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Mic ha scritto:Egregi signori, cari amici
mi permetto di intervenire poichè "sono del ramo". Mi spiego meglio:
io sono assistente universitario e qualcuno in Università mi chiama professore. Sia ben chiaro io me lo prendo tuttoma ineffetti è un errore.
Il mio titolo in ambito accademico è Dottore (ancorchè io sia Avvocato).
Il titolo Professore, può essere utilizzato qualora venga assegnato un "insegnamento" ossia la docenza di una soecifica materia. Cosicchè anche un semplice Ricercatore, qualora abbia assegnato dal consiglio di Facoltà l'insegnamento di una materia anche complementar ha titolo per potersi dire Professore.
Questo per utto il tempo dell'insegnamento.
E' vero. Bisogna però aggiungere che di fatto tutti coloro che hanno un incarico di codenza universitaria, anche se non di ruolo, sono professori, anche se solament eper tale periodo.
Tuttavia si sa che essendo in Italia si ragiona all'italiana, quidi molti mantengono il titolo di Professore anche se cessati dall'insegnamento.
Coloro che anche senza insegnamento possono mantenere il titolo di Professori, sono i vincitori di regolare esamo-concorso bandito dalle Università e quindi i professori Ordinari, Associati e Straordinari.
Questo ciò che accade in ambito accademico, in ambito scolastico non saprei.
I docenti delle scuole sono professori, a quanto mi risulti.
Cordialmente
Prof. (si fa per dire) Avv. (questo è vero) Cav. (anche questo è vero) Mic (verissimo)![]()
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Aesculapius ha scritto:Cari amici,
il titolo di professore spetta di regola solo ai docenti universitari ordinari, ai professori associati e recentemente agli ex ricercatori cui spetta il titolo di professori aggregati.
E' professore chi possiede i titoli necessari per insegnare nelle scuole di istruzione secondaria o nelle università, Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana.
Similmente, Enciclopedia Treccani: è professore chi insegna in una scuola secondaria o superiore, e in genere in una scuola non elementare.
I "cultori della materia" (categoria a cui mi onoro di appartenere) che pure conducono corsi all'università
I cultori della materia (categoria alla quale ho l'onore di appartenere anche io) possono tenere corsi all'Università solo se contrattisti, incaricati, o ad altro titolo.
infatti potrebbe essere in linea teorica cultore della materia anche un non laureato o un laureato in altra branca dello scibile.
In effetti, i singoli atenei sono investiti di ampia libertà nel prevedere le condizioni per la nomia a cultore. Alcune università richiedono però il possesso della laurea quadriennale o specialistica da almeno due anni oltre ad almeno una pubblicazione scientifica (è il caso dell'Università di Catania), o un certo numero di pubblicazioni periodiche (è il caso, se non ricordo male, dell'Università di Firenze).

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