Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Illustri colleghi,
uscendo per un istante dall'importante tema del dibattito, mi permetto di far notare la bellezza di questi stemmi realizzati in argento smaltato.
La loro peculiarità, a mio avviso, risiede essenzialmente nella semplicità tipica della loro antichità (sec. XIV).
Parimenti alla coeva produzione araldica ecclesiastica, infatti, intorno a queste armi mancano tutti quegli (spesso orribili) ornamenti esterni che la storia e, più sovente, la vanagloria umana hanno messo loro addosso nel corso dei secoli.
Cordialmente,
Ferrante
Gentile Signor Mancini Lucidi,
sottoscrivo completamente le Sue parole. Da sempre sono un convinto assertore del "ritorno alle origini" per riscoprire e rielaborare i tratti sia grafico-artistici che compositivi, dell'araldica primigenia. Negli altri paesi questo è avvenuto da molti decenni e Lei con l'occhio ben allenato alle belle cose realizzate dagli artisti araldici scandinavi lo saprà meglio di me
La frugale, quasi monastica, semplicità è la vera bellezza degli emblemi medioevali che ammaliano sempre come in questo caso.
A proposito; vedo lo stemma di Venezia, quello dei Contarini, i Mazzalorsa (di cui sfugge il campo superiore: un drago?), e il bel castello nello scudo di sinistra?
Saluti cordiali
FJVT





