Può l'aquila dei Valier dispiegare le ali dopo 8 secoli?

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 28 giugno 2007, 13:46

Gentile Signore,

tenga conto che spesso, e davvero molto più banalmente, tali differenze dipendono dal gusto/capacità dell'esecutore e, soprattutto, dagli stili del periodo, che caratterizzano l'aspetto finale delle figure ma senza intenti caratteriali o psicologici da attribuire alla figura rappresentata.

Per capirci, un'aquila gotica disegnata da un buon esecutore apparirà certo più aggressiva e rapace piuttosto di quella disegnata secoli dopo da un artista rococo', sgraziata e paciosa, ma solo perchè i due stili sono differenti e la rendevano a loro modo, e non perchè nel '700 si ritenesse di dover attribuire al rapace un carattere bonario e mite.

Saluti cordiali.

FJVT
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ali di san giovanni ...

Messaggioda Fabio7131 » giovedì 28 giugno 2007, 14:27

ecco nel mio stemma si intravede il capo dell'aquila di san giovanni che non dispiega certo l'ale!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 giugno 2007, 14:33

Se parliamo di aquile realizzate a mano, i concetti di gusto e di capacità dell'artefice hanno ragion d'essere.

Fermo restando che, se si tratta di realizzatore non digiuno di araldica, la positura delle ali dipende fino ad un certo punto dal gusto e dalla capacità personali, che mai devono (dovrebbero :twisted: ...!) sostituirsi ai desiderata del titolare o alle specificità blasoniche.

Se parliamo di aquile realizzate a computer, i concetti di gusto e di capacità sovente spariscono di fronte all'evidente :roll: comodità di utilizzo acritico di disegni :evil: già bell'e pronti.

Lo stemma di Agen e l'ultimo di Oels, postati dall'amico FJ, fino a prova contraria sembrano davvero rientrare in quest'ultima categoria.

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Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 28 giugno 2007, 14:48

Credo di aver compreso il Suo pensiero, Sig . von Trotta ,
Eppure mi sembra difficile immaginare un committente,borgomastro o vescovo che sia , che di fronte ad un bozzetto (suppongo venissero presentati anche all'epoca) non si sia posto il problema ,aldilà degli stili pittorici e/o artistici,se l'immagine trasmettesse o meno il messaggio prestabilito o meglio facesse trasparire lo spirito dell'icona.
Provo a spiegarmi con un banale esempio .
Se io fossi titolare di una farmacia,(e lo sono ) :oops: e mi piacesse come logo un 'aquila , ed il grafico pubblicitario mi presentasse l'immagine di un pennuto macilento,malaticcio ,spennacchiato ,con le occhiaie ed il becco storto, Le assicuro che non apparirebbe mai sulla vetrina ,non perchè disegnato male o con lo stile non di mio gusto, ma perchè darebbe un'immagine distorta della mia persona, della mia professione e di coloro che lavorano con me. Tale logo sarebbe perfetto per la discoteca: "All'uccello sgangherato " , perchè accattivante,moderno , simpatico e giovanile.
A meno che il farmacista committente fosse privo di gusto , distratto o aquistasse "a scatola chiusa ". :?
Cordialmente :D Sergio d.m.
Ultima modifica di GENS VALERIA il giovedì 28 giugno 2007, 16:13, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 giugno 2007, 15:12

GENS VALERIA ha scritto:Eppure mi sembra difficile immaginare un committente,borgomatro o vescovo che non sia sia posto il problema ,aldilà degli stili pittorici e/o artistici,se l'immagine trasmettesse o meno il messaggio prestabilito


Giustissima osservazione, carissimo Sergio.

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Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 28 giugno 2007, 15:23

.....ma pessima ortografia :oops:
buon frate.
cordialità Sergio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 giugno 2007, 15:51

...alla fretta da tastiera si :wink: rimedia...

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 28 giugno 2007, 16:41

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Lo stemma di Agen e l'ultimo di Oels, postati dall'amico FJ, fino a prova contraria sembrano davvero rientrare in quest'ultima categoria.

Bene :D vale


Per lo stemma di Agen, forse se ne potrebbe discutere e chissà, non è neppure detto... ma per quello di Oels con quella bella aquila giovannea dalle alucce spiegate io non direi. L'immagine certo è una versione digitale ma l'insieme è talmente complesso e ben in armonia nelle sue diverse parti - elmo, cimiero, scudo e aquila - che difficilmente si potrebbe supporre siano state prese a casaccio da fonti diverse on line per essere poi assemblate in qualche modo.

Anche l'aquila della Pommesania che ho inserito è una versione digitale, ma fedele, a quella raffigurata nella celebre serie di vessilli miniati dai polacchi a ricordo perenne del bottino di Tannenberg.

Grüss :D Gott

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 giugno 2007, 16:47

...e allora il discorso torna su
gusto e capacità personali, che mai devono (dovrebbero :twisted: ...!) sostituirsi ai desiderata del titolare o alle specificità blasoniche

:wink: ...o no?

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 28 giugno 2007, 16:50

GENS VALERIA ha scritto:Credo di aver compreso il Suo pensiero, Sig . von Trotta ,
Eppure mi sembra difficile immaginare un committente,borgomastro o vescovo che sia , che di fronte ad un bozzetto (suppongo venissero presentati anche all'epoca) non si sia posto il problema ,aldilà degli stili pittorici e/o artistici,se l'immagine trasmettesse o meno il messaggio prestabilito o meglio facesse trasparire lo spirito dell'icona.
Provo a spiegarmi con un banale esempio .
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A meno che il farmacista committente fosse privo di gusto , distratto o aquistasse "a scatola chiusa ". :?
Cordialmente :D Sergio d.m.


Parole sante Signor Sergio che purtroppo - ahinoi! - non spiegano l'esistenza delle migliaia e migliaia e migliaia di stemmi mal disegnati, brutti, sciatti, che sono stati mal'eseguiti in secoli e secoli di "arte" araldica se non, come Lei conclude, per il fatto che molti committenti si accontentassero o fossero poco esigenti. o distratti o chissà cosa...

Del resto non ha mai visto certi stemmi di comuni italiani che vengono appioppati a sindaci del giorno d'oggi? Leoni rachitici e aquile spennate sono quasi la norma...

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 28 giugno 2007, 16:56

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e allora il discorso torna su
gusto e capacità personali, che mai devono (dovrebbero :twisted: ...!) sostituirsi ai desiderata del titolare o alle specificità blasoniche

:wink: ...o no?

Bene :D vale


Giustissimo ma dove i "desiderata" siano chiaramente espressi dal Committente e le specificità blasoniche esistano davvero.

FJ
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 giugno 2007, 17:16

Beh, nel caso delle aquile dell'impero sarebbe :roll: bizzarro se il disegnatore si dovesse attendere esplicita conferma dal Committente sui propri desiderata, o ricercare conferma delle specificità blasoniche!

Ben diverso sarebbe se, tanto per fare un esempio a caso, un blasone preveda per un dato stemma un bove ed un disegnatore invece realizzasse al suo posto un toro...

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Messaggioda FML » giovedì 28 giugno 2007, 17:45

Gentili amici,

mi intrometto (spero :) in modo pertinente) nell´interessantissimo dibattito per porvi la seguente domanda: quali sono le peculiaritá simboliche che, mosse dai desideri di un committente, possono determinare la differente postura delle ali (alzate/abbassate) di un´aquila in uno stemma araldico?

Possibile :roll: che dietro una raffigurazione ben distinta (almeno dal punto di vista estetico) vi sia solo una motivazione di natura stilistica?

Cordialmente,
Ferrante
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 28 giugno 2007, 17:58

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:quali sono le peculiaritá simboliche che, mosse dai desideri di un committente, possono determinare la differente postura delle ali (alzate/abbassate) di un´aquila in uno stemma araldico?

Il quali coincide col quante: infinite.
Come infiniti sono i motivi, o i moventi, o le necessità, o le bizzarrie, o ecceteraeccetera che possono spingere un committente ad avanzare le proprie richieste.


Possibile :roll: che dietro una raffigurazione ben distinta (almeno dal punto di vista estetico) vi sia solo una motivazione di natura stilistica?


No di certo: ci sono anche altre numerose cause, che spaziano dall'imperizia manuale all'errore esecutivo, passando per la singola volontaria richiesta eccezionale del committente...

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 28 giugno 2007, 19:11

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Dunque ecco per la gioia di Antonio un po' di aquile giovannee scese negli stemmi.


Carissimo Franz Joseph,
davvero grande è la gioia che mi hai procurato, grazie! :)

Ma perdonatemi se sposto l'attenzione dalle ali del nobile (e in questo caso, santo!) rapace a un altro particolare... E soprattutto chiedo scusa nel caso in cui la mia dovesse sembrare (spero non lo sia) una superficiale curiosità...

Mi sarei aspettato infatti di trovare tra le sue zampe, o almeno sorretto da una zampa, più che un cartiglio (chiaro richiamo del Vangelo), un libro, un pò come per il caro Leone di San Marco... Elemento che invece non è presente in nessuna delle immagini postate. Mi rendo conto che forse per un'aquila, soprattutto se - non proprio in linea con le specificità blasoniche - questa è rappresentata con le ali spiegate, è molto più "facile" anche esteticamente parlando il sorreggere un cartiglio che non un libro... Ma esisterà da qualche parte una variante con il libro? :wink:
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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