da Elassar » mercoledì 30 dicembre 2009, 18:04
Aggiungo che un ramo dei Porto vicentini si trasferirono in Sicilia agli inizi del XV secolo.
Nel Repertorio della feudalità siciliana (1282-1390), a cura di A. Marrone viene infatti riportato che alla morte di Gentile Maniscalco, titolare dei censuali di Messina nel ruolo feudale del 1408 (Muscia, 1692, 102), per decisione della M.R.C. i censuali predetti furono assegnati a Mazullo Porto che se ne investì il 10.5.1420 (Barberi, II, 218).
Famiglia molto antica e nobile di Vicenza, al dir Mugnos, indi passata in Milano; resa celebre per una bravura d'Ippolito del Porto capitano dell'Imperatore Carlo V; il quale guidando una compagnia di lancieri nella guerra contro Federico duca di Sassonia, nel combattimentolo prese valorosamente per la banda, e lo condusse prigioniero dal detto imperatore, da cui un premio di 400 scudi annui si ebbe, il titolo di conte, e l'uso d'inquartare l'arme di Sassonia.
Intanto da Vicenza come nota Inveges appoggiato al Baronio, un ramo di tal famiglia passò in Sicilia per un progenitore di detto Ippolito chiamato Niccolò del Porto, che si stabilì in Messina, ove si distinsero: un Leonardo capitangenerale delle galere sotto il vicerè De Vega, e si sà che acquistò i feudi di Burraiti, Granatelli e Ragalmuti; un Salvatore barone del Summatino 1456; un Andrea capitano 1514; un Gascone investito 1518, capitano 1538, provveditore dei regi castelli 1551, capitan di cavalleria 1552, cavaliere di S. Giacomo della Spada ecc.; un Gaspare, che acquistò il il titolo di conte del Summatino, ed un Francesco cavaliere gerosolimitano 1626, come dal Minutolo.
Arma giusta Mugnos: partito; nel 1° d'azzurro, con due fasce ondate d'argento, accompagnate nella punta da due bade d'oro, abbassate sotto d'una riga dello stesso; col capo di oro caricato da un'aquila bicipite di nero spiegata e coronata all'imperiale; nel 2° fasciato d'oro, e di nero di otto pezzi, con parte di corona di verde posta in banda (per Sassonia). - Corona di conte.
Fonte: Palizzolo Gravina.
Si vuole originaria di Vicenza, godette nobiltà in Messina dal sec. XIV al secolo XVI, in Palermo, ecc. . Possedette i feudi Bigini e li Cometi, Sommatino, Tripi, Bambina, Casalotto e Sant’Andrea, i censi di Messina, ecc.
Un Nicolò fu senatore di Messina nel 1346 e tale carica tennero, in detta città, un Marzullo nell’anno 1412-13; un Salvatore negli anni 1436-37, 1446-47, 1451-52; un Signorino negli anni 1448-49, 1463-64, 1468-69; un Nicolò nel 1473-74.
Un Giorlando, barone del Sommatino, con privilegio dato a 28 aprile esecutoriato a 2 ottobre 1507, ottenne il titolo di nobile e regio cavaliere; un Andrea, barone del Sommatino, fu capitano di giustizia in Palermo nel 1514-15; un Salvatore fu senatore in detta città nel 1533-34; un Gastone, barone del Sommatino, cavaliere dell’ordine di San Giacomo della Spada, provveditore generale delle fortezze del regno, fu capitano di giustizia in Palermo negli anni 1538-39, 1542-43-44, 1550-51, 1559-60; un Leonardo fu senatore in detta città nel 1583-84; un Marco Antonio del fu Nicolò Antonio è ascritto alla mastra nobile del Mollica (lista I, anno 1587); un Gaspare, con privilegio dato a 12 ottobre 1625 esecutoriato a 10 marzo 1626, ottenne il titolo di conte del Sommatino.
Arma: partito: nel 1° d’azzurro, a due fasce ondate d’argento, accompagnate nella punta da due bande d’oro, abbassate sotto d’una riga dello stesso; col capo d’oro caricato da un’aquila bicipite di nero spiegata e coronata all’imperiale; nel 2° fasciato d’oro e di nero di otto pezzi, al crancellino di verde, attraversante.
Fonte: Mango.
Porto o Del Porto di Messina. - Originaria di Vicenza, fu portata in Messina da Nicolò del Porto nel XIV secolo. - Leonardo Porto, capitano generale delle galere sotto il vicerè De Vega, acquistò i feudi di Burraiti, Granatelli e Regalmuti; Salvatore barone di Summatino nel 1456, Gascone capitano e provveditore dei regi castelli nel 1551, capitano di cavalleria nel 1552; Gaspare ebbe il titolo di conte di Summatino; e Francesco cavaliere di Malta nel 1626. - Arma: Partito; nel primo, d'azzurro a due face ondate d'argento, accompagnate in punta da due bande d'oro, abbassate sotto una riga dello stesso; col capo d'oro, caricato dell'aquila bicipite di nero, coronata del campo in ambedu le teste; nel secondo, fasciato d'oro e di nero d'ooto pezzi, alla corona ducale di verde, posta in banda.
Fonte: Crollalanza.
Riporto anche alcune informazioni sui Porto vicentini.
Porto di Vicenza. - Fu aggregata da remotissimo tempo al Consiglio nobile di Vicenza. - L'Imperatore Carlo V emanò da Bologna il 14 Dicembre 1532 un diploma in cui eresse in contea il castello di Vivaro e Valvegna situato nel territorio vicentino coll'estensione e collazione del titolo di Conti di Vivaro e del rango di Cavalieri aurati a tutti i rami della famiglia Porto e alla loro discendenza maschile; titolo che fu sempre conservato anche sotto la Repubblica Veneta. Con sovrane risoluzioni 25 Agosto 1820 e 15 Luglio 1821 fu confermata a questa famiglia l'avita nobiltà e il titolo comitale. - Arma: spaccato, alla fascia d'argento, attraversante sulla partizione, ed accompagnata in capo da un'aquila bicipite di nero, rostrata e membrata di rosso, ciascuna testa coronata d'oro.
Fonte: Crollalanza.
Arma: Troncato: nel 1° d'oro all'aquila di nero armata di rosso; nel 2° d'azzurro pieno, colla fascia ondata d'argento sulla troncatura. Cimiero: l'aquila bicipite di nero nascente. Dimora: Vicenza. È questa una delle potentissime famiglieche dominarono il Comitato vicentino come Vicecomites del Vescovo. Possedette i castelli di Vivaro e di Valvegna da antichissimo tempo. Si ha memoria del nome e della cospicua posizione della famiglia dal XI secolo e già si sa che nella ripartizione del Comitato al principio del secolo X i Porto erano fra i vassalli più influenti e cosniderati del Vescovo. Già sotto l'imperatore Enrico V, per i molti servigi resi all'Impero, i Porto avevano avuto il privilegio di portare l'aquila imperiale, e Carlo V, confermando il precedente favore imperiale, concesse a questa Casa il titolo di conte palatino e cavaliere aurato, innalzando altresì a contea, con diploma 14 dicembre 1532, la giurisdizione di Vivaro e Valvegna che, come fu detto, tenevano in qualità di Vicecomites. Tali titoli furono confermati dal Senato Veneto il 26 settembre 1729 e il 17 marzo 1730.
La famiglia è da considerarsi fra le più antiche del Consiglio vicentino, oltre che essere stata iscritta al nobile Collegio dei giudici. Titoli e nobiltà furono confermati colle S.R.A.25 agosto 1820 e 15 luglio 1821.
La famiglia è iscritta nell'El. Uff. Ital. coi titoli di nobile (mf.), conte palatino (m.), conte di Vivaro e Valvegna (m.), in persona di Leonardo, di Giuseppe, di Giulio.
Figli: Lucrezia e Francesco.
Fratelli: Giulio e Francesca in Selvatico Estense.
Figlio di Giulio: Gabriele.
Porto Barbaran. Arma: Troncato: nel 1° d'oro all'aquila di nero armata di rosso; nel 2° d'azzurro pieno, colla fascia ondata d'argento sulla troncatura. Dimora: Vicenza. Ramo della precedente famiglia, che aggiunse per conseguita eredità il cognome della illustre famiglia vicentina Barbaran.
La famiglia è iscritta nell'El. Uff. Ital. coi titoli di nobile (mf.), conte palatino (m.), conte di Vivaro e Valvegna (m.), ed è rappresentata da Alessandro, di Antonio, di Luigi (n. 12 giugno 1876), cavaliere di giustizia del S.M.O. di Malta e rappresentante del Gran Priorato di Lombadia e Venezia nel Consiglio dell'Ordine.
Fratelli: Claudia (n. 19 settembre 1877), in Conte Giovanni da Schio.
Luigi, cavaliere d'onore e devozione del S.M.O. di Malta (n. 12 gennaio 1881), sp. con Carolina Schroder, da cui: Ippolito, Massimiliana, Loredana e Manfredo.
Fonte: Spreti.
Occorre inoltre ricordare la figura di fra' Alessandro da Porto, Gran Priore del Gran Piorato di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta tra il 1937 e il 1958.
Per ultimo, ricordo che i Porto di Vicenza risultano essere stati tra i principali comittenti del Palladio, insieme ai Trissino, i Thiene, i Chiericati, gli Angaran e i Barbaro.
Elassar
Non nobis, Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam