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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 8 maggio 2004, 22:00

Caro Nino,
lei mette non un dito, ma tutto il braccio nella piaga:
Nino ha scritto:Ricapitoliamo: L'Italia ha una tradizione araldica che minimo minimo risale ai romani ( stemmi, stemmucci, sigilli, insegne di legioni e coorti ..)

Beh, attenzione! Adesso non si allarghi troppo... :oops:

Quindi:
1) L' Italia ha una forte tradizione araldica.

...il problema è che tanti (troppi) non se ne rendon conto!

2) Italia ha "Ufficio Araldico" preposto agli stemmi di comuni , province , reggimenti, ecc... ecc...
3) Ne consegue che in detto "Ufficio" ci lavorino almeno tre persone: a) uno storico b) uno esperto in stemmi c) un artista.
Fin qui ci siamo? Piu' terra terra di cosi non mi so esprimere. Andiamo avanti:
3a) Storico. Persona che sa cacciare nei libri di storia (i libri sono quell'insieme di pagine bianche con tanti segni neri). Nel nostro caso alla ricerca della storia di un comune,reggimento,..... per vedere se è stato precedentemente identificato con uno stemma. Se si tratta di nuovo comune và (o dovrebbe andare) a caccia dei fatti salienti dell' soggetto in questione.
3b) Un esperto di stemma stabilisce in funzione delle infomazioni raccolte come fare lo stemma. Li propone a non so chi e qualcuno decide.
3c) L'artista lo realizza
Grosso modo si dovrebbe fare cosi'. Andare a ritroso nella storia.
E' prassi storica che lo stemma venga blasonato secondo criteri ben precisi. Blasonatura e stemma dovrebbero finire in un archivio.
Domande:
1) Ando' stanno gli esperti sopracitati?
2) Cenano sempre pesante, favorendo gli incubi notturni?
3) Che diamine vuol dire "....nel 1980 o 1990....è stato assegnato lo stemma...al comune di..." quando questo storicamente ne aveva uno?
Domanda ultima:
Dimostro piu' ignoranza io con questo post strafalcione,sgrammaticato, orrografico... ho chi viene stipendiato per fare l'araldista ufficiale?


Risposte:
1) :oops: ...non mi faccia parlare!
2) :oops: :oops: ...ripeto: non mi faccia parlare!!
3) L'uso storico di uno stemma è un conto; il suo riconoscimento ufficiale, un altro. Esempio: come dicevamo già in altro post, la città di Venezia usa pacificamente da secoli il suo Leone di San Marco, senza bisogno di riconoscimenti ufficiali da parte di chicchessia. Però, a titolo ufficiale, la nostra Repubblica non lo conosceva, o meglio non lo riconosceva, fino al recente decreto di pochi anni or sono.
4) e ultima: ...vedi 1) :mrgreen:

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Messaggioda Nino » domenica 9 maggio 2004, 11:29

Non mi arrendo frà Eusanio.... cosa vuol dire l'uso storico è una cosa il suo riconoscimento ufficiale un'altra cosa?

Tutti i comuni hanno uno stemma che ha valore ufficiale, tanto che viene usato sui certificati, (credo!) come sigillo, accompagnato ( o viceversa) dalla firma del sindaco o chi per lui. A questo punto l'unico motivo accettabile per la modifica di un'arma è giustificata dalla possibilità di "costruire il timbro". Quantunque con la moderna tecnologia questa è fattibile. In questo caso un comune potrebbe avere due armi: l'una storica( gonfalone), l'altra ufficiale (timbri). Ma ovviamente l'ultima dovrebbe essere una semplificazione dell'altra.

Per i comuni ex-novo, la logica dice di andare a vedere nella tradizione,usi,costumi,caratteri di quella città. Gorgonzola? Potrebbe andare... non il formaggio ma l'antico strumento usato in questo lavoro. Sai che roba! Sanno solo fare formaggio?

Non pensavo che la questione araldica nel nostro paese fosse cosi'... (non mi viene nessun termine diplomatico).

Mah!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 9 maggio 2004, 16:23

Nino ha scritto:Non mi arrendo frà Eusanio.... cosa vuol dire l'uso storico è una cosa il suo riconoscimento ufficiale un'altra cosa?

L'esempio di Venezia è calzantissimo: di fatto, la città lagunare usa da secoli il leone marciano d'oro in campo azzurro, che è il suo stemma storico... e che è diventato ufficiale, cioé riconosciuto e catalogato dalla nostra Istituzione Araldica di Stato, solo da pochissimi anni!

...(omissis)...Per i comuni ex-novo,

...cioé per quelli che non ne avevano...

la logica dice di andare a vedere nella tradizione,usi,costumi,caratteri di quella città...(omissis)...


Tenga conto che, di norma, la proposta nasce sempre dal Comune, che "studia" una o più proposte di stemma: le lascio immaginare cosa possa venirne fuori, il più delle volte...

A sua volta, l'Ufficio Araldico riceve il materiale, lo valuta, lo rielabora (come e perché, sono le due cose che mi hanno fatto arrossire nella risposta precedente... :twisted: ), e lo rimanda (spesso in più varianti) al Comune, perché ne scelga una: dopo effettuata la scelta, si procede alla formalizzazione (anche blasonica) del tutto.

La domanda è una sola: latinamente, quis custodiet custodes?

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Messaggioda Nino » domenica 9 maggio 2004, 20:37

Peggio che andar di notte :cry:
Ricapitoliamo e torniamo al 1946. Con i Savoia i comuni avevano o non avevano gli stemmi?
Suppongo di si. Non bastava allora recepire i vecchi stemmi, ed eventualmente modificare solo le corone, per sottolineare il passaggio monarchia/repubblica?

Oppure, "ricreare" con senno quelli che richiamano alle famiglie nobili.
Il comune di PrugnaSecca aveva come stemma quello della famiglia PrugnaBollita. Con l'avvento della repubblica si chiede agli abitanti se lo volgiono tenere o modificare, e se nelle modifiche vogliono un richiamo al vecchio stemma o se lo vogliono ex-novo (magari i PrugnaBollita nobili o no, i per secoli sono stati sullo stomaco a tutto il circondario).
Nino
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 9 maggio 2004, 20:52

Nino ha scritto:Peggio che andar di notte :cry:
Ricapitoliamo e torniamo al 1946. Con i Savoia i comuni avevano o non avevano gli stemmi?
Suppongo di si. Non bastava allora recepire i vecchi stemmi, ed eventualmente modificare solo le corone, per sottolineare il passaggio monarchia/repubblica?

Anzi, le corone sono proprio una delle poche cose che non sono cambiate...

Oppure, "ricreare" con senno quelli che richiamano alle famiglie nobili.
Il comune di PrugnaSecca aveva come stemma quello della famiglia PrugnaBollita. Con l'avvento della repubblica si chiede agli abitanti se lo volgiono tenere o modificare, e se nelle modifiche vogliono un richiamo al vecchio stemma o se lo vogliono ex-novo (magari i PrugnaBollita nobili o no, i per secoli sono stati sullo stomaco a tutto il circondario).


Certo, la modifica di uno stemma già esistente rientra nei compiti dell'Ufficio Araldico... ma ciò ricade comunque nei modi e nelle maniere di cui parlavamo sopra!

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