Giuramento

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda Emibro » domenica 22 aprile 2007, 22:44

Credo che l'Ordine dei SS Maurizio e Lazzaro non sia stato soppresso con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 per il sempòlice motivo che una sua soppressione avrebbe portato all'alienazione dei beni dello stesso, che invece sono stati mantenuti come Ente Ospedaliero. Nessuna differenza di trattamento rispetto agli altri Ordini, ma il pragmatismo di risparmiare l'alienazione di beni e strutture che potevano essere utili allo Stato in un momento difficile come quello del dopoguerra.

Sul deisgn dell'OMRI, possiamo dirne quante vogliamo, il Nastro riprende anche i colori della Commemorativa 1940-1943, se è solo per quello, e le Aquile hanno un sapore un po'...

E*
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"Carri armati nemici fatta irruzione a sud. Con ciò "Ariete" accerchiata. Trovasi circa cinque chilometri nordovest Bir el Abd. CARRI "ARIETE" COMBATTONO!"
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Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 23 aprile 2007, 12:15

Trovo singolarmente audaci le conclusioni del Signor Herman73, che dire, un militare che accetta l'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro reo confesso deve essere cacciato dalle Forze Armate perche monarchico e quindi traditore, mentre chi accetta il SMOCSG (che si sembra almeno altrettanto monarchico) può restare !

Sento parlare di "panpenalismo", ma quello che leggo è fantasia pura.

Poi sull'uso delle decorazioni ribadisco il mio intervento di pagina 2, una cosa è il porto sull'uniforme ben altra è l'uso sull'abito civile (anche in pubblico). Un ben noto negozio di Roma, sito a poche centinaia di metri dalla sede del Governo e dalle sedi del Parlamento, espone in vetrina l'insegna proibita e la vende a chiunque la richieda.
Molto interessante.
Saluti,

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Messaggioda Emibro » lunedì 23 aprile 2007, 12:30

Io posso portare le insegne di qualunque ordine, ma se sono un Militare, il porto deve essere autorizzato.

lo SMOCSG è autorizzabile, l'OSSML no. Punto.

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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 23 aprile 2007, 13:08

Emibro ha scritto:Io posso portare le insegne di qualunque ordine, ma se sono un Militare, il porto deve essere autorizzato.

lo SMOCSG è autorizzabile, l'OSSML no. Punto.

E*


La cosa vale anche per un civile. La legge 178/51 non fa alcuna distinzione tra militari e civili...
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Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 23 aprile 2007, 13:25

Egregio Dottor Volpe,

mi sembra vi sia un malinteso di fondo. La legge 178/51 è assai chiara sul divieto e naturalmente, come ho più volte ribadito (direi senza essere compreso) un militare non può indossare una decorazione senza la necessaria autorizzazione. Questo è chiaro.

Quello che accennavo a pagina 2 di questa medesima discussione (strano, ma vero) è la possibile incostituzionalià del dettato della l.178/51 se inteso in senso completamente restrittivo. Esiste infatti nel nostro Paese una cosa nota come libertà d'espressione (art. 21 della Costituzione, ma anche altri sono rilevanti) risulta quindi dubbia la possibilità di proibire ad un non-militare (od altro individuo non in uniforme) l'utilizzo (inteso come l'indossare/vestire) delle insegne di un qualche Ordine (anche illegittimo).
Se infatti rilegge il mio intervento di pagina 2 ipotizzavo che individui, che persino ignorino cosa sia un Ordine cavalleresco, possano decidere di indossare quel particolare "gioiello".

Questa mia affermazione non vuole certo delegittimare la fin troppo necessaria opera svolta dal MAE nel concedere o non concedere autorizzazioni al fregiarsi di Ordini cavallereschi (che essenzialmente dovrebbe leggersi come riconoscimento ufficiale dello Stato a fregiarsi del titolo e non già ad indossare un "gioiello" o mantello).
Spero di essere stato più chiaro.
Cordiali saluti,

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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 23 aprile 2007, 18:29

Non so voi, ma io ho la netta sensazione che questa discussione si stia ormai trascinando da diversi giorni continuando inesorabilmente ad arrotolarsi su se stessa, senza arrivare a nessuna conclusione.
Dopo 13 giorni, 49 interventi e 1745 “letture”, mi sembra che l’argomento sia rimasto esattamente al suo punto di partenza…

Per i miei principi personali e per le mie conoscenze dirette o indirette di leggi e regolamenti sulla materia, sono sempre stato convinto, e lo sono tuttora, che per un militare della Repubblica Italiana sia quantomeno “inopportuno” ricevere un’investitura cavalleresca in un ordine sabaudo (per non parlare poi di volerla usare sull’uniforme…).

Questa mia convinzione – che francamente ritenevo condivisibile e inattaccabile per tutta una serie di ragioni giuridiche, istituzionali, costituzionali, storico-politiche, oltreché morali – viene invece messa in dubbio da chi ritiene che l’assenza di un divieto specifico e manifesto, la mancanza di una legge ad-hoc che dica chiaramente “è vietato ai militari italiani accettare investiture nell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro”, sia un motivo sufficiente per i nostri militari che lo desiderino di andarsi a presentare a qualche componente della famiglia Savoia, o ad altri membri dello “staff” dell’Ordine, per chiederne l’ambita investitura.

Si perché queste investiture, non ce lo dimentichiamo, come molte altre relative ad ordini dinastici di case ex-sovrane, bisogna andarsele a cercare.
Normalmente (con rarissime eccezioni) non sono loro che ti vengono a proporre il conferimento a casa tua, sei tu che per ottenerla devi farti avanti, devi trovare dei membri dell’Ordine che ti presentino, devi farti apprezzare per opere svolte nei confronti dell’istituzione, devi sostenere le sue iniziative, devi seguire eventuali periodi di istruzione.
E alla fine, quando finalmente la ottieni, devi versare la quota di registrazione, ti devi impegnare a seguirne le regole, devi partecipare attivamente alle cerimonie e alle attività sociali, e, contestualmente, devi anche assicurare all’Ordine ed al suo Gran Maestro una “forma di fedeltà”.

E tutto questo, oltre che essere – come più volte detto - in netto contrasto con i valori propri dell’appartenenza alle forze armate o alle forze dell’ordine repubblicane, dovrebbe essere intrapreso senza neanche poter poi indossare sulla propria uniforme le insegne dell’Ordine per accedere al quale ci si è tanto dati da fare ? ma perché, a che pro ?
Non credo che la semplice ignoranza delle regole, la nostalgia per l’istituzione monarchica o la semplice simpatia per le antiche tradizioni cavalleresche dell’Ordine (ormai – secondo me - da tempo tramontate) possano in nessun caso giustificare tanti sforzi e tanto impegno…

Il fatto poi che esistano dei produttori che mettono in vendita liberamente le insegne di ordini cavallereschi o distinzioni “non riconosciute o illegittime”, non giustifica in alcun modo la possibilità che qualcuno vada tranquillamente a comprarseli per andarci allegramente in giro per la strada.
Insegne cavalleresche e decorazioni sono simboli di appartenenza a determinate istituzioni onorifiche o segnali di meriti conseguiti nell’adempimento di funzioni svolte o di servizi resi al Paese ed alle sue istituzioni. Per questo il loro uso, ed in particolare la loro esibizione pubblica, viene regolata e tutelata dalle leggi. Chi non rispetta queste normative, non solo infrange queste regole commettendo abusi e reati, ma offende secondo me coloro che hanno ricevuto regolarmente delle onorificenze e delle decorazioni riconosciute dallo Stato e rispettate dalla comunità.

Dovete scusarmi, ma io – pur non avendo nulla contro le istituzioni cavalleresche sabaude - rimango fedele alle mie convinzioni personali e voglio continuare a rispettare le leggi del mio Paese. Pertanto, finché il quadro normativo italiano in questa materia non sarà modificato, continuo a sostenere che gli ordini cavallereschi sabaudi non possono essere usati pubblicamente nel nostro Paese.

Cordialmente,

Mario Volpe
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Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 23 aprile 2007, 19:34

Egregio Dottor Volpe,

apprezzo la Sua difesa delle posizioni ultra-repubblicane, però, seguendo la logica mi viene da chiedermi "ma San Gregorio è monarchico o repubblicano?" e così pure ogni altro Santo possibile ed immaginabile. Accettare un Ordine sabaudo attenta alla Repubblica ed accettare quello di altre dinastie no ?
Accettare un Ordine di SRC (monarchia assoluta elettiva) è un gesto repubblicano od anti repubblicano ?

Alcuni Stati proibiscono espressamente ai loro cittadini d'accettare qualsiasi decorazione, titolo od onorificienza non così la Repubblica italiana.

Personalmente mi sento in diritto di esprimere liberamente il mio pensiero politico fintanto che non faccio danno a nessuno e mi sembra corretto manifestare apertamente tale pensiero e quindi, eventualmente, accettare un Ordine monarchico.

Se uno per convinzioni personali vuole fare altrettanto non accettando lo stesso Ordine (perchè di convinzioni repubblicane) ben venga e tutta la mia stima, ma da quì a tirarne fuori una probizione di qualche sorta con interpretazioni ultra-restrittive di norme di vario rango (anche in contrasto con il dettato costituzionale) ce ne corre.
Senza alcuno spirito polemico.
Cordiali saluti,

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 23 aprile 2007, 20:28

Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Dottor Volpe,

apprezzo la Sua difesa delle posizioni ultra-repubblicane, però, seguendo la logica mi viene da chiedermi "ma San Gregorio è monarchico o repubblicano?" e così pure ogni altro Santo possibile ed immaginabile. Accettare un Ordine sabaudo attenta alla Repubblica ed accettare quello di altre dinastie no ?
Accettare un Ordine di SRC (monarchia assoluta elettiva) è un gesto repubblicano od anti repubblicano ?

Alcuni Stati proibiscono espressamente ai loro cittadini d'accettare qualsiasi decorazione, titolo od onorificienza non così la Repubblica italiana.

Personalmente mi sento in diritto di esprimere liberamente il mio pensiero politico fintanto che non faccio danno a nessuno e mi sembra corretto manifestare apertamente tale pensiero e quindi, eventualmente, accettare un Ordine monarchico.

Se uno per convinzioni personali vuole fare altrettanto non accettando lo stesso Ordine (perchè di convinzioni repubblicane) ben venga e tutta la mia stima, ma da quì a tirarne fuori una probizione di qualche sorta con interpretazioni ultra-restrittive di norme di vario rango (anche in contrasto con il dettato costituzionale) ce ne corre.
Senza alcuno spirito polemico.
Cordiali saluti,

Il Cronista di Livonia


Qui non è messo in dubbio l'OSSML o gli ordini Sabaudi. Qui non stiamo giudicando la legge 178/1951 la quale abbiamo sempre detta che sarebbe migliorabile. Non sono in discussioni le nostre convinzioni sociali - politico - religiose.

Il punto è che la legge dello Stato Italiano dice che: l'OSSML non è riconosciuto dallo Stato mentre gli ordini vaticani sono riconosciuti.

Possiamo star qui a cavillare altri 3 mesi ma la questione non cambia. Che ci piaccia o no.
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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 23 aprile 2007, 21:28

Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Dottor Volpe,

apprezzo la Sua difesa delle posizioni ultra-repubblicane, però, seguendo la logica mi viene da chiedermi "ma San Gregorio è monarchico o repubblicano?" e così pure ogni altro Santo possibile ed immaginabile. Accettare un Ordine sabaudo attenta alla Repubblica ed accettare quello di altre dinastie no ?
Accettare un Ordine di SRC (monarchia assoluta elettiva) è un gesto repubblicano od anti repubblicano ?

Non mi considero un ultra-repubblicano, ma mi consentirà, essendo un dipendente dello Stato, di volerne rispettare le leggi. Per quanto riguarda il S. Gregorio e le altre onorificenze vaticane non mi pongo il problema se esse siano monarchiche o repubblicane, ma se il loro uso sia riconosciuto e accettato dallo Stato oppure no.

Alcuni Stati proibiscono espressamente ai loro cittadini d'accettare qualsiasi decorazione, titolo od onorificienza non così la Repubblica italiana.

Ad esempio la Svizzera - notoriamente neutrale su tutto - ma è proprio sicuro che in Italia questo sistema avrebbe successo ?

Personalmente mi sento in diritto di esprimere liberamente il mio pensiero politico fintanto che non faccio danno a nessuno e mi sembra corretto manifestare apertamente tale pensiero e quindi, eventualmente, accettare un Ordine monarchico.

Nessuno lo contesta...

Se uno per convinzioni personali vuole fare altrettanto non accettando lo stesso Ordine (perchè di convinzioni repubblicane) ben venga e tutta la mia stima, ma da quì a tirarne fuori una probizione di qualche sorta con interpretazioni ultra-restrittive di norme di vario rango (anche in contrasto con il dettato costituzionale) ce ne corre.

Non mi sembra - e l'ho già detto in un mio precedente intervento - che nè io (che non conto nulla) nè le competenti Autorità dello Stato interpretino in modo ultra-restrittivo questa questione, tanto è vero che non esiste alcun divieto per i cittadini ad accettare le onorificenze sabaude. Le limitazioni riguardano solo il loro uso pubblico. Non mi sento un repubblicano, lo ripeto, e in virtù di conoscenze, studi e ricerche che ho svolto per molti anni sul tema degli ordini cavallereschi e delle onorificenze, ivi inclusi anche quelli sabaudi, non posso non rispettare e non tenere nella massima considerazione (anche con un pizzico di orgoglio nazionale) le secolari tradizioni che essi rappresentano. La questione per me è unicamente di scelta personale e di coscienza individuale di chi - soprattutto quando è un militare - decide di accettare un'investitura che non viene riconosciuta dallo Stato.

Senza alcuno spirito polemico.

Ci mancherebbe, nessuna polemica caro Cronista, io continuo sempre ad apprezzare i suoi interventi e le sue conoscenze in materia. Mi auguro soltanto che questa discussione senza fine, giunga prima o poi ad una conclusione...

Cordiali saluti,

Il Cronista di Livonia


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Re: Ammissione OSSML

Messaggioda Nightfox » lunedì 23 aprile 2007, 22:14

Scusate ma la domanda era quella riportata sotto, perchè fare sterili polemiche invece di rispondere ad una semplice domanda, spesso vedo inutili
scatti di orgoglio e scortesie da utenti verso persone che fanno semplici domande.

ALEX ha scritto:Gentili partecipanti al forum, ho un quesito da porvi.
Qual'è l'iter più "idoneo" per essere ammessi nel prestigioso Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro? Ed in particolare per gli appartenenti alle FF.AA.?
Ferma la ovvia devozione alla causa sabauda non ho trovato nessun altra informazione utile al riguardo.
Accetterò volentieri anche risposte tramite mp per chi lo riterrà opportuno.
Ringrazio anticipatamente. :lol:
Alex


Distinti saluti

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Re: Ammissione OSSML

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 23 aprile 2007, 22:22

Nightfox ha scritto:Scusate ma la domanda era quella riportata sotto, perchè fare sterili polemiche invece di rispondere ad una semplice domanda, spesso vedo inutili scatti di orgoglio e scortesie da utenti verso persone che fanno semplici domande.

Distinti saluti

Alessandro Flavio Bazzoli


Non vedo scatti d'orgoglio o scortesie.. :roll:

Mi sembra che l'argomentare complessivo invece sia stato pacato ma serio e correlato di fonti giuridiche.

Ripeto: Se poi il contenuto della discussione ad alcuni non piace o non fa comodo, questo è un altro discorso.. :roll:
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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 23 aprile 2007, 22:29

Benvenuto in questa piazza "volpe notturna". Gli scatti di orgoglio possono rappresentare qualche volta il sale che anima certe discussioni, ma le scortesie verso chi fa semplicemente una domanda, sono d'accordo con lei, no davvero.
Mi auguro pertanto che qualche gentile utente, in possesso delle necessarie conoscenze ed esperienze dirette, voglia rispondere al quesito che ALEX aveva posto all'inizio di questo topic.

Cordialmente,

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Messaggioda Nightfox » lunedì 23 aprile 2007, 22:43

In base allo statuto dell'ordine del 1868:

Art. 1

L'Ordine continua ad essere destinato a ricompensa delle distinte benemerenze acquistate nelle carriere civili e militari, nelle scienze, nelle lettere, nelle arti, nel commercio, nelle industrie, e più specialmente in opere di beneficenza per le quali l'Ordine venne istituito o di cui fu successivamente incaricato.

La sola diuturnità del servigio prestato negli uffici pubblici non è titolo sufficiente per ottenere la croce, salvoché si tratti di servizi parlamentari o di servizi gratuiti nelle Amministrazioni provinciali e comunali. od in istituti di educazione e beneficenza.

Art. 5

Salvo sempre il disposto degli articoli 2, 3, e 4, hanno qualità per ricevere (non diritto di ottenere):

a) La gran croce: gli ambasciatori, i ministri di Stato, i ministri segretari di Stato, il Presidente del Consiglio di Stato e della Corte dei conti, i primi presidenti ed i procuratori generali delle Corti di cassazione, i generali d'armata, gli ammiragli, il presidente e l'avvocato generale del Tribunale supremo di guerra. Dopo otto anni di servizio effettivo nelle seguenti cariche: i primi presidenti delle Corti di appello, i luogotenenti generali, i viceammiragli, gli inviati straordinari e ministri plenipotenziari di prima classe, i presidenti di sezione del Consiglio di Stato, delle Corti di cassazione e della Corte dei conti;

b) La croce di grande uffiziale: i primi presidenti ed i procuratori generali delle Corti d'appello, i luogotenenti generali, i viceammiragli, gli inviati straordinari e ministri plenipotenziari di prima classe, i presidenti di sezione del Consiglio di Stato, delle Corti di cassazione e della Corte dei conti; e dopo dieci anni di servizio effettivo nella loro carica, i prefetti, i consiglieri di Stato, della Corte dei conti e di cassazione, i presidenti di sezione di Corti d'appello, i segretari generali, i direttori superiori ed ispettori generali dei Ministeri, i maggiori generali, i contrammiragli, i ministri plenipotenziari di seconda classe, i sindaci di Torino, Genova, Milano, Venezia, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Cagliari;

c) La croce di commendatore: i prefetti, i consiglieri di Stato, della Corte dei conti e d'appello, i segretari generali ed i direttori generali, i direttori superiori ed ispettori generali dei Ministeri, i maggiori generali, i contrammiragli, i ministri plenipotenziari di seconda classe, i sindaci di Torino, Genova, Milano, Venezia, Parma, Modena, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Cagliari. I sindaci delle città capoluoghi di provincia dopo una conferma, e dopo cinque anni di grado i colonnelli, i capitani di vascello ed i direttori capi di divisione dei Ministeri e del Gran magistero mauriziano.

D'ora in poi la croce che i commendatori portano al collo sarà sormontata dalla corona Reale;

d) La croce d'uffiziale: i colonnelli, i capitani di vascello, i consiglieri d'appello, i referendari al Consiglio di Stato, i ragionieri alla Corte dei conti; e dopo cinque anni di servizio nella rispettiva carica i luogotenenti colonnelli, i capitani di fregata di prima classe, i sottoprefetti ed i capi sezione nei Ministeri, i presidenti dei tribunali di circondario ed i procuratori del Re. I sindaci delle città capoluoghi di circondano dopo una conferma.

Nella croce di uffiziale sarà d'ora in poi surrogata alla ghirlanda di quercia e d'alloro la corona Reale;

e) La croce di cavaliere: i presidenti e procuratori del Re presso i tribunali di circondario, i sottoprefetti, i capi di sezione dei Ministeri, i maggiori nell'esercito, i capitani di fregata di seconda classe. Dopo dieci anni di servizio nei gradi seguenti: i consiglieri di prefettura, i giudici dei tribunali di circondario, i pretori delle città capoluoghi di provincia. Dopo quindici anni di servizio in quel grado i pretori delle città capoluoghi di circondario. I consiglieri ed i sindaci delle città dopo una conferma. I Capitani similmente dopo dodici anni di grado.

Niuno potrà prevalersi del suo grado e della sua anzianità per pretendere una nomina od una promozione nell'Ordine. Le eccezioni alle norme stabilite nel presente articolo non potranno essere proposte alla Nostra approvazione se non in casi straordinari e per ragioni di segnalati servizi. I motivi di tali eccezioni verranno esposti e resi di pubblica ragione unitamente al decreto relativo.

Art. 8

Rispetto alle persone che non sono al servizio dello Stato, la misura della ricompensa sarà determinata da quella dei meriti più o meno segnalati resi alla patria mercé le egregie opere dell'intelletto e della mano, le invenzioni o le prime applicazioni di nuovi trovati, le scoperte e le esplorazioni geografiche e scientifiche di paesi punto o poco noti, i servigi resi all'umanità, le prove di coraggio civile, la fondazione di scuole e di ospizi, la benevola associazione del capitale e del lavoro in vaste imprese industriali e commerciali, e sopratutto la diffusione dell'istruzione, sia superiore, sia popolare, tanto nella letteraria, scientifica e tecnica che nella educativa e morale.

Art. 13

Sarà privato della decorazione chiunque per un fatto legalmente accertato abbia mancato all’onore, o propugnato interessi antinazionali.

Queste sono le disposizioni che poi in seguito sono state ridotte ma i criteri rimangono gli stessi, comunque resta sembra la possibilità che conoscendo semplicemente un alto membro dell'ordine si venga presentati e poi ammessi.

Saluti

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Messaggioda nicolad72 » sabato 5 maggio 2007, 19:13

Allora cari amici... ho fatto un po' di ricerche e sono riuscito a trovare i lavori parlamentari (limitatamente a quelli della Camera) della legge istitutiva dell'OMRI.

Pubblico di seguito le parti relative agli ordini Sabaudi e della Monarchia

CASALINUOVO. Relatore.
... omissis ...
c) Infine, il disegno di legge affrontando il problema della sorte degli Ordini preesistenti al mutamento delle forme istituzionali, dispone la soppressione dell'Ordine della SS. Annunziata e della Corona d'Italia, nonché la cessazione del conferimento delle onorificenze cavalleresche dell'Ordine Mauriziano (articolo 9). Per quanto concerne l'Ordine della SS. Annunziata, la statuizione espressa della soppressione si sarebbe ritenuta necessaria per esigenze di completezza e per evitare ogni possibile dubbio. Ma è da osservare che, mentre la fine dell'Ordine può ritenersi già avvenuta di fatto, essendo state le relative decorazioni ritirate dall'ex sovrano all'atto dell'abbandono del territorio nazionale, è più esatto parlare, dato il suo carattere esclusivamente dinastico, di mancato riconoscimento da parte del nostro Stato, anziché di soppressione. La questione si inquadra quindi nella disciplina generate degli articoli 7 e 8.
Per l'Ordine della Corona d'Italia, invece, nazionale e non dinastico, il legittimo provvedimento di soppressione rientra nelle facoltà dello Stato. Esso viene in tutto sostituito dall'istituendo Ordine al merito della Repubblica.
Per l'Ordine Mauriziano, infine, più esattamente si parla di cessazione del conferimento delle onorificenze e non di soppressione, in quanto, secondo la norma transitoria XIV della Costituzione, l'Ordine Mauriziano continua ad essere conservato con personalità giuridica pubblica, sebbene con le più limitate finalità di Ente ospedaliero.
Nella relazione ministeriale è altresì precisato che la disposizione riguarda le «onorificenze cavalleresche » dell'Ordine Mauriziano, restando in tal modo salvo il conferimento della medaglia mauriziana al merito militare dei dieci lustri, che, secondo le disposizioni da cui è regolata, costituisce una decorazione militare e non una onorificenza cavalleresca, mentre l'attuale sua disciplina può essere modificata in conformità del nuovo ordinamento repubblicano, eventualmente con le stesse norme di attuazione della legge previste dall'articolo 10.

... omissis ...

Passiamo all’articolo 9:
«L'Ordine della SS. Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi.
L'Ordine della Corona d'Italia è soppresso e cessa il conferimento delle onorificenze dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. È tuttavia consentito 1'uso delle onorificenze già conferite, escluso ogni diritto di precedenza nelle pubbliche cerimonie.
Per gli altri Ordini ed onorificenze, istituiti prima del 2 giugno 1946, si provvederà con separata legge ».
A questo articolo è stato presentato dall’onorevole Casalinuovo un emendamento soppressivo del primo comma.
CASALINUOVO, Relatore. Il mio emendamento, soppressivo del primo comma, parte dal fatto che 1'Ordine della SS. Annunziata rientra nella disciplina giuridica degli articoli 7 ed 8. È un ordine dinastico e quindi la Repubblica non può sopprimere quello che non le appartiene. Rientra negli ordini di cui si può vietare 1'uso.
ANDREOTTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio. Riconosco un fondamento alla proposta. Però, quando nel disegno di legge si è parlato di soppressione, certamente si è voluto soltanto dire che si toglievano tutti quei riconoscimenti nel nostro diritto che competevano agli insigniti di questa massima onorificenza e che erano determinate precedenze, il permanente ferroviario ed alcune altre attribuzioni quali il diritto di essere sentito nella propria abitazione dal tribunale, ecc. Oggi, pero, che il disegno di legge è passato al Senato con questa formulazione, una modifica a me pare che assuma tutto un diverso significato e che senza dubbio vada al di la di quello che è il pensiero dello stesso relatore che la propone.
Noi, in tal modo, cancelliamo 1'ordine dall'ordinamento. Anche se 1'espressione non è felice, io credo che convenga mantenere il testo così come è stato formulato.
CASALINUOVO, Relatore. Dopo le spiegazioni date dal Governo, ritiro il mio emendamento. Desidero pero fare un'altra osservazione. All'ultimo comma è previsto il rinvio ad altra legge della decisione sugli altri ordini ed onorificenze istituiti prima del 2 giugno 1946. Insistendo nel mio punto di vista, proporrei che il rinvio avesse per oggetto anche gli altri ordini con personalità giuridica internazionale, eventualmente equiparabili all'ordine di Malta, i quali, per 1'opera di assistenza e di utilità sociale svolta in Italia, potrebbero meritare particolare considerazione.
ANDRBOTTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio. Vorrei dar atto all’onorevole Casalinuovo della sua abilita nel far rientrare dalla finestra quello che abbiamo poco fa fatto uscire dalla porta con un voto. Se questi ordini esistono legalmente su un piano internazionale, non li possiamo cancellare con una nostra legge; ma siccome non sappiamo se realmente hanno una personalità giuridica, mettere qui questa condizione significa proprio dare la possibilità di far passare questi riconoscimenti o almeno far tormentare determinati uffici per avere questo riconoscimento. Potremo, una volta accertata 1'esistenza giuridica, prendere 1'iniziativa di una disposizione per togliere questa inibizione generale. Oggi non mi sentirei di dirlo.
CASALINUOVO, Relatore. Trasformo allora l’emendamento in un voto che la Commissione esprimerà al Governo.
ANDREOTTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio. Un voto in questo senso sarà accettato dal Governo.
AUDISIO. Si sa che molte volte le onorificenze sono state elargite a chi pagava qualche cosa per averle. Per moralizzarle, penserei di lasciare a tutti il diritto di essere insigniti. Però, per i benestanti, stabilirei che chi paga almeno un milione di ricchezza mobile faccia una oblazione a favore dei bambini poveri o degli istituti di assistenza. Desidero, qualora la proposta non fosse accet-tata, che la mia dichiarazione rimanga a verbale.
PRESIDENTE. Esiste una legge sulle tasse di concessione in cui e prevista anche una tassa di concessione per il conferimento delle onorificenze.
In quella sede si potrà stabilire di graduare la tassa di concessione a seconda del patrimonio degli insigniti.
AUDISIO. Prendo atto di questa dichia-razione.
PRESIDENTE. Pongo allora in votazione l’articolo 9 nel testo di cui ho dato precedentemente lettura.
(È approvato).
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Messaggioda nicolad72 » sabato 5 maggio 2007, 20:15

I lavori preparatori, sembrano confermarela tesi di chi sostiene che si sia voluto privare gli ordini sabaudi del loro carattere "pubblico", facendoli tornare al loro originario stato di ordini dinastici, i quali continuano a vivere alla stregua degli altri ordini "fratelli" degli stati pre-unitari.

Sul Punto reputo prive di equivoci le parole di Andreotti: cancelliamo l'ordine dall'Ordinamento.

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nicolad72
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