Stemmi diocesani

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 maggio 2007, 20:30

antonio p. v. g. ha scritto:Una sostanziale differenza con il caso "parallelo" è che qui si tratta dello stemma del "marito" e non della "dama". :)


...beh, se però ci pensiamo bene lo stemma della Diocesi è in :wink: certo modo quello che "si tramanda nel tempo", mentre quello del titolare è "aggiunto pro tempore"... 8)

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 8 maggio 2007, 2:12

Giustissima osservazione, caro Frate. :D

Qui sta infatti il senso della precisazione che facevo sopra, affermando che il vescovo vive con la sua chiesa "particolare" (per usare il linguaggio ecclesiologico adatto) una sponsalità paragonabile a quella che si realizza nel patto nuziale. Non si tratta della stessa identica cosa, anche perchè un vescovo - mi perdonino i più fini teologi eventualmente presenti in rete per una così banale espressione - può convolare a seconde nozze! [Il fondamento teologico di questa possibilità è che la sollecitudine pastorale di un Successore degli Apostoli è per tutta la Chiesa, certo a partire da una manifestazione locale di questa].

La tua sottolineatura tuttavia mi sembra dare benevolmente approvazione e maggiore incisività al paragone araldico che ho improvvisato. :roll: O sbaglio? :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 8 maggio 2007, 16:20

antonio p. v. g. ha scritto:Non si tratta della stessa identica cosa, anche perchè un vescovo - mi perdonino i più fini teologi eventualmente presenti in rete per una così banale espressione - può convolare a seconde nozze! [Il fondamento teologico di questa possibilità è che la sollecitudine pastorale di un Successore degli Apostoli è per tutta la Chiesa, certo a partire da una manifestazione locale di questa].

...o a terze, o a quarte, o anche di più, se è lecito :oops: al vecchio frate continuare il giocoso paragone.

La tua sottolineatura tuttavia mi sembra dare benevolmente approvazione e maggiore incisività al paragone araldico che ho improvvisato. :roll: O sbaglio? :wink:


Certo!

Solo la ( :oops: banale?) esigenza didattica di "facilità di comprensione" del fenomeno araldico motiva e giustifica lo scambio di battute fra noi di cui sopra.

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 8 maggio 2007, 16:31

Grazie delle tue rassicuranti parole, caro vecchio Frate.

Alla fine uno scambio di battute può essere davvero il modo più piacevole e fruttuoso di intendersi, che si parli di alta teologia o di fini questioni araldiche, o di qualunque altro elevato frutto della umana riflessione su ciò che è davvero Bello. :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 8 maggio 2007, 16:44

Sagge, sagge parole.

É più facile parlare quando lo si fa in serenità.

Ed i dialoghi più facili da ascoltare sono quelli condotti con la gioia sulle labbra.

Anche quelli più elevati e complessi.

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Messaggioda giuseppe.q » mercoledì 9 maggio 2007, 3:35

Cari Amici,
da quello che ho potuto constatare, pare che in alcune Diocesi della Germania e dei Paesi Bassi, il Vescovo pone il proprio stemma personale nel "cuore" di un altro scudo raffigurante lo stemma diocesano. :roll: :roll:

Immagine

Serena notte a tutti.

Giuseppe
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 9 maggio 2007, 14:01

Questa possibilità che potremmo definire in qualche modo "speculare" a quella adottata da Mons. Paul Bootkoski, mi sembra non altrettanto felice di quet'ultima. :?
Credo infatti - fermo restanto il valore di quanto opportunamente affermato dal nostro Frate circa l'aggiunta pro tempore dell'arma del titolare rispetto alla "perennità" di quella diocesana - che sia più conveniente che l'arma "di base", in una simile composizione, resti quella del vescovo. Spiego questa mia "sensazione" a partire dal preciso esempio proposto da te, caro Giuseppe. Si tratta dell'arma di un Cardinale, Arcivescovo di una sede Metropolitana, come appare chiaramente dal pallio. Ora il pallio così come è disposto - ma varrebbe anche nel caso di una disposizione diversa (su questo ho avuto occasione di aprire una discussione recentemente: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=4166) si trova di fatto a decorazione dello stemma della Diocesi, sul quale è posto lo stemma vescovile. E il pallio, si sa, è un segno ad personam, conferito certo a chi diventa pastore di una sede Metropolitana, ma non automaticamente al momento della nomina, bensì personalmente, dal Santo Padre. [Tanto che alla morte del titolare il pallio non può essere ceduto al successore ma deposto con lui nella sepoltura].
E' pur vero che in una simile composizione non si tratta più di due stemmi, ma di uno solo! E tuttavia, la cosa mi suona strana ugualmente.
Totalmente diverso è invece il ragionamento per due scudi accollati, in cui pur rimanendo entrambi ben distinti, quello della diocesi viene con efficacia simbolica associato a quello del suo pastore, in "virtù delle affinità che li legano", per riprendere l'espressione del carissimo Frate.
Non so, non vorrei sbagliare. :oops: Mi sembra solo questione di sfumature, ma sfumature di una certa importanza! :wink:
Ad ogni modo, una soluzione come quella adottata per lo stemma di questo Cardinale, non è forse sempre idealmente armonica con ogni arma diocesana considerata dal punto di vista della disposizione dei vari elementi che la compongono. 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 9 maggio 2007, 16:23

antonio p. v. g. ha scritto:Mi sembra solo questione di sfumature, ma sfumature di una certa importanza! :wink:


La vita è fatta di :wink: sfumature.

E l'araldica è una sfumatura dell'arte.

Una sfumatura che vive di dettagli e di particolari.

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 9 maggio 2007, 16:57

Se continui a elogiarmi, sia pure in modo così finemente indiretto, caro Frate, mi farai montare in superbia. Forse non è bene per il discepolo esser così coccolato dal maestro... Lo dico contro il mio interesse! :lol: :lol: :lol:
Ad ogni modo la tua poetica definizione dell'araldica come "sfumatura dell'arte" che "vive di dettagli e di particolari" è davvero bellissima e degna di nota! :P
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 9 maggio 2007, 18:02

antonio p. v. g. ha scritto:Se continui a elogiarmi, sia pure in modo così finemente indiretto, caro Frate, mi farai montare in superbia.

Perdona :oops: l'ardire, ma...
...sei sicuro che già non lo stai facendo? :evil:
Quali parole sono uscite dalle dita del vecchio frate a scopo di elogio? :shock: 8)


Forse non è bene per il discepolo esser così coccolato dal maestro... Lo dico contro il mio interesse! :lol: :lol: :lol:

La bacchetta di corniolo ce l'ho qui, a fianco :wink: della tastiera, stanne certo... :twisted:

Ad ogni modo la tua poetica definizione dell'araldica come "sfumatura dell'arte" che "vive di dettagli e di particolari" è davvero bellissima e degna di nota! :P


:wink:

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 9 maggio 2007, 18:50

Sono felice che tu mi richiami a una giusta modestia! :)
E' solo, Frate mio, che la tua poetica frase - di cui già ho sottolineato la bellezza - l'hai scritta come risposta, e dunque mi sembrava come autorevole conferma, a quel mio precedente messaggio dove io stesso avevo paura di arrampicarmi sugli specchi (come si dice comunemente) per dimostrare qualcosa che provavo solo a livello di "sensazione" (per riprendere le mie stesse parole). Io stesso infatti affermavo, prima di parlare di "sfumature" (da te magistralmente riprese): "Non so, non vorrei sbagliare" :oops:. La mia battuta era una sottolineatura delle tue parole, non delle mie! :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 9 maggio 2007, 18:54

Anche le scienze come l'araldica possono vivere senza poesia.

Anche le arti come l'araldica possono non suscitare poesia.

Ma la poesia è la forma di intelligenza forse più consona all'Amor che move il sole e l'altre stelle, per dirla col Poeta.

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 9 maggio 2007, 19:17

Ideo insipiente locutus sum et quae ultra modum excederent scientiam meam..." (Job 42,3b). Forse può essere una bella risonanza del messaggio profondo che intendi comunicare. Alla fine la poesia può condurci a dire quello che con parole troppo "umane" non riusciremo a spiegare sufficientemente... Applicata a una scienza o arte (e l'araldica è entrambe le cose!), questa può portarci a progressi ben superiori alle nostre modeste (spesso "insipienti") conoscenze attuali! :wink:
Con gratitudine :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 9 maggio 2007, 19:28

...stavolta sì che il vecchio frate ti invia i sensi della più sincera e limpida ammirazione, da indegno studioso qual è.

Grande è la fragilità dell'uomo. Che più si crede "qualcuno", più è nessuno. Che più crede di sapere, meno sa.

Che più crede di sapere (o di dovere) dire, meno dice.

Che più invecchia, più sa di dovere lasciar parlare le cose direttamente attraverso la rispettiva evidenza.

Bene, bene :P vale
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Messaggioda FML » giovedì 10 maggio 2007, 18:38

Gentili amici,

cosa ne pensate della curiosa :roll: e certamente non casuale somiglianza tra l'arma dell'Arcidiocesi di Vienna (di cui un gigante esemplare di stile moderno campeggia sul Palazzo Arcivescovile, antistante la bellissima Cattedrale di S. Stefano) ed il celebre stemma degli Asburgo, divenuto, in seguito, emblema nazionale austriaco?

Che tipo di relazione storica sussiste tra le due insegne (Diocesi e Asburgo)?

Immagine
Stemma del card. Franz König (+2004), ex arcivescovo viennese

Immagine
Stemma dell'attuale arcivescovo di Vienna, card. Christoph Schönborn O.P.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
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