...e l'Araldica Ecclesiastica?

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda Lucio81 » martedì 29 maggio 2007, 9:26

Mi permetto di riaprire questo topic per segnalare un altro particolare esempio di araldica ecclesiastica, apparso su L'Eco di Bergamo del 26/5/2007:

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Lo stemma in questione è di Monsignor Alessandro Pagani (della congregazione dei Padri Monfortani), nominato Vescovo di Mangochi, in Malawi, il 3 aprile 2007.
Mons.Pagani è il terzo vescovo di questa diocesi, dopo due predecessori, entrambi monfortani bergamaschi :D .
Ai piedi della croce, leggiamo il motto del Vescovo, cioè: "Totus tuus"
(Sopra non riesco a leggere), da una frase di S.Luigi Maria Grignon de Monfort, fondatore della congregazione.
Lo stesso motto era anche di Giovanni Paolo II.
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Messaggioda FML » martedì 29 maggio 2007, 10:59

Nel ringraziare il caro Lucio, sempre :wink: puntuale nelle segnalazioni relative all'araldica ecclesiastica, vorrei sottolineare ancora una volta la necessità (sempre più impellente) di affidare la produzione di nuovi stemmi episcopali a persone esperte....almeno :roll: per ciò che riguarda il mero aspetto grafico.

Nulla da eccepire sulla simbologia presente nell'arma proposta, seppur oggi molto inflazionata.

Cordialmente,
Ferrante
Ultima modifica di FML il martedì 29 maggio 2007, 12:27, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 29 maggio 2007, 12:15

Non mi permetterei mai e poi mai di giudicare le ispirazioni o le motivazioni di chi ha voluto nel suo stemma personale dei determinati simboli... Tuttavia in linea con quanto detto dall'amico Ferrante, sull'aspetto grafico qualcosa da dire ce l'avrei :4: . Ma meglio di no...

Il richiamo allo stemma del Servo di Dio Giovanni Paolo II, sembra comunque evidente non solo per il motto ma anche - se si fa eccezione per il simbolo del Sacro Cuore - per gli stessi fondamentali simboli della croce e della M, seppure rappresentati in modo molto diverso. In questo stemma infatti la croce è centrata nello scudo e il richiamo mariano sembra esser rappresentato da un velo posto sulla croce stessa.
Credo si tratti di un'allusione al lenzuolo acquistato da Giuseppe di Arimatea (Mc 15,46 e parall.) e utilizzato per la sepoltura del Signore, che diventa in qualche modo un segno anticipatorio della risurrezione, in quanto poi si ritrova nella tomba vuota al mattino di Pasqua. Non a caso in molte rappresentazioni artistiche della deposizione di Gesù dalla croce, il lenzuolo adagiato sulla croce e pendente con i suoi lembi dalle braccia della stessa (in posizione simile a quella che ritroviamo nello stemma), è diventato un elemento molto ricorrente.
Potrebbe essere che l'autore, per richiamare non solo la presenza di Maria ai piedi della croce, ma anche per indicare la fede della Vergine nella risurrezione del Signore, abbia fatto uso di questo "classico" elemento artistico, ben utilizzabile anche per tracciare l'iniziale del nome di Maria. Del resto già il nome della Compagnia di Maria fondata da San Luigi Maria da Montfort - alla quale appartiene il Vescovo titolare dello stemma - indica la forte spiritualità mariana del Fondatore stesso e della sua Congregazione.

Quanto alla frase presente nel cartiglio al di sopra dello scudo, anche se non riesco nemmeno io a leggerla, immagino si tratti - in collegamento al simbolismo adottato - delle parole iscritte nel sigillo della Congregazione: AD JESUM PER MARIAM. Ma è solo una lontana supposizione.

Ad ogni modo ho verificato se ci fosse un eventuale richiamo dei simboli dello stemma dei monfortani. Ma la congregazione non ha uno stemma proprio. Faceva in passato uso di un sigillo sul quale si trovava, oltre ai simboli della spiritualità della Congregazione (rosario, monogramma mariano, colomba dello Spirito) la frase Ad Jesum per Mariam, e il motto del Fondatore, poi diventato motto della Congregazione: Deo soli.

In conclusione, trovo personalmente che il simbolismo adottato dal Vescovo - ammesso che le mie intuizioni possano esser giuste - sia molto ricco. Anche se - ancor più personalmente - trovo che anche in uno stemma ecclesiastico sia tanto meglio utilizzare le figure araldiche più "classiche" e significative, piuttosto che inventare elementi nuovi a tutti i costi... Fermo restando che l'araldica è una scienza viva... Ma, al di là di gusti o opinioni personali circa questa o quella figura araldica, meglio non pensare in questo caso al valore estetico. 8)
:wink:
Antonio
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Messaggioda giuseppe.q » martedì 29 maggio 2007, 13:07

antonio p. v. g. ha scritto:...Tuttavia in linea con quanto detto dall'amico Ferrante, sull'aspetto grafico qualcosa da dire ce l'avrei :4: . Ma meglio di no...


Caro Antonio, questi sono argomenti che mi interessano... e sarei curioso di sapere i tuoi pensieri sull'aspetto grafico...
Perdona la mia presunzione... ma trattasi della mia professione e quindi... c'è sempre qualcosa da imparare anche da chi è meno esperto. :roll:

Buon pomeriggio.

Giuseppe
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 29 maggio 2007, 13:16

Grazie per il "meno esperto"... Se non fossimo amici, potrei anche esserne risentito... :evil: ... :lol:

Quando dico che non sono soddisfatto dell'aspetto grafico, mi riferisco non a questo o a quell'elemento in particolare, ma all'"aspetto" nella sua generalità, appunto. Ad esempio non capisco cosa stia a rappresentare quella decorazione sui lati dello scudo. Nè trovo una valida ragione - a livello estetico - per quei tratti posti a "decorazione" della croce...
Mi sembra sia fatto un uso improprio, per non dire inutile, di certi particolari.
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Messaggioda Lucio81 » martedì 29 maggio 2007, 13:24

antonio p. v. g. ha scritto: Ad esempio non capisco cosa stia a rappresentare quella decorazione sui lati dello scudo. Nè trovo una valida ragione - a livello estetico - per quei tratti posti a "decorazione" della croce...
Mi sembra sia fatto un uso improprio, per non dire inutile, di certi particolari.


Tra l'altro complicatissimi, se non impossibile, da blasonare!
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 29 maggio 2007, 13:27

Io avrei preferito non accennare alla questione della grande difficoltà di una corretta blasonatura... per ovvie ragioni, legate alla paura di qualche fratesca bacchettata di corniolo :( .

Però sono d'accordo. Io non saprei da che parte cominciare. :roll: :)
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Messaggioda giuseppe.q » martedì 29 maggio 2007, 13:31

Caro Antonio,
non è e non sarà mai mia intenzione offenderti... :oops: :oops:
Non mi permetterei mai... per 2 motivi:

I) il primo lo sai bene...
II) non potrei mai venir meno al nostro legame di amicizia...

Capisco bene la tua riflessione sulla grafica dello scudo... Effettivamente mi chiedevo anch'io la stessa cosa...
Evidentemente a Sua Eccellenza è piaciuto cosi... e in certi casi si dice "Lega l'asino dove dice il padrone"... anche se a volte sono dell'opinione di legare il padrone dove dice l'asino!!!
E in questo caso vale il titolo che misi quando ho aperto questo topic e poi è stato sostituito dai moderatori di questo furum... "E l'araldica ecclesiastica andò a farsi benedire"... :1: :1: :1: :1: :1:
Scusate il gioco di parole. :evil: :evil: :evil:

Scusami ancora e buona giornata... :rol
Giuseppe
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Messaggioda Lucio81 » martedì 29 maggio 2007, 13:58

Io mi butto...

Di (?), alla croce latina (?) caricata nel punto d'onore dal sacro cuore e alla base da un cartiglio caricato dalla scritta "TOTUS TUUS", fiancato partito increspato di (?) e di (?) al filetto di (?) passante sulla partizione. La M di (?)passante.

...ma il corniolo è assicurato!
Ultima modifica di Lucio81 il martedì 29 maggio 2007, 14:21, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda marco foppoli » martedì 29 maggio 2007, 14:19

antonio p. v. g. ha scritto:Grazie per il "meno esperto"... Se non fossimo amici, potrei anche esserne risentito... :evil: ... :lol:

Quando dico che non sono soddisfatto dell'aspetto grafico, mi riferisco non a questo o a quell'elemento in particolare, ma all'"aspetto" nella sua generalità, appunto. Ad esempio non capisco cosa stia a rappresentare quella decorazione sui lati dello scudo. Nè trovo una valida ragione - a livello estetico - per quei tratti posti a "decorazione" della croce...
Mi sembra sia fatto un uso improprio, per non dire inutile, di certi particolari.


Caro Antonio,

i triangoli posti a mo' di bordura sembrebbero dei motivi etnico-tribali che il novello vescovo ha adottato probabilmente per rendere più "locale" l'aspetto del suo stemma. Ricordano certi ornati Swazi, Zulu e Masai.

Un vescovo luterano in Tanzania, l'anno scorso mi chiese di comporre il suo stemma ponendo nello scudo delle trombe tribali africane... tuttavia ritengo che se ben disegnato ogni oggetto, anche il più desueto, può avere esiti estetici gradevoli.

Questa forse è la sfida per ogni buon artista araldico.

Saluti cordiali

Marco Foppoli
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 29 maggio 2007, 14:26

Caro Marco,

avevo pensato anch'io a un riferimento agli usi artistici locali. Quei triangoli mi hanno fatto venir subito in mente ad esempio i motivi che ho visto talora sui paramenti di alcuni sacerdoti africani. D'altra parte conoscendo e apprezzando la tua creatività artistica non avrei mai dubitato di una per altro rispettabilissima opinione come la tua.

Credo che qui siamo semplicemente davanti al muro invalicabile del gusto personale che, come recita il saggio e antico detto, non può essere oggetto di discussione.

Con affetto :)

Antonio
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 29 maggio 2007, 14:57

giuseppe.q ha scritto:Caro Antonio,
non è e non sarà mai mia intenzione offenderti... :oops: :oops:


Caro Giuseppe, mai e poi mai avrei dubitato del tuo rispetto nei miei confronti. L'emoticon :lol: posto nel mio precedente messaggio mi sembrava ponesse chiaramente le mie parole sotto la luce gradevole di una battuta e niente di più. Grazie comunque delle tue affettuose e consolanti parole.

Riprendendo però le tue simpatiche affermazioni circa l'asino e il padrone, e prolungando la mia riflessione sollecitata dal pensiero del caro Marco Foppoli, credo che qui si tratti di capire bene lo spirito araldico del committente.
Personalmente - ma la mia è una visione personalissima e quindi (sono il primo a dirlo) parziale e discutibile - sono dell'idea che lo stemma creato ex-novo per un ecclesiastico, debba essere più che altro rappresentativo della sua persona, della sua specifica spiritualità e, se possibile, del suo programma pastorale. Mi rendo conto però che, in tutto spirito "cattolico" (nel senso originario del termine, "universale"), il titolare possa desiderare di porre nella sua arma dei segni evidenti del suo desiderio o tentativo di inculturazione.
Ma, per quanto non possa che rispettare questa scelta (qui siamo davanti al muro del gusto personale di cui parlavo con Marco), essa non mi entusiasma particolarmente. Parlando a un livello puramente concettuale, prima ancora che artistico, non mi sembra che abbia, ad esempio, lo stesso valore di quello che può essere l'inserimento nello stemma vescovile, dell'arma della relativa Diocesi (di cui abbiamo discusso in un altro topic). Il Vescovo si lega a una chiesa particolare, più che a una cultura particolare. Anche se - sono io il primo ad ammetterlo - la chiesa nelle sue manifestazioni particolari (diocesi) è fatta poi di persone che hanno una cultura ben precisa. Si tratta solo di punti di vista...

Resta fermo quello che diceva Marco e mi sembra dalle tue parole pure una tua convinzione: che sfida di ogni artista araldico è quella di saper assecondare - nei limiti del possibile - nel modo esteticamente più felice possibile i desideri del suo committente.
Ultima modifica di Antonio Pompili il martedì 29 maggio 2007, 14:58, modificato 1 volta in totale.
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marco foppoli ha scritto:(...) i triangoli posti a mo' di bordura sembrebbero dei motivi etnico-tribali che il novello vescovo ha adottato probabilmente per rendere più "locale" l'aspetto del suo stemma. Ricordano certi ornati Swazi, Zulu e Masai.

Concordo con il bravissimo Marco Foppoli nel definire quella sorta di bordura utilizzata nello stemma vescovile, un eloquente e gradevole (in prospettiva 8) del contesto culturale di riferimento) richiamo stilistico (se non addirittura simbolico) africano.

marco foppoli ha scritto:(....) ritengo che se ben disegnato ogni oggetto, anche il più desueto, può avere esiti estetici gradevoli.

Questa "indiscutibile" opinione si può ricollegare perfettamente a quanto sostenuto negli interventi precedentemente postati dal sottoscritto e dal caro Antonio.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 29 maggio 2007, 17:04

Lucio81 ha scritto:Mi permetto di riaprire questo topic per segnalare un altro particolare esempio di araldica ecclesiastica

...e fai bene.

Ai piedi della croce, leggiamo il motto del Vescovo, cioè: "Totus tuus".
Lo stesso motto era anche di Giovanni Paolo II.


...e difatti molto di quest'arma è stato preso dallo stemma dello scomparso Pontefice...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 29 maggio 2007, 17:08

antonio p. v. g. ha scritto:Non mi permetterei mai e poi mai di giudicare le ispirazioni o le motivazioni di chi ha voluto nel suo stemma personale dei determinati simboli... Tuttavia in linea con quanto detto dall'amico Ferrante, sull'aspetto grafico qualcosa da dire ce l'avrei :4: . Ma meglio di no...

Sparlare :wink: è facile.
Pentirsi di aver sparlato, ancora :twisted: di più.


Il richiamo allo stemma del Servo di Dio Giovanni Paolo II, sembra comunque evidente per gli stessi fondamentali simboli della croce e della M, seppure rappresentati in modo molto diverso. In questo stemma infatti la croce è centrata nello scudo e il richiamo mariano sembra esser rappresentato da un velo posto sulla croce stessa.
Credo si tratti di un'allusione al lenzuolo acquistato da Giuseppe di Arimatea


Difatti la M così delineata è molto simile alla cosiddetta manica mal tagliata, figura araldica britannica dal contorto profilo che deriva dal lenzuolo posato malamente sulla Croce.

E del quale evidentemente conoscevi l'esistenza :wink: ...

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