Stemma (incisione)

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 15 novembre 2006, 19:38

Prego! :wink:

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Messaggioda Federico B. G. » mercoledì 15 novembre 2006, 19:47

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Federico B. G. ha scritto:...(omissis)... :lol: ..spero di non essere stato prolisso... ma quando si parla del Friuli.....potrei iniziare a parlare e non finire più! :wink: :D ...e poi se ne parla così poco.... :(
Cordialmente


Caro :wink: "professorino", :lol:

hai dimenticato di dire dei legami fra questo stemma Savorgnan e quello di Udine... 8)

Bene :D vale



Giusto, giustissimo :wink: , infatti lo stemma della città di Udine è proprio uguale a quello dei Savorgnan d'Osoppo, tranne che per il cimiero, infatti lo stemma della città ha come cimiero un cavallo nascente d'argento posto in maestà ( sul fatto di essere posto in maestà vado a memoria, quindi non ne sono certissimo... :shock: ).
La somiglianza dei due stemmi si può ricondurre all'estrema importanza della famiglia Savorgnan all'interno della città di Udine già dal tempo dei Patriarchi.

Detalmo Pirzio Biroli: non mi soviene il collegamento con il mondo della filatelia...a meno che non ti riferisca al fatto che sono stati fatti dei francobolli per commemorare il centenario della more di Pietro Savorgnan di Brazzà....e magari Detalmo aveva presenziato a qualche manifestazione....

Un saluto "amichevole" al caro Frà Eusanio! 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 15 novembre 2006, 19:55

Federico B. G. ha scritto:...(omissis)...lo stemma della città ha come cimiero un cavallo nascente d'argento posto in maestà ( sul fatto di essere posto in maestà vado a memoria, quindi non ne sono certissimo... :shock: ).

No, è inalberato e nascente. :wink:

...(omissis)...Detalmo Pirzio Biroli: non mi soviene il collegamento con il mondo della filatelia...a meno che non ti riferisca al fatto che sono stati fatti dei francobolli per commemorare il centenario della more di Pietro Savorgnan di Brazzà....e magari Detalmo aveva presenziato a qualche manifestazione....

Mi pare che Detalmo sia stato l'inventore delle affrancatrici automatiche.

Un saluto "amichevole" al caro Frà Eusanio! 8)


Fra "professorini" :wink: ci si capisce! :lol:

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Messaggioda Federico B. G. » mercoledì 15 novembre 2006, 20:15

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Federico B. G. ha scritto:...(omissis)...lo stemma della città ha come cimiero un cavallo nascente d'argento posto in maestà ( sul fatto di essere posto in maestà vado a memoria, quindi non ne sono certissimo... :shock: ).

No, è inalberato e nascente. :wink:

...(omissis)...Detalmo Pirzio Biroli: non mi soviene il collegamento con il mondo della filatelia...a meno che non ti riferisca al fatto che sono stati fatti dei francobolli per commemorare il centenario della more di Pietro Savorgnan di Brazzà....e magari Detalmo aveva presenziato a qualche manifestazione....

Mi pare che Detalmo sia stato l'inventore delle affrancatrici automatiche.

Un saluto "amichevole" al caro Frà Eusanio! 8)


Fra "professorini" :wink: ci si capisce! :lol:

Bene :D vale


Grazie mille delle sempre ben accette precisazioni e correzioni... :D ....son qui appunto per migliorare...!!
.....caspita però...non sapevo questa cosa delle affrancatrici automatiche! :shock:

un saluto!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 15 novembre 2006, 20:24

Federico B. G. ha scritto:...son qui appunto per migliorare...!!

Siamo 8) qui...

.....caspita però...non sapevo questa cosa delle affrancatrici automatiche! :shock:
un saluto!


:wink: Leggi qui (tratto da http://www.ilpostalista.it/aicam1.htm ):

Dopo cent’anni la verità
La macchina affrancatrice? È italiana!

Si deve al conte friulano Detalmo Savorgnàn di Brazzà (fratello di Pietro, esploratore in Africa centrale) la prima macchina realmente impiegata al posto dei francobolli. Le prove rinvenute solo nel 1998, ma ora Nino Barberis, dopo ulteriori ricerche, ha ricostruito l’intera vicenda

Milano (29 settembre 2003) – Colpo di scena nella storia della meccanofilia: il primo ideatore sarebbe italiano, il conte Detalmo Savorgnàn di Brazzà. E solo oggi, dopo oltre un secolo da quei fatti, si scopre la verità. “Finora- ammette il presidente dell’Aicam, Paolo Padova- si riteneva che l'inventore della macchina affrancatrice fosse stato un norvegese, Karl Uchermann, il quale progettò i primi modelli, costruiti e commercializzati dalla Krag nel 1903. A dirla tutta, c’erano tracce di un brevetto statunitense in epoca precedente e di altre iniziative, ma non si era mai vista una impronta effettivamente usata per posta”. Fu solo alla esposizione filatelica “Pacific ‘98” che venne scoperta una raccomandata affrancata utilizzando un sistema particolare, fino a quel momento sconosciuto. I documenti successivamente ritrovati (giornali dell’epoca, gli originali del brevetto, una fotografia del costruttore accanto alla sua macchina) hanno dato un nome ed un cognome all’inventore, che risponde appunto a quello del nobile italiano. A firmare la ricerca è il redattore di “Aicam news”, Nino Barberis, aiutato dal presidente del Circolo filatelico sandanielese, Gastone Jervasutti. Insieme hanno ricostruito la storia di Detalmo Savorgnàn di Brazzà.

Vissuto tra il suo Friuli e gli Stati Uniti, aveva un fratello ben più famoso, quel Pietro Savorgnàn di Brazzà che, su incarico del governo francese, esplorò prima il Gabon, poi la regione tra l’Ogooué ed il Congo, consolidando il dominio coloniale di Parigi. Fondò Brazzaville, che prese il suo nome e fa diretto riferimento al paesino friulano dal quale è originaria la famiglia. Per tutto questo è rappresentato in diversi francobolli, ad esempio quelli di Gabon degli anni Trenta.


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Messaggioda Federico B. G. » mercoledì 15 novembre 2006, 20:41

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Federico B. G. ha scritto:...son qui appunto per migliorare...!!

Siamo 8) qui...

.....caspita però...non sapevo questa cosa delle affrancatrici automatiche! :shock:
un saluto!


:wink: Leggi qui (tratto da http://www.ilpostalista.it/aicam1.htm ):

Dopo cent’anni la verità
La macchina affrancatrice? È italiana!

Si deve al conte friulano Detalmo Savorgnàn di Brazzà (fratello di Pietro, esploratore in Africa centrale) la prima macchina realmente impiegata al posto dei francobolli. Le prove rinvenute solo nel 1998, ma ora Nino Barberis, dopo ulteriori ricerche, ha ricostruito l’intera vicenda

Milano (29 settembre 2003) – Colpo di scena nella storia della meccanofilia: il primo ideatore sarebbe italiano, il conte Detalmo Savorgnàn di Brazzà. E solo oggi, dopo oltre un secolo da quei fatti, si scopre la verità. “Finora- ammette il presidente dell’Aicam, Paolo Padova- si riteneva che l'inventore della macchina affrancatrice fosse stato un norvegese, Karl Uchermann, il quale progettò i primi modelli, costruiti e commercializzati dalla Krag nel 1903. A dirla tutta, c’erano tracce di un brevetto statunitense in epoca precedente e di altre iniziative, ma non si era mai vista una impronta effettivamente usata per posta”. Fu solo alla esposizione filatelica “Pacific ‘98” che venne scoperta una raccomandata affrancata utilizzando un sistema particolare, fino a quel momento sconosciuto. I documenti successivamente ritrovati (giornali dell’epoca, gli originali del brevetto, una fotografia del costruttore accanto alla sua macchina) hanno dato un nome ed un cognome all’inventore, che risponde appunto a quello del nobile italiano. A firmare la ricerca è il redattore di “Aicam news”, Nino Barberis, aiutato dal presidente del Circolo filatelico sandanielese, Gastone Jervasutti. Insieme hanno ricostruito la storia di Detalmo Savorgnàn di Brazzà.

Vissuto tra il suo Friuli e gli Stati Uniti, aveva un fratello ben più famoso, quel Pietro Savorgnàn di Brazzà che, su incarico del governo francese, esplorò prima il Gabon, poi la regione tra l’Ogooué ed il Congo, consolidando il dominio coloniale di Parigi. Fondò Brazzaville, che prese il suo nome e fa diretto riferimento al paesino friulano dal quale è originaria la famiglia. Per tutto questo è rappresentato in diversi francobolli, ad esempio quelli di Gabon degli anni Trenta.


Bene :D vale


OK ho capito!...parliamo di due persone diverse, forse mi sono spiegato male, scusami...

Il Detalmo Savorgnan di Brazzà inventore della "macchina affrancatrice" è:
appunto fratello di Pietro (esploratore)

Marito di Cora Slocomb (americana)...quindi si vede il collegamento con l'america

padre di Idanna Savorgnan di Brazzà che andò in sposa al generale Giuseppe Pirzio Biroli...genitori a loro volta di Detalmo Pirzio Biroli (quello da me menzionato, e che è purtroppo mancato circa un anno fà).

Il Detalmo Pirzio Biroli era marito della contessa Fey von Hassell (tuttora in vita) (figlia dell'ambasciatore a Roma della Germania e che venne condannato a morte per l'attentato ad Hitler del 20 luglio 1944)

...un saluto...e meglio che la smetta senò...svio troppo la discussione!!! 8)
[/u]
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 15 novembre 2006, 20:56

...e meno male che il nome Detalmo :wink: è scarsamente diffuso...

Bene :D vale
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Messaggioda Federico B. G. » giovedì 16 novembre 2006, 0:09

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e meno male che il nome Detalmo :wink: è scarsamente diffuso...

Bene :D vale


In effetti.... :D ...bisogna stare attenti... :)

Grazie!

Un saluto!
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Messaggioda MMT » martedì 28 novembre 2006, 2:17

A proposito dei Lambertini come ho già fatto altrove pago pegno con una moneta, dando il mio modesto "contributo alla causa" :wink:

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Re:

Messaggioda dpascale » domenica 6 aprile 2008, 15:23

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:c) il secondo inquarto dello stemma Lambertini potrebbe essere quello della madre, Margherita dei marchesi Spada, patrizia Bolognese, che non ho trovato; mentre non è sicuramente lo stemma della nonna Marianna Mansi nè quello della bisnonna Lucrezia dei conti Bulgarini.

Michele Tuccimei


Dopo un anno e mezzo riprendo questa discussione, perché mi sembra che non si fosse arrivati a una conclusione riguardo al secondo e terzo quarto della famiglia Lambertini: dovrebbe essere lo stemma antico dei Lambertini, poi sostituito da "d'oro a quattro pali di rosso". Sull'altare di famiglia a San Domenico a Bologna, c'è uno stemma identico (anzi non del tutto: i due leoni sono specchiati per ragioni di simmetria!): ed è lo stemma della famiglia. A fianco, sempre sul paliotto dell'altare, c'è lo stemma cardinalizio di Prospero Lambertini, senza l'inquarto. Se può interessare, a breve posso postare una foto.

Saluti :)


Daniele
Sub Cuius pede fons vivus emanat
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