Blasoni Bolognesi

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Il "duomo" di Bologna, e i Savioli

Messaggioda Sigillum1 » sabato 14 luglio 2007, 15:34

Non ho casualmente usato, nel mio recente intervento su San Petronio, il termine "tempio" civico...mutuato da uno stimato medievista bolognese: il termine duomo infatti, la domus della comunità dei fedeli di una città, non esiste a Bologna, dove due sono le sedi di riferimento del culto e la seconda, fu costruita assai tardivamente (rispetto alla media dei "duomi"), per gli scopi che i due interventi bolognesi hanno sottolineato, mi sembra, con comparabile orgoglio...
Interessante il dibattito sullo stemma di Ludovico Savioli e sulla genealogia delle due (credevo) famiglie bolognesi che portano quel nome e interessante sarebbe conoscere la provenienza e l'autore del testo che, di fatto, farebbe delle due un'unica famiglia...Posso domandare i riferimenti bibliografici?
Osservo che lo stemma con il quarto caricato dall'orso compare nelle Insignia degli Anziani di Bologna tardivamente; nel primo, all'inizio del '700, il quarto non c'è. Che si il segno di un'assunzione tardiva e di dubbia credibilità, come suggeriva il nostro saggio frate? Un cordiale saluto. Silvia
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Re: Il "duomo" di Bologna, e i Savioli

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 luglio 2007, 15:49

Sigillum1 ha scritto:Osservo che lo stemma con il quarto caricato dall'orso compare nelle Insignia degli Anziani di Bologna tardivamente; nel primo, all'inizio del '700, il quarto non c'è. Che si il segno di un'assunzione tardiva e di dubbia credibilità, come suggeriva il nostro saggio frate?


...sempre ammesso e non concesso che sia :shock: davvero un orso...

...per rimanere in assonanza col resto dell'arma, potrebbe anche :wink: essere un armellino...

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L'orso dei Savioli

Messaggioda Sigillum1 » sabato 14 luglio 2007, 16:05

Orso, caro frate, secondo la descrizione di Plessi dello stemma delle Insignia Bolognesi: precisamente: cantone d'argento all'orso passante di nero, mentre, confortami, ho un momento di dubbio, quello portato da Ludovico ha un orso ritto, giusto? E per il campo incerto, sempre Plessi, lo definisce "pelliccia d'ermellino". Ciao. Silvia
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Re: L'orso dei Savioli

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 luglio 2007, 16:19

Sigillum1 ha scritto:quello portato da Ludovico ha un orso ritto, giusto?


...o meglio :wink: levato, visto che è in posizione di passante...

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Messaggioda FML » sabato 14 luglio 2007, 16:23

dpascale ha scritto:(...) rileggo ora un'intervento piuttosto recente, si parla del castello di Mognano (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=4686):

L'unica altra informazione che ho di quel castello è che nel medioevo
appartenne o alla famiglia Caccianemici o alla famiglia Savioli,
oppure a tutte e due in tempi diversi, essendo imparentate tra loro.
Erano due famiglie di parte guelfa, fazione soccombente (attorno al
1330) nel controllo della città di Bologna.
Amadasio Savioli, più o meno in quell'anno, dovette emigrare a
Padova con tutta la famiglia per non finire impiccato : può anche darsi
che gli avessero raso al suolo il castello a seguito delle vicende di cui
sopra. I Savioli tornarono a Bologna nel 1712 e ripresero possesso
del loro palazzo nel centro città ma del castello nessuno parlò più.
grazie, gheghe61

Dunque, potrebbe essere che l'orso nello stemma Savioli sia veramente da ricollegarsi ai Caccianemici... (...)

Gentile sig. Daniele,

sono molto chiari e condivisibili (salvo prove documentali) i dubbi che nutre nei confronti di un eventuale collegamento genealogico ed araldico tra i Savioli di Padova e quelli originari di Bologna.
Per quello che concerne l'aspetto araldico della questione, mi sembra, tuttavia, che non si possa affermare quale delle due famiglie abbia eventualmente mutuato lo stemma dall'altra.
Stando ai fatti qui dibattuti, si può asserire (sempre salvo prove documentali) che l'importante presenza nell'arma Savioli di quel cantone d'argento all'orso levato di nero che tanto rimanda (nel contesto bolognese) al celebre stemma dei Caccianemici, è la prova evidente di un'eventuale discendenza, reale o presunta, vantata dai Savioli nei confronti dell'antica famiglia pontificia.

Grazie :) per le interessanti notizie!

Cordialmente,
Ferrante
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Messaggioda mcs » sabato 14 luglio 2007, 16:34

Beh... :roll: ...ne avevo quasi la certezza :P !

Se si guarda attentamente il disegno del Canetoli, non ci si può confondere...

Piuttosto, il Dizionario Storico-Blasonico del Crollalanza, riporta entrambe le famiglie Savioli: quella di Bologna Spaccato, nel 1° d'armellino al quarto franco d'argento; nel secondo bandato d'oro e d'azzurro e quella di Padova Spaccato, nel 1° piumettato d'argento, ciascuna piuma caricata di una mosca di armellino di nero; nel 2° bandato d'azzurro e d'oro.
Il Dizionario Storico- Araldico di Pasini Frassoni riporta i Savioli come "antichi bolognesi che passarono a Modena e da questa città si trasferirono a Cento e a Ferrara"; così li blasona Spaccato: nel 1° squamato d'argento, nel 2° bandato d'argento e di rosso.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 luglio 2007, 16:38

Lo squamato prevede però che ogni squama sia "liscia" e priva di ogni segno interno...

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Messaggioda Guido5 » sabato 14 luglio 2007, 17:21

Cari amici,
per spiegare il legame fra Caccianemici e la figura dell’orso mi sembra interessante a questo punto citare il “topic” di gheghe61 (un Savioli!) a http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=4153. Savioli scrive tra l’altro che dall’albero genealogico del manoscritto Carati (Archiginnasio di Bologna) risulta evidente che all'epoca di Papa Lucio II la sua famiglia non aveva ancora il cognome Caccianemico, successivo di due-tre generazioni. Il pontefice, in vita, sarebbe stato definito Gerardo d'Alberto d'Orso perchè questi erano i nomi di suo padre e di suo nonno.
A riprova ripeto che l'«Annuario pontificio» non attribuisce un cognome a Lucio II ma ne parla come "Bolognese, Gerardo, 12.III.1144 - 15.II.1145". Per quanto riguarda lo stemma, è chiaro che era un po' presto perché potesse averne uno.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda dpascale » sabato 14 luglio 2007, 17:24

Gentilissimi,

incuriosito da questa vicenda familiare, sono andato a sfogliare il Guidicini (GUIDICINI Giuseppe, Cose Notabili della città di Bologna, ossia Storia Cronologica de' suoi Stabili Pubblici e Privati, Bologna 1868), una monumentale (7 volumi!) "guida" di Bologna, che per ogni edificio riporta dati documentali, storia delle famiglie, ecc...

I Volume pagg. 418-24 in nota è riportata la storia della famiglia Caccianemici, insieme alle famiglie Savi (o Savioli) e da Sant'Alberto, riportata -guarda caso :D - dal "processo e nei recapiti in forma autentica, e legalizzata a rogito di Giulio Cesare Mazzoni delli 17 ottobre 1772, presentato ai deputati del Magistrato degli Anziani, lavoro del senatore conte Lodovico Savioli, da lui fatto per provare che la sua famiglia derivava dai Caccianemici".

Questa la genealogia tratta dal documento del Savioli:

A1. Aginolfo

__B1. Gerardo, nel 997 era feudatario del castello di Galliera
= Gisaltruda

____C1. Giovanni, detto Bovese

______D1. Orso Timoso

________E1. Alberto, o Atatlberto (i suoi discendenti per qualche tempo si chiamarono d'Alberto d'Orso)

__________F1. Papa Lucio II

__________F2. Alberto

____________G1. Iacopo

______________H1. Caccianemico, diede il suo nome ai discendenti suoi e di suo fratello

______________H2. Gerardo

_________F3. Orso, detto Malaventura

____________G1. Savio

______________H1. Ventura

________________I1. Saviolo, da cui deriverebbero i Savioli


______________H2. Diosalvi

________________I1. Bonchimele

________________I2. Andrea, questi due diedero origine alla famiglia di Sant'Alberto.

______________H2. Odaldo, diede origine ala famiglia d'Odaldo, o da San Pietro


Come ho già detto i Caccianemici furono guelfi, mentre i Savioli ghibellini. Fu per la loro appartenenza politica che furono esiliati e trovarono rifugio a Padova, dove -pare- avevano dei beni grazie all'amicizia che li legava con i Carraresi...

Il Guidicini poi dà molte altre notizie sui loro possedimenti in città, sulle parrocchie presso cui abitavano... ma non mi pare che possano interessare almeno per il momento.

Come molte volte si è detto in questo forum, non so quanto peso dare a questa genealogia, che ci presenta molte generazioni ininterrotte in un'epoca (il 1000!) di cui molti documenti non ci rimangono... oltre tutto tale genealogia è piuttosto "interessata": senza poter dimostrare un' ascendenza nobiliare secolare, il Savioli difficilmente sarebbe potuto entrare in Senato; anzi, la data 1772, posteriore di soli due anni all'ingresso in senato, mi fa pensare che sia proprio un documento richiesto apposta dalla Magistratura degli Anziani.
Mi sembra quindi molto interessante questa osservazione di Silvia:

Osservo che lo stemma con il quarto caricato dall'orso compare nelle Insignia degli Anziani di Bologna tardivamente; nel primo, all'inizio del '700, il quarto non c'è. Che si il segno di un'assunzione tardiva e di dubbia credibilità, come suggeriva il nostro saggio frate?



Cordialità,


Daniele
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Messaggioda dpascale » sabato 14 luglio 2007, 17:35

Sempre il Guidicini al volume II, pagg. 165-166, riporta la storia del palazzo Savioli in via Galliera 40 (allora Strada di Galliera 567):

Lo stabile appartenne dal 1536 al 1583 ai Guidotti, che lo trasformarono in "casa grande", poco meno di un palazzo.
Pasò poi ai Gandini (1583), ai Piatesi (1584), ai Ghelli (1598), ai Fontana Barbieri (1605) - meglio Barbieri, eredi Fontana.
Ultima erede di questi ultimi fu Paola (di Lodovico, di altro Lodovico), maritata nel conte Giovanni Battista (probabilmente Giovanni Andrea) Savioli padovano, morta il 9 febbraio 1770.

Lodovico Savioli (figlio di Giovanni Andrea e di Paola Fontana) ricostruì il palazzo come oggi si vede.
Morì senza discendenza e il palazzo fu venduto dagli eredi fiduciarii al conte Alessandro Guicccioli di ravenna.

Scusate la parentesi storico-architettonica! Comunque mi sembra chiaro che non esistono discendenti del "ramo senatorio" dei Savioli.


Daniele
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A proposito delle "auto"genealogie settecentesche.

Messaggioda Sigillum1 » sabato 14 luglio 2007, 17:48

Non avevo voluto esprimere chiaramente il sospetto che mi frullava in mente a proposito della genealogia di Ludovico Savioli...ho l'abitudine ai riferimenti bibliografici e documentari...ma ho trovato ora da quale lettura mi veniva il: cito testualmente Gina Fasoli (che, credo, non ha bisogno di presentazione), e vi fornirò il riferimento bibliografico se può servire: ..."gli venne in mente (al Savioli) di ricostruire la genealogia della sua famiglia per provarne l'antichissima origine e nobiltà e il diritto di sedere in Senato; e la ricostruì. sostituendo, ahimé, i molti anelli mancanti con abilissime falsificazioni, di cui non fu forse l'esecutore materiale, ma fu certamente il committente.
Se la citazione relativa all'andata e al ritorno dalla città della famiglia viene dalla "sua" genealogia, ho il sospetto che non sia affidabile...Ciao. Silvia
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Messaggioda dpascale » sabato 14 luglio 2007, 18:03

e infatti era anche il mio dubbio! Lieto di essere in buona compagnia :D

Per ritornare a parlar di Araldica, ho chiesto al sempre cortesissimo signor Cravarezza di inserire due immagini dello stemma Savioli... come faceva notare la documentata Silvia, neanche nelle immagini che ho reperito io si trova il cantone con l'orso... e dirò di più: quest'immagine rappresenta lo stemma di Lodovico savioli già senatore, dunque dopo il 1770!

è tratta dal libro:
MALVEZZI CAMPEGGI Giuliano (a cura di), Malvezzi, Storia Genealogia e Iconografia, Bologna 1996

La data dell'incisione settecentesca non ve la so dire perché nel libro non è inidicata...

Mi scuserete la pessima qualità delle foto, ma quel che è importante, e cioè che manca l'orso, si vede eccome :D !


A presto


Daniele
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Messaggioda dpascale » sabato 14 luglio 2007, 18:51

Gentilissima Silvia,

ha più che ragione quando dice di avere l'abitudune di documentare le sue affermazioni... mi accorgo che nei miei primi contributi a questa discussione ho un po' peccato in questo senso!

I miei "sospetti" derivavano dalla lettura degli interessanti Atti del convegno: "Famiglie senatorie e istiruzioni cittadine a Bologna nel Settecento", Bologna 2-3 Febbraio 1980.

Vi lascio qualche citazione tratta dall'intervento di Alfeo Giacomelli, "La dinamica della nobiltà bolognese nel XVIII secolo"

pag. 71:
[...] altre [famiglie], come la padovana Savioli, già conduttrice di poste, vennero aggregate [al Senato] nonostante il difetto delle origini.


pag. 95:
[...]Savioli, la cui fortuna bolognese era dovuta invece quasi interamente a ripetuti matrimoni con ereditiere, che vennero elaborando genealogie bolognesi antichissime e praticamente feudali [...]


Per il cortese Andrea Sperelli, se le interessa la figura di Lodovico Savioli:
pag. 102:
La società rivoluzionaria degli anni del direttorio e dell'impero i bolognesi in realtà l'avevano anticipata fin dagli anni '80 [...]. Per un motivo o per l'altro quasi tutta la nobiltà aveva le carte in regola per inserirsi nel nuovo regime, sia che, come i Marescalchi e i Caprara, gli Aldrovandi, lo avessero realmente perseguito, sia che come i Savioli, vi aderissero assai più tatticamente. Anche un reazionario come Savioli poteva poteva assumere un ruolo direttivo nel nuovo regime [Quali cariche assunse? ndr, che sarei io! :lol: ], dato che da trent'anni la sua azione era tutta orientata in senso anticlericale, repubblicano, massonico, ed era sicuramente tra gli ispiratori e i mandanti dei moti prerivoluzionari degli anni '90.

Continua in nota:
A. BACCOLINI, Vita e opere di Lodovico Savioli, Bologna 1922. La personalità del Savioli dovrebbe però essere recuperata alla luce delle più recenti acquisizioni di storia della massoneria (Francovich, ecc.) che ne hanno notevolmente puntualizzato le diverse componenti ed in particolare la centralità del fratello Alessandro [Dunque alcuni Savioli potrebbero discendere da questo fratello, ndr] nella direzione dell'ala rivoluzionaria del movimento, gli Illuminati di Baviera, mantre la connotazione reazionaria del Savioli sul piano sociale appare anche dalla documentazione archivistica bolognese.


L'aneddoto sulla nobiltà leggendaria dei Marescotti Berselli proviene dallo stesso saggio:
pag. 94:
D'altra parte era talmemente urgente il bisogno della nobiltà di disporre di un numero minimo di fortune e di famiglie solide che nel 1777 il senato procedette alla nobilitazione amplissima ed ex officio dell'idraulico [immagino che oggi lo si chiamerebbe ingegnere :wink: ] Marescotti, che certo aveva virtù personali e poteva vantare meriti pubblici, ma il cui vero nome era Mittarelli, ed il cui nonno era stato oste alla Marescotta: lo stesso senato tendeva insomma ad avallare un falso storico ed araldico e solo la reazione dell'antica famiglia patrizia ancora sedente in senato anche se in netta decadenza economica, valse a far aggiungere il cognome dello speziale Berselli, suocero del dottore, che con le sue speculazioni ed affittanze era all'origine della nuova rapida fortuna fondiaria inglobante ormai tutto il patrimonio bolognese del duca e senatore Riario, fallitissimo, e poi quello del soppresso collegio Ancarano.


Questo per mostrare quale fosse lo stato della nobiltà a Bologna (ma non credo che in altre città andasse diversamente, ad esmpio si veda l'elezione a doge di Venezia di Ludovico Manin, di famiglia da pochissima ascritta al patriziato!) nel '700.

Spero di non essermi dilungato troppo!


Daniele
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Messaggioda dpascale » domenica 15 luglio 2007, 16:58

Carissimi tutti,

aggiungo qualche altra notizia sui Savioli: se è un off-topic non si facciano problemi i moderatori (nello specifico fra Eusanio!) a spostarle!

Riprendo sempre queste notizie dal Guidicini. Ricordate che qualche post più su avevo citato lo storico Alfeo Giacomelli, che sostiene che la fortuna dei Savioli si basi più che altro sui matrimonii con ricche ereditiere? Bene: alcune delle seguenti citazioni spiegano tutto!

__Vol. I, pag. 271 (nota); ve lo riporto per intero perché è parecchio sugoso :lol: !
Rileviamo da una cronaca questo curioso racconto che riguarda un Lodovico Bolognini [di antica famiglia senatoria bolognese, ndr]. Aveva questi una figlia [Maria Caterina, ndr] che seco portava la ricca eredità di L. 80000, e che ne trattava gli sponsali col conte Leopoldo Malvezzi [Giulio Leopoldo, della “prima” famiglia di Bologna, ndr]. Venivano questi ritardati perché il conte Lodovico pretendeva che il Malvezzi dovesse contentarsi di soli scudi diecimila lasciandogli l’usuofrutto della rimanente somma vita natural durante. Nel frattempo che si ventilavano simili differenze, la figlia di Lodovico fu tratta repentinamente dal convento di S. Leonardo in cui era, e da una sua zia, da Taddeo Bolognini suo cugino, e da Francesco Pensieri messa in una carozza, ed usciti da porta S. Vitale sotto buona scorta fu condotta a Venezia, dove immantinente fu sposata al conte Alessandro Savioli padovano il 7 gennaio 1701. In conseguenza di questo matrimonio l’ambasciatore dell’Imperatore a Venezia prese a proteggere la famiglia Bolognini [questo passaggio non è molto chiaro… forse i Savioli, in patria, non erano proprio l’ultima delle famiglie!, ndr] Il conte Pirro Malvezzi per vendicare Leopoldo, incontratosi con Massimiliano Bolognini vecchio settuagenario, lo malmenò col piatto della spada, poi fuggì a Reggio, e Leopoldo alla Selva [un feudo dei Malvezzi, ndr], ed i Bolognini si ritirarono in S. Giovanni in Monte [la parrocchia dei Bolognini, ndr]. Il solo Taddeo andò a Venezia mettendosi sotto la protezione dell’ambasceria Imperiale, poi ripatriò nello stesso anno con livrea e uomini del summentovato ambasciatore. Ma la protezione ottenuta non fece sospendere l’ordine emanato da Roma il 7 settembre 1701, che cioè tutti i Bolognini avessero lo sfratto da Bologna. I Malvezzi mal consigliati mandarono a Vienna l’arciprete della Selva D. Pelloi, per ottener grazia, ma questa gli fu negata. Lodovico [Bolognini, ndr] morì in Faenza li 20 gennaio 1703 marito di Seda Fogliani. Il perdono poi per entrambe le famiglie fu accordato il 4 dicembre 1704.

Quando un matrimonio era una questione di stato!


__Vol. I, pag. 305 (nota): si evince che il nostro Lodovico Savioli era sposato con la contessa Silvia Bolognetti (di un’altra importante famiglia senatoria! :wink: - anche se di un ramo decaduto...). Vedi nota successiva:

__Vol. I, pag. 356 (nota):
Ramo del conte Pompeo [Bolognetti, ndr]. Questo ramo era molto povero avendo pochi beni con casino alla Mezzolara, ed una possessione […]. Questi beni passarono poi in casa Savioli pel matrimonio di Silvia del conte Pompeo Bolognetti col senator conte Lodovico Savioli.
Vedi ancora la nota successiva:

__Vol. II, pag 133:
L’ultimo di questi da Canobbio [una famiglia che prima di oggi non avevo mai sentito nominare: non è certo tra le più importanti di Bologna – comunque il loro stemma è visibile al consueto blasonario Canetoli, ndr], che si diceva anche dei Tizzinali, fu Giuseppe di Carlo, la cui eredità passò all’Opera dei Vergognosi nel 1674, ma una parte di questa fu aggiudicata a Carlo Bolognetti in causa di Silvia Margherita Canobbi madre di Pompeo di Carlo ultimo del suo ramo morto in novembre del 1754, il quale lasciò una sola figlia ed erede di nome Silvia, maritata nel senatore conte Lodovico Savioli.


__Vol. V, pag. 237:
[…] Cortelli [Coltelli,ndr], l’ultimo [sic!] dei quali fu Cecilia, unica figlia ed erede di Orazio di Antonio, moglie del senator Filiberto Vizzani, morta nel 1656, la discendenza della quale portò il cognome Coltelli nel ramo Bentivogli, finito in Elisabetta di Costanzo moglie del Senator Paolo Magnani, e nei Savioli, in causa di Paola figlia di Elena Bentivogli e di Lodovico Fontana Barbieri, moglie del conte Gio. Andrea Savioli.
Lo stesso concetto si trova anche in Vol. VI, pag. 358.

È da notare poi che lo stesso Guidicini cade in contraddizione quando nel vol. VI (Miscellanea) pag. 106, in un elenco di tutte le famiglie nobili di Bologna, menziona i Salvioli dall’Oca (che ebbero varie volte l’anzianato tra ‘300 e ‘500, probabilmente una terza famiglia, che non c’entra nulla né con i Savioli settecenteschi, né con i Caccianemici! :wink: ) marchiandoli con la A (famiglia antica) e con la E (famiglia estinta!). :wink:

Infine un’ultima curiosità, a proposito di genealogia inventate:

__Vol. IV, pag. 203
Dondini. – Ceppo di questa famiglia trovasi essere stato un Dondino de’ Savi (detti anche Salvi) da Cento.
Per avere più remote nozioni circa i Salvi o Savi, autori dei Dondini, risalendo fino ai Caccianemici e agli Orsi, vedasi la nota [che io ho riportato insieme al fantasioso albero genealogico dei Savioli, ndr].
Al pari dei Savi, i Dondini portano nel loro stemma tre foglie dell’erba detta Salvia, da cui forse era provenuto il nome di Savi o Salvi, se pure lo stemma stesso non era dedotto dal nome del capostipite de’ Savi, ossia Savio o Salvio d’Orso di Malaventura, nipote di papa Lucio II. […]
Ebbero il senatorato nel 1770 [guarda caso proprio nell’anno in cui lo ottenne anche il loro lontano … cugino Lodovico Savioli! ndr :lol: ]
In realtà, senza dover scomodare i Caccianemici e Lucio II, i Dondini si trovano in posizione onorevole in Bologna a partire dal ‘400.

Spero mi scuserete questa lunghissima carrellata di informazioni genealogiche... ma non è bello così, cioè che l'araldica ci sproni a conoscere la storia familiare, e anche altro? :wink: :D


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Messaggioda dpascale » domenica 15 luglio 2007, 17:23

Per farmi scusare della lunga digressione :oops: inserisco, per la comodità di tutti voi, l'ascendenza per quarti di Lodovico Savioli (1729-1804):

Conte Alessandro Savioli di Padova
_____________________________Gio. Andrea Savioli
Maria Cristina di Lodovico Bolognini
___________________________________________Lodovico Savioli
Lodovico Fontana Barbieri
_____________________________Paola Fontana Barbieri
Elena Bentivogli

Si capisce, no? :wink: A sinistra i nonni, al centro i genitori, e a destra il "nostro".

Quarto Savioli (il cantone con l'orso, come si è detto, dovrebbe essere un'aggiunta settecentesca):
Immagine

Quarto Bolognini (vedete anche lo stemma Bolognetti, della moglie di Lodovico Savioli):
Immagine

Quarto Fontana Barbieri (dovrebbe essere il secondo...):
Immagine

Quarto Bentivogli (Lo stemma dei Bentivoglio del ramo non dominante è l'ultimo, con la sega e le fiamme (concesse, se non sbaglio da Giulio II).):
Immagine


Scusate, ma pensavo di riuscire a isolare ogni stemma :oops: ... comunque è più comodo che li abbia cercati uno solo, piuttosto che l'abbiano fatto tutti autonomamente!


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Ultima modifica di dpascale il domenica 15 luglio 2007, 17:32, modificato 1 volta in totale.
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