Voi che ne pensate?
Chi sono questi De Rampinis?
Ma sopratutto da dove i Corvo?
Scansionerò gli stemmi tedeschi.
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini



Alla fine del 1500 il barone Vincenzo Corvi di Sulmona acquistò per 10.000 ducati il feudo di Roccascalegna (Chieti), paese così chiamato, secondo la leggenda, perchè gli abitanti accedevano alle loro abitazioni attraverso scale di legno (scale e pase sarebbero state distrutte da formiche giganti).
Nella prima metà del 1600 a Vincenzo successe Annibale, soprannominato “Corvo” per l’abitudine di imporre agli abitanti di Roccascalegna, ogni volta che passavano sotto le mura del castello l’adorazione di un corvo, nero come la notte e dagli occhi fiammeggianti.
Questa non fu l’unica sopraffazione che Annibale, detto "Corvo de Corvis", impose ai suoi poveri vassalli.
Nel 1646, per esempio, applicò lo "ius primae noctis"; se inizialmente si trattò solo di un balzello, successivamente la legge fu applicata alla lettera e la sventurata sposa che non si presentasse vergine al barone, veniva gettata nelle segrete dove spade accuminate ne avrebbero dilaniato il corpo.
Nostante i baroni nominassero il clero, che di solito finiva così con l’avallare qualsiasi angheria da loro commessa, un parroco osò scomunicare il barone. Per non incorrere nella sua ira egli tentò poi la fuga, ma gli sgherri del nobile lo raggiunsero e trucidarono.
Miglior sorte non toccò ad un altro prete che osò ribellarsi: il barone lo fece uccidere sulla quarta colonna della navata destra della Chiesa di San Pietro.
Stanchi dei soprusi, gli abitanti di Roccascalegna decisero di uccidere il barone Corvo e così un uomo, travestito da donna o una donna stessa, lo accoltellò con un colpo secco al cuore.
Il barone quarantacinquenne si pose la mano sulla ferita e maledisse il suo assassino e prima di morire lasciò l'impronta della propria mano insanguinata sul muro vicino al talamo. Il corvo sarebbe perito come il suo padrone sotto la furia omicida dell'assassino.
Si sussurra che quando imperversa una tempesta di neve lo spettro del barone passeggi sopra le mura delle torretta ridendo e maledicendo la sua sorte. Strani lamenti si udirebbero provenire dalle segrete e talvolta, all’imbrunire, la nera sagoma di un uccello, forse un corvo, volerebbe intorno al palazzo e alla Chiesa di San Pietro.



San Marco ha scritto:veramente mi risulta che, in araldica, il corvo simboleggia l'ingegno acuto e la saggia prudenza.
si arriva in cielo
San Marco ha scritto:Naturalmente Lei ha ragione,
Naturalmente il vecchio frate non vuole avere nè ragione nè torto, ma desidera soltanto esprimere un parere dettato dall'esperienza.
come in tutte le cose il tutto è contrario del tutto, ma credo che una certa codificazione sia necessaria.
I simboli nascono prima della coscienza scritta dell'uomo, e quindi prima di qualsiasi codificazione in cui li si cerchi di costringere.
Lorenzo Caratti di Valfrei nel suo Dizionario di Araldica dice che il corvo simboleggia quello che ho riportato, e nel Dizionario dei Simboli di Jean Chevalier e Alan Gheerbrant, a sostegno di tale dicitura, è riportato un passo della Genesi (8, 6-7) da cui si evince che esso è simbolo di perspicacia.
In epoca barocca, ad ogni elemento dell'araldica venne appioppato almeno uno pseudosignificato che non stava nè in cielo, nè in terra.
Ecco perchè, oggi, a livello araldica è bene andarci cauti prima di affidarsi ad affermazioni apodittiche.
Comunque non desidero iniziare una inutile contrapposizione.
si arriva in cielo
San Marco ha scritto:...(omissis)...il simbolo per la cultura medievale è un punto di riferimento fondamentale
E non solo.
Lo è per tutte le culture.
Compresa la nostra.
...(omissis)...per conto mio, quando si " creava " una nuova arma era tenuto in considerazione tutto questo nuovo mondo che era l' effetto proveniente da suggestioni religiose, allegorico-filosofiche e pseudo scientifiche.
Direi meglio: ogni nuovo "prodotto" nasceva all'interno di questa meravigliosa incubatrice di simboli.
Ecco perchè il corvo ha quel significato, naturalmente in riferimento a quel momento storico.
Suggerirei di fare attenzione alle generalizzazioni, e di contestualizzare i riferimenti.
Stemmi nati in uno stesso momento possono ben essere dotati delle stesse figure, ma possono averle adottate per motivazioni opposte.
Non desidero nulla dimostrare per forza, ma far capire che immaginare non significa dimostrare...(omissis)...
Immaginare è una strada scivolosa, che puòcondurre alla meta... o far
uscire di strada!
si arriva in cielo
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