Caro Fra' e cari amici tutti,
mi permetto di rispolverare questo topic di qualche mese fa - nel quale tra l'altro mi accinsi a compiere uno dei miei primi tentativi di blasonatura - perchè oggi ho scoperto qualcosa di molto interessante. Se da una parte oggi posso rallegrarmi perchè grazie alla guida (e alle amorevoli bacchettate

...

) del nostro Frate, il blasonare non mi è più tanto difficile come agli inizi, dall'altra parte mi sono sorpreso (non

troppo positivamente...) nell'imbattermi, durante un viaggetto tra i siti delle diocesi italiane, nello stemma dell'Arcivescovo Mons. Fabio Bernardo D'Onorio. Egli, Abate Ordinario di Montecassino dal 1983 e ordinato Vescovo nel maggio 2004, è stato recentemente promosso alla sede arcivescovile di Gaeta (farà il suo ingresso solenne nella stessa Arcidiocesi il prossimo sabato 27 ottobre). Proprio sul sito ufficiale della nuova Sede (
http://www.arcidiocesigaeta.it/SitePages/HomePage.aspx ) ho scoperto il suo stemma (era un po' che lo cercavo, a dire il vero...):
Evidentemente si tratta dello stesso stemma dell'Abbazia cassinese, con la alternativa nel 2° partito di un rivolo d'acqua in luogo della strada, e con l'aggiunta di quattro uccelli neri in volo (almeno questo sembrerebbero), non meglio precisabili nella loro specie per la piccolezza delle loro dimensioni. Probabilmente cambia anche lo smalto della pianura rispetto allo stemma originario.
Ora, la cosa che mi meraviglia è la presenza di quella corona al di sotto del cappello arcivescovile.
E' noto che nei loro stemmi ufficiali i membri del clero non dovrebbero mai usare le corone, che indicano ereditarietà e nobiltà familiare. Questo, che era già stato stabilito per i cardinali da Innocenzo X nel 1644, venne esteso da Benedetto XV anche ai vescovi. Eccezione era fatta per le corone che indicano dignità annesse alle rispettive sedi vescovili: "...nisi forte dignitas aliqua saecularis ipsi episcopali aut archiepiscopali sedi sit adnexa" (
Sacra Congregazione Concistoriale. Decreto sul divieto di porre titoli e segni di nobiltà familiare nelle iscrizioni e negli stemmi dei vescovi. 15 gennaio 1915 A.S.S, 7,172). Questa eccezione cadde poi sotto Pio XII, con la importante osservazione di come "titoli e segni di nobiltà secolare abbiano perduto il loro fondamento giuridico originale..." (Decreto Sacra Congr. Concist. 12 maggio 1951).
Quindi la presenza di quella corona, che non sarebbe stata problematica, in tempi non troppo lontani, durante il governo della Abbazia teritoriale di Montecassino (essendo comunque riscontrabile nell'arma della suddetta abbazia, come si può notare anche in una foto della prima pagina del presente topic) ora, per lo stemma del neo-Arcivescovo di Gaeta, forse avrebbe ancora minore ragione di esistere.
Ad ogni modo lo stemma in sé è bellissimo (alla fine è lo stemma dell'abbazia, leggermente modificato), e buona mi sembra anche l'esecuzione grafica del disegno.
Molto significativo il motto, che poi riprende le parole conclusive (direi in una mirabile sintesi) della Regola di San Benedetto.
