca il simbolo del proprio "valore interiore" (e dei propri valori), può esser davvero significativo. Certo, sul significato e sull'opportunità di altri usi si può discutere. Una cosa è certa: non si può applicare gli stessi schemi per tutti, neanche in simili questioni. Penso ad esempio ad una grossa collana in oro, con una vistosa croce pendente da essa... Mi si perdoni l'esempio forse troppo estremo... Al collo di un Vescovo questo oggetto d'oro (o argento dorato...) è al suo posto ed ha un altissimo significato. Al collo di un giovanotto che passa il sabato sera in discoteca con una camicia hawaiana sarebbe decisamente fuori luogo!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 luglio 2007, 13:02

antonio p. v. g. ha scritto:Mi si perdoni l'esempio forse troppo estremo... Al collo di un Vescovo questo oggetto d'oro (o argento dorato...) è al suo posto ed ha un altissimo significato. Al collo di un giovanotto che passa il sabato sera in discoteca con una camicia hawaiana sarebbe decisamente fuori luogo!


Ragionamento ineccepibile, carissimo: omnia est secundum quid, et non absolute!
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Messaggioda Aesculapius » sabato 14 luglio 2007, 15:25

Cari amici,
intendevo dire, e chiedo venia se non sono riuscito ad esprimere in pieno il mio pensiero, che ad esempio una salamandra tra le fiamme su un anello sarebbe molto molto interessante... alcuni stemmi molto complessi cosi' come alcune imprese sono di difficile gestione anche per il migliore degli orafi.

Saluti
dott. Antonio Russo, MD
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Vorrei capir cos'è questo strano desio di saper oltre
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Messaggioda Batman » lunedì 16 luglio 2007, 13:36

Certo che un personaggio dalla camicia hawaiana, il crocefisso da un kilo ed il mercedes 240 del '76 con fodere leopardate è il non plus ultra del cattivo gusto! E ce ne sono.
Tornando al tema sono però convinto che l'oro in quanto accessorio richieda una certa misura nell'ostentazione e nell'abbinamento con l'abbigliamento, in particolar modo se l'oro in questione è rappresentato da un oggetto di foggia particolare. A mio modesto parere credo che comunque vi sia un errore di fondo: la regola, in questo caso esemplificata dalla catenina d'oro con l'immagine della Beata Vergine portata esclusivamente sotto la camicia, deve essere riferimento e non dogma, difatti come in ogni ambito la regola diventa dogma per le persone dalla misera fantasia. Basti pensare a quelli che portano la polo chiusa fino all'ultimo bottone o che sfoggiano perennemente ed in ogno occasione il completo nero e la camicia bianca...cero si va sulla regola, sul classico e dunque al sicuro...ma certamente non si fa la figura di un uomo con stile! Diciamo che un esempio concreto può essere il seguente, vi sono due persone che hanno il sogno di costruire case, la prima fà della regola dogma applicandola in maniera ineccepibile come da manuale, il secondo ogni tanto se ne infischia delle regole e sperimanta ottenendo anche ogni tanto brutti risultati. Bè il primo diventerà un triste geomatra che costruirà villette a schiera e garage in campagna per il resto della sua vita considerato un professionista da tutti, il secondo diverrà un architetto di successo, apprezzato da alcuni e diaprezzato da altri ma costruirà teatri, ville e palazzi pubblici...direi che vi è una bella differenza!
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Messaggioda M.Brivio » lunedì 16 luglio 2007, 13:50

Batman ha scritto:come in ogni ambito la regola diventa dogma per le persone dalla misera fantasia. Basti pensare a quelli che portano la polo chiusa fino all'ultimo bottone o che sfoggiano perennemente ed in ogno occasione il completo nero e la camicia bianca...cero si va sulla regola, sul classico e dunque al sicuro...ma certamente non si fa la figura di un uomo con stile! Diciamo che un esempio concreto può essere il seguente, vi sono due persone che hanno il sogno di costruire case, la prima fà della regola dogma applicandola in maniera ineccepibile come da manuale, il secondo ogni tanto se ne infischia delle regole e sperimanta ottenendo anche ogni tanto brutti risultati. Bè il primo diventerà un triste geomatra che costruirà villette a schiera e garage in campagna per il resto della sua vita considerato un professionista da tutti, il secondo diverrà un architetto di successo, apprezzato da alcuni e diaprezzato da altri ma costruirà teatri, ville e palazzi pubblici...direi che vi è una bella differenza!


Concordo pienamente!

@ Antonio p.v.g. : il valore di un uomo sono soprattutto le sue azioni, non solo il suo casato.

Cordialmente,
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Messaggioda Batman » giovedì 19 luglio 2007, 15:54

Concordo pienamente!

@ Antonio p.v.g. : il valore di un uomo sono soprattutto le sue azioni, non solo il suo casato.

Sono lieto della Sua approvazione e, concordo pienamente con Lei per l'affermazione sul valore di un individuo.
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » venerdì 20 luglio 2007, 16:39

Batman ha scritto:Certo che un personaggio dalla camicia hawaiana, il crocefisso da un kilo ed il mercedes 240 del '76 con fodere leopardate è il non plus ultra del cattivo gusto! E ce ne sono.
Tornando al tema sono però convinto che l'oro in quanto accessorio richieda una certa misura nell'ostentazione e nell'abbinamento con l'abbigliamento, in particolar modo se l'oro in questione è rappresentato da un oggetto di foggia particolare. A mio modesto parere credo che comunque vi sia un errore di fondo: la regola, in questo caso esemplificata dalla catenina d'oro con l'immagine della Beata Vergine portata esclusivamente sotto la camicia, deve essere riferimento e non dogma, difatti come in ogni ambito la regola diventa dogma per le persone dalla misera fantasia. Basti pensare a quelli che portano la polo chiusa fino all'ultimo bottone o che sfoggiano perennemente ed in ogno occasione il completo nero e la camicia bianca...cero si va sulla regola, sul classico e dunque al sicuro...ma certamente non si fa la figura di un uomo con stile! Diciamo che un esempio concreto può essere il seguente, vi sono due persone che hanno il sogno di costruire case, la prima fà della regola dogma applicandola in maniera ineccepibile come da manuale, il secondo ogni tanto se ne infischia delle regole e sperimanta ottenendo anche ogni tanto brutti risultati. Bè il primo diventerà un triste geomatra che costruirà villette a schiera e garage in campagna per il resto della sua vita considerato un professionista da tutti, il secondo diverrà un architetto di successo, apprezzato da alcuni e diaprezzato da altri ma costruirà teatri, ville e palazzi pubblici...direi che vi è una bella differenza!


Anche questo è un modo un po' rigido per classificare i comportamenti. Il genio non vuol dire sempre sregolatezza, o mettersi fuori dagli schemi.
Ancora di più: i migliori esempi di fantasia e quindi di freschezza mentale, o vivacità, li ho visti in persone che nel pieno della classica regola, quella definita "sicura", sanno inserire elementi (un accessorio, un certo tipo di cravatta, un colore nella camicia - insomma, spazio alla fantasia) di "rottura" che in quanto inaspettati, colpiscono e danno il vero senso dell'originalità, pur inseriti in un ambito classico.

La rottura a ogni costo, la non conformità alla classicità in ogni suo aspetto, ha portato spesso a combinazioni che hanno avuto il solo scopo di richiamare a ogni costo l'attenzione... alla ricerca di un'originalità che non si possiede dentro: come sposare in toto e per la propria persona, l'immagine pubblicitaria di un/una modello/modella visto/a su una rivista. Non è una scelta personale, ma travestimento. La catena, magari grossa e d'oro, sul maglione, sul collo alto, sulla camicia e altri eccessi del tutto pacchiani, solo questo hanno come messaggio.
Di contro, è bene ricordare che la classicità non è MAI sicura. Se non la si sa gestire, fa sembrare artificiosi. Finti e fuori contesto. Per padroneggiarla bene occorre vivacità mentale, nulla di staticamente comodo.
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Messaggioda M.Brivio » domenica 22 luglio 2007, 15:46

Egr. Sig. G.Grifeo di Partanna,
la rottura ad ogni costo a mio parere è inutile, forzata e fine a se stessa, ma penso che ogni tanto fare un'eccezione alla regola non sia negativo. Ad ogni modo, sono solo opinioni discordanti. Ognuno è libero di vestirsi come meglio crede.

@ Batman: La ringrazio :)

Cordialmente,
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Messaggioda Antonio Pompili » domenica 22 luglio 2007, 16:01

M.Brivio ha scritto:@ Antonio p.v.g. : il valore di un uomo sono soprattutto le sue azioni, non solo il suo casato.


Sono d'accordo anch'io... Ma parzialmente e con le dovute precisazioni.
Innanzitutto, se dobbiamo parlare di "azioni", queste - a rigor di termini - non sono un "valore" ma manifestano un valore (o un insieme o bagaglio o patrimonio di valori)...
A questo si aggiunga che la mia precedente affermazione: "il valore di un uomo è il valore del suo casato" non significa certo dire che il primo si esaurisce nel secondo. Per intenderci meglio: io oggi, godo dell'insieme dei valori umani e spirituali che ho ricevuto dalla mia famiglia, dai miei genitori. Una eredità molto più preziosa di grandi quantità di oro o gioielli (per rimanere in tema...)! Ma questo "valore" sarebbe ben poca cosa (e avrebbe dunque ben poco... valore!) se non fosse stato "con-validato" dalla mia personale adesione e interiorizzazione di esso, oltre che "avvalorato" dai valori che posso personalmente aver acquisito e maturato (almeno me lo auguro!) lungo il corso degli anni. Questo mi sembra evidente! :wink:

Cordialmente. :)
Antonio
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Messaggioda Roberto Filo della Torre » domenica 22 luglio 2007, 18:47

M.Brivio ha scritto:Egr. Sig. G.Grifeo di Partanna,
la rottura ad ogni costo a mio parere è inutile, forzata e fine a se stessa, ma penso che ogni tanto fare un'eccezione alla regola non sia negativo. Ad ogni modo, sono solo opinioni discordanti. Ognuno è libero di vestirsi come meglio crede.

@ Batman: La ringrazio :)

Cordialmente,
Marco Brivio


piano-piano :)
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Messaggioda Batman » lunedì 23 luglio 2007, 14:10

Anche questo è un modo un po' rigido per classificare i comportamenti. Il genio non vuol dire sempre sregolatezza, o mettersi fuori dagli schemi.
Ancora di più: i migliori esempi di fantasia e quindi di freschezza mentale, o vivacità, li ho visti in persone che nel pieno della classica regola, quella definita "sicura", sanno inserire elementi (un accessorio, un certo tipo di cravatta, un colore nella camicia - insomma, spazio alla fantasia) di "rottura" che in quanto inaspettati, colpiscono e danno il vero senso dell'originalità, pur inseriti in un ambito classico.

La rottura a ogni costo, la non conformità alla classicità in ogni suo aspetto, ha portato spesso a combinazioni che hanno avuto il solo scopo di richiamare a ogni costo l'attenzione... alla ricerca di un'originalità che non si possiede dentro: come sposare in toto e per la propria persona, l'immagine pubblicitaria di un/una modello/modella visto/a su una rivista. Non è una scelta personale, ma travestimento. La catena, magari grossa e d'oro, sul maglione, sul collo alto, sulla camicia e altri eccessi del tutto pacchiani, solo questo hanno come messaggio.
Di contro, è bene ricordare che la classicità non è MAI sicura. Se non la si sa gestire, fa sembrare artificiosi. Finti e fuori contesto. Per padroneggiarla bene occorre vivacità mentale, nulla di staticamente comodo.


Gen.le signor Grifeo,
concordo pienamente con Lei, difatti sono convintissimo cho lo stile nuovo nasca sempre da una rivisitazione o da una modifica se pur sostanziale di quello che è venuto prima, basti pensare ad innumerevoli esempi in quella che è la storia dell'arte. Rimanendo nel nostro tema, direi che sicuramente le persone di stile e dunque con una certa originalità, spesso sono quelle che hanno l'abilità di interpretare con leggerezza e freschezza il Classico aggiungendoci quel qualcosa in più che lo rende una manifestazione della loro individualità.
Concordo con Lei, anche in quella che è la sua riflessione sul non ritenere il Classico un qualcosa di assolutamente sicuro, ma certamente concorderà con me nel ritenerlo in ogni sua manifestazione ed in ogni ambito un porto ben accomodante confronto al mare aperto rappresentato dal Nuovo. Solo una cosa può far avventurare le persone nel campo dell'originalità senza farle apparire artificiose quando va bene, volgari e pacchiane quando va male, e questo senza ombra di dubbio è il senso della composizione, la capacita di curare il particolare tenendo conto del suo ruolo e del suo impatto nel contesto generale...ecco qui vi è il nostro punto di incontro: il senso della composizione richiede equilibrio ed armonia, cose che si conquistano militando nelle schiere del Classico, certamente però per esserne rappresentante e non schiavo bisogna anche abbandonarlo a volte...preventivando qualche, augurandoci non clamorosa, caduta di stile! Elemento inmanacabile dell'evoluzione e della sperimentazione in ogni caso ed in qualsiasi disciplina le suddette appaiano, credo che prove concrete di ciò si possano trovare nella storia figurativa dell'araldica.

Saluti Bataman [/quote]
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » martedì 24 luglio 2007, 11:21

Batman ha scritto:
Anche questo è un modo un po' rigido per classificare i comportamenti. Il genio non vuol dire sempre sregolatezza, o mettersi fuori dagli schemi.
Ancora di più: i migliori esempi di fantasia e quindi di freschezza mentale, o vivacità, li ho visti in persone che nel pieno della classica regola, quella definita "sicura", sanno inserire elementi (un accessorio, un certo tipo di cravatta, un colore nella camicia - insomma, spazio alla fantasia) di "rottura" che in quanto inaspettati, colpiscono e danno il vero senso dell'originalità, pur inseriti in un ambito classico.

La rottura a ogni costo, la non conformità alla classicità in ogni suo aspetto, ha portato spesso a combinazioni che hanno avuto il solo scopo di richiamare a ogni costo l'attenzione... alla ricerca di un'originalità che non si possiede dentro: come sposare in toto e per la propria persona, l'immagine pubblicitaria di un/una modello/modella visto/a su una rivista. Non è una scelta personale, ma travestimento. La catena, magari grossa e d'oro, sul maglione, sul collo alto, sulla camicia e altri eccessi del tutto pacchiani, solo questo hanno come messaggio.
Di contro, è bene ricordare che la classicità non è MAI sicura. Se non la si sa gestire, fa sembrare artificiosi. Finti e fuori contesto. Per padroneggiarla bene occorre vivacità mentale, nulla di staticamente comodo.


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concordo pienamente con Lei, difatti sono convintissimo cho lo stile nuovo nasca sempre da una rivisitazione o da una modifica se pur sostanziale di quello che è venuto prima, basti pensare ad innumerevoli esempi in quella che è la storia dell'arte. Rimanendo nel nostro tema, direi che sicuramente le persone di stile e dunque con una certa originalità, spesso sono quelle che hanno l'abilità di interpretare con leggerezza e freschezza il Classico aggiungendoci quel qualcosa in più che lo rende una manifestazione della loro individualità.
Concordo con Lei, anche in quella che è la sua riflessione sul non ritenere il Classico un qualcosa di assolutamente sicuro, ma certamente concorderà con me nel ritenerlo in ogni sua manifestazione ed in ogni ambito un porto ben accomodante confronto al mare aperto rappresentato dal Nuovo. Solo una cosa può far avventurare le persone nel campo dell'originalità senza farle apparire artificiose quando va bene, volgari e pacchiane quando va male, e questo senza ombra di dubbio è il senso della composizione, la capacita di curare il particolare tenendo conto del suo ruolo e del suo impatto nel contesto generale...ecco qui vi è il nostro punto di incontro: il senso della composizione richiede equilibrio ed armonia, cose che si conquistano militando nelle schiere del Classico, certamente però per esserne rappresentante e non schiavo bisogna anche abbandonarlo a volte...preventivando qualche, augurandoci non clamorosa, caduta di stile! Elemento inmanacabile dell'evoluzione e della sperimentazione in ogni caso ed in qualsiasi disciplina le suddette appaiano, credo che prove concrete di ciò si possano trovare nella storia figurativa dell'araldica.

Saluti Bataman


Si, indubbiamente, da questa prospettiva ci ritroviamo del tutto. Nuovo o classico, sono ambiti da saper gestire, altrimenti il risultato sarà ugualmente disastroso, senza equilibrio e armonia. :) :wink:
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