Carissima Marilisa,
è davvero bello e, soprattutto, ben conservato (nonostante

la secolare esposizione agli agenti atmosferici) il supporto lapideo formato da due lastre di marmo, utilizzato per la realizzazione di questo importante manufatto araldico in "stile cosmatesco" presente ad Anagni.
Della lapide in questione, recante gli stemmi paterno e materno (?) di papa Bonifacio VIII, nonchè le sue peculiari insegne pontificie, non si conoscono le origini. Nell'opera
Vitae et res gestae Pontificum Romanorum et S.R.E. Cardinalium di Alfonso Ciacconio (Roma, 1677), nel capitolo dedicato al Papa del primo Giubileo, si accenna al fatto che essa provenisse dalla vecchia Basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano e che, causa gli imponenti lavori di demolizione e ricostruzione della Basilica stessa operati nel Rinascimento, al pari di molte altre opere artistiche ivi presenti, sia stata recuperata nella prospettiva di un riutilizzo nella cittadina laziale che diede i natali a Bonifacio VIII.
A tal proposito, però, credo si possa escludere un'eventuale provenienza dalla manomessa tomba del Pontefice anagnino (v. foto) realizzata da Arnolfo di Cambio (il marmo e gli stemmi musivi sono palesemente diversi per stile e materiale).
Di sicuro possiamo affermare che, qualora venisse confermata l'ipotesi dell'autorevole araldista Galbreath circa la presenza dello stemma Giffridi (alias Patrasso), la lapide rappresenta un prezioso documento storico ed araldico paragonabile per soggetto, fattezze ed epoca al monumento funebre di papa Onorio IV (Savelli) ubicato nella Chiesa Santa Maria in Aracoeli (ma

anch'esso proveniente dalla Basilica di San Pietro) in Roma.
Grotte Vaticane - Sepolcro di papa Bonifacio VIII (+1303).
Grazie molte per l'utilissimo commento e

buona Domenica!
Ferrante