Stemma del card. Leonardo Patrasso

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 12 giugno 2007, 14:41

Caro Marco,
grazie per la piacevole visione!

Si tratta del Card. Giuseppe Slypyj (mi sembra fosse Ucraino), creato da Paolo VI nel 1965. Una foto (in passato l'avevo ammirata da qualche parte) dunque un pò datata, ma non tanto da rendere il ricordo dell'uso del galero troppo lontano nel tempo...
(Purtroppo :cry: ) a partire dalle disposizioni de vestimentis praelatorum della Congregazione per il Clero del 1969, l'uso del galero non è più previsto e l'unico copricapo per Cardinali e altri prelati è il berretto, decisamente poco araldico (L'unico caso di berretto che abbia incontrato per uno stemma è riportato nel già citato libro del nostro amato Mons. Heim: l'ex-libris di un premonstratense)... Anche se lo sarebbe certo più di una padella! :lol: Ma non apriamo la vecchia ferita circa qualche preciso copricapo poco araldico...

A presto :P
Antonio
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 13 giugno 2007, 14:29

antonio p. v. g. ha scritto:Mi dispiace Frate... Istintivamente ero andato a vedere subito dove tu indichi ma non trovo niente né lì, né in altre pagine. Speriamo qualcun'altro possa trovare il riferimento preciso.


Da B.B.Heim, "Heraldry in the Catholic Church", 2ª edizione 1981, pagina senza numero (ma è pag. 4):
"...The heraldic fantasia** on the book jacket was specially designed by the author for this publication..."
**in italiano e in corsivo nel testo

Queste parole, evidentemente vergate dall'editore, ribadiscono che Mons. Heim realizzò la "fantasia" di disegni d'ispirazione araldica appositamente per la copertina di tale lavoro.

E una "fantasia" non va certo presa per un disegno tecnico o scientifico...

...e aggiungo che la "padella rossa" di cui sopra fu posta da Mons. Heim in controcopertina, riservando invece alla copertina propriamente detta il disegno di un altro cappello prelatizio rosso assai meno eterodosso della "padella" stessa...

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 13 giugno 2007, 14:45

Ecco! Nella edizione in italiano del 2000 purtroppo non è stata riportata questa necessaria precisazione!

Grazie Frate! Tremavo all'idea di veder sia pur minimamente scalfito un mio mito come quello di Mons. Heim!

Tra l'altro il disegno in controcopertina presenta al di sotto della nostra famosa "padella" uno scudo inclinato, caratteristica che - se forse non è così eterodossa nell'arma di un ecclesiastico (ma non mi piace!) - non mi sembra ricorrere in nessuno degli stemmi realizzati dal Nunzio e riportati sul Suo libro. Anche questo mi sembra che confermi il carattere di "fantasia" dello stemma in questione... :wink:
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 13 giugno 2007, 14:50

...no, credo che lo stemma in sè sia "vero"!

Ma la riproduzione di quella controcopertina è assolutamente di fantasia...

...e tale avrebbe dovuto rimanere, senza farla fruttificare liberamente ed indiscriminatamente :oops: ...

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Guido5 » mercoledì 13 giugno 2007, 15:21

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...no, credo che lo stemma in sè sia "vero"!
... e vero è: apparteneva al card. Basil Hume e ne abbiamo parlato a http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?p=51052&#51052. La cosa grave è che McCarthy ha certamente letto l'edizione inglese del libro di mons. Heim e niente giustifica il fatto che abbia adottato la "padella" in modo acritico, come giustamente dici tu, caro frate.

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5417
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Messaggioda marco foppoli » giovedì 14 giugno 2007, 13:55

In realtà lo stemma con il galero in posizione irrituale della controcopertina è esattamente quello che compare in una delle due pagine dedicate a Basil Hume nel "Liber Amicorum" di Mons Heim che ho avuto la fortuna e l'onore di poter ammirare più volte direttamente illustrato e commentato dal suo Autore. Il disegno che nell'originale è autografato dallo stesso Cardinale Hume, deve essere stato poi inserito in fase tipografica nella controcopertina del volume "Heraldry in the catholic Church".
La nota al testo dell'edizione del manoscritto di Mons. Heim "Armorial B.B.Heim" (Van Duren, 1981), lo descrive semplicemente come «XCVII, HUME: the family arms of Basil Cardinal Hume, ensigned by the Cardinal's hat».

Trattandosi di una compilazione privata e personale, nel suo "Liber Amicorum" Mons Heim, proprio perchè araldista assolutamente esperto e al contempo grande interprete del disegno araldico, poteva permettersi di esprimere liberamente il proprio gusto, tutt'altro che monotono o appiattito in un pedante e rigido rispetto formalistico - più tipico del dilettante che di chi si muova sicuro nel disegno araldico -, prendendosi quelle libertà compositive che avvertiva via via più opportune con quelle soluzioni spesso insolite, irrituali e ricche di humor che si incontrano ad ogni pagina del suo armoriale privato.

Sebbene quel "galero pendente" non incontri il mio gusto, vorrei spezzare una lancia in favore del Collega McCharty, artista capace di grande talento e valore che conosco personalmente. Credo che il senso dell'adozione di questo modello inusuale in molti disegni delle sue pubblicazioni sia quello di offrire al Lettore una varietà nelle tante immagini araldiche, per spezzare un poco una possibile monotonia nella ripetizione continua della forma consueta; questo richiamandosi all'illustre e singolo precedente, e dando per scontata la "comprensione" :wink: da parte dell'araldista avveduto che siamo di fronte ad una di quelle "libertà" che si possono anche concedere (o tollerare? :1:) proprio ad un interprete di vaglia e di rango qual'è l'Artista australiano.

Saluti cordiali

Marco Foppoli
Avatar utente
marco foppoli
 
Messaggi: 165
Iscritto il: venerdì 21 novembre 2003, 13:12

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 14 giugno 2007, 16:00

Nulla da eccepire su comprensione e tolleranza, due concetti di cui nella sua oggettività il buon Marco non può non dare atto a questo forum di fare ampio e abbondante uso, anche in casi nei quali sarebbe più opportuno usare altre metodologie.

Nè vi è nulla da eccepire sul discorso di
spezzare un poco una possibile monotonia nella ripetizione continua della forma consueta

ma occorre dire che (e correggetemi se sbaglio) l'Artista australiano è forse caduto a sua volta preda della monotonia, se tale "padella rossa" non è accompagnata da altre fogge di cappelli prelatizi lungo le pagine del suo lavoro.

Sul discorso delle "libertà" dell'Artista vi è ancor meno da eccepire: ogni Artista con la A maiuscola ne è signore e padrone, nei limiti della propria arte... ma qualora si ispiri con eccessiva adesione alle "libertà" di altri Artisti, qualche eccezione sorge spontanea alla mente.

Infine, una cosa che certo sfugge all'amico Marco: il vecchio frate si sarebbe certamente espresso in altro modo se alcuni giovani appassionati di araldica (come tali, ancora privi di sufficienti esperienza e spirito critico), dopo aver visionato tali disegni, non gli avessero palesato di essersi fatta l'errata convinzione che un cappello prelatizio in quella posizione "padellare" è valida e normale, per non dire necessaria...

...e quando il lavoro di un Artista porta i neofiti a ritenere cose che non sono, caro Marco, da buon araldista ti fai anche tu non una, ma molte domande...

Bene :D valete
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Guido5 » giovedì 14 giugno 2007, 17:43

Cari amici,
come dar torto a fra' Eusanio e a Evelina? Ho preso in mano decine di volte i due volumi di "Heraldica Collegii Cardinalium" e ne ho fotocopiato un bel po' di pagine (ma nei limiti di legge!): non ricordo un solo stemma che non fosse "timbrato" nel senso più banale del termine, che non avesse cioè il "bollo tondo" del "galero a padella". E' chiaro che ho considerato la cosa solo un "pallino" dell'Artista.

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5417
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Messaggioda Guido5 » mercoledì 20 giugno 2007, 10:57

Cari amici,
correggo un’affermazione inesatta: in “Heraldica Collegii Cardinalium” Michael Francis McCarthy ha disegnato almeno uno stemma con il galero tradizionale:

Immagine

Non posso dire a questo punto se sia davvero l’eccezione che conferma la regola. In ogni caso lo stemma è dello spagnolo Fernando de la Puente y Primo de Rivera (28 agosto 1808 - 12 marzo 1867), vescovo di Salamanca poi di Burgos, creato cardinale nel concistoro del 27 settembre 1861 con il titolo di Santa Maria della Pace.

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5417
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 20 giugno 2007, 19:28

Volentieri prendiamo atto di ciò, sebbene la cosa poco influisca sul nocciolo del discorso...

...quando si persegue l'originalità ad ogni costo, qualcosa "scappa fuori" sempre...

...avete notato in questo disegno l'asimmetrica posizione della croce doppia astile, e il suo non sottostare al galero? 8)

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 21 giugno 2007, 20:05

Del resto ho notato che anche una simile disposizione della croce trova la sua fonte di "ispirazione" nella fantasia disegnata da Mons. Heim per il suo pregiato libro...

Personalmente, fatto salvo il precedente onestissimo discorso circa la "comprensione" e la "libertà" dell'artista - da te, caro Frate, pure sottolineato nella sua validità (insieme alla fine e sensata precisazione circa una vera originalità che sia espressione di vera creatività) - devo dire che un simile "spostamento" della croce dalla sua tradizionale posizione in palo dietro lo scudo, non mi convince affatto.

La croce è del resto riconosciuta nella Chiesa cattolica romana come emblema della dignità episcopale. Tanto che mi sembra che lo stesso Mons. Heim non escluda l'uso della sola croce (semplice per i Vescovi, "patriarcale" per gli Arcivescovi), come unico ornamento per uno stemma episcopale. A mio modesto avviso, un simile ornamento non può esser messo tanto facilmente "da una parte" senza che lo stemma ne sia in qualche modo "svalutato" nel suo simbolismo e impoverito nella sua esposizione visiva.

Quanto al disegno di una croce "non sottostante al cappello", pure in me non trova un sostenitore. Ritengo infatti che il galero, nella sua semplice bellezza, si presti come poche altre ornamentazioni ad accogliere e abbracciare l'insieme visivo di scudo e croce. Se mi è concesso un simile paragone, degli eleganti svolazzi su un elmo nel loro ricadere ai lati dello scudo, non riescono a creare lo stesso nobile ed elegante effetto armonico e armonizzante che può ottenere un cappello disegnato in modo "tradizionale" al di sopra della croce.

E' vero che Mons. Heim, affermando come nessuna autorità competente abbia mai proibito una soluzione "più originale", loda la realizzazione di "soluzioni nelle quali la croce sorpassa il cappello in altezza, venendo così a corripondere meglio alle proporzioni naturali, perchè la croce è più alta della statura di un uomo". Ma, rimanendo anche in questo caso la posizione simmetrica della croce sempre la migliore, credo che il risultato finale sia preferibile dal punto di vista squisitamente artistico nel caso di un cappello che, stando al di sopra della croce, "sigilla" con la sua semplice solennità tutta la raffigurazione.

Antonio
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 21 giugno 2007, 20:23

antonio p. v. g. ha scritto:A mio modesto avviso, un simile ornamento non può esser messo tanto facilmente "da una parte"


...e in :evil: nessun senso! 8)

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Messaggioda FML » venerdì 3 agosto 2007, 17:10

Gentili amici,

ripropongo questo dibattito per mostrare l'immagine fotografica della lapide "cosmatesca" (forse :roll: proveniente dalla Basilica Vaticana) ubicata nella parte alta dell'edicola che sorregge la statua assisa di papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani) sita sulla parete esterna della Cattedrale di Anagni:

Immagine
(foto di Claudio Angelini - Anagni)

In essa, accanto alla tiara (ormai priva di mosaico) e all'ombrello basilicale (o gonfalone), sono ben visibili i simmetrici stemmi pontifici Caetani e, come vorrebbe l'autore inglese Donald Lindsay Galbreath nella celebre opera Papal Heraldry (London, 1972), quelli Giffridi (alias Patrasso) di Guarcino, famiglia materna del potente Papa anagnino.

Sarei lieto :P di ricevere informazioni e commenti inerenti a questo prezioso manufatto.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Messaggioda da Fiore » sabato 4 agosto 2007, 16:17

Caro Ferrante, la cosa che posso dirti con una certa sicurezza è che il materiale impiegato per la tomba è quel bellissimo marmo microasiatico proveniente dall'isola di Proconneso, nel Mar di Marmara. E' un marmo dalle caratteristiche striature bluastre, molto usato per tutta l'età classica, in particolare per capitelli e fregi architettonici; l'estrazione di marmo proconnesio continuò anche in età altomedievale.
All'estrazione di questo marmo è legato un fiorente commercio in tutto il mediterraneo ed io stessa ti posso testimoniare, per aver studiato qualche pezzo di quest'epoca, che almeno fino al VII sec. in Italia arrivano elementi in questo marmo.
Qui si tratta di un manufatto del XIV sec., perciò è difficile che possa essere una nuova estrazione dal momento che le cave cessarono di essere sfruttate, perciò propenderei per una lastra antica rilavorata e reimpiegata. Tale pratica si sposa bene con la paternità cosmatesca dell'opera, poichè i magistri doctissimi fecero un uso massiccio di marmi antichi per le loro nuove creazioni.

Spero di averti un po' aiutato, non saprei dirti altro circa il monumento nello specifico.

Saluti
M.
da Fiore
 
Messaggi: 609
Iscritto il: martedì 16 maggio 2006, 1:38
Località: Gioiosa Jonica (RC)

Messaggioda FML » domenica 5 agosto 2007, 11:51

Carissima Marilisa,

è davvero bello e, soprattutto, ben conservato (nonostante :roll: la secolare esposizione agli agenti atmosferici) il supporto lapideo formato da due lastre di marmo, utilizzato per la realizzazione di questo importante manufatto araldico in "stile cosmatesco" presente ad Anagni.
Della lapide in questione, recante gli stemmi paterno e materno (?) di papa Bonifacio VIII, nonchè le sue peculiari insegne pontificie, non si conoscono le origini. Nell'opera Vitae et res gestae Pontificum Romanorum et S.R.E. Cardinalium di Alfonso Ciacconio (Roma, 1677), nel capitolo dedicato al Papa del primo Giubileo, si accenna al fatto che essa provenisse dalla vecchia Basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano e che, causa gli imponenti lavori di demolizione e ricostruzione della Basilica stessa operati nel Rinascimento, al pari di molte altre opere artistiche ivi presenti, sia stata recuperata nella prospettiva di un riutilizzo nella cittadina laziale che diede i natali a Bonifacio VIII.
A tal proposito, però, credo si possa escludere un'eventuale provenienza dalla manomessa tomba del Pontefice anagnino (v. foto) realizzata da Arnolfo di Cambio (il marmo e gli stemmi musivi sono palesemente diversi per stile e materiale).
Di sicuro possiamo affermare che, qualora venisse confermata l'ipotesi dell'autorevole araldista Galbreath circa la presenza dello stemma Giffridi (alias Patrasso), la lapide rappresenta un prezioso documento storico ed araldico paragonabile per soggetto, fattezze ed epoca al monumento funebre di papa Onorio IV (Savelli) ubicato nella Chiesa Santa Maria in Aracoeli (ma 8) anch'esso proveniente dalla Basilica di San Pietro) in Roma.

Immagine
Grotte Vaticane - Sepolcro di papa Bonifacio VIII (+1303).

Grazie molte per l'utilissimo commento e :D buona Domenica!

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2252
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

PrecedenteProssimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Google [Bot] e 4 ospiti