da Antonio Pompili » giovedì 22 marzo 2007, 14:17
Concordo pienamente con l'intepretazione del cervo come simbolo dell'anima del credente che si disseta alla sorgente della verità. Il Sal citato è del resto ripreso in qualche modo in un bellissimo testo del Quarto Vangelo dove ns. Signore proclama: "Si quis sitit, veniat ad me et bibat" (Io 7,37), parole in cui il riferimento battesimale sembra esser evidente. I Padri della Chiesa - S. Agostino in testa - hanno commenti bellissimi su questo. Avrei però delle perplessità circa la sostituzione della classica fonte (nelle fattezze di un fiume o di una fontana zampillante: cf Io 7,38: "flumina de ventre eius fluent acquae vivae") con il sole. Almeno nella Scrittura i riferimenti a Cristo come sole che sorge sono rarissimi. Mi sembra che l'unico riferimento davvero esplicito sia nell'inno del Benedictus proclamato da Zaccaria ("visitabit nos oriens ex alto", Lc 1,78). Rara è, per quanto ne sappia, pure l'applicazione dell'immagine nella primitiva iconografia cristiana (discusso è il reale riferimento cristologico di una figura simile a quella di Apollo in una nota tomba della necropoli vaticana). In ogni caso l'associazione con il cervo mi sembra poco significativa. Il cervo sembra proprio orfano di quella sorgente! Più significativo sarebbe stato l'utilizzo della figura di un agnello o pecora, vista la presenza del verde prato, con un rimando al Sal 23: "in pascuis virentibus me collocavit" (v.2), dove pure è presente un cenno alla valle oscura fatta attraversare con successo dal pastore: "si ambulavero in valle umbrae mortis, non timebo mala, quoniam tu mecum es" (v. 4: da notare la fedeltà della traduzione latina, rispetto alle traduzioni italiane correnti in cui si parla di "valle oscura", all'originale ebraico, valle di "zalmawet", che significa proprio ombra infernale, tenebra di morte). Seppure non si parla esplicitamente di un sole che sorge, quantomeno si parla di una notte oscura superata. Sarebbe stato del resto anche più significativo l'uso del pastorale rappresentato nello stemma e molto migliorato da Giuseppe Q. sia nelle fattezze che nella posizione.