Però, ragionandoci un attimo sopra, mi viene da pensare:
chi fino a prima di questa legge attribuiva in modo diverso dal solito (il paterno) un cognome al proprio figlio?
Membri di casate più o meno importanti, più o meno storiche che non volevano fare estinguere il loro nome:
si adottava (o si faceva adottare) un figlio maschio dallo zio, dal cugino, dal fratello del bisnonno materno ed ecco che era assicurata la continuazione di un nome perduto ed anche l'attribuzione conseguente di titoli, proprietà ed eredità.
Ci sono moltissimi esempi di questo tipo di escamotage, non starò a fare lenchi di cognomi perpetuati in tal modo proprio a voi che siete studiosi ed esperti del settore e in realtà non credo che abbiano mai scompaginato le ricerche di nessuno...anzi ci si "accanisce" con particolare curiosità su questi intrecci apparentemente caotici ma che in realtà raccontano più di tante altre cose legami familiari, diatribe e avvenimenti curiosi che senza questo "segno" passerebbero magari inosservati o quasi, non rilevabili comunque.
Quindi in realtà cosa è successo? si è soltanto estesa a tutti la possibilità di fare altrettanto, cioè di far continuare a vivere cognomi che andrebbero, magari,perduti.
I cognomi doppi o tripli nobiliari di oggi sono aggiustamenti in tal senso di ieri, domani ne avremo qualcuno in più probabilmente e forse non saranno ricordi di nobiltà, ma di affetto familiare sicuramente sì.
Tutto qui:
è la democrazia, baby


