Ordini Cavallereschi non autorizzati - Sanzioni?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 28 settembre 2006, 17:41

T.G.Cravarezza ha scritto:
Tra l'altro trovo, che l'indossare onorificenze non autorizzate, sia molto meno grave di un passaggio con il semaforo rosso (cosa che, almeno nella città ove risiedo, vedo accadere alcune decine di volte al giorno)

Un saluto.


Su questo, a mio avviso, non ci sono dubbi. Anzi, come già scritto, sono contrario a tale limitaizone di libertà dei cittadini prevista dalla legge 178.
Però, dobbiamo tenere presente che, per quanto a mio avviso poco corretta, la legge 178 è una legge e andrebbe rispettata. Senza contare che la violazione di tale legge da parte di un funzionario pubblico o di un militare, è cosa assai più grave proprio perchè compiuta da coloro che dovrebbero rispettare più di tutti le leggi. Inoltre i militari violano, oltre alla suddetta legge, anche il proprio regolamento interno riguardo l'uniforme.
Cordialmente


Ci tengo a precisare che quando ho scritto che anche secondo me la violazione della legge 178 non è reato così grave, io intendevo riguardo ad ordini dinastici reali e non riguardo ai fantaordini fasulli.
Cioè, trovo che chi viola la legge 178 indossando su territorio nazionale decorazioni di ordini dinastici quali Ordine Supremo della Santissima Annunziata, Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, Ordine Costantiniano di San Giorgio (ramo spagnolo ora consentito, ma fino a poco tempo fa non autorizzato) et similia, pur dovendo essere snazionato secondo la legge, a maggior ragione se un impiegato pubblico o un militare, non sia sicuramente un delinquente e, a parità di sanzioni, trovo ben più grave passare con il rosso.
In definitiva, la legge andrebbe sicuramente rivista, dando, a mio avviso, libertà ai cittadini di fregiarsi delle decorazioni che vogliono. Lo stato dovrebbe autorizzare, unicamente per i militari e gli impiegati pubblici, solamente ordini nazionali o di stati esteri. Pe ril cittadino comune, a mio avviso, non dovrebbe servire autorizzazione. Tanto non è con l'autorizzazione che si riescono a colpire i falsi ordini cavallereschi e sarà sufficiente il riso di chi conosce la materia a "punire" chi rimane truffato da organizzazioni poco chiare.
Ultima modifica di T.G.Cravarezza il mercoledì 6 dicembre 2006, 0:28, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Antesterione » giovedì 28 settembre 2006, 19:34

Concordando pienamente circa il fatto che non bastano certo le leggi a debellare le false "associazioni d'immagine simil-cavalleresca", non posso concordare in toto su quanto espresso circa la non necessità di autorizzazioni per il cittadino comune, poiché si sta parlando di onoreficenze che devono avere un valore simbolico e reale e perché l'autorizzazione più che una scomodità per l'insignito, è una tutela non certo nei confronti di realtà comprovate dalla legittimità dinastica (come giustamente sottolineato dal Sig. G.C.Cravarezza), quanto nei confronti di ordini fasulli e dei loro "insigniti".

Togliere anche la necessità di un'autorizzazione significherebbe veder ancor più arlecchinesche cerimonie, invadere le più diverse occasioni. Un Cappellano Conventuale ad Honorem dell'Ordine di Malta, mi diceva che in un gran Priorato italiano un giorno si presentò un tizio con basco rosso pensando di partecipare ad un incontro dell'associazione SMOM. Quando i presenti gli fecero comprendere che non era membro dell'ordine e che aveva aderito a chissa quale associazione pseudo giovannita, restò senza parole. Se di certo chi se ne intende può riconoscere una falsa patacca, di certo diverrebbe difficile riconoscere personaggi che partecipano a processioni con mantelli identici a quelli di Santo Sepolcro o divise con simboli melitensi..... Ecco dove si rende sostanzialmente necessaria l'autorizzazione. Quanto meno come garanzia teorica. Come camminare con auto senza assicurazione, auspicandosi che qualcuno controlli di tanto in tanto (ben conscio che ad oggi, non avviene quasi mai).

Se trovo riprovevole che un militare ed un qualsiasi civile espongano tali decorazioni, trovo inammissibile che un qualsiasi prelato possa sostenere tali arlecchinate di fronte a Nostro Signore in luoghi sacri. La fiera delle vanità perdura certo, ma son anche ben consapevole che salvo alcuni casi quali quello presentato dal Sig. Novello, chi millanta, sa di millantare se non malato di mente. Non poter distinguere di fronte alla legge, coloro che hanno meritato una data onoreficenza, da coloro che se la sono inventata poiché non idonei ad accedere ad Ordini Cavallereschi ed onoreficenze effettive, è qualcosa che lederebbe gli ideai della nostra civiltà, oltre che il significato stesso, inviolabile della cavalleria. Basti guardare alcuni siti di presunti discendenti imperiali, che in una pagina di titoli e patacche, non sono membri nemmeno nel più basso grado di almeno un ordine cavalleresco autorizzato (!).

Per tornare a quanto esposto dal SiG. Novello, in effetti, sebbene non si possa del tutto imputare troppa colpa all'ignaro macellaio, è vero anche che il suo essere ignaro di quanto stava facendo è già segno che la realtà che l'ha "decorato" non "crea" insigniti secondo i criteri con cui si dovrebbero ammettere uomini alla cavalleria e ciò, consentitemi, è l'effetto più deleterio per l'intero mondo della cavalleria, per ciò che essa significa e per il tempo presente. Rendendo ridicoli anche coloro che fanno parte di realtà ben diverse e legittime.

D'altronde, senza entrare nel merito di spiacevoli discussioni borbonico sabaude. E' vero che se esiste una cavalleria civile istituita da capi di stato ed autorità governative, nelle vicende storiche di un paese sia del tutto normale non autorizzare le decorazioni di una realtà che fosse stata esiliata dall'italia. Con questo gesto si cerca di evitare il perpetrarsi di consensi a quell'autorità, e sebbene discutibile, è indubbiamente un legittimo strumento da sempre utilizzato e consacrato dalla storia per affermare il rinnovamento di una realtà "governativa". Nell'ottica di queste argomentazioni certo non esaustive, ad oggi, ignorando le tristi vicende di cui tutti siamo a conoscenza, credo che si potrebbe tornare ad ammettere su autorizzazione le investiture "sabaude".

Per tutto il resto, cioè per gli Ordini fasulli in quanto tale, in accordo con voi sottolineo la mia più totale avversione alla tolleranza ed il patrocinio ecclesiastico officioso ed "informale" di realtà illegittime e mi auspico che si diffonda una cultura ed un "habitus" tra gli insgniti che combatta (consentitemi l'espressione) "a spada tratta" il pressapochismo nei confronti di una realtà così significativa dello spirito della nostra civiltà, quale quella cavalleresca.

Io anzi credo si debba procedere con fermezza, che sia come privati o tramite associazioni d'insigniti, alla denuncia di tali realtà e di tali carnascialeschi incontri, perché con essi si lede l'inestimabile valore della Cavalleria per la natura umana e soprattutto perché si permette di "far sentire tuttosommato tollerati ed autorizzati" coloro che in odio al cappotto preferiscono coprirsi di cappe e mantelli nonché di croci di nostro Signore delle più svariate foggie.

Sottolineamo poi come sia scandaloso benedire o investire un falso templare in una chiesa. Quando tutti dovremmo sapere, ancor più un prelato, che ipso facto si dovrebbe ancor oggi incorrere in scomunica per chi si fregia dei simboli templari e ne eredita il nome. Dunque oltre all'infrazione di una legge, anche il subdolo non curarsi delle somme autorità ecclesiastiche e del patrocinio spirituale che ad oggi è importantissimo se non primo garante della legittimità di un Ordine Cavalleresco. Senza contare la spiacevole esperienza delle persone raggirate che in buona fede, invece che crescere in cavalleria, vengono educate alla millanteria.

Sottoscrivo la mia più profonda stima (se possa avere poi qualche valore) per chi abbandonate queste realtà ha proseguito un percorso cavalleresco legittimo. Poiché come grandi sono i frutti apostolici per i convertiti, altrettanto alti sono i benefici che può apportare nella società chi comprende la sostanziale differenza tra immagine esteriore ed appartenenza "essenziale" (ontonoetica) all'Ordine della Cavalleria. Anche se molto spesso, chi cerca la patacca fasulla (non certo quando fraudolamente irretito), è chi è spinto dalla vanagloria ed in quanto tale, ce ne scampi il suo accesso ad un Ordine legittimo. Ma voglio romaticamente confidare che vi siano ancora dei requisiti e che i parroci che spesso devono emettere certificati ed attestazioni (per taluni ordini), lo facciano nella verità.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 28 settembre 2006, 20:17

Egregio Signore,
concordo su molti punti con quanto da Lei scritto, soprattutto riguardo ai valori degli ordini cavallereschi.
Vorrei però riassumere meglio il mio pensiero che rischia di essere frainteso.
1) Ritengo che la Repubblica Italiana debba autorizzare all'uso esclusivamente ordini nazionali, della Santa Sede (compreso l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di subcollazione pontificia) e di Stati esteri (come ordine di stato estero includo anche lo SMOM). Tutti gli altri ordini, cosiddetti non nazionali o dinastici, non dovrebbero essere autorizzati.
2) Dovrebbero essere obbligati a richiedere l'autorizzazione unicamente i dipendenti di enti pubblici e gli appartenenti alle Forze Armate, in quanto rappresentanti dello Stato.
3) I cittadini comuni dovrebbero essere liberi di decorarsi il petto con 100 medaglie, per dei semplici motivi.
a) Come già sottolineato, anche da Lei, anche obbligando i cittadini a richiedere l'autorizzazione, gli ordini fasulli non si fermerebbero ed il cittadino medio non sa di dover richiedere autorizzazioni.
b) Il motivo per cui il cittadino medio è spinto ad entrare a far parte di un ordine fasullo è la semplice vanagloria e la scalata sociale (se avesse veri sentimenti cristiani e cavallereschi si documenterebbe meglio e si avvicinerebbe a veri ordini). Per questo motivo, appena il "falso" cavaliere cerca di avvicinarsi a "veri" cavalieri, viene automaticamente escluso e comprende da solo di essere stato truffato (come ha Lei stesso fatto presente nell'aneddoto relativo allo SMOM). Mi è capitato motlo di rado di vedere appartenenti a falsi ordini cavallereschi essere invitati a cerimonie frequentate o organizzate da veri ordini cavallereschi. Inoltre, nonostante l'obbligatorietà dell'autorizzazione da parte del MAE, mi è capitato di vedere "falsi" cavalieri, ma difficilmente durante una manifestazione ufficiale, qualunque pubblico ufficiale avrebbe il coraggio di bloccare una persona solo perchè indossa una rosetta di un ordine che non è riconosciuto dal MAE, oltre a essere anche difficile da individuare e fermare.
c) Per non obbligare lo Stato a dover giudicare dispute dinastiche e a prendere posizione nei confronti di Case Reali ed assumere quindi difficili posizioni. In questo modo il cittadino sarebbe libero di far parte di un ordine storico come l'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro o l'Ordine Costantiniano di San Giorgio, senza dover porre lo stato di fronte a problemi di cui non ha competenze.

Ad ogni modo, queste sono ipotesi. Fino a quando permane la legge 178, va rispettata.
Cordialmente
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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 29 settembre 2006, 12:12

Ho letto con molto interesse gli interventi del Dr. Novello, del Signor Cravarezza e del forumista Antesterione sulla questione dibattuta in questo topic.
Concordo con molte delle osservazioni formulate, ma, visto che la materia mi coinvolge non solo per un interesse di tipo “sociale” ma anche per ragioni professionali, consentitemi di esprimere a mia volta alcune osservazioni personali.

Il regime autorizzativo introdotto dalla legge 178/51, a mio parere, aveva – ed ha ancora – due scopi principali:
1) tutelare le istituzioni premiali italiane, ed in particolare l’O.M.R.I., che la stessa legge aveva appena istituito e che iniziava allora il suo difficile precorso per l’acquisizione del giusto prestigio nazionale e per la conquista del necessario favore popolare.
2) porre un limite all’indiscriminato proliferare di istituzioni e associazioni pseudo-cavalleresche che fin dalla proclamazione della Repubblica avevano iniziato ad operare nel nostro Paese;

Premesso che l’uso illegittimo o più semplicemente “scorretto” delle decorazioni è un comportamento che viene controllato e punito in quasi ogni Paese del mondo, va rilevato che in Italia, per una serie di ragioni storiche, politiche e istituzionali che caratterizzano il nostro Paese, la questione risulta forse più complicata che in altre realtà nazionali.
In Italia infatti, non solo si è verificato un radicale cambiamento istituzionale nel passaggio da un regime monarchico ad uno repubblicano, che ha determinato la necessità di una generale riorganizzazione del sistema premiale nazionale e del suo uso (vicende analoghe hanno comunque interessato, sia pure con modalità ed effetti diversi tra loro, anche altri Paesi come la Germania, l’Austria, la Grecia o il Portogallo).
Ma nel nostro Paese, forse più che in altri, a causa del perpetuarsi nel corso dei secoli dell’attività e del prestigio di svariate istituzioni cavalleresche storiche tradizionali (Malta, S. Sepolcro, Costantiniano), ha continuato a permanere in un’ampia fascia dei cosiddetti “ceti medio-alti” un certo interesse ed un certo rispetto per la connotazione storico-cavalleresca.
Nel nostro Paese insomma, alla spasmodica conquista dei moderni “bisogni materiali” che caratterizzano ormai la nostra vita sociale a partire dall’ultimo dopoguerra (sicurezza economica, posizione sociale, acquisizione dei necessari beni mobili ed immobili), continua ad affiancarsi nella suggestione collettiva anche il desiderio di appartenenza ad una “categoria sociale esclusiva”. Un bisogno che può concrettizzarsi solo attraverso l’acquisizione di un titolo, sia esso nobiliare o cavalleresco, che possa aprire alle proprie ambizioni e aspirazioni le porte di questi aristocratici circoli esclusivi.
Il problema, come rilevato da altri forumisti, è che questa attività di “scalata al titolo”, non è sempre accompagnata da una sufficiente preparazione e consapevolezza (a parte naturalmente coloro che lo fanno intenzionalmente).
La logica conseguenza è che molti, nell’illusione di conquistare l’agognato titolo, accettano investiture da parte di millantatori e fanta-principici (che sfruttano proprio l’impreparazione e l’ignoranza dei cittadini), per ritrovarsi poi con in mano solo un “pugno di mosche”.

La questione dell’appoggio assicurato, inconsapevolmente o meno, da molti prelati a queste associazioni pseudo-cavalleresche, tramite la concessione di strutture ecclesiastiche per l’officio delle loro “cerimonie”, è stato già dibattuto in questo stesso forum. Esso, ovviamente, riguarda l’amministrazione interna della Santa Sede che dovrebbe istruire meglio i propri sacerdoti, per evitare che la “cornice” offerta dalla Chiesa a queste organizzazioni, finisca per aumentarne la credibilità.

Anche l’inefficacia degli strumenti legislativi italiani in questa materia è stata più volte rilevata e dibattuta. Ma forse, anche in questo caso, quello che gioca un ruolo determinante è ancora una volta l’ignoranza e l’impreparazione.
Sono infatti convinto, e lo dico per esperienza professionale, che coloro che sono a conoscenza delle normative in vigore in questo particolare settore sono soltanto la punta di un iceberg.
Per darvi un’idea, il nostro Ufficio al MAE ha emesso nel corso del 2005 soltanto 170 autorizzazioni a fregiarsi in favore di cittadini italiani che hanno presentato istanza per onorificenze di Stati esteri (97) o di ordini cavallereschi non nazionali (73).
Non sono in grado di quantificare esattamente quante siano state nel corso dello stesso anno le istanze che l’Ufficio ha invece respinto al mittente, essendo riferite ad onorificenze non autorizzabili. Ma posso assicurarvi che queste ultime sono state non più di una cinquantina.
In un Paese come l’Italia, con oltre cinquanta milioni di abitanti ed una forte proiezione internazionale in tutti i campi di attività, credo che i cittadini che siano interessati annualmente dal conferimento di un’onorificenza (sia essa straniera che non nazionale, o magari fasulla) siano molti di più. Semplicemente però, molti di questi non sanno che esiste una legge che prevede la necessità di ottenere un’autorizzazione per il loro uso, oppure lo sanno ma se ne infischiano (o perché non hanno alcun interesse per la decorazione ricevuta, che getteranno in un cassetto per non utilizzare mai, o perché, consapevolmente, decidono di infrangere le leggi in vigore per la realizzazione dei propri fini).

Anche sul problema dei rappresentanti delle nostre forze dell’ordine, molti dei quali accettano investiture di ordini “fasulli” invece di perseguirne le illecite attività, si è già parlato in altri topics. E anche in questo caso credo che l’impreparazione o l'inconsapevolezza degli interessati giochi un ruolo determinante.

La validità e l’attualità del regime autorizzativo in vigore nel nostro Paese è certamente un argomento suscettibile di diverse interpretazioni, ed essendo personalmente preposto alla sua applicazione, non posso che sostenere che finché questa disposizione resterà in vigore tutte le Amministrazioni interessate dovranno attivarsi per farla rispettare (Ministeri, Questure, Tribunali).
A livello personale però, non credo che la sua soppressione risolverebbe il problema. Liberalizzare il settore significherebbe dare mano libera, ancora di più di quanto non avviene oggi, alle illecite attività dei millantatori.
Neanche la limitazione di questo regime ai soli impiegati pubblici e ai militari mi sembra equilibrata. Non vedo perché il normale cittadino possa impunemente “rubare una mela” o far scadere l’assicurazione della propria auto, mentre un militare o un dipendente pubblico non possa farlo, solo perché egli rappresenta lo Stato.
La legge, secondo me, dovrebbe sempre essere uguale per tutti.

Cordialmente,

Mario Volpe
Ultima modifica di Mario Volpe il mercoledì 11 ottobre 2006, 13:59, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 29 settembre 2006, 15:06

Ci tengo a precisare che le mie proposte erano solamente delle ipotesi di modifica della legge 178. Il fatto di aver puntato sull'obbligatorietà dell'autorizzazione solamente per i dipendenti pubblici e gli appartenenti alle Forze Armate, a mio avviso, non è dovuto a discriminazione, ci mancherebbe. Solamente ritengo che i dipendenti pubblici rappresentino lo stato e pertanto debbano anche rispettare un certo protocollo diplomatico che preveda di non ricevere decorazioni di ordini che, ad esempio, non siano graditi allo stato per vari motivi (problemi diplomatici con quel particolare stato estero o problemi sociali con quella particolare dinastia reale et cetera). Mentre ritengo che il cittadino comune dovrebbe essere lasciato libero di gestirsi a riguardo.

Ad ogni modo, a parte queste ipotesi, penso che il problema principale siano i cosiddetti ordini dinastici. Penso che non ci siano discussioni riguardo ad ordini di stati esteri e il MAE non abbia problemi ad autorizzare ordini di Gran Bretagna, Spagna et cetera. La vera questione verte sugli ordini dinastici o "non nazionali". Nel momento in cui si ammettono, lo stato diventa in qualche modo certificatore di tali ordini, della loro storia e del loro magistero. Ma è sempre più difficile con il passare degli anni e con eventuali problemi genealogici e araldici.
A questo punto, quindi, si rischiano due ipotesi.
1) Se lo stato deve autorizzare anche gli ordini dinastici (come succede attualmente) c'è il rischio che non riesca a essere effettivamente super partes e quindi grandi ordini dinastici, magari senza un adeguato protettore politico, rischiano di essere illegali in Italia (facile l'esempio dell'Ordine della Santissima Annunziata o dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro o dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, ramo spagnolo, fino a poco tempo fa).
2) Se lo stato decidesse di autorizzare unicamente ordini nazionali (italiani ed esteri), si rischierebbe che grandi ordini dinastici vengano resi logicamente illegali in Italia, rendendo un cattivo ufficio alla storia e tradizione di tali organizzazioni.

Ecco quindi che la proposta di non obbligare il cittadino comune a richiedere l'autorizzazione per fregiarsi delle decorazioni di un ordine cavalleresco risolve il problema. Lo stato non dovrebbe più farsi certificatore degli ordini dinastici che non sarebbero più autorizzabili, ma allo stesso tempo il cittadino comune avrebbe la possibilità di fregiarsi delle insegne di tali ordini.
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Messaggioda Francesco Lupo » venerdì 29 settembre 2006, 15:52

Signor Cravarezza,

La Sua soluzione è indubbiamente all'insegna del pragmatismo,anche io sarei daccordo con Lei qualora vivessimo in un Paese composto da 60 milioni di gentiluomini...ma così non è.
Già oggi esiste una cospicua schiera di persone che ha fatto della Cavalleria una sorta di Babele di onorificenze,mantelli ed orpelli vari,nella quale anche chi ha l'occhio più esperto ha difficoltà a districarsi, figuriamoci se i cittadini potranno mettersi addosso quanto più gli aggrada per soddisfare la voglia di un qualsivoglia anelito di "salto di qualità".
Come ben sa ho l'onore di essere Ufficiale in congedo del Corpo Militare della CRI,che servo con annuali richiami in servizio attivo (l'ultimo espletato da giugno ad agosto scorsi ad An Nasiriya),capita spesso di essere autorizzati ad indossare l'uniforme per le ricorrenze ove è richiesto un picchetto di rappresentanza, ebbene Le posso assicurare che sull'uniforme non ci permettiamo di mettere nulla che non sia debitamente autorizzato.Purtroppo a causa di qualcuno che aveva confuso l'uniforme per un giardino sul quale piantare qualsiasi cosa,il nostro Comando ha provveduto ad effettuare un giro di vite tale che anche gli Ufficiali Galantuomini adesso si ritrovano impastoiati in richieste varie da inoltrare,quando prima bastava presentare la copia autentica del titolo e questo veniva riportato sullo Stato di Servizio,come tra l'altro si evince dal Regolamento sull'uso e disciplina dell'uniforme.
Ahimè specialmente tra i militari c'è chi è afflitto dalla "sindrome da petto vuoto", per cui ben vengano come ho già detto, norme ancora più restrittive.
Francesco Lupo
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 29 settembre 2006, 16:16

Egregio,
Lei ha pienamente ragione: in Italia non ci sono 60 milioni di gentiluomini. Però, da come si evince dall'intervento del dottor Volpe, nonostante l'obbligatorietà dell'autorizzazione, al MAE tali richieste sono davvero minime. Quindi, già adesso con l'attuale legislazione in materia di ordini, la maggior parte dei "cavalieri" non ha richiesto la debita autorizzazione ed indossa tranquillamente decorazioni che, per legge, non potrebbe portare. Logico, questa illegalità sarebbe presto sopraffatta con un giro di vite, come ha precisato Lei stesso, e con sanzioni puntuali e precise da parte degli organi preposti. C'è però anche da ricordare la difficoltà nell'intervenire per le stesso forze dell'ordine. Si immagini il blocco di intere manifestazioni, magari in chiesa, o il femro di personaggi, anche conosciuti, durante una manifestazione pubblica. Insomma, non è cosa facile.
Sicuramente è più facile intervenire sugli appartenenti delle Forze Armate che hanno regolamenti più ferrei e possibilità maggiori per subire controlli anche al di fuori delle cerimonie.
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Messaggioda Cavaliere77 » martedì 3 ottobre 2006, 21:27

Sig.ra Rocca secondo me doveva far presente la cosa alle autorità che vigilavano sull'evento, sarebbe stata la cosa più giusta.
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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Messaggioda SirioDeRazza » martedì 5 dicembre 2006, 4:44

Marcello G. Novello ha scritto:Credo che, a parte qualche caso di consapevole colpevolezza come l'attraversamento con il rosso, tanta gente infranga regole delle quali non conosce neanche l'esistenza.

Perchè quando il mio macellaio (amabile e cortese) è stato insignito cavaliere di non so più quale ordine pseudogerosolimitano, suppongo abbia pensato esclusivamente alla soddisfazione che provava, all'innalzamento sociale che supponeva d'aver ottenuto, allo schiaffo morale impartito al suo collega che quel titolo non l'aveva e cose del genere.

Giammai avrà pensato che l'accedere ad un ordine con tanto di orpelli, mantelli, decorazioni, spade e investiture in Chiesa con la presenza di autentico Vescovo di Santa Romana Chiesa benedicente, fosse invece una buggeratura e, per giunta, in violazione attiva (anche da parte sua) di legge. Se informato avrebbe pensato: "Ma come, ma se all'investitura c'erano persino dei militari in divisa...."

E allora concordo con chi dice che sono leggi da rivedere, non solo nell'aggiornamento delle sanzioni, ma anche nelle modalità di vigilanza ed applicazione. Se lo Stato riconosce la materia nebulosa, deve allora rivolgersi ad Organismi competenti in grado di fare chiarezza, chi ci ospita per esempio, e chiudere la buca invece di punire chi ci casca dentro.

Comunque, incuriosito dalla segnalazione del "militare mantellato" in quel di Pescocostanzo, ho cercato qualcosa in rete ed ho trovato un breve reportage fotografico di una cerimonia, immagino simile, tenuta alcuni anni or sono. Il link è

http://www.sacrarionazionalemauriziano. ... ative.html

C'è notizia di illustrissime adesioni, ci sono foto di altrettanto illustri e qualificati ospiti e ci sono tanti mantelli che io, neofita della materia, non so distinguere ma altri, più addentro di me, certamente saranno in grado di farlo.

Cordiali Saluti


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Questo mantello è delle

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Messaggioda Mic » martedì 5 dicembre 2006, 10:41

per la verità vedo solo SMOCSG e un altro azzurro che è di un Ordine di casa Savoia.poi vedo la protezione civile e un bel sindaco...
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Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 5 dicembre 2006, 10:45

Di mantelli se ne vedono almeno tre diversi tipi, l'unico ben visibile e' quello del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, inoltre si intravedono un mantello dell'Ordine al Merito Civile di Savoia (azzurro chiaro) ed alcuni Mantelli quasi sicuramente delle Guardie d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon (blu scuro, ma non si vedono gli stemmi quindi e' solo ipotizzabile).
Cordiali saluti,

Il Cronista di Livonia
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Messaggioda hermann73 » martedì 5 dicembre 2006, 13:08

RITORDANDO ALL'OGGETTO DELLA DISCUSSIONE, CREDO CHE PRIMA DI CRITICARLA INIZIAMO AD APPLICARE LA LEGGE...

INVITO L'AMMINISTRATORE DEL FORUM AD APPLICARE LA LEGGE GIA' IN QUESTO FORUM, OVE SI VEDONO CHIARANENTE UTENTI (EVIDENTEMENTE IN BUONA FEDE) INDOSSARE MANTELLI (DISTINZIONI) DI ORDINI NON RICONOSCIUTI...

TUTTI POSSONO PARTECIPARE AL FORUM SENZA PERO' RICHIAMARE ORDINI ILLEGALI (DA ULTIMO O.S.M.T.H.).
SIA INVITATO PERTANTO QUALSIASI UTENTE A RIMUOVERE DAI PROPRI DATI PERSONALI RICHIAMI A QUALIFICHE SVOLTE IN SENO AD ASSOCIAZIONI PSEUDOCAVALLERESCHE (O CARNEVALESCHE) E FOTO CON DISTINZIONI (MANTELLI) DI ORDINI NON RICONOSCIUTI, RICORDANDO CHE INDOSSARE DISTINZIONI CAVALLERESCHE E NON ESSERE AUTORIZZATI E' REATO!!

LEX, DURA LEX, SED LEX
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Messaggioda hermann73 » martedì 5 dicembre 2006, 14:07

ringrazio per la rapida e giusta decisione, è un chiarissimo esempio della qualità del forum cui sono onorato di appartenere!!
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Messaggioda SirioDeRazza » martedì 5 dicembre 2006, 15:07

Prendo visione di questo post , ma non capisco tanto odio.....
le regole del forum sono le regole e non pensavo di dar tanto fastidio ...
le seguirò tranquillamente e senza timore
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Messaggioda hermann73 » martedì 5 dicembre 2006, 15:19

Egregio SirioDeRazza,

nel rinnovarLe il benvenuto, intendo sottolineare che in questo forum nessuno ha avuto sentimenti di odio verso di Lei; inoltre non da alcun fastidio. Ripeto è il benvenuto; è il benvenuto in un forum ove tutti hanno il diritto di discutere serenamente di materie che tanto ci interessano, nell'ovvio rispetto della Legge Italiana e dei principi dell'ICOC.

cordialità
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