...e l'Araldica Ecclesiastica?

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Messaggioda Reginella » giovedì 22 marzo 2007, 11:02

Bellissimo Giuseppe, complimenti! non è molto meglio adesso? :D e se non ricordo male questo cervo ha un bel significato.....vediamo chi la sa (no, non c'entrano liquori alle erbe di teutonica memoria 8) )...beh sempre che la luce provenga dal centro del palco e non sia un sole esterno, ovviamente :roll:
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Messaggioda SIMO » giovedì 22 marzo 2007, 12:25

Davvero molto migliorato, complimenti.
In merito al significato del cervo, nell'iconografia sacra, mi viene in mente solo il cervo presente nelle catacombe, raffigurato però in atto di dissetarsi ad una fonte e ritenuto allegoria della sorgente della verità, dove si rigenera l'anima umana durante il battesimo.
Con riferimento, credo al salmo XLI: quaedmodum desiderat cervus ad fontes aquarum; ita desiderat anima mea ad te Deus.
In questo caso forse la fonte è stata sostituita dal sole, rappresentante sempre ns. Signore?
Lascio però agli esperti la parola
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Messaggioda Guido5 » giovedì 22 marzo 2007, 13:55

Caro Giuseppe,
qualche rapida impressione, anche se inutile dato che la rielaborazione può essere al più un suggerimento per l'interessato. Sono perplesso per il cielo giallo: in Messico è in genere di un bellissimo azzurro che risalta ancor più per le tante nuvole bianche. La cerva (sì, in araldica ha le corna anche la femmina) la vedrei meglio uscente dal fianco della partizione, quindi con le zampe anteriori; credo poi che sia proprio quella del salmo 41 (42 nel testo masoretico) citato da Simone: per questo penso che quella che sembra una siepe in mezzo al terreno sia in realtà un ruscello che, come tale, dovrebbe essere azzurro. Eliminerei senza dubbio il pastorale e renderei simmetrica la M che per Giovanni Paolo II aveva un senso, data la sua posizione nello scudo.

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 22 marzo 2007, 14:17

Concordo pienamente con l'intepretazione del cervo come simbolo dell'anima del credente che si disseta alla sorgente della verità. Il Sal citato è del resto ripreso in qualche modo in un bellissimo testo del Quarto Vangelo dove ns. Signore proclama: "Si quis sitit, veniat ad me et bibat" (Io 7,37), parole in cui il riferimento battesimale sembra esser evidente. I Padri della Chiesa - S. Agostino in testa - hanno commenti bellissimi su questo. Avrei però delle perplessità circa la sostituzione della classica fonte (nelle fattezze di un fiume o di una fontana zampillante: cf Io 7,38: "flumina de ventre eius fluent acquae vivae") con il sole. Almeno nella Scrittura i riferimenti a Cristo come sole che sorge sono rarissimi. Mi sembra che l'unico riferimento davvero esplicito sia nell'inno del Benedictus proclamato da Zaccaria ("visitabit nos oriens ex alto", Lc 1,78). Rara è, per quanto ne sappia, pure l'applicazione dell'immagine nella primitiva iconografia cristiana (discusso è il reale riferimento cristologico di una figura simile a quella di Apollo in una nota tomba della necropoli vaticana). In ogni caso l'associazione con il cervo mi sembra poco significativa. Il cervo sembra proprio orfano di quella sorgente! Più significativo sarebbe stato l'utilizzo della figura di un agnello o pecora, vista la presenza del verde prato, con un rimando al Sal 23: "in pascuis virentibus me collocavit" (v.2), dove pure è presente un cenno alla valle oscura fatta attraversare con successo dal pastore: "si ambulavero in valle umbrae mortis, non timebo mala, quoniam tu mecum es" (v. 4: da notare la fedeltà della traduzione latina, rispetto alle traduzioni italiane correnti in cui si parla di "valle oscura", all'originale ebraico, valle di "zalmawet", che significa proprio ombra infernale, tenebra di morte). Seppure non si parla esplicitamente di un sole che sorge, quantomeno si parla di una notte oscura superata. Sarebbe stato del resto anche più significativo l'uso del pastorale rappresentato nello stemma e molto migliorato da Giuseppe Q. sia nelle fattezze che nella posizione.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 22 marzo 2007, 16:39

giuseppe.q ha scritto:Reverendo Frate, rimetto al tuo misericordioso giudizio, il mio umile lavoro. :oops:


A differenza di certi :evil: altri, carissimo Giuseppe, il vecchio frate non giudica, nonostante la ruvidezza 8) apparente del suo dire (che consegue a quella del suo abito).

Il tuo disegno riprende, in forme computerizzate ma araldiche, il logo para-araldico del presule messicano.

E possiamo davvero escludere, a proposito del cervo, l'ipotesi suggerita da Reginella che si tratti del cervo di sant'Eustachio?

E siamo davvero 8) sicuri che quel coso curvo sia un pastorale? In fondo, si innesta su una sorta di croce latina...

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Ultima modifica di fra' Eusanio da Ocre il giovedì 22 marzo 2007, 16:49, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Reginella » giovedì 22 marzo 2007, 16:47

Io infatti ipotizzavo questo cervo....cito dal sito del Santuario della Mentorella – Capranica Prenestina (Roma)

"Placido, ufficiale dell’imperatore Traiano mentre era caccia sui Monti Prenestini, stava per uccidere un cervo apparve tra le corna dell’animale un’immagine di Cristo: convertitosi per questo prodigio con il nome di Eustachio, finì per essere martirizzato poi con tutta la famiglia. L’imperatore Costantino, colpito da questa storia, volle visitare i luoghi del miracolo, sentendo poi il bisogno d’erigervi un tempio. Su questo sorse in seguito la chiesa della Mentorella. E nei pressi, in grotta, fu eremita Benedetto da Norcia. Il santuario - uno dei più antichi d’Italia - vanta pure l’affezionata frequentazione di Giovanni Paolo II".
Però non conoscevo il salmo di cui dicevano i carissimi colleghi che mi hanno illuminato su quest'altro significato :wink: ...e se quello è proprio un ruscello allora è più valida la loro ipotesi.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 22 marzo 2007, 16:51

...anche perchè, purtroppo, fra le corna dell'animale sembra non :oops: esserci alcunchè...

...e se c'era qualcosa forse lo si sarebbe effigiato in maestà e non di profilo...

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Messaggioda Giorgio Aldrighetti » giovedì 22 marzo 2007, 16:56

MI permetto far osservare che - fra gli ornamenti esteriori - il sottocapello non va smaltato di nero e di rosso, ma di verde come il capello prelatizio, le cordigliere e le nappe.
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Messaggioda Reginella » giovedì 22 marzo 2007, 16:58

Chissà se il carissimo Giuseppe avrà la pazienza di ri-correggere il disegno..... :oops:
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Messaggioda Guido5 » giovedì 22 marzo 2007, 18:02

Cari amici,
è ben vero che il testo del salmo nella “Vulgata” parla di “fontes aquarum” ma la traduzione in italiano è “corsi d'acqua” e in spagnolo, soprattutto, “corrientes de agua” per cui non mi formalizzerei più di tanto sul ruscello. Quanto ai santi
Immagine Immagine
oltre a sant’Eustachio ricordo sant’Uberto con un’immagine analoga. In ogni caso non credo che il loro culto sia granché diffuso (come lo Jägermeister del resto…) in Messico.

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 22 marzo 2007, 18:26

L'osservazione circa la resa delle versioni in lingua corrente mi sembra molto ragionevole. Ho controllato anche sulla Bibbia Ebraica e l'originale parla di "aphiqè-maim", ben tradotto dalla versione latina, non così bene dalle versioni contemporanee.
Vorrei fare solo una osservazione circa la questione del sottocappello e del suo smalto. Trattandosi infatti della rappresentazione grafica della fodera interna, credo che potrebbe esser benissimo in rosso, come di fatto compare in diversi stemmi vescovili. Del resto, la stessa mitra vescovile è spesso foderata in rosso, e anche lo zucchetto dei vescovi (violaceo) - una volta ho avuto modo di verificarlo da vicino - è foderato in rosso.
Non mi risulta ci siano di fatto delle prescrizioni precise riguardo al sottocappello. Se poi ce ne fossero sarei grato a chi volesse farmele conoscere.
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Messaggioda Reginella » giovedì 22 marzo 2007, 18:26

Allora...non ci son Santi 8) :
se lo Jagermaister non è commercializzato in Messico, possiamo dare per certo che l'interpretazoine corretta è quella del salmo.
Non c'è uno smile con le alucce? manca, manca.
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Messaggioda giuseppe.q » giovedì 22 marzo 2007, 21:32

Cari Amici,
vi ringrazio per aver apprezzato il mio lavoro. :wink:

Caro Guido, condivido in pieno i tuoi consigli. Mi sono basato sul disegno originale e sulla blasonatura del caro Fra Eusanio. :)
Per modificarlo cara Reginella non ci sono problemi... se solo si avesse la conferma da parte del Titolare... :)
Per gli smalti del cappello la risposta l'ha data il caro Antonio p.v.g. a cui porgo il mio benvenuto nel nostro Forum. Benvenuto carissimo Antonio.
Al Dottor Aldrighetti volevo porre questa domanda: E' araldicamente corretta la fascia rossa all'interno del cappello visto che non si tratta di uno smalto ma di un semplice modo per rendere la il cappello piu realistico?
Infine per il cervo... condivido i vostri pensieri e le vostre idee ma, purtroppo, dobbiamo attenerci all'originale che come dicevo prima, solo il Titolare ha potere di modificarlo. :D

Buona serata a tutti.

Giuseppe
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 22 marzo 2007, 21:39

giuseppe.q ha scritto:Mi sono basato sul disegno originale e sulla blasonatura del caro Fra Eusanio. :)


...che a sua volta si è basato sul disegno postato da te...

Col tuo permesso, nel frattempo :wink: stempero il titolo di questo post.

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 22 marzo 2007, 22:21

Vorrei ringraziare Giuseppe per la calorosa accoglienza e, con lui, tutti i membri di questo forum che mi ha appassionato moltissimo fin da queste prime battute.
Per il resto, dello stemma originale in questione sono state sottolineate tante "imprecisioni" (per usare un termine benevolo), ma ce n'è una che mi duole quasi più delle altre: il motto in lingua corrente! Ah il povero latino! Almeno ci aspetteremmo di incontrarlo sui motti degli stemmi degli ecclesiastici... Macchè! Il guaio è che ormai in diversi stemmi di vescovi italiani comincia a comparire la lingua volgare. Guardando a questo aspetto non mi verrebbe così naturale di addolcire il titolo della discussione, come ha fatto lodevolmente il caro Frate.
Buona serata a tutti.
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