censure inammissibili

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Messaggioda pierfe » sabato 24 marzo 2007, 23:36

Reginella ha scritto:Caro Presidente,
una precisazione: nel mio messaggio da Lei citato la morte dell'araldica era una ipotesi conseguente ai ragionamenti espressi, non certo una affermazione.
Per il resto non mi intendo di araldica e probabilmente ho soltanto poche idee romantiche e fuori moda al riguardo, ma una cosa è certa:
non intendo rimanere nella casa (nemmeno telematica e virtuale) di chi tollera io sia offesa impunemente ed in modo volgare da qualcuno dei suoi ospiti che si diletta, dall'alto della sua sapienza, a mandare messaggi privati anonimi di una maleducazione fenomenale.
ArrivederLa.


Perchè "Caro Presidente" quando gradirei "Caro Pier Felice", perchè lei è una persona a me graditissima in quanto mi ricorda Domenico che è stato il "paraninfo" che mi ha fatto conoscere mia moglie.
Mi creda, mi spiace sinceramente di quanto scrive, ma la prego di accettare le mie più sentite e sincere scuse (non ho seguito tutti i post perchè mi sono limitato a rispondere a quelli più calienti quando sono stato informato che l'aria qui sopra diventava alquanto irrespirabile).
La buona educazione va posta sempre davanti a tutto, almeno questo è il mio pensiero, tanto più che lei è una Signora!
La prego di giustificarmi perchè in questi 2 giorni sono stato impegnatissimo con i miei amici portoghesi per discussioni su quanto è successo in Italia, e la mia posizione di presidente dell'ICOC mi ha obbligato a redigere informazioni e pareri sulla materia cavalleresca e sui Braganza in pochissimo tempo e non ho ancora finito...
Questa mattina di buon ora son dovuto correre a Verona per il rinnovo del Consiglio Direttivo della Delegazione Italiana dell'AIOC (come può capire non potevo mancare), e poi scappare a Bologna di corsa - dove ho trovato una ventina di email dai miei amici russi dell'ANR che volevano altro tipo di informazioni... -
A queste si sono aggiunte le tante altre relative al problema portoghese perchè l'ex Casa Reale aveva bisogno di informazioni, fra l'altro il Capo della Real Casa di Portogallo si sta difendendo dagli attacchi di un suo cugino che è pure un deputato dell'attuale parlamento e sono necessari urgenti pareri in merito ad una vicenda che ha del grottesco!
Come vede questi sono i miei giorni di "festa".
Posso essere perdonato, e non perdere la sua gradita presenza nel forum?
Cordiali saluti
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
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pierfe
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Messaggioda Geusillo Limonio » domenica 25 marzo 2007, 12:23

Caro Degli Uberti,
mi ero ripromesso di tacere, ma non posso esimermi dal rispondere alle Sue parole, piene di umanità, esperienza, civiltà e moderazione, delle quali vivissimamente La ringrazio. Rimane certamente in esse un dissenso da ciò che ho scritto e dal modo in cui mi sono atteggiato nello spiacevole episodio che mi ha coinvolto: dissenso tuttavia che per la prima volta, da quando è sorto il caso, si è espresso nelle forme del confronto civile e intellettuale, come si conviene e che io apprezzo senza riserve.
Dovrò purtroppo non essere breve. L’episodio è stato spiacevolissimo e per amor proprio, se vuole, non intendevo ritornarci: come vede dagli ultimi messaggi, c’è ancora chi esige il mio silenzio, chi persino minaccia di ritirarsi dal forum, ove anch’io vi partecipi, e peggio. Devo dire subito che anch’io, obtorto collo, ho contribuito alla esasperazione del linguaggio, ma solo dopo le altrui intemperanze e dopo aver tentato civilmente (i bloggers cui ho mandato pm lo sanno) di chiarire il mio punto di vista in alcune repliche e in svariati messaggi privati. Ho ottenuto solo l’effetto contrario: in primo luogo con la chiusura del topic, poi con l’aggressione verbale di molti partecipanti, che – e questo davvero mi ha sorpreso – mai, nemmeno per un momento hanno voluto prendere in considerazione nel merito il problema che ho sollevato, replicando con attacchi personali che sono giunti agli insulti. Mi è penoso anche solo riassumere questi attacchi e dunque sorvolerò.
La decisione di chiudere il topic sarebbe stata accettabile: in fondo, come nei processi, io avevo detto la mia sul caso Danesi, che non andava a verbale, ma che restava agli atti per chi avesse voluto per conto proprio approfondire. La decisione della chiusura è avvenuta però, purtroppo, dopo un fatto molro grave, e cioè la replica stessa del Danesi.
Una replica inammissibile, in primo luogo per il contenuto: egli non ha accettato, come qualunque autore dovrebbe fare, di discutere le critiche rivoltegli, ma ha risposto con accuse diffamanti, quanto, mi duole dirlo, ridicole (sostanzialmente insinuando che io abbia tentato di “rubargli il mestiere”, mendicando udienza presso i sindaci del bresciano – nessuno dei quali mi onoro di conoscere!). In secondo luogo per la forma: usando termini di una volgarità inaccettabile (che è bene, turandosi il naso, ripetere per la cronaca: ha detto che le mie erano «masturbazioni intellettuali»). Infine per il metodo: ha protestato la sua inattaccabilità di scrittore d’araldica in quanto appassionato dilettante naïf contrapponendola astrattamente a una mia presunta boria accademica.
La chiusura del topic è stata dunque effettuata senza profferire una parole a riguardo delle sconvenientissime repliche del Danesi. Anzi, censurando solo Geusillo. Da qui il “quadrato” fatto da tutti gli interventi attorno al Danesi: quadrato pregiudiziale e irrazionale. E da qui la mia successiva controreplica, sempre più piccata e irritata.
Chiudo il caso Danesi, perché non occorre insistervi a lungo. Ammetto due mie colpe: uno, non aver considerato, il che era palese dalla prosa del Danesi, che egli non era in grado minimamente di sostenere una discussione seria. Secondo, l’averne fatto una testa di turco per aprire una discussione più ampia. Devo ammettere che l’esempio del Danesi non era probante: il livello bassissimo della sua produzione – che non è né dilettantismo, né divulgazione, ma puro flatus vocis – non era un esempio calzante di ciò che volevo dire. Esasperato dalle repliche dei bloggers alla fine mi sono visto costretto a documentare, con certa perfida ironia, questo incredibilmente basso livello attraverso un elenco di citazioni dal Danesi. Nemmeno questo è servito, perché le repliche sono state assurde: si è continuato a dire che io ero un violento distruttore del lavoro altrui, malevolo e screanzato, si è per ripicca dichiarato che d’ora innanzi il Danesi sarà sui “preferiti” del proprio computer e altre facezie. Mai un commento che avesse desolatamente preso atto che avevo un po’ di ragione nel merito e avesse cercato di capire che cosa mi sforzavo di dire: si è partiti dal presupposto infondato che io avessi un problema personale col Danesi o con Monsignor Della casa o peggio che volessi riversare su di lui le mie “frustrazioni”. E così dalla discussione araldica si è passati da Della Casa alla psicanalisi.
Dunque chiuso col Danesi come tale. Che del resto credo abbia avuto la sua nelle sedi opportune, come ogni intendente uomo e scrittore di qualunque materia deve attendersi, non come persona, ma in base alla qualità della sua produzione intellettuale.
Ora, perché l’ho usato, incautamente, come testa di turco? La risposta mi sorge da un paio di commenti tra gli ultimi che ho letto e dalle sagge Sue parole: gli autori dei commenti si protestano «non esperti» di araldica. E da questo concludono che non vogliono entrare nel merito della discussione, ma che però respingono i miei giudizi perché comunque io sono un cialtrone.
In base a che? Mi si permetta di osservare che qui si fa della morale, anzi del moralismo non dell’araldica; e in più: cosa vuol die che alcuni bloggers dello IAGI si dichiarano «non esperti di araldica»?
L’avevo spiegato personalmente ad alcuni, ma Lei l’ha fatto molto meglio di me, mettendo il dito nella piaga. Siamo tutti «dilettanti» (da qui l’inconsistenza della polemica del Danesi e di chi lo ha seguito, nel contrapporre boria scientifica a dilettantismo; esiste solo una dialettica tra lavori seri e non seri e non tra dilettantismo e scienza): «non potremmo essere altro, perché la vita è breve», disse Chaplin. E aggiungo: per fortuna. Perché è proprio la passione del dilettante che muove la scienza: i più grandi filosofi non erano professori di filosofia; Schliemann sbeffeggiò tutta la scienza archeologica dell’epoca scoprendo Troia, etc. Io, personalmente, mi professo assoluto dilettante, perché faccio un altro mestiere, non l’esperto di araldica, perché ho una formazione – come tutti – non accademica, mancando le basi accademiche della disciplina, come Lei ha opportunamente rilevato, perché ho la consapevolezza di non ritenere dogmaticamente le mie asserzioni inattaccabili. Uno dei bloggers ha scritto che, avendo ritenuto di aver identificato l’uomo mascherato Geusillo, aveva da rinfacciargli errori «madornali» che superano per gravità – una trave insomma – l’insieme delle pagliuzze del Danesi. Non stento a crederlo: chiunque scriva si espone a errori e a fraintedimenti e perciò alla critica del pubblico, perché il lavoro – soprattutto in discipline come l’araldica dove la certezza non c’è mai o quasi – è sempre così, per definizione. Chi non fa non falla. Invito dunque il blogger in questione, a segnalare pubblicamente il mio «errore madornale» (ammesso che io sia colui che l’ha fatto, il che quasi certamente è). Non solo non me ne offenderò, come fa il Danesi, che ritiene intoccabili i suoi prodotti, non solo non risponderò sul piano personale, ma gliene sarò grato: ogni critica migliora il lavoro. Ovviamente, se non sarò persuaso, lo dirò. (Quindi, blogger-detective, La prego, mi faccia sapere o faccia sapere anche pubblicamente la mia grave pecca, e poi ne discutiamo). Il lavoro, ogni lavoro serio, senza distinzioni di accademici e dilettanti, che è un comodo alibi per sottrarsi al giudizio altrui, procede sempre così: a volte è l’autore che scopre una magagna e rimette in dicussione la sua ricerca, a volte è un critico.
Dunque chi è il dilettante? È chiunque segua per passione o interesse un settore, una disciplina, un argomento, nei limiti della sua preparazione, della sua cultura, del tempo e dei mezzi che ha a disposizione per coltivarlo. Indubbiamente per quanto basic possa essere il suo approccio, chi si occupa di una certa cosa, dovrà almeno leggere qualcosa in merito, sforzarsi di aggiornarsi, formarsi un pacchetto di conoscenze di base, possibilmente più che elementari, una propria opinione sulla disciplina e i suoi cultori. Alla fine avrà delle proprie idee in proposito, si metterà in grado di giudicare e distinguere: saprà capire in linea di massima se un un certo lavoro è manchevole rispetto ad altri etc. Tutto ciò lo mette in grado di diventare un “dilettante esperto”: ovvero una persona in grado almeno di capire chi tratta la disciplina di cui si interessa con cognizione di causa e chi in forma scadente o addirittura da ciarlatano. Chi si interessa en amateur, poniamo, di equitazione, pur senza diventare allevatore di purosangue o campione olimpico, sa definire una sella, una staffa, sa cosa mangia il cavallo, sa distinguere le razze, gli attrezzi del mestiere, sarà forse abbonato a una rivista specializzata, leggerà libri e saggi sull’argomento, sarà in grado di esprimere un giudizio sensato sull’esibizione di un campione, sulle discussioni relative allo sport equestre, sulle polemiche, che so, sul palio di Siena. E’ insomma un dilettante nel vero e nobile senso della parola, e non un acefalo e acritico fruitore del mercato.
In araldica, come in ogni altro settore, vale il medesimo. Chi se ne appassiona e la segue, anche dall’esterno, non potrà dire di «non saperne nulla» (perché con la stessa opinione l’amateur sopra descritto avrebbe dei dubbi sulla differenza della razza equina da quella canina o non saprebbe montare in sella!). Avrà letto qualcosa, qualche manuale, qualche saggio, avrà visto uno stemmario, avrà osservato qualche fonte originale, un codice, una lapide, avrà visto che c’è una letteratura divulgativa e una specializzata, si sarà fatto un’opinione di ciò che l’araldica è stata ed è oggi, sarà in grado di giudicare mediamente uno scritto della materia e di percepirne lo spessore. Se gli viene esibita una definizione grossolanamente erronea, come quelle che ho riportato del Danesi, dovrebbe quanto meno mettersi sull’avviso: perché avrà pure letto e memorizzato da qualche parte cos’è una «pezza» o un «partizione». Se poi più in generale qualcuno gli pone il problema, col quale esordisce già il più famoso manuale antico della materia, che tutti hanno sentito nominare, il Menestrier, e cioè «sono i segni araldici indizi di nobiltà ed elevatezza o segni di riconoscimento?», si suppone che si sia fatta un’opinione – quantunque approssimativa in proposito – o che comunque abbia preso atto che c’è un secolare dibattito sulla questione. Se non fosse così, e se poniamo quel cultore sia lo stesso appassionato d’equitazione, vorrebbe dire che nell’altro suo settore d’interesse potrebbe non essere al corrente – protestando la sua «non-competenza» – , si fa per dire, della differenza tra mammiferi (quale appunto il cavallo) e rettili e che non ha mai sentito parlare della teoria dell’evoluzione e del dibattito che c’è tra evoluzionisti e creazionisti.
In conclusione. Perché ho usato il Danesi come testa di turco: per aprire un dibattito sullo stato attuale degli studi del settore. Un dibattito che non può non coinvolgere anche i dilettanti e i bloggers. Ho “sbottato” (in maniera arcigna, ma non offensiva come mi è stato ingiustamente rinfacciato) contro il Danesi, perché è l’esempio più a portata di mano della involuzione in atto nella pratica del settore “araldica” in Italia. Recentemente sono apparsi stemmari e manuali di qualità molto bassa: che inducono a un mortificante confronto tra ciò che si scrive da noi e all’estero. In Francia gli stemmari comunali sono di qualità mediamente pessima, nonostante la grande scuola francese di araldica; ma nell’Europa centrale e settentrionale ce ne sono di ottimi, In Italia si era cominciato a invertire la tendenza: cito solo – i primi che mi vengono in mente – gli ottimi lavori di Marco Foppoli, sulla Valtellina, l’Emilia e il Lecchese, le opere edizioni di Carlo Maspoli (svizzero, ma superbo intenditore di araldica italiana), del Caratti, la straordinaria e benemerita opera editoriale di Niccolò Orsini de Marzo, etc. etc. Abbiamo grandi maestri, come Luigi Borgia, Hannelore Zug Tucci; ottimi intenditori come il Tibaldeschi, il Barzini – cito solo i primi amici che mi vengono in mente – preparatissimi giovani, come Tiziana Barbavara, Luisa Gentile, Vieri Favini e tantissimi altri. Costoro lavorano, scrivono, pubblicano: per il pubblico araldico, composto da esperti avanzati, ma anche per dilettanti o semplici curiosi e collezionisti.
Poi improvvisamente, la marcia indietro. In pochi mesi escono stemmari comunali di standard insufficiente (Liguria e Bergamo), confezionati in modo improprio, come se l’araldica non avesse un suo livello scientifico di qualche tenore, come se ciò che è stato scritto negli ultimi non esistesse e non fose consultabile: per confrontarsi, per discutere, organizzare il proprio lavoro, prendere atto di ciò che già si è fatto; le loro bibliografie non tengono conto di niente di importante; le loro fonti sono approssimative, i commentari, devo dirlo, primitivi. Com’è possibile che chi si metta anche solo a compilare onestamente uno stemmario, sia pur senza eccelse pretese di originalità e ricerca filologica, non sia informato, non cerchi nemmeno di informarsi, non si guardi attorno, non assuma qualche modello, non si ponga il problema di una benché minima struttura e presentazione organica della materia, non si ponga il problema di come informare il pubblico dei profani, non si orienti almeno alloa grossa sulla disciplina, non assuma il benché minimo orientamento storico-critico su di essa?
Non avrei, ripeto, dovuto usare l’esempio del Danesi: perché gli scritti del Danesi si situano purtroppo al di sotto di ogni standard mediamente accettabile. E tuttavia era doveroso farlo, perché da ogni pagina del Danesi, dalla sua ridotta bibliografia, dalla mitologia che trasmette al pubblico, dalla approssimazione del suo lavori, dalla sconcertante incertezza delle sue definizioni, dalla povertà di senso critico e storico, traspare l’andazzo in corso.
Il Danesi, ripeto non è solo: il danno viene da lontano. Per esempio mi dicono che il manuale Araldica di Santi Mazzini, edito da Mondadori, un manuale costoso, sia giunto alla terza ristampa. Nel manuale c’è anche qualcosa di buono: ma mediamente – e basta vedere la sua bibliografia vecchia di un secolo – è un libro arretrato, che ha un’immagine barocca e fuorviante dell’araldica, che non è al corrente del rinnovamento della disciplina in atto da decenni. Non io, «provocatore», ha detto un blogger (dunque ogni recensore è un provocatore? La letteratura è cosa da servizi segreti?) e offensore maligno e professionale, ma uno dei più importanti araldisti d’Europa, Roger Harmignies hanno definito il libro del Santi Mazzini una «catastrofe scientifica»: non è bello per noi italiani. E i frutti ora si vedono, il Danesi, nel suo piccolo e molti altri. Ce ne sono a profusione, in libreria e sul web: un’antologia di sciocchezze. Recentemente ho visto un sito web su Piensa, dove uno sprovveduto erudito locale s’è improvvisato storico dello stemma di Pienza. Ha profuso pagine e pagine, ma senza mai andare a consultare una fonte e senza mai essersi rso conto che sull’araldica comunale senese si era scritto e molto.
E ho usato l’esempio del Danesi, per altri due motivi. Uno: il Danesi nel suo sito web mette in prima riga la sua affiliazione allo IAGI. A me è parso spiacevole vedere lo IAGI, che è istituzione seria, sbandierato da un cultore così impreparato. E ho ritenuto che dovesse dispiacere in primo luogo allo IAGI. Due: il Danesi intrattiene rapporti con le pubbliche amministrazioni, offrendo loro i suoi servigi per le sue cosidette “ricerche” araldiche e confezionando i suoi volumi. Le amministrazioni di regola non sanno niente di araldica. Ogni domanda sul loro stemma e sulle filze dei carteggi con la Consulta li mandano nel panico, per questo sono portati a fidarsi del primo venuto. Così facendo egli danneggia il lavoro di quanti, giovani e volenterosi, grafici, eruditi, storici, ricercatori, tenteranno di occupare lo spazio desolatamente vuoto dell’araldica comunale con lavori di impegno, seriamente pensati, documentati e frutto di ricerche faticose.
Si è detto che i lavori del Danesi sono solo “divulgazione” e meritano perciò indulgenza: non è vero. Proprio perché sono divulgativi non la meritano, perché chi divulga (per esperienza professionale so che è incomparabilmente più difficile scrivere un manuale per la scuola media che un saggio speciliastico) deve essere in grado di padroneggiare i “fondamentali” di ciò che divulga (e il Danesi non lo è) e dovrebbe mettere in grado il pubblico dei profani di accedere a una disciplina che non conoscono, proponendone una visione d’insieme mediamente aggiornata e consapevole dei suoi problemi e della sua evoluzione, partendo almeno da qualche lettura importante.
Credevo che ai bloggers dello IAGI questioni come queste interessassero, e mi devo essere sbagliato. Se ho importunato qualcuno, destandolo di soprassalto dalla propria fruizione passiva dell’araldica, come un innocente trastullo, me ne scuso e in primo luogo me ne rammarico con me stesso, perché ho fatto la figura del saccente noioso. Gli argomenti trattati nel forum sono tanti, talora molto interessanti: ma supponevo che si potesse allargare il dibattito – come talora ho visto fare – a molti altri aspetti, per evitare che l’araldica sia solo un innocente gioco e non una cosa viva. E vorrei dire a uno dei miei più aspri contraddittori, che respingerà ogni mia profferta: viva proprio nella misura in cui non è quello che quel contraddittore crede; viva perché è una delle forme in cui si esprime l’uomo come animale simbolico, da quando ha dipinto le grotte di Altamira e quandi decora le curve degli stadi con simboli – bene o male – araldici essi stessi, passando per infiniti stadi, dai cavalieri (un po’ romanticamente sovrastimati, alla Consulta e a tante altre cose).
Se ho approfittato incongruamente dell’ospitalità del forum, me ne scuso in Primo luogo con Lei, Signor Degli Uberti, protestando di averlo fatto con buone intenzioni e semmai trascinato dlal’irruenza del carattere, dall’amore per la disciplina, che detesto veder bistrattata (e questo bistrattamento suscita in me la tentazione a stento trattenuta di dire e operare come un barbaro devastatore), e soprattutto dal per me tuttora irritante atteggiamento dei miei contraddittori. Rispetto ai quali non ritiro una sola parola, perché mi sono apparsi pregiudizialmente ostili nei miei confronti.
Geusillo Limonio non si è trincerato ad arte sotto uno pseudonimo, per massacrare qualcuno. Lo ha fatto vedendo che nel sito tutti usano pseudonimi, come si suol fare nei blog e come era richiesto all’atto dell’accredito. Geusillo Limonio è solo un dilettante come tutti noi, e si ritiene semmai un “dilettante esperto”, forse a torto, ma solo guardando con certa apprensione alla sua età anagrafica. Non vuol dare lezioni a nessuno, semmai è disposto a prenderne. Vorrebbe solo che ciascuno di prendesse la responsabilità di ciò che fa e dice e scrive, che sia un idraulico o scriva saggi di araldica, e sia disposto a discuterne col pubblico che se ne occupa a qualunque livello, in forma civile e matura, come Lei ha fatto (e come ha fatto “von Trotta”, a seguire; ahimè l’unico del blog) e come vorrei che tutti facessero. Il primo requisito per farlo è leggere, documentarsi, capire e pensare: i bloggers dello IAGI non hanno ritenuto di doverlo fare, e questo è motivo per me di grave pena.
Devotissimo Suo
Alessandro Savorelli
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Geusillo Limonio
 
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Messaggioda SIMO » domenica 25 marzo 2007, 13:35

Egregio Geusillo, dopo le parole moderatrici del caro Pier Felice, ho invero molto apprezzato il Suo ultimo intervento. Finalmente si è capito che il tono della "Sua polemica" era rivolto non già personalmente al signor Danesi, ma solo un modo per portare l'attenzione del forum sugli aspetti più attuali e vivi dell'araldica italiana, nel bene e soprattuto a quanto Lei sostiene, nel male.
Naturalmente le opinioni sul punto saranno le più varie e non voglio per il momento entrare nel merito.
Mi permetto tuttavia di sottolineare la differenza dei toni usati, non crede che non sia un caso se praticamente tutti gli utenti del forum hanno percepito i suoi messaggi come un attacco personale e rancoroso? E come dice Lei di conseguenza hanno fatto quadrato? Penso che in molti abbiano considerato Lei pregiudizialmente ostile e si siano comportati di conseguenza. Certamente se Lei si fosse espresso fin dal primo messaggio in modo più chiaro si sarebbero evitati inopportuni fraintendimenti e soprattutto di scadere poi un po' tutti verso il basso, scordandoci così della buona educazione e del rispetto, base civile di qualsiasi discussione, anche di quelle che ci entusiasmano e appassionano maggiormente, in particolare in questa sede, dove siamo tutti ospiti. Vede, in questo forum sono molti, come Lei, ad amare la disciplina e quindi gli animi si scaldano facilmente.
Ben venga la discussione, il confrontarsi delle opinioni ed anche lo spunto polemico, quale monotonia se si fosse sempre tutti d'accordo su tutto.
La vitalità intellettuale e l'apporto di contributi diverrsi (quelli dei cd. dilettanti e quelli degli accademici) sono nel bene e nel male ciò che fortunatamente consentono che le scienze araldiche siano ancor oggi vive nella società e non già mero studio del passato.
Spero ed auspico che si possa tutti ripartire, scordandoci di questo spiacevole fraintendimento, confrontandoci in modo serio, aspro ma comunque civile, avendo sempre e comunque tutti qualcosa da imparare.
Cordiali saluti.
Simone Bravi

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 25 marzo 2007, 15:36

Gentile Savorelli (accidenti che messaggio lungo :wink: ) sono felice abbia avuto modo di spiegarsi, con toni civili.

Il suo lungo discorso è condivisibile per alcuni punti ma onestamente lo trovo un po fuori luogo in un "ambiente forum" e probabilmente starebbe meglio in una publicazione, con i dovuti riferimenti e note.

Tra l'altro noto che lei confonde un po i termini e forse non ha chiare alcune dinamiche presenti in questo spazio. Anzitutto questo spazio dove scriviamo è un forum ciòè un ambiente virtuale dove i forumisti (non i bloggers) scambiano idee e discussioni.

I blog sono degli scritti a senso unico del blogger (per l'appunto persona unica) dove i frequentatori hanno tutt'al piu la possibilità di commentare quello che lo scrittore ha in mente.

Un forum, capirà, è una cosa molto più complessa. E' una vera e propria comunità virtuale dove i frequentatori si conoscono (magari solo virtualmente) e scambiano idee da anni.

Comprenderà bene dunque come il suo messaggio, cioè il messaggio di uno sconosciuto, un messaggio dai toni (come da lei riconosciuto) aspri, a molti è sembrato come un attacco al forum, alla comunità, se non addiritttura un attacco personale.

Una discussione davanti a un buon te e dei pasticcini sarebbe molto piu semplice mentre la comunicazione mediata dal mezzo informatico è qualcosa di molto complesso. Per tali motivi occorre sempre tenere presenti le dinamiche socio - relazionali che i nostri messaggi innescano.

Come già le avevo detto su questo forum si può parlare praticamente di tutto. Occorre, però, stare attenti non solo che quello che si dice non offenda altri ma anche alle reazioni che potrebbe scatenare.

In genere nella netiquette le polemiche sterili e fini a se stesse si chiamano "flame". E di solito non sono ben accette qui sul forum. Onestamente, e mi spiace ammetterlo, i suoi primi interventi sono sembrati proprio dei flame.
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Messaggioda M.Brivio » domenica 25 marzo 2007, 15:54

Egr. Sig. Savorelli,
anch'io sono felice di aver compreso le sue ragioni. Inannzitutto credo di doverLe in parte le mie scuse, perchè, sebbene abbia colto un certo manifesto disappunto nei suoi posts precedenti, da me considerati ingiustificati ed esagerati (e non rinnego assolutamente questa mia opinione), forse il mio intervento è stato un poco superficiale. Mi spiego: non ho voluto entrare nel merito della discussione, perchè di tutta la faccenda da cui è seguito questo acceso topic non ne so praticamente nulla. Forse avrei dovuto tenere la mia opinione per me, dal momento che non mi erano ben chiare le motivazioni di tanta foga. Ma a spingermi ad intervenire nel dibattito sono stati solo i toni aspri e duri con cui ha scritto: per tutto il resto (qualità dell'operato suo e di Danesi) non mi sono volutamente espresso, perchè avrei ben poco da dire.

Marco Brivio
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Messaggioda Reginella » domenica 25 marzo 2007, 16:50

Carissimo Pierfelice,
mi spiace che in giornate già così complicate tra Braganza, ANR et ex-reali abbia dovuto occuparsi nientepopodimenoche....di Reginella e relativi impermalimenti :roll:
Ma dopo parole tanto cortesi non posso far altro che dimenticarmi qualunque desiderio mi fosse venuto di andarmene da questo Forum.
Ringrazio con tutto il cuore anche tutti gli altri gentili amici che mi hanno espressa la loro simpatia:
mi avete davvero fatta sentire bene, piuccheperfettamente a mio agio :D
Una piccola postilla:
per me è stata una tremenda delusione sapere che dietro Limonio Geusillo stava nascosto un Alessandro Savorelli, professore universitario.
Il modo di irrompere senza curarsi della sensibilità altrui, la non capacità di comunicare con persone che utilizzano un registro diverso dal suo, il rifiuto di leggere e capire veramente interventi o scritti altrui.....terribile, francamente.
Ma non è un problema, quando ci sono tanti gentiluomini pronti a sostenermi.
Un abbraccio, sempre affezionatissima e Vostra
Maria Cristina Magri
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Messaggioda Luca Marcarini » domenica 25 marzo 2007, 16:54

Vedo solo oggi la presente discussione, nella quale mi spiace di intervenire a “bocce ferme” (o quasi). Do il mio personale benvenuto sul forum al prof. Alessandro Savorelli, che stimo moltissimo pur conoscendolo solo attraverso i suoi lavori scientifici e non di persona, augurandomi sinceramente che, nonostante qualche iniziale incomprensione, voglia continuare a partecipare al forum. Non voglio fare la difesa d’ufficio di nessuno, soprattutto di chi non ne ha bisogno, ma debbo sinceramente dire che quanto dichiarato nell’ultimo intervento dal prof. Savorelli mi trova assolutamente d’accordo. Spero avremo modo di ritornare, magari con animo più disteso, su alcuni ottimi spunti che sono stati da lui lanciati in questa discussione. Circa i modi, a chi si appassiona ad una certa materia e ad essa dedica studi seri ed approfonditi (anche in ragione di un curriculum accademico assolutamente fuori del comune) può capitare di sbottare. Anche questa è una manifestazione di passione che purtroppo in rete, stante la mancanza di “fisicità” dei contradditori, del tono di voce, dell’espressività corporea, a volte può essere fraintesa. Come ho già detto, spero che il prof. Savorelli voglia continuare a restare con noi, in quanto preziosa “acquisizione” per tutto il forum.
Cordialmente
Luca Marcarini
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Messaggioda FML » domenica 25 marzo 2007, 17:10

Sono veramente sconcertato!!

Povero Alvaro Proietti....se si fosse malcapitatamente trovato al posto del Prof. Alessandro Savorelli (che non conosco e sul quale non esprimo pareri....al di lá di quanto giá detto) sarebbe stato inesorabilmente tacciato di essere un "supercafone" e sarebbe stato cacciato (ad esclusiva iniziativa di taluni moderatori) dal forum a pedate nel culo.

Complimenti, stimatissimi araldisti e cavalieri....un ottimo esempio di ingiustizia e di "banderuolismo"!!

Riprendiamo dall´araldica, dunque....

Ferrante
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Messaggioda Reginella » domenica 25 marzo 2007, 19:06

Ottima idea Ferrante, ripartiamo dall'araldica!
:D
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Messaggioda FP » lunedì 26 marzo 2007, 1:59

Stavo provando a capirci qualcosa, quando le carte in tavola sono completamente cambiate...Rinuncio all'impresa :D
~ Tua vivimus luce ~
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Messaggioda San Celestino » lunedì 26 marzo 2007, 4:10

xxx
Ultima modifica di San Celestino il martedì 17 novembre 2015, 3:07, modificato 1 volta in totale.
Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda Reginella » lunedì 26 marzo 2007, 10:33

Francesco Pompili ha scritto:Stavo provando a capirci qualcosa, quando le carte in tavola sono completamente cambiate...Rinuncio all'impresa :D


E' che i nostri maggiori tengono alle nostre rotelline mentali e cercano di aiutarci a mantenerle sempre lucide ed oliate, amici carissimi, allenando nell'ordine:
- la velocità delle nostre sinapsi
- la capacità di sintesi
- la prontezza di riflessi
In quanto ai blasoni, grazie al cielo non corrono (di solito, almeno) altrimenti il caro frate comincerebbe a chiederci di presentarci a rapporto con le scarpette da ginnastica :D
MCM

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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 26 marzo 2007, 13:09

Gentilissimi Signori e cari Amici,
sono stato purtroppo impegnato nel fine settimana e non ho potuto intervenire prima in questa discussione. Ringrazio il Presidente Degli Uberti per i Suoi interventi assolutamente condivisibili e che hanno avuto la grande capacità di rasserenare gli animi.
Ritengo ormai spiegati gli avvenimenti e spero davvero che si possa riprendere la normale vita del forum, dedicandoci allo studio delle nostre amate materie araldiche.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 26 marzo 2007, 14:52

Cari tutti, vi chiedo, visto che questa discussione è agli sgoccioli, di tirare un sospiro di sollievo e provare ad essere piu tranquilli.

Il nostro forum, non ha mai usato in passato 2 pesi e 2 misure ma sempre un'unica misura: quella della serietà, della correttezza e anche (fin quando possibile) della comprensione.

Di seconde possibilità ne hanno avute tutti, anche quelli che poi sono stati allontanati. Chi è sul forum da più tempo sicuramente ricorderà molte storie.

Dunque non serbate rancore a Gesuilio Limonio che credo ancora abbia tutto da dare a questo consesso. Naturalmente a lui va da parte mia un benvenuto sul forum, dato che ancora non avevo avuto modo di farglielo pervenire. :wink:

E spero questo possa essere un nuovo inizio.
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Messaggioda Geusillo Limonio » lunedì 26 marzo 2007, 15:16

La ringrazio vivamente
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