Bene
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Federico B. G. ha scritto:...(omissis).....spero di non essere stato prolisso... ma quando si parla del Friuli.....potrei iniziare a parlare e non finire più!
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...e poi se ne parla così poco....
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Cordialmente
Caro"professorino",
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hai dimenticato di dire dei legami fra questo stemma Savorgnan e quello di Udine...![]()
Benevale
Federico B. G. ha scritto:...(omissis)...lo stemma della città ha come cimiero un cavallo nascente d'argento posto in maestà ( sul fatto di essere posto in maestà vado a memoria, quindi non ne sono certissimo...).
No, è inalberato e nascente.![]()
...(omissis)...Detalmo Pirzio Biroli: non mi soviene il collegamento con il mondo della filatelia...a meno che non ti riferisca al fatto che sono stati fatti dei francobolli per commemorare il centenario della more di Pietro Savorgnan di Brazzà....e magari Detalmo aveva presenziato a qualche manifestazione....
Mi pare che Detalmo sia stato l'inventore delle affrancatrici automatiche.
Un saluto "amichevole" al caro Frà Eusanio!
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Federico B. G. ha scritto:...(omissis)...lo stemma della città ha come cimiero un cavallo nascente d'argento posto in maestà ( sul fatto di essere posto in maestà vado a memoria, quindi non ne sono certissimo...).
No, è inalberato e nascente.![]()
...(omissis)...Detalmo Pirzio Biroli: non mi soviene il collegamento con il mondo della filatelia...a meno che non ti riferisca al fatto che sono stati fatti dei francobolli per commemorare il centenario della more di Pietro Savorgnan di Brazzà....e magari Detalmo aveva presenziato a qualche manifestazione....
Mi pare che Detalmo sia stato l'inventore delle affrancatrici automatiche.
Un saluto "amichevole" al caro Frà Eusanio!
Fra "professorini"ci si capisce!
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Benevale
Federico B. G. ha scritto:...son qui appunto per migliorare...!!
Siamoqui...
.....caspita però...non sapevo questa cosa delle affrancatrici automatiche!![]()
un saluto!
Dopo cent’anni la verità
La macchina affrancatrice? È italiana!
Si deve al conte friulano Detalmo Savorgnàn di Brazzà (fratello di Pietro, esploratore in Africa centrale) la prima macchina realmente impiegata al posto dei francobolli. Le prove rinvenute solo nel 1998, ma ora Nino Barberis, dopo ulteriori ricerche, ha ricostruito l’intera vicenda
Milano (29 settembre 2003) – Colpo di scena nella storia della meccanofilia: il primo ideatore sarebbe italiano, il conte Detalmo Savorgnàn di Brazzà. E solo oggi, dopo oltre un secolo da quei fatti, si scopre la verità. “Finora- ammette il presidente dell’Aicam, Paolo Padova- si riteneva che l'inventore della macchina affrancatrice fosse stato un norvegese, Karl Uchermann, il quale progettò i primi modelli, costruiti e commercializzati dalla Krag nel 1903. A dirla tutta, c’erano tracce di un brevetto statunitense in epoca precedente e di altre iniziative, ma non si era mai vista una impronta effettivamente usata per posta”. Fu solo alla esposizione filatelica “Pacific ‘98” che venne scoperta una raccomandata affrancata utilizzando un sistema particolare, fino a quel momento sconosciuto. I documenti successivamente ritrovati (giornali dell’epoca, gli originali del brevetto, una fotografia del costruttore accanto alla sua macchina) hanno dato un nome ed un cognome all’inventore, che risponde appunto a quello del nobile italiano. A firmare la ricerca è il redattore di “Aicam news”, Nino Barberis, aiutato dal presidente del Circolo filatelico sandanielese, Gastone Jervasutti. Insieme hanno ricostruito la storia di Detalmo Savorgnàn di Brazzà.
Vissuto tra il suo Friuli e gli Stati Uniti, aveva un fratello ben più famoso, quel Pietro Savorgnàn di Brazzà che, su incarico del governo francese, esplorò prima il Gabon, poi la regione tra l’Ogooué ed il Congo, consolidando il dominio coloniale di Parigi. Fondò Brazzaville, che prese il suo nome e fa diretto riferimento al paesino friulano dal quale è originaria la famiglia. Per tutto questo è rappresentato in diversi francobolli, ad esempio quelli di Gabon degli anni Trenta.
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Federico B. G. ha scritto:...son qui appunto per migliorare...!!
Siamoqui...
.....caspita però...non sapevo questa cosa delle affrancatrici automatiche!![]()
un saluto!
Leggi qui (tratto da http://www.ilpostalista.it/aicam1.htm ):
Dopo cent’anni la verità
La macchina affrancatrice? È italiana!
Si deve al conte friulano Detalmo Savorgnàn di Brazzà (fratello di Pietro, esploratore in Africa centrale) la prima macchina realmente impiegata al posto dei francobolli. Le prove rinvenute solo nel 1998, ma ora Nino Barberis, dopo ulteriori ricerche, ha ricostruito l’intera vicenda
Milano (29 settembre 2003) – Colpo di scena nella storia della meccanofilia: il primo ideatore sarebbe italiano, il conte Detalmo Savorgnàn di Brazzà. E solo oggi, dopo oltre un secolo da quei fatti, si scopre la verità. “Finora- ammette il presidente dell’Aicam, Paolo Padova- si riteneva che l'inventore della macchina affrancatrice fosse stato un norvegese, Karl Uchermann, il quale progettò i primi modelli, costruiti e commercializzati dalla Krag nel 1903. A dirla tutta, c’erano tracce di un brevetto statunitense in epoca precedente e di altre iniziative, ma non si era mai vista una impronta effettivamente usata per posta”. Fu solo alla esposizione filatelica “Pacific ‘98” che venne scoperta una raccomandata affrancata utilizzando un sistema particolare, fino a quel momento sconosciuto. I documenti successivamente ritrovati (giornali dell’epoca, gli originali del brevetto, una fotografia del costruttore accanto alla sua macchina) hanno dato un nome ed un cognome all’inventore, che risponde appunto a quello del nobile italiano. A firmare la ricerca è il redattore di “Aicam news”, Nino Barberis, aiutato dal presidente del Circolo filatelico sandanielese, Gastone Jervasutti. Insieme hanno ricostruito la storia di Detalmo Savorgnàn di Brazzà.
Vissuto tra il suo Friuli e gli Stati Uniti, aveva un fratello ben più famoso, quel Pietro Savorgnàn di Brazzà che, su incarico del governo francese, esplorò prima il Gabon, poi la regione tra l’Ogooué ed il Congo, consolidando il dominio coloniale di Parigi. Fondò Brazzaville, che prese il suo nome e fa diretto riferimento al paesino friulano dal quale è originaria la famiglia. Per tutto questo è rappresentato in diversi francobolli, ad esempio quelli di Gabon degli anni Trenta.
Benevale
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e meno male che il nome Detalmoè scarsamente diffuso...
Benevale
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:c) il secondo inquarto dello stemma Lambertini potrebbe essere quello della madre, Margherita dei marchesi Spada, patrizia Bolognese, che non ho trovato; mentre non è sicuramente lo stemma della nonna Marianna Mansi nè quello della bisnonna Lucrezia dei conti Bulgarini.
Michele Tuccimei
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