Gent.mo sig. Marco
Leggo dal De Rosis la seguente genealogia:
Carlo Francesco (post 1330), da cui Luca Giovanni, da cui Carlo Francesco juniore, da cui Ruggiero (1406) da cui due maschi:
1. TROILO (dice di lui il De Rosis: Fu valoroso capitano, sposò Fogliani sorella uterina di Francesco Sforza duca di Milano e vi generò un Roberto. Fanno menzione di costui Troilo il Simnetti, Biondo, Costanzo, Summonte e Muratori)
2. Luca Giovanni Juniore, da cui tre maschi:
2A. Carlo Francesco, da cui Bernardino, da cui Luca Giovanni, da cui Carlo Francesco, da cui due ulteriori maschi
2.A.a. Alessandro, da cui Vincenzo, da cui Andrea, da cui altri due
maschi
2.A.a.a.Giuseppe
2.A.a.b. Francesco
entrambi senza ulteriore discendenza
2.A.b. Paolo, da cui Alessandro, da cui due ulteriori maschi:
2.A.b.b. Celio, da cui Carlo Francesco, da cui Luca Giovanni, da
cui Ciro, da cui due ulteriori maschi:
2.A.b.b.c. Nicola, da cui Antonio e Orazio (fine ramo al 1838)
2.A.b.b.d. Vincenzo, da cui Gabriello (fine ramo al 1838)
2.A.b.c. Paolo, da cui Bernardino, dacuiPiero Giovan Leonardo, da
cui Antonio, da cui Celio, da cui Nicola (fine ramo al 1838)
2B.Guglielmo, da cui tre ulteriori maschi:
2.B.a. Antonio (senza prole)
2.B.b. Pompeo e Antonio (senza prole)
2.B.c. Carlo, da cui Guglielmo, da cui Daniele fiscale in Lecce (1462)
e Mario, Vescovo di Venosa di cui il De Rosis null'altro dice.
2C. Antonio, da cui tre ulteriori maschi:
2.C.a. Paolo, da cui tre ulteriori figli maschi:
2.C.a.a. Tiberio (senza prole)
2.C.a.b. Ruggiero (senza prole)
2.C.a.c. Carlo (senza prole maschile)
2.C.b. Ruggiero, da cui
2.C.b.a. Gaspare senza prole
2.C.b.b. Domenico senza prole
2.C.c. Luca Giovanni, da cui
2.C.c.a. Stefano senza prole
2.C.c.b. Pietrosenza prole
Così il De Rosis.
Avverto, però, che la storiografia contemporanea ritiene il De Rosis una fonte sospetta, almeno per le generazioni più antiche.
Aggiungo di mio, che mi pare improbabile una parentela con il Duca di Milano, quantunque nel '500 ricorreva un legame degli Sforza con Rossano essendone feudataria Isabella D?Aragona.
Secondo l'Araldi, i De Muro sono passati nell'ordine di Malta nel 1581 (Araldi Lodovico, L'Italia nobile nelle sue città... Vebezia, 1722), ma non il relativo processo non ricorre nel fondo di La valletta controllato dal pellicano Castagna (Mario Pellicano Castagna, Processi di cavalieri gerosolimitani calabresi, Cz 1978).
Un breve resoconto genealogico dei De Muro di Rossano lo si trova nell'almanacco L'Araldo del 1895, con la descrizione anche dello stemma,
che può essere così descritto
D'azzurro a du elance d'oro disposte in croce di S. Andrea accantonate e sormontate da tre stelle del medesimo
Lo stemma è descritto pure da Carlo Padiglione , Dizionario delle famiglie nobili portanti predicati di ex feudi napoletani. Napoli,1901
Per tradizione, i De Muro sono stati Baroni di Bocchigliero, un paese prossimo a Rossano. Tuttavia l'ottimo pellicano Castagna, nlla sua Storia dei feudi e dei titoli nobiliari della Calabria non gli accredita la detta titolatura, ritenendo la terra di Bocchigliero aggregata a Cariati
Sul sito
http://www.cnicg.net tra le questioni generali può trovare il post nobiltà di Rossano, con alcune indicazioni sul Sedile e su quella nobiltà.
Il ramodi Rossano dei De Muro ha ultrogeniti viventi, ma non so indicarLe dove abitino essendosi trasferiti altrove.
Virtude