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si arriva in cielo
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si arriva in cieloda Fiore ha scritto:Cari amici,
consultando antichi volumi, mi sono imbattuta in un ex libris di un cavaliere francese del XVIII sec, la cui immagine ho inviato al gentile Tomaso Cravarezza.
Qualcuno di voi sa qualcosa di più sul personaggio o sulla famiglia Hamarc de Laborde, titolare dello stemma che viene riportato nell'incisione?
Grazie
M.M.



Aesculapius ha scritto:Cari amici,
non solo le sirene (personaggi mitologici della Grecia classica) utilizzate come tenenti non credo siano una libera interpretazione dell'artista ma una richiesta specifica (dettata dalla storia dello stemma) del titolare...
Alla luce di quanto ha detto, mi piacerebbe conoscere la motivazione che sottintendeva alla richiesta di avere le sirene nella propria arma.
Per caso conosce qualcosa della famiglia titolare dello stemma?
Detta anche "donna marinata" (bruttissimo!!!) è rappresentata nell'atto di pettinarsi e di rimirarsi in uno specchio. Talvolta è rappresentata con la coda doppia, ciascuna estremità della quale è tenuta nelle mani della serenide.
Mi sembra che anche queste abbiano due code, ma in questo caso la funzione delle sirene come reggenti dello scudo credo che non abbia reso possibile la "tenuta" delle code nelle mani.
Non va confusa con la fata "Melusina" che è un personaggio della tradizione nordica, rappresentata all'interno di un tino e collegata ai Lusignano.
Non mi stupisce l'uso delle sirene come tenenti di uno stemma/ex-libris: la sirena rappresenta la persuasione ed il fascino ma del sapere, (l'arguto Ulisse non seppe resistere all'incanto del sapere se non con uno stratagemma) sapere che deriva dalla doppia natura e dalle duplici esperienze. Lo specchio che si vede nelle loro mani è simbolo di "riflessione", elemento che ulteriormente si ricollega alla conoscenza ed allo scibile.
Saluti

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