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Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Messanensis » giovedì 8 febbraio 2007, 10:48

Restiamo in attesa, nella speranza che gli amici del Forum la possano aiutare.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 8 febbraio 2007, 19:29

ilvicerè ha scritto:Certamente la vostra erudizione e competenza potrebbe risolvere molti miei quesiti;
trattasi di scritture, diciture e abbreviazioni, firme, forse ricorrenti, di cui però non so trovare spiegazioni. Dal momento che sarebbe troppo difficile trascriverle, aspetto di farne le fotografie domani e di postarle sul forum.
La ringrazio per la premura e la sincera disponibilità.


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Messaggioda ilvicerè » giovedì 8 febbraio 2007, 22:24

La prima domanda innanzitutto è:
-cosa significa quel c.l seguito dal Don che precede il nome del mio antenato? Avevo pensato chierico, credendo fosse un cl. in realtà altrove mi è apparso più chiaro che si tratta di c.l.
La seconda immagine è solo una dimostrazione circa l'indifferenza del mio antenato nei confronti della scrittura del suo nome da parte del notaio che lo appella c.l Don Antoninus Brancatelli, mentre egli firma Don Antoninus Blanchatelli.

-il ch in Blanchatelli secondo voi è dovuto solo alla pronuncia?

-cos'era nello specifico uno "jurato" di una località infeudata? Di cosa si occupava? Veniva nominato dal feudatario? Se si in base a qualche merito? Oppure veniva eletto da qualche consiglio o cose del genere?

Vi ringrazio per la cortesia e la pazienza. :D
Ultima modifica di ilvicerè il domenica 15 aprile 2007, 20:01, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda ilvicerè » domenica 11 febbraio 2007, 15:29

E' troppo? :D
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Messaggioda Messanensis » domenica 11 febbraio 2007, 15:59

ilvicerè ha scritto:La prima domanda innanzitutto è:
-cosa significa quel c.l seguito dal Don che precede il nome del mio antenato? Avevo pensato chierico, credendo fosse un cl. in realtà altrove mi è apparso più chiaro che si tratta di c.l.


Secondo me è cl. cioè clericus (chierico), dato che è pure seguito dal Don.

La seconda immagine è solo una dimostrazione circa l'indifferenza del mio antenato nei confronti della scrittura del suo nome da parte del notaio che lo appella c.l Don Antoninus Brancatelli, mentre egli firma Don Antoninus Blanchatelli.


Questo fa capire che il cognome era pronunciato da tutti Brancatelli, anche se il suo antenato continuava a firmarsi Blancatelli.

-il ch in Blanchatelli secondo voi è dovuto solo alla pronuncia?


In che senso?

-cos'era nello specifico uno "jurato" di una località infeudata? Di cosa si occupava? Veniva nominato dal feudatario? Se si in base a qualche merito? Oppure veniva eletto da qualche consiglio o cose del genere?


A differenza di altri ufficiali che in terra feudale erano nominati dal feudatario, i giurati erano eletti per votazione dal consiglio popolare e provenivano solitamente dalle migliori famiglie locali.
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Messaggioda ilvicerè » domenica 11 febbraio 2007, 16:31

Circa la scrittura Blanchatelli, mi riferisco alla possibilità che quel ch non sia semplicemente un'indicazione grafica per una c dura, bensì una reminiscenza di un'antica grafia del cognome, ma riflettendoci mi sembra improbabile. Grazie mille.

PS = Per quanto riguarda il chierico, ho letto sull'Enciclopedia Treccani, che, in Sicilia soprattutto, esso poteva anche essere riferito a laici molto colti. E' vero? O si tratta semplicemente di un parroco?
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » domenica 11 febbraio 2007, 22:51

Signori,
scusate l'intromissione, vorrei confermare il fatto che i chierici o clerici potevano essere laici. Nel corso del milleseicento , infatti, persone danarose effettuavano gli studi per ascendere ai vari gradi prima di diventare presbiteri, vi erano i clerici o chierici di prima e seconda tonsura e poi i diaconi ed infine i presbiteri . Molto spesso dopo aver compiuto parte degli studi, molte persone restavano clerici o clerici, e troviamo anche nel corso del milleseicento e millesettecento clerici coniugati.
Essi in effetti erano esponenti di famiglie di un certo ceto sociale. Quindi riconfermo ciò che è stato scritto.
Saluti
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda ilvicerè » lunedì 12 febbraio 2007, 10:30

Intromissione gradita e della quale Le sono riconoscente!!
Grazie!
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Messaggioda ilvicerè » lunedì 12 febbraio 2007, 14:36

Scusate l'insistenza... :roll: Mi chiedevo se... ... per essere giurati, e quindi "eletti per votazione dal consiglio popolare" (citando l'amico Messanensis), la famiglia in questione doveva essere necessariamente radicata nel tessuto sociale da tempo? Ciò farebbe ipotizzare che l'ipotetico spostamento dalle Marche debba essere avvenuto prima della seconda metà del 600... :shock:
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Messaggioda Messanensis » martedì 13 febbraio 2007, 22:18

ilvicerè ha scritto:Mi chiedevo se... ... per essere giurati, e quindi "eletti per votazione dal consiglio popolare" (citando l'amico Messanensis), la famiglia in questione doveva essere necessariamente radicata nel tessuto sociale da tempo? Ciò farebbe ipotizzare che l'ipotetico spostamento dalle Marche debba essere avvenuto prima della seconda metà del 600... :shock:


Non sono d'accordo. E' vero che solitamente i giurati di una determinata località uscivano da famiglie ivi presenti da diverso tempo, ma non sono rari i casi di persone forestiere che, stabilitesi in un certo luogo, venivano poi scelte per ricoprire la carica di giurato.
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Messaggioda ilvicerè » martedì 13 febbraio 2007, 22:43

Grazie mille. Davvero. :D Ci sono altre fonti che potrei consultare, oltre i registri parrocchiali e gli atti notarili conservati all'Archivio di Stato? Un altro fondo documentario in cui poter trovare qualcosa?
Un riferimento sul quale trovare e grazie al quale capire meglio, la gerarchia amministrativa a Longi , più in generale in Sicilia, nel corso del 600? Ho acquistato diversi libri di storia medievale e moderna siciliana, per comprendere meglio l'economia e società del tempo, e intuire quali potessero essere gli eventuali motivi di trasferimento proprio a Longi.
Ultima modifica di ilvicerè il domenica 15 aprile 2007, 20:03, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda ilvicerè » sabato 17 febbraio 2007, 17:23

Immagino che "Intendentes" sia un'altra carica relativa all'amministrazione della terra feudale. E' assimilabile allo "Iurato"?
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Messaggioda Guido5 » sabato 17 febbraio 2007, 17:48

Caro Calogero,
non so dirti se sia una carica relativa all'amministrazione della terra feudale; posso solo dirti che "intendentes" è il plurale di "intendens", participio presente del verbo "intendere".

Ciao a tutti!
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Messaggioda Marcello Cantone » lunedì 19 febbraio 2007, 19:56

Bravissimo Rosario!

Messanensis ha scritto:
ilvicerè ha scritto:La prima domanda innanzitutto è:
-cosa significa quel c.l seguito dal Don che precede il nome del mio antenato? Avevo pensato chierico, credendo fosse un cl. in realtà altrove mi è apparso più chiaro che si tratta di c.l.


Secondo me è cl. cioè clericus (chierico), dato che è pure seguito dal Don.

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A differenza di altri ufficiali che in terra feudale erano nominati dal feudatario, i giurati erano eletti per votazione dal consiglio popolare e provenivano solitamente dalle migliori famiglie locali.

Nei piccoli centri siciliani, in assenza di nobili, i giurati venivano scelti tra gli Onorati (ceto delle maestranze)
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Messaggioda Marcello Cantone » lunedì 19 febbraio 2007, 20:17

ilvicerè ha scritto: omissis...
PS = Per quanto riguarda il chierico, ho letto sull'Enciclopedia Treccani, che, in Sicilia soprattutto, esso poteva anche essere riferito a laici molto colti. E' vero? O si tratta semplicemente di un parroco?


Con la tonsura si entrava a far parte della gerarchia clericale, non si era più laico.
Il chierico è quindi il gradino più basso dello stato clericale.
I chierici, come ha ben detto Giovanmaria Ammassari, potevano essere anche coniugati. La scelta di entrare a far parte dello stato clericale, spesso, non era dettata da vocazione religiosa, ma da questioni economico - fiscali. Il clero veniva esonerato dalle tasse.

Un chierico famoso in Sicilia: il Marchese di Villabianca (cfr sua AUTOAPOLOGIA)

Cordialmente Marcello
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