Stemmi diocesani

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 30 aprile 2007, 17:33

Guido5 ha scritto:Cari amici,
per coloro che, “nuovi” del “forum”, si chiedessero perché mai dico che il “Moro di Frisinga”, riprodotto nello stemma della diocesi di München und Freising (e, quindi, in quello di Papa Benedetto XVI), è San Maurizio, quello che segue è un particolare della «Disputa di Sant'Erasmo e San Maurizio»
(e la figura rappresentata è appunto San Maurizio), un quadro dipinto fra il 1517 e il 1523 da Matthias Gruenewald e conservato nella “Vecchia Pinacoteca” di Monaco di Baviera.
Ciao a tutti!
Guido5


...forse sarebbe più :wink: "formativo" rimandare i colleghi al topic dove si è già discusso di questa :roll: tutt'altro che pacifica attribuzione, carissimo Guido...

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Messaggioda Lucio81 » martedì 1 maggio 2007, 12:52

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Interessante segnalazione, gentile Signore!
Potrebbe fornirci qualche dettaglio maggiore circa i due stemmi (con il giglio e con l'ancora) partiti con quello di S.E. Mons. Amadei?
Le due armi in questione possono considerarsi di adozione ufficiale da parte delle due rispettive diocesi o no?
Grazie!
Ferrante


In realtà, non vi è nulla della famiglia Amadei in questo stemma. Nel primo (campo di cielo, all'avambraccio destro vestito d'argento uscente dalla partizione, con la mano di carnagione appalmata e spargente 13 semi sulla campagna di verde) troviamo lo stemma del seminario vescovile di Bergamo, dove Mons.Amadei è stato rettore dal 1981 al 1990.
Per quanto riguarda il giglio (simbolo di S.Alessandro, patrono della città) non è da considerarsi di adozione ufficiale da parte della diocesi, anche se dal1830 al 1936, i vescovi di Bergamo hanno utilizzato nei loro stemmi, il capo di S.Alessandro.
Ultima modifica di Lucio81 il martedì 1 maggio 2007, 13:17, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Lucio81 » martedì 1 maggio 2007, 13:17

Immagine
Lo stemma in questione è quello di S.E. Giacomo Maria dei Conti Radini Tedeschi, vescovo di Bergamo dal 1905 al 1914. (Notare il capo)
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Messaggioda FML » mercoledì 2 maggio 2007, 13:12

Lucio81 ha scritto:(....) Per quanto riguarda il giglio (simbolo di S. Alessandro, patrono della città) non è da considerarsi di adozione ufficiale da parte della diocesi, anche se dal 1830 al 1936, i vescovi di Bergamo hanno utilizzato nei loro stemmi, il capo di S. Alessandro.

Uno stemma, dunque, non di uso "ufficiale" da parte della Diocesi di Bergamo, ma solo consuetudinario.

Grazie, gentile Lucio81, per l'interessantissima segnalazione.

Cordialmente,
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 3 maggio 2007, 17:13

...e talmente tanto consuetudinario che il cosiddetto capo di Sant'Alessandro è una locuzione descrittiva convenzionale e non :wink: blasonica...

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Messaggioda giuseppe.q » giovedì 3 maggio 2007, 21:16

Il capo di Sant'Alessandro? :shock: :shock: :shock:
Mai sentito... :shock: :shock: :shock:

Ma grazie a te caro Frate, oggi, ho imparato un'altra cosa.

Buona serata a tutti.

Giuseppe
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 3 maggio 2007, 21:20

giuseppe.q ha scritto:Il capo di Sant'Alessandro? :shock: :shock: :shock:
Mai sentito... :shock: :shock: :shock:

Mica solo :wink: tu...
...è un modus dicendi usato in loco, relativo ad un'abitudine araldica piuttosto localizzata e ristretta la quale, ancora, non è divenuta di pubblica notorietà e utilizzo come invece (ad esempio) il capo patriarcale di Venezia.


Ma grazie a te caro Frate, oggi, ho imparato un'altra cosa.

Grazie al bravo Lucio, piuttosto! :P

Buona serata a tutti.
Giuseppe


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Messaggioda giuseppe.q » giovedì 3 maggio 2007, 21:52

Ma certo... :wink: :wink:
Grazie a tutti

Buona serata.

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Messaggioda Lucio81 » venerdì 4 maggio 2007, 17:41

Finalmente sono riuscito a dare un contributo decente al forum! :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 4 maggio 2007, 17:49

...non è mica il primo, sai, carissimo :wink: Lucio...

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Messaggioda Lucio81 » venerdì 4 maggio 2007, 18:15

Meno male! :wink:
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Messaggioda Antonio Pompili » sabato 5 maggio 2007, 1:05

Tornando all'argomento proposto inizialmente dal nostro caro Ferrante, mi sembra di aver trovato uno stemma che presenta una soluzione davvero felice per l'accostamento dell'arma di una diocesi a quella del suo vescovo.
Si tratta dello stemma di Mons. Paul Bootkoski, Vescovo di Metuchen in New Jersey:

Immagine

Nello stesso sito della Diocesi di Metuchen http://www.diometuchen.org/mainweb/coat.htm è chiaramente esposta la particolarità dell'uso rispetto alla consuetudine nord-americana, oltre che la validità della soluzione:

"It is customary in North America to depict the arms of a bishop joined on the same shield with the arms of his diocese. Bishop Bootkoski has elected an unconventional, though perfectly correct manner of doing this. Since his personal arms divide the shield into four quarters the arms of the Diocese of Metuchen are placed on a smaller separate shield overlapping the bishop’s personal arms. In heraldry this is known as an escutcheon "in pretense".

Mi sembra davvero una soluzione elegante dal punto di vista estetico (almeno nel caso di uno scudo inquartato), come anche molto valida dal punto di vista pratico: nel caso di cambiamento di ufficio o trasferimento ad altra sede, basta togliere o cambiare lo scudetto sul tutto. Questo senza che l'arma personale del vescovo ne risulti troppo modificata nel suo aspetto finale, come avviene invece nel caso di un'arma diocesana accostata in palo. :wink:
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Messaggioda San Marco » sabato 5 maggio 2007, 3:51

S.E. Mons Roberto Amadei quando venne nominato vescovo di Savona-Nola il 21 aprile 1990 aveva scelto per lo stemma, inizialmente partito, per la partizione B il " simbolo " dell' ancora d' argento sia per ricordare che la Sua diocesi aveva come sede Savona, quindi città marinara, ma soprattutto, seguendo le parole di san Paolo per " ancorare " le anime a Cristo, solo strumento per evitare il naufragio spirituale. Successivamente trasferito a Bergamo il 21 novembre 1991, prende possesso della diocesi per procura il 14 gennaio 1992, fa il suo solenne ingresso il successivo 26 gennaio, modificando l' insegna trasformanola con l'inserimento nella parte alta del giglio d' oro in campo rosso, come già ricordato simbolo del patrono della città, da partito a partito-semitroncato.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 5 maggio 2007, 10:57

antonio p. v. g. ha scritto:"It is customary in North America to depict the arms of a bishop joined on the same shield with the arms of his diocese. Bishop Bootkoski has elected an unconventional, though perfectly correct manner of doing this. Since his personal arms divide the shield into four quarters the arms of the Diocese of Metuchen are placed on a smaller separate shield overlapping the bishop’s personal arms. In heraldry this is known as an escutcheon "in pretense".

Mi sembra davvero una soluzione elegante dal punto di vista estetico (almeno nel caso di uno scudo inquartato), come anche molto valida dal punto di vista pratico: nel caso di cambiamento di ufficio o trasferimento ad altra sede, basta togliere o cambiare lo scudetto sul tutto. Questo senza che l'arma personale del vescovo ne risulti troppo modificata nel suo aspetto finale, come avviene invece nel caso di un'arma diocesana accostata in palo. :wink:


Non solo: siccome l'arma personale del presule era già inquartata di suo, sarebbe divenuta :? quasi illeggibile se (volendo mantenerla tale) lo stemma della diocesi le fosse stato giustapposto (ad esempio) in un partito o in altra partizione.

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 7 maggio 2007, 20:18

Comunque, riguardando l'immagine del Card. Michael Von Faulhaber, proposta dal caro Giuseppe, vorrei dire che personalmente, al di là di un giusto e necessario discorso circa la disposizione più armoniosa possibile dei vari elementi in uno stesso scudo, a livello più squisitamente simbolico devo riconoscerne la grande validità.
Infatti - se mi è lecito esporre un mio simile pensiero - credo che il pregevole metodo di "accollare due scudi in virtù delle affinità che li legano" da te, caro Frate, magistralmente definito come "meravigliosamente antico", possa trovare un interessantissimo parallelo nell'araldica gentilizia.
Infatti nelle armi di una dama maritata ad un nobile i due scudi di entrambi i coniugi sono timbrati dalla corona nobiliare indicante la dignità propria del marito...
Qui abbiamo qualcosa del genere: il galero cardinalizio (indicante la dignità propria del vescovo diocesano, insieme alla croce alla patriarcale) sormonta sia l'arma personale del vescovo che quella della sua diocesi... Ora, quella che il vescovo vive con la sua chiesa diocesana non è forse una sponsalità paragonabile a quella realizzata nel patto nuziale?
Una sostanziale differenza con il caso "parallelo" è che qui si tratta dello stemma del "marito" e non della "dama". :)
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