Regressione...

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda ilvicerè » lunedì 19 febbraio 2007, 23:37

[quote] Nei piccoli centri siciliani, in assenza di nobili, i giurati venivano scelti tra gli Onorati (ceto delle maestranze) [quote]

...infatti un mio antenato è elencato tra i "Nobiles Jurati" ma il suo nome è comunque preceduto dal Magister.

Grazie mille a tutti per il vostro prezioso aiuto. Esiste un testo nel quale reperire tutte queste informazioni relative all' amministrazione delle piccole terre feudali?
Ultima modifica di ilvicerè il domenica 15 aprile 2007, 19:59, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda mct » martedì 20 febbraio 2007, 13:23

Aesculapius ha scritto:Come si dice ?
La nobiltà è come un albergo: le camere sono sempre le stesse ma cambiano le persone che vi passano la notte... :wink:
Inoltre, a sostegno del pensiero di Federico B.G. il bellissimo libro di Enzo Striano "Il resto di niente" dove donna Lenora de Fonseca Pimentel appartenente alla nobiltà portoghese non viene accettata nella nobiltà napoletana a tal punto da essere impiccata come una "non nobile".

Saluti
Antonio Russo


Scusate l'off topic, ma non potevo non intervenire :wink:
Gentile sig. Russo, sulla fine di Eleonora de Fonseca Pimentel si è detto e scritto molto, con diverse interpretazioni...
- Una tesi "romantica" la Vuole impiccata per "suo volere" per dimostrare al popolo (che la odiava) di essere dalla loro parte... sul patibolo pare che pronunciasse la frase «Forsan et haec olim meminisse juvabit».
- Un'altra tesi la vuole indignata e scalpitante nei confronti dei carnefici per non avergli riconosciuto il suo "status Nobiliare"... "io voglio essere decapitata, sono Nobile!" grida!...
(I DFP ottennero il riconoscimento della Nobiltà "Nazionale" nel 1778)

Ebbene alla luce di queste due Tesi, io la mia idea me la sono fatta!
Purtroppo come spesso accade, gli storici sono molto discordanti.
:wink:
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Messaggioda Valerio » martedì 20 febbraio 2007, 20:35

Avevo una domanda da porre. Se poi i compeneti di questa famiglia continuavano ad avere cariche come giurati, sindaci, decurioni, nei grandi centri la famiglia si considerava "nobilitata". Es.a messina se tu entravi nell'ordine senatorio venivi considerato nobile e anche la tua famiglia. Avveniva la stessa cosa nei piccoli centri?
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Messaggioda Messanensis » martedì 20 febbraio 2007, 23:50

Valerio ha scritto:Avevo una domanda da porre. Se poi i compeneti di questa famiglia continuavano ad avere cariche come giurati, sindaci, decurioni, nei grandi centri la famiglia si considerava "nobilitata". Es.a messina se tu entravi nell'ordine senatorio venivi considerato nobile e anche la tua famiglia. Avveniva la stessa cosa nei piccoli centri?


Se per piccolo centro si intende una terra feudale la risposta è negativa. Chi abitava in un centro soggetto ad un feudatario non si "nobilitava" per l'esercizio di cariche.
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Messaggioda Valerio » martedì 20 febbraio 2007, 23:58

Grazie mille!!!
devo dedurre che invece nelle città demaniali era diverso....
grazie
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Messaggioda Messanensis » mercoledì 21 febbraio 2007, 0:38

Sì, sempre che vi fosse una reale separazione delle famiglie nobili da quelle civili e popolari (vedi il dispaccio reale del 25 gennaio 1756).
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Messaggioda Guido10 » mercoledì 21 febbraio 2007, 14:59

mct ha scritto:
Scusate l'off topic, ma non potevo non intervenire
Gentile sig. Russo, sulla fine di Eleonora de Fonseca Pimentel si è detto e scritto molto, con diverse interpretazioni...
- Una tesi "romantica" la Vuole impiccata per "suo volere" per dimostrare al popolo (che la odiava) di essere dalla loro parte... sul patibolo pare che pronunciasse la frase «Forsan et haec olim meminisse juvabit».
- Un'altra tesi la vuole indignata e scalpitante nei confronti dei carnefici per non avergli riconosciuto il suo "status Nobiliare"... "io voglio essere decapitata, sono Nobile!" grida!...
(I DFP ottennero il riconoscimento della Nobiltà "Nazionale" nel 1778)

Ebbene alla luce di queste due Tesi, io la mia idea me la sono fatta!



Anche io avevo notato il post del dott. Russo che non avevo commentato per evitare l'off-topic, ma - visto che il discorso è stato riaperto - mi sembra il caso di precisare che Eleonora de Fonseca Pimentel fu impiccata in segno di spregio alla persona (non certo per sua volontà!) a causa del suo comportamento giacobino e "ben poco nobile"!

E' sintomatico ricordare come la sua fine venisse dileggiata nell'inno dei Sanfedisti che recitava con scherno:
"Addo' è gghiuta 'onna Lionora ca bballava 'ncopp 'o tiatro /
mo abballa miezzo 'o mercato ..."


Un saluto

Guido
"Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mc 2,17)

Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
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Re: Regressione...

Messaggioda ilvicerè » sabato 19 aprile 2008, 19:27

I feudatari all'epoca, a Longi, sono i Lanza. L'ultima baronessa fu Flavia Lanza del barone Pietro Maria e madre del futuro barone Pietro Maria Di Napoli e Lanza.Proprio questi ultimi battezzarono un mio antenato. All' Archivio di Stato di Palermo esiste il fondo unico delle famiglie Lanza e Branciforti; tra i documenti precedenti all'unione delle due famiglie, posso trovare qualcosa che riguarda il ramo dei baroni di Longi? O tale fondo sarebbe dovuto essere a Messina?
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Re: Regressione...

Messaggioda vdaurelio » lunedì 21 aprile 2008, 16:17

Specialmente nella nobiltà civica per poter assurgere al grado di Don era necessario soltanto dimostrare di viver nobilmente. Per tale motivo poteva succedere che la discendenza di un Don "civico" potesse non vivere alla stessa stregua e quindi non essere riconosciuto dal senso comune come un "don" ma solo come il figlio di don XX. Questo è quanto avvenuto nei primi dell'Ottocento nella mia piccola Maglie.
Saluti
Vincenzo DAurelio
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Re: Regressione...

Messaggioda MMT » lunedì 21 aprile 2008, 17:36

Consideriamo anche che comunque all'epoca indicata il Don era super inflazionato.
Ai patrizi o ai nobili civici spettava il trattamento di "illustrissimo" "magnifico" "don" in particolar modo ai sindaci (massimo grado della comunità) "nobile patrizio sindaco generale dell'illustrissima comunità di..".

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