Professore vs Docente

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Professore vs Docente

Messaggioda aristarco » giovedì 18 gennaio 2007, 23:12

Ho deciso di aprire questa discussione, per confrontarmi con il parere, prezioso e sempre autorevole, di altri frequentatori di questo luogo di libero e trasparente scambio di opinioni.
Secondo voi a quali soggetti, in particolare, è applicabile legalmente e pacificamente il titolo professionale di "professore"?
Mi è sorta questa curiosità perchè ho notato abusi nella rete, segnatamente da parte di pittoreschi ed onnipresenti personaggi, che per fortuna sono lontani da questi lidi.
Personalmente, ritengo che non sia opportuno disgiungere il trattamento in questione dal compimento di un regolare percorso accademico e dall'effettivo esercizio di una docenza.
Ecco l'interrogativo: quale livello di docenza dovrebbe essere associato al trattamento di professore?
aristarco
 
Messaggi: 329
Iscritto il: giovedì 10 aprile 2003, 18:55
Località: Serenissima Repubblica di Genova

Messaggioda Gian » venerdì 19 gennaio 2007, 0:15

credo solo a colui che ha titolo per insegnare in cattedre universitarie, ma aspetto utenti più esperti di me...
Semper ad majora - Eadem non eadem

"hana wa sakuragi, hito wa bushi"
Gian
 
Messaggi: 546
Iscritto il: lunedì 22 maggio 2006, 23:31

Messaggioda aristarco » venerdì 19 gennaio 2007, 0:16

grosso modo è anche il mio punto di vista.
Attendo altri contributi.
aristarco
 
Messaggi: 329
Iscritto il: giovedì 10 aprile 2003, 18:55
Località: Serenissima Repubblica di Genova

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 19 gennaio 2007, 1:25

Secondo il mio punto di vista, il titolo di "professore" dovrebbe valere anche per i docenti di scuole medie superiori ed in particolare per i licei. Affermo ciò senza alcuna base scientifica, solo per un comune sentire, quindi metto avanti le mani se ciò non dovessere risultare corretto da un punto di vista ufficiale.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
---------------------------------
"Vince te ipsum"
Avatar utente
T.G.Cravarezza
Amministratore
 
Messaggi: 6674
Iscritto il: sabato 11 gennaio 2003, 22:49
Località: Torino

Messaggioda Guido5 » venerdì 19 gennaio 2007, 3:36

Cari amici,
premesso che l’illecito amministrativo di usurpazione di titolo, previsto e punito dall’art. 498 del codice penale, è stato depenalizzato dall’art. 43 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n.507, mi sembra che manchi un criterio generale per dirimere la questione. Ho l'impressione anzi che "docente" tenda ad assumere una valenza maggiore rispetto a "professore".
Nelle facoltà universitarie "nuove" – di giornalismo o informatica per esempio – non ho dubbi che a esercitare la docenza siano state chiamate anche persone senza titoli accademici, neppure la cosiddetta “laurea breve”. Non si trattava di insegnamento ma Alberto Moravia, per essere iscritto all’Ordine dei giornalisti, fu costretto a dare anche l'esame di cultura generale non avendo la licenza media superiore.
Un medico, d’altra parte, poteva essere chiamato professore solo se aveva la libera docenza universitaria cosa che – se non sbaglio - non esiste più. Eppure un primario oggi viene chiamato professore anche se non insegna.
Ai più “stagionati” poi chiedo come chiamavano il loro insegnante di educazione fisica alle medie o alle superiori. Non solo, ma quanti di loro avevano un diploma dell’ISEF che pur non era, come oggi, praticamente equiparato a una facoltà universitaria?
Il mio dei primi anni di liceo, per esempio, non aveva titoli accademici ma solo sportivi: in gioventù aveva vinto il titolo italiano juniores di ginnastica artistica nel 1908 e 1909; nel 1911 poi, a Torino, aveva trionfato nei campionati internazionali nella gara di metodo e i suoi esercizi erano stati addirittura filmati. Oggi a Vincenzo Cattani, professore di ginnastica per antonomasia, è dedicato il palazzo dello sport di Faenza.

Ciao a tutti!
Guido5
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

prof.

Messaggioda Carfi » venerdì 19 gennaio 2007, 8:10

gentile Aristarco,
concordo con tutte le risposte precedenti, e con Cravarezza che ha ottimamente sintetizzato il tutto. Mi permetto aggiungere:
- prof. viene usato, da oltre 50 anni anche per coloro che insegnano nella Scuola Media.
Negli Istituti Tecnici, anche per gli insegnanti Tecnico Pratici, non necessariamente dotati di Laurea, ma di un Diploma di 2° grado.
Docente, è giusto che si applichi per un Docente Universitario, che viene sempre chiamato dagli studenti universitari Professore..
Maestro, viene comunemente chiamato chi insegna in una Scuola Elementare.
Per quanto riguarda l'Educazione Fisica, caro Guido, permettimi qualche chiarimento.
Gli insegnanti sono sempre stati chiamati di "ginnastica", in quanto fino al 1940-1950, era la materia predominante, insieme all'uso dei piccoli e grandi attrezzi. Oggi denominati di Educazione Fisica in quanto non tanto perchè la materia serve ad "educare il fisico", ma perchè comprende ed utilizza anche diverse discipline: atletica leggera, giochi sportivi (pallacanestro, pallavolo, ecc.), ecc..
Cito a memoria. Non costringetemi a trovare e rileggere "Storia del'Educazione Fisica".
Nel 1800 esistevano le Scuole di Ginnastica", che formavano i ginnasti, ma non gli insegnanti di tale disciplina.
Fino al 1935 circa, non esisteva una "scuola" per formare gli insegnanti di Ginnastica (e materie complementari), e quindi si utilizzavano persone che avevano raggiunto buoni livelli in ambito sportivo. Più praticoni, ma con scarsa competenza scientifica. Era quanto di meglio offriva il mercato ............., in quanto mancava una "Scuola" formatrice.
Solo nel periodo del ventennio, furono messe le basi per una "Scuola" che formasse i futuri insegnanti da immettere nelle scuole statali.
Fino al 1942-1943 (anno più, anno meno), chi studiava per insegnare tale materia, frequentava la cosiddetta "Farnesina", così denominata in quanto
aveva sede nella zona romana detta Farnesina.
Nel 1950 circa, sorse l'ISEF, sempre Istituto Universitario dipendente dall'Università di Roma La Sapienza. Non Facoltà ma si badi bene Istituto Universitario, e ripeto, della Sapienza di Roma .
Oggi IUSM (Istituto Universitario Scienze Motorie, sempre dipendente a Roma dalla Sapienza). Facoltà con studi quinquennali, ove si studia molta scienza e molta medicina sportiva, ma poco pratica, con il risultato che gli insegnanti conoscono bene la biomeccanica dello sport, senza conoscere la differenza E L'USO di un pallone di rugby ed uno di pallacanestro. A Roma esiste un'altra Facoltà, presso Tor Vergata, Falcoltà di Medicina, corso di Laurea in Scienze Motorie.
Chissà perchè, caro Guido, tra tutti i prof. (mi si perdoni l'abbreviazione, ma oggi è quella comunemente usata dagli studenti) che abbiamo avuto nella Scuola Media e al Liceo, ci ricordiamo di più, e volentieri, di quello di...."Ginnastica"? Perchè?
Ma ritorniamo al buon Aristarco. E' vero, qualcuno si fa chiamare e si firma Prof, senza avere mai insegnato e senza essere laureato. Io ne conosco qualcuno . Abbia pazienza e sopporti la megalomania di qualche personaggio, che credo di avere individuato, e che mi ricorda molto le denominazioni del maestro di vita Fantozzi: cav.dott.prof.ing.grand uff., scass..........

La mia opinione personale, che Professore, è colui che insegna stabilmente, in una media o al Liceo, e tale viene indicato nella corrispondenza e nella nomina che gli arriva dal Provveditorato agli Studi (oggi ha un'altra denominazione), o nella conferma in ruolo da parte del Ministero della Pubblica.....Ignoranza. Quindi tale viene appellato proprio dallo Stato, tramite l'organo centrale e periferico.

Un cordiale Saluto a tutti.

Giuseppe Carfì di S.R.B.
Avatar utente
Carfi
 
Messaggi: 590
Iscritto il: venerdì 24 marzo 2006, 23:16

Messaggioda Mic » venerdì 19 gennaio 2007, 10:48

Egregi signori, cari amici
mi permetto di intervenire poichè "sono del ramo". Mi spiego meglio:
io sono assistente universitario e qualcuno in Università mi chiama professore. Sia ben chiaro io me lo prendo tutto :) ma ineffetti è un errore.
Il mio titolo in ambito accademico è Dottore (ancorchè io sia Avvocato).
Il titolo Professore, può essere utilizzato qualora venga assegnato un "insegnamento" ossia la docenza di una soecifica materia. Cosicchè anche un semplice Ricercatore, qualora abbia assegnato dal consiglio di Facoltà l'insegnamento di una materia anche complementar ha titolo per potersi dire Professore.
Questo per utto il tempo dell'insegnamento.
Tuttavia si sa che essendo in Italia si ragiona all'italiana, quidi molti mantengono il titolo di Professore anche se cessati dall'insegnamento.
Coloro che anche senza insegnamento possono mantenere il titolo di Professori, sono i vincitori di regolare esamo-concorso bandito dalle Università e quindi i professori Ordinari, Associati e Straordinari.
Questo ciò che accade in ambito accademico, in ambito scolastico non saprei.

Cordialmente
Prof. (si fa per dire) Avv. (questo è vero) Cav. (anche questo è vero) Mic (verissimo) :D :D :D
Memento Audere Semper
Belligerans Bello Et In Pace Famosa
Avatar utente
Mic
 
Messaggi: 707
Iscritto il: domenica 26 marzo 2006, 0:39
Località: Regno d'Italia

Messaggioda Cottoneum » venerdì 19 gennaio 2007, 11:03

Mi diceva mio padre, docente universitario, che adesso vengono chiamati professori pure gli assistenti di cattedra aggregati. Il suo commento è stato "come chiamare un cieco non vedente".


Ora mi chiedo: siamo dunque giunti all'epoca dei "diversamente professori"?


Se devo essere sincero, a me sembra che in Italia ci sia un abuso anche di questi titoli; come diceva il giornalista Beppe Severgnini, in Italia siamo malati di "Importanzite".
Solo in Italia, gli insegnanti dei licei esteri vengono semplicemente chiamati "Mr." o "Miss", o "Madame" e così via, come mi spiegava un'insegnante francese quest'estate, basita dall'abuso italico del professorato... Solo i titolari di cattedra universitaria divengono "professor".
Avatar utente
Cottoneum
 
Messaggi: 826
Iscritto il: sabato 30 ottobre 2004, 23:15
Località: Milano

Messaggioda aristarco » venerdì 19 gennaio 2007, 13:39

Il prof. Carfì - lui, professore, lo è davvero, non solo legalmente ma anche "moralmente" - ci ha offerto la testimonianza della sua lunga esperienza di insegnamento. Mic e il sig. Cairo (sempre acuto nelle sue osservazioni, ed è forse uno dei più giovani frequentatori di questo forum) hanno offerto utili informazioni sulla prassi accademica, arricchite dalle osservazioni di Guido.
Ritengo che l'attuale confusione sia primariamente dovuta alle frequenti riforme dell'ordinamento scolastico ed universitario, che - ad ogni cambio di esecutivo - imprimono radicali alterazioni, non solo nei programmi di studio, nelle metodologie di accertamento del profitto dei singoli studenti (un tempo, gli studiosi di pedagogia trattavano specificamente di "docimologia") e di valutazione finale, ma anche nell'accesso alle classi di concorso (pensiamo alla "rivoluzione" che ha interessato l'insegnamento elementare).
Credo che alcuni - desiderando premettere al proprio nome un crescendo di titoli dal sapore "fantozziano" (qualcuno imperversa in altri contesti) - si arroghino qualifiche professionali infondate, per esempio, a dispetto dell'autoattribuzione del titolo di professore, senza avere neppure conseguito la laurea.
Non so su cosa si fondino siffatte pretese!
Noto, tuttavia, che pratiche di questo tipo, incentivate - a mio avviso - dalla depenalizzazione giustamente segnalata da Guido, siano primariamente un atto di ingiustizia nei riguardi di quanti, spesso con enormi sacrifici, hanno completato il loro percorso di studi, conseguendo una laurea e un dottorato di ricerca, operano in un determinato ateneo (perlopiù sottopagati), pubblicano a proprie spese contributi scientifici e spesso si vedono negare qualifiche di cui altri abusano pubblicamente.
Questi "individui ... che buttano bit solo perchè non sanno come passare il loro tempo" (mi permetterà il dott. degli Uberti questa citazione, ma l'espressione è così felice che non ne trovo una migliore), prima di attribuirsi qualifiche inesistenti, dovrebbero provare un senso di vergogna di fronte ai problemi che affliggono la categoria che, legittimamente, merita il trattamento di "professore".
Scusatemi lo sfogo, ma :1: davvero non se ne può più.
aristarco
 
Messaggi: 329
Iscritto il: giovedì 10 aprile 2003, 18:55
Località: Serenissima Repubblica di Genova

Messaggioda Elassar » venerdì 19 gennaio 2007, 19:30

Mic ha scritto:Egregi signori, cari amici
mi permetto di intervenire poichè "sono del ramo". Mi spiego meglio:
io sono assistente universitario e qualcuno in Università mi chiama professore. Sia ben chiaro io me lo prendo tutto :) ma ineffetti è un errore.
Il mio titolo in ambito accademico è Dottore (ancorchè io sia Avvocato).
Il titolo Professore, può essere utilizzato qualora venga assegnato un "insegnamento" ossia la docenza di una soecifica materia. Cosicchè anche un semplice Ricercatore, qualora abbia assegnato dal consiglio di Facoltà l'insegnamento di una materia anche complementar ha titolo per potersi dire Professore.
Questo per utto il tempo dell'insegnamento.

E' vero. Bisogna però aggiungere che di fatto tutti coloro che hanno un incarico di codenza universitaria, anche se non di ruolo, sono professori, anche se solament eper tale periodo.

Tuttavia si sa che essendo in Italia si ragiona all'italiana, quidi molti mantengono il titolo di Professore anche se cessati dall'insegnamento.
Coloro che anche senza insegnamento possono mantenere il titolo di Professori, sono i vincitori di regolare esamo-concorso bandito dalle Università e quindi i professori Ordinari, Associati e Straordinari.
Questo ciò che accade in ambito accademico, in ambito scolastico non saprei.

I docenti delle scuole sono professori, a quanto mi risulti.

Cordialmente
Prof. (si fa per dire) Avv. (questo è vero) Cav. (anche questo è vero) Mic (verissimo) :D :D :D


Mi permetto di aggiungere che, sebbene i professori di scuola siano, appunto professori, se non ricordo male, nel codice deontologico forense recentemente emendato, viene limitato l'utilizzo del titolo di professore ai soli docenti universitari.
La logica della norma è nel senso di evitare confusione e di non ingenerare nella clientela la errata convinzione di essersi rivolti ad un docente universitario.
Elassar
Non nobis, Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam
Avatar utente
Elassar
 
Messaggi: 534
Iscritto il: domenica 16 marzo 2003, 10:46
Località: Catania

prof

Messaggioda Carfi » sabato 20 gennaio 2007, 1:01

Dai vari e documentati interventi si evincono due sole cose:
1) Si può esserre appellati professori solo quando si insegna, dalla Media in sù.
2) ovviamente per insegnare in questo tipo di Scuole ci vuole la laurea.

Chi si autodefinisce prof., e senza la laura (di Totò) è solo un impostore, un mitomane, un millantatore.
Il buon Aristarco ha buone ragioni per essere arraBBBiato (con 3 B).
Con la sua preparazione, con la sua Laurea, con il suo insegnamento all'Università, con le sue ricerche scientifiche, ecc., ha pienamente ragione ad indignarsi nel vedersi indirettamente accomunato ad un qualsiasi impostore.
E' come se in una gara podistica, un tizio si intrufolasse all'improvviso a metà percorso, e gli spettatori non sapendo della sua non presenza alla partenza, lo considerassero a pari merito un atleta ONESTO come gli altri.

Il mio titolo di prof, oso dire che non me lo sono guadagnato all'Università, ma in mezzo ai miei ragazzi, nella Scuola Media, al Liceo, e nei Master post Laurea, ove ho insegnato per oltre 40, e ripeto 40 anni. E sono tanti.
E quando sono andato per mia scelta in pensione, ho detto ai ragazzi e ai giovani, che me ne andavo perchè mi sentivo un limone spremuto che ormai non poteva dar loro nulla e che contrariamente a quanto molti pensavano ero io che avevo sempre PRESO da loro, dando in cambio poco.
Ricordo ancora il mio primo giorno di lezione.
Qualcuno, in altro sito, non ha alcun ritegno............ : :evil:

A meno che non si sia commesso da parte nostra un errore. L'avere confuso prof. con professore, quando invece qualcuno si è onestamente autodefinito
PROF = PROFUGO.

Adesso sì, (a Roma si dice: quanno ce vò, ce vò, come ha fatto saggiamente notare Mic):

cav. dott. prof. Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
----------------------------------------------------------------------
P.S. Un Grazie a Guido, per la simpatica ed istruttiva lettera personale che mi ha inviato.
Avatar utente
Carfi
 
Messaggi: 590
Iscritto il: venerdì 24 marzo 2006, 23:16

Messaggioda aristarco » sabato 20 gennaio 2007, 1:19

Caro dott. prof. Carfì,
La ringrazio per avermi creduto degno ... di insegnare all'Università!
E' una mia aspirazione, che ragioni anagrafiche rinviano inevitabilmente ad un futuro, che spero non troppo lontano.
Mi fermo qui perchè non amo parlare di me...
L'insegnamento, anche a livello universitario, è - soprattutto - capacità di comunicare, saper trasmettere agli studenti, di vario grado, l'interesse per la materia. Questa qualità viene acquisita ed affinata solo dopo una lunga esperienza, e Lei che - se non ricordo male - è anche un pedagogo stricto sensu sa quanto fondate siano queste osservazioni.
E' meritevole di alto rispetto e considerazione chi sa ammettere i propri limiti, chi non ama essere classificato per quello che non è, chi non millanta.
Ricordo spesso, con piacere (ed un pizzico di malinconia per la buona televisione, detto da chi - per ragioni meramente di tempo - non è un assiduo spettatore), una risposta lapidaria del compianto Corrado Mantoni, che - appellato "dottore" da un concorrente di una sua nota trasmissione televisiva - disse, dinanzi a milioni di telespettatori: "lasci stare il dottore, non sono neppure infermiere".
Questa è modestia ma soprattutto dignità, sì dignità.
aristarco
 
Messaggi: 329
Iscritto il: giovedì 10 aprile 2003, 18:55
Località: Serenissima Repubblica di Genova

Messaggioda Aesculapius » giovedì 1 febbraio 2007, 21:03

Cari amici,
il titolo di professore spetta di regola solo ai docenti universitari ordinari, ai professori associati e recentemente agli ex ricercatori cui spetta il titolo di professori aggregati. I professori associati ed i professori aggregati hanno l'obbligo di specificare l'università, la cattedra ed il corso presso cui hanno professato o professano la docenza.
I "cultori della materia" (categoria a cui mi onoro di appartenere) che pure conducono corsi all'università o esaminano i laureandi non hanno diritto ad alcun titolo accademico (ed infatti potrebbe essere in linea teorica cultore della materia anche un non laureato o un laureato in altra branca dello scibile).
Coloro che hanno condotto un dottorato di ricerca possono utilizzare il titolo di Ph.D.
I laureati usano il titolo di dottore (dott.) e l'abbreviazione della professione che li distingue (dott. med. / dott. ing. etc.)
Il titolo di "doctor" (dr) che può essere concesso da alcuni istituti, anche privati, è altra cosa rispetto al titolo di "dottore" (dott.)
Il titolo di professore agli insegnanti di scuola media inferiore o superiore è puramente di cortesia.

Saluti
Antonio Russo
dott. Antonio Russo, MD
-------------------------------------------------------
Vorrei capir cos'è questo strano desio di saper oltre
Avatar utente
Aesculapius
 
Messaggi: 556
Iscritto il: sabato 27 maggio 2006, 17:14
Località: Napoli

Messaggioda Elassar » giovedì 1 febbraio 2007, 22:11

Aesculapius ha scritto:Cari amici,
il titolo di professore spetta di regola solo ai docenti universitari ordinari, ai professori associati e recentemente agli ex ricercatori cui spetta il titolo di professori aggregati.

E' professore chi possiede i titoli necessari per insegnare nelle scuole di istruzione secondaria o nelle università, Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana.
Similmente, Enciclopedia Treccani: è professore chi insegna in una scuola secondaria o superiore, e in genere in una scuola non elementare.


I "cultori della materia" (categoria a cui mi onoro di appartenere) che pure conducono corsi all'università

I cultori della materia (categoria alla quale ho l'onore di appartenere anche io) possono tenere corsi all'Università solo se contrattisti, incaricati, o ad altro titolo.

infatti potrebbe essere in linea teorica cultore della materia anche un non laureato o un laureato in altra branca dello scibile.

In effetti, i singoli atenei sono investiti di ampia libertà nel prevedere le condizioni per la nomia a cultore. Alcune università richiedono però il possesso della laurea quadriennale o specialistica da almeno due anni oltre ad almeno una pubblicazione scientifica (è il caso dell'Università di Catania), o un certo numero di pubblicazioni periodiche (è il caso, se non ricordo male, dell'Università di Firenze).

Non nobis, Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam
Avatar utente
Elassar
 
Messaggi: 534
Iscritto il: domenica 16 marzo 2003, 10:46
Località: Catania

Messaggioda Aesculapius » giovedì 1 febbraio 2007, 22:27

Gentile Elassar,
il titolo di professore è stato al centro di un ampia polemica che investì i "baroni" napoletani ospedalieri ed universitari: non credo che il titolo di professore spetti agli insegnanti della scuola media secondaria.
Ripeto i professori non ordinari devono specificare in che università ed in che corso hanno svolto il loro ruolo...
I cultori della materia sono "per chiamata" non hanno alcun valore i titoli accademici nè gli articoli (troppo generico dire "un articolo": esistono articoli con impact factor di 0.8 e articoli di 26), non capisco cosa siano le pubblicazioni periodiche.
Inoltre se la definizione dello Zingarelli fosse giusta, tutti i laureati con i titoli per insegnare alle scuole secondarie (indipendentemente dall'effettivo insegnamento quindi) sarebbero professori...

Antonio Russo
dott. Antonio Russo, MD
-------------------------------------------------------
Vorrei capir cos'è questo strano desio di saper oltre
Avatar utente
Aesculapius
 
Messaggi: 556
Iscritto il: sabato 27 maggio 2006, 17:14
Località: Napoli

Prossimo

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 5 ospiti