da appassionato cultore del Prof. J.R.R. Tolkien, filologo oxoniense di chiara fama e autore della Trilogia "il Signore degli Anelli" (definita il miglior romanzo fantastico del sec. XX), così come di molte altre eccelse opere di letteratura fantasy, non potevo esimermi dal segnalarVi una curiosità.
Il Prof. Tolkien fu subcreatore (nella visione del Cattolico Tolkien la Creazione assoluta è il Mondo e l'unico vero Creatore ab origine è l'Eterno) d'un intero mondo fantastico.
Un mondo popolato da suoi abitanti di svariate razze (Uomini, Elfi, Mezzelfi, Nani, Orchi, Draghi, Istari -Spiriti Immortali-, Hobbit -Mezzuomini-, Ent -Pastori d'Alberi-, Animali fatati, etc. etc. etc.) ciascuna della quali parla una propria lingua, creata dal nulla con precisione e accuratezza geniali dallo stesso prof. Tolkien (Sindarin -lingua elfica- e Quenya -latino elfico- sono soltanto due esempi delle tante lingue concepite, sulla base delle forme linguistiche indoeuropee, da questo formidabile linguista, filologo e subcreatore).
Bene
E' un'araldica che non riproduce in nulla la nostra realtà, così come la Terra di Mezzo (il Mondo inventato di Tolkien) non riproduce la nostra realtà (ma soltanto la realtà di un mondo come avrebbe potuto essere in un tempo immemoriale e non determinato).
Trovo significativo tuttavia che l'inglese Tolkien abbia voluto dotare il proprio mondo di un'araldica peculiare. L'Inghilterra è landa di forti tradizioni araldiche e Tolkien, pur se creatore di Favole, è squisitamente Inglese.
Forse dunque non è un caso. Così mi piace pensare.
Di "stemmi araldici" il Professore ha voluto dotare le sue Creature più nobili in quanto più antiche, così come quelle più "giovani".
Gli Elfi: esseri immortali. Sono loro gli esseri viventi più vecchi creati da Eru (Dio): i Priminati. Essi hanno una propria araldica.
Ma anche gli Uomini "che più di ogni cosa bramano il potere" (Tolkien, "il Signore degli Anelli") alzano le armi della propria stirpe.
I Nani, formidabili artigiani e implacabili guerrieri, non mancano di utilizzare, seppur limitatamente (sono gente assai pratica e spartana che non ha tempo da perdere in sottigliezze
Infine, neppure le forze emissarie del Male e lo stesso Oscuro Signore Sauron mancano di rendersi visibili tramite stemmi.
Tornando agli Elfi, dunque, ogni stirpe ha una propria arma che ne distingue peraltro, secondo una precisa codificazione, il lignaggio e il rango.
Non si usano scudi ma solo losanghe per i maschi (differentemente da quanto accade nel nostro sistema araldico in cui la losanga è riservata agli stemmi femminili), cerchi per le femmine e quadrati per famiglie, casati, principati e regni.
Non si usano corone, ma solo "punte" di stella o "raggi". Il numero delle punte varia dalle quattro della dignità principesca alle sedici dei più Vecchi Re Elfici come Finwe, passando per le sei, otto, dieci, dodici, e quattordici delle dignità regali di antichità crescente.
Stemma della Casa di Finwe (stemma casato--->quadrato; sedici punte--->dignità regale antichissima).
Stemma di Finwe (stemma personale maschile--->losanga; sedici punte--->dignità regale antichissima).
Stemma di Elu Thingol, Supremo Signore delle Genti del Doriath (stemma personale maschile--->losanga; otto punte--->dignità regale).
Stemma di Melian, la Maia del Doriath (stemma personale femminile--->cerchio; otto punte--->dignità regale).
Particolarmente interessante lo stemma di Melian che in sè racchiude sia figure simili a stelle sia figure simili a fiori, richiamando nelle prime lo stemma di Thingol, suo sposo (vedi più sopra) e quello di Lùthien, sua figlia (vedi sotto). Da osservare come nello stemma di Melian si possa intravedere pure una losanga (forma riservata, come detto, agli stemmi maschili). Melian era infatti in grado di mutare il proprio "abbigliamento corporale", ossia il sesso.
Stemmi di Lùthien (figlia di Melian e Thingol). Entrambi si basano su modelli floreali. Nel primo le stelle richiamano lo stemma del padre Thingol. Nel secondo è raffigurato il bucaneve che sbocciò alla nascita della splendida Principessa Elfica del Doriath. Nel primo le punte s'identificano con le estremità del motivo floreale. Nel secondo con i fiori bianchi. La presenza di quattro punte dunque le conferisce la giusta dignità di principessa del Doriath.
Stemma di Gil-Galad (Stella Raggiante) (stemma personale maschile--->losanga; quattro punte--->dignità principesca).
Stemma di Idril Celebrindal (stemma personale femminile--->cerchio; dodici punte--->alta dignità regale).
Una notazione sull'araldica fantastica degli Elfi. Essa probabilmente non nasce con il medesimo intento dell'araldica europea (distinguere i combattenti in battaglia).
Lo si deduce dal fatto che la losanga non è forma adatta alla difesa personale attraverso uno scudo. Ciò non esclude tuttavia che anche per gli Elfi possa aver avuto in seguito la stessa funzione come si deduce dall'Opera del Professore. L'araldica dei Priminati aveva tuttavia con ogni probabilità l'originaria funzione di identificare Principi, Principesse, Re e Regine al fine d'immortalarli in opere d'arte.
Anche gli Uomini, come accennato, ebbero la propria araldica. Il popolo degli Edain (Uomini amici dei Priminati) mutuò per la gran parte la propria araldica da quella elfica. Ignorarono la simbologia delle punte per l'indicazione del rango con una sola eccezione data dallo stemma di Earendil Mezzelfo (qui sotto).
Earendil era infatti figlio della Regina Elfica Idril (il cui stemma abbiamo mostrato più sopra) e dunque per metà Elfo. Al''interno del cerchio si distinguono dodici raggi di luce che associano lo stemma a quello di Idril segnalando il rango regale del figlio.
Stemma del grande Eroe Beren. In basso compare la mano che il Lupo Mannaro Carcaroth staccò all'Eroe quando uscì dal Nero Cancello di Mordor.
Gli Uomini di Gondolin usavano stemmi racchiusi in scudi, similmente all'uso dell'araldica europea. Quest'araldica dunque, diversamente da quella elfica, nasce dunque con la primigenia funzione di distinguere i combattenti nella pugna.
Gli stemmi delle Dodici Casate (di cui si riportano solo alcuni) sono piuttosto primitivi e non seguono alcuna regola particolare dal momento che non si distingue in alcun modo fra smalti e metalli.
Stemma della Casata dei Re.
Stemma della Casata dell'Ala Bianca.
Stemma della Casata del Martello dell'Ira.
Da rammentare poi lo stemma dei Re di Gondor: l'Albero Bianco di Minas Tirith sormontato dalle sette stelle a cinque punte rappresentanti ciascuna uno dei Palantir (le perdute Pietre Veggenti) che Re Elendil portò a Gondor (qui sotto).
E lo stemma della Città di Dol Amroth, utilizzata come porto dagli Elfi che salpavano verso Ovest alla volta dei Rifugi Oscuri. Vi compare infatti un esemplare delle Navi-Cigno degli Elfi. E' anche lo stemma di Imrahil, Principe di Dol Amroth.
E ancora lo stemma del regno di Rohan e dei Re della Casa di Eorl. Rohan era per la gran parte ricoperta di verdi praterie e i Rohirrim erano Signori dei Cavalli. Poteva Re Theoden alzare uno stemma diverso da un cavallo bianco (un Mearas, cavallo di stirpe regale) in campo verde?
Sul Cancello Occidentale di Moria, città sotterranea del fierissimo popolo dei Nani, brillano gli emblemi di Re Durin il Senzamorte. La Corona e l'Incudine: un cenno di religioso omaggio ad Aule, il Fabbro Celeste dei Valar, Padre dei Nani.
E infine l'"araldica nera" delle Forze del Male.
Lo stemma dell'Oscuro Signore Sauron. L'Occhio fiammeggiante che tutto vede e non dà tregua.
L'emblema della Fortezza di Sauron: Minas Morgul (la Torre del Malefizio). Una luna sfigurata da un orrido teschio.
L' emblema dei Corpi Volanti delle Missioni Speciali di Mordor (molto poco stemma, per la verità
Lo stendardo di uno dei Capitani degli Haradrim alla Battaglia dei Campi del Pellenor.
In realtà quel che ho detto si sarebbe potuto dir meglio e da dire c'è ancora molto altro.
Ma, come direbbe il Professore, "questa è un'altra storia e andrà raccontata un'altra volta!" :wink:
Spero di non averVi annoiati.
buonanotte
sFD






si arriva in cielo