La "scacchiera" dei Pepoli

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 24 ottobre 2006, 20:52

...veramente la :shock: prima e più antica versione di quest'apologo della scacchiera è di matrice persiana, e ben anteriore all'era cristiana... 8)

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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 25 ottobre 2006, 8:38

E' possibile che la leggenda citata da Reginella sull'origine dell'arma Pepoli sia derivata dalla figura del Cancelliere dello scacchiere in Inghilterra?
Se non ricordo male la denominazione di questa figura istituzionale (ancora oggi si chiama così il locale ministro dele finanze) derivava dal sistema usato per contare o ripartire le voci d'entrata delle finanze del re d'Inghilterra.

Quanto all'usura... Certamente il cambiavaluta non è necessariamente un prestatore di denaro, per quanto una grande fortuna poteva essere accumulata con maggior velocità con la seconda professione, e quindi... 8)...
Sul conceto di usura, poi... prima dell'avvento dei "monti di pietà", istituiti anche con l'intervento dei francescani, era usura qualsiasi prestito ad interesse. I cristiani non potevano praticare questo genere di prestito e venne delegato agli ebrei che tanto all'inferno dovevano comunque andare :oops: . Da parte loro gli ebrei non avevano un eguale divieto. Essi non potevano prestare ad interesse solo ai correligionari :roll: .
Un compromesso che ha contribuitola fortuna di alcuni e la disgrazia dei più :( .

Antonio
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Messaggioda Reginella » mercoledì 25 ottobre 2006, 11:19

Interessantissimi i vostri aiuti, che bellezza!!! :D mi sono tolta la curiosità...quasi del tutto almeno, adesso manca di capire se era un sistema di conteggio effettivamente utilizzat anche in Italia, ma mi vien da credere che sì!
Un'altra delle notizie che ho trovato cercando sui Pepoli è che il capostipite della famiglia (Taddeo mi pare) era considerato nel 1300 addirittura l'uomo più ricco d'Italia :shock: , e comunque mi pare di capire che fossero partiti da ricchi in temi storicamente accertabili per essere poi riconosciuti nobili e non viceversa.
Sbaglio? non che sia un disonore, per carità, ma l'evoluzione mi sembra questa in questo specifico caso.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 25 ottobre 2006, 14:33

antonio_conti ha scritto:E' possibile che la leggenda citata da Reginella sull'origine dell'arma Pepoli sia derivata dalla figura del Cancelliere dello scacchiere in Inghilterra?...(omissis)...


... :shock: dovremmo riuscire a dimostrare che i Pepoli ebbero contatti con l'Inghilterra, e mirati allo scopo di cui parli...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 25 ottobre 2006, 14:47

Reginella ha scritto:Interessantissimi i vostri aiuti, che bellezza!!! :D mi sono tolta la curiosità...quasi del tutto almeno, adesso manca di capire se era un sistema di conteggio effettivamente utilizzat anche in Italia, ma mi vien da credere che sì!

...e soprattutto bisogna vedere se 8) tale presunto "metodo" c'entra o meno con lo stemma Pepoli!

...(omissis)...Sbaglio? non che sia un disonore, per carità, ma l'evoluzione mi sembra questa in questo specifico caso.


Non :D sbagli.

Si tratta di un classico caso di nobiltà non terriera che tanta meraviglia suscitava nei coevi nobili europei.

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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 25 ottobre 2006, 16:37

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
antonio_conti ha scritto:E' possibile che la leggenda citata da Reginella sull'origine dell'arma Pepoli sia derivata dalla figura del Cancelliere dello scacchiere in Inghilterra?...(omissis)...


... :shock: dovremmo riuscire a dimostrare che i Pepoli ebbero contatti con l'Inghilterra, e mirati allo scopo di cui parli...

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Oh nooo, caro fra' Eusanio... :wink: non intendevo dire che l'arma dei Pepoli nacque in quel modo :? , però forse la leggenda sì. Una leggenda che potrebbe anche essere sorta in tempi relativamente recenti, magari al di fuori della stessa famiglia. Ma di questo (come al solito) io non so nulla :( .

Ciao :D

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 25 ottobre 2006, 16:59

antonio_conti ha scritto:...(omissis)...forse la leggenda sì. Una leggenda che potrebbe anche essere sorta in tempi relativamente recenti, magari al di fuori della stessa famiglia.

:wink: ...certo!
Una leggenda molto colta, e quindi (ammesso sia mai stata formulata!) :oops: probabilmente recente e piuttosto ipotetica...


Ma di questo (come al solito) io non so nulla :( .
Ciao :D Antonio


...siamo :oops: in due...

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Messaggioda Reginella » mercoledì 25 ottobre 2006, 17:25

Ma prima o poi ci arriviamo, basta aver pazienza.....non è possibile che una leggenda inglese sia arrivata a conoscenza di una nonna di Palata Pepoli senza motivo :wink: ...e visto che in quanto alle origini "bancarie" ci abbiamo preso, non mi scoraggio certo ora per una scacchiera che abbiamo scoperto davvero essere uno strumento di calcolo!
E poi scusate, ma voi non conoscete la mia meravigliosa nonna Aia :2: : non l'ho mai sentita dire qualcosa di sbagliato in vita sua!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 25 ottobre 2006, 17:28

La saggezza delle nonne è sacra! :wink:

Ma per favore, siate buoni: parliamo di leggende (inglesi o no, poco importa) soltanto dopo che ne abbiamo trovate, non prima che ne troviamo!

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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 25 ottobre 2006, 21:02

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:La saggezza delle nonne è sacra! :wink:

Ma per favore, siate buoni: parliamo di leggende (inglesi o no, poco importa) soltanto dopo che ne abbiamo trovate, non prima che ne troviamo!

Bene :D vale


Concordo caro fra' Eusanio :!:
In effetti ho cominciato a chiamare "leggenda" l'opinione di nonna Aia... non m ne vogliano nipote e nonna, ma ho peccato in eccesso... defindendola "leggenda" :lol:

Cara Reginalle io non ho mai inteso dire che esiste una leggenda inglese... :evil: ... mi raccomando ... :? ... già la mia credibilità è piuttoscro scarsa... :( ... non peggioriamo le cose :lol: ...

Ho ricordato il cancelliere dello scacchiere perché mi ricordava l'ipotesi di nonna Aia, ma Reginella dovrebbe indagare se qualche araldista ha mai formulato una simile ipotesi, o se nonna Aia (o altri prima di lei... il trisavolo :lol: forse?) ha magari seplicemente associato quello stemma al caso del ministro delle finanze inglese come ho fatto io, ma traendone conclusioni che io non ho tratto :wink:

Antonio :wink:
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Messaggioda Reginella » giovedì 26 ottobre 2006, 8:41

Santapaletta, ma è possibile che io finisca sempre per fare....il topo di biblioteca???? :lol: ...la prossima volta che mi sentirete dire "attenti alla coda" saprete che non sto riferendomi ad un vesito da sera :lol:...per la nonna, purtroppo non ha più la memoria lucida di un tempo: ed è un peccato perchè lei e le sue sorelle sono sempre state molto, molto brave a trasmetterci storie, racconti, e quant'altro fosse stato loro insegnato da piccole in famiglia. Per dirne una, so una canzoncina che avevano insegnato alla nonna di mia nonna a catechismo....e lei era nata nel 1850 :roll: ... vabbè ora torno spulciare la storia dei Pepoli :roll:
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Messaggioda Reginella » giovedì 26 ottobre 2006, 9:50

Copio e incollo da Wikipedia - voce "Pepoli" :twisted: :

LE ORIGINI
Romeo nasce intorno al 1250 in una famiglia di cambiavalute. Suo padre Zerra presta denari agli studenti dello Studio [l'università] il cui numero però diminuisce progressivamente ad iniziare dalla seconda metà del 1200. L’interesse di Romeo si sposta pertanto ai prestiti al consumo, al finanziamento delle comunità del contado ed agli investimenti immobiliari. La famiglia acquisisce terreni nelle zone di Persiceto, S.Agata, Castel San Pietro. Nel 1276 acquisisce una casa in via Castiglione,che sarà il primo nucleo della residenza familiare, composta da un conglomerato residenziale che serviva come difesa,ma dava anche prestigio sociale.

I prestiti concessi alle comunità del contado servivano agli abitanti per pagare le collette imposte dal Comune di Bologna, cifre che non venivano quasi mai restituite e che consentivano ai Pepoli di entrare in possesso di terre ed immobili a saldo.
In quegli anni in particolare difficoltà erano le popolazioni del contado nelle zone nord, a causa delle guerra contro Azzo VIII D’Este. A Bologna, invece il vantaggio era di tipo politico. Coi prestiti Romeo si creava alleanze. Fece prestiti ai Guastavillani ed ai Zovenzoni,che,essendo anche loro cambivalute,necessitavano di liquidità. Romeo era però un uomo estremamente spregiudicato. Fu accusato di usura, truffò il Comune dichiarando un reddito molto inferiore al vero e per tutto questo si fece dei nemici. Politicamente la sua azione fu graduale e molto circospetta. Non si mise mai in mostra e cercò piuttosto alleanze con matrimoni.Nel 1280 sposò Azzolina Tettalasini,di famiglia guelfa,ma la sorella Giovanna sposò Giacomo Caccianemici,di famiglia ghibellina, onde creare un equilibrio. Nel periodo antecedente il 1296,anno di inizio della guerra tra gli Estensi e Bologna, il ruolo di Romeo è defilato, concentrato a consolidare il patrimonio, piuttosto che il potere. In questa guerra Bologna si trovò a mal partito a causa della lentezza decisionale dei suoi organi di potere ,mentre Ferrara, avendo il potere accentrato in un’unica persona, era avvantaggiata. Bologna fu costretta allora a darsi organi di potere più agili,come le balìe, ma questo indebolì l’autorità degli anziani,dei consoli e dei difensori dell’avere,che erano preposti al controllo delle finanze comunali. La guerra finì senza vinti né vincitori,ma con grandi cambiamenti interni a Bologna. Il nuovo corso esprimeva l’aumentata potenza di alcune famiglie come i Guastavillani e anche la creazione di una nuova magistratura, il difensore delle venti società delle arti, espressione della componente guelfa della città. Romeo aderì inizialmente ai guelfi moderati,ma con un atteggiamento attendista. Nel 1306, assieme a Bornio Samaritani, capeggiò una sollevazione di piazza contro il governo dei guelfi moderati; il tumulto fallì e lui venne imprigionato, ma fu liberato dopo tre giorni. La città aveva troppo bisogno dei suoi finanziamenti. Il ritorno sulla scena di Romeo segnò la cacciata da Bologna dei Lambertazzi e venne reintrodotto il barisello al posto della nuova magistratura delle venti società. Il barisello era un magistrato che poteva provenire soltanto dalla società dei beccai, che era la roccaforte del guelfismo più radicale e che si era assunta il compito di perseguitare i Lambertazzi. Romeo partecipò alle balìe degli anni 1310-12 ed arrivò ad influenzare anche la magistratura degli anziani e dei consoli,che vennero eletti in sua presenza con la concessione di un potere straordinario ad personam. Questa accresciuta potenza politica di Romeo era nata dalla necessità del Comune di chiedere il suo aiuto economico in vista di un possibile attacco di Enrico VII. Romeo in quegli anni creò una milizia di 400 fanti in funzione antighibellina, legati alla famiglia Pepoli e, nel 1315, appoggiò la creazione di una nuova magistratura ,il Consiglio della parte Guelfa. Questo nuovo organismo accresceva l’influenza di Romeo nei processi decisionali della vita pubblica,mentre esautorava il consiglio del popolo. Questo suo allontanamento progressivo dal ceto popolare gli procurò, già dal 1306, dei nemici. La cosa si enfatizzò nel 1316, quando Romeo, in occasione di un tumulto popolare contro la nobile famiglia dei Garisendi prese le difese di questi contro il popolo che ne voleva distruggere le case. La difesa dei Garisendi gli costò un breve esilio, ma ritornò in trionfo proponendosi come Signore di fatto. In politica estera appoggiava gli Estensi ,che nel 1308 avevano perso la signoria di Ferrara. Sovvenzionò gli esuli ed in cambio ottenne di far sposare la figlia Giacoma ad Obizzo III d’Este. Il Comune di Bologna continuava a chiedere il suo appoggio economico ed il prezzo fu il concedergli nel 1317 il privilegio di designare i candidati alla carica di anziani e consoli, ministrali delle arti e barisello. Nel 1319 anche l’elezione del podestà passò sotto il suo controllo. Nonostante ogni potere sembrasse ormai nelle sue mani,già nel 1321 si cominciarono a vedere i segni della sua fine, quando alcune sentenze che lui voleva manovrare a favore di suoi protetti risultarono avverse. Nel 1321 fece eleggere podestà un suo seguace, il fiorentino Albicello Buondelmonti. L’eccessiva severità di costui suscitò una furiosa reazione e i Pepoli dovettero fuggire da Bologna . Il figlio Taddeo tornerà dopo 16 anni.
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Messaggioda Reginella » giovedì 26 ottobre 2006, 10:00

Nota a margine :roll: : a me sembra davvero interessante notare quanto sia persistente nella cultura locale (mia nonna è nata vicinissimo Palata Pepoli, alla Galeazza) la storia peculiare di una famiglia come ad esempio vediamo è successo per i Pepoli.
La mitica nonna Aia, classe 1913, ha certamente avuto la fortuna di nascere in una famiglia legatissima alle proprie radici ed alla storia della propria zona ed il merito non solo di aver "ascoltato" ma anche di aver trasmesso ed insegnato ad amare la storia, o le storie - per quanto piccole siano ed alla fine mi pare dipoter dire che la storia conosciuta a livello di paese coincide con la storia più ufficiale, scritta nei libri e non ricordata a memoria...; per la cronaca la mia fantastica nonna si chiama Rossi, e sua nonna paterna (quella che le raccontava ed insegnava tante cose :2: e tante bellissime favole) era una Cantelli.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 31 ottobre 2006, 16:17

Reginella ha scritto:...(omissis)...Fu accusato di usura, truffò il Comune dichiarando un reddito molto inferiore al vero e per tutto questo si fece dei nemici...(omissis)...


Cara Reginella,
:wink: pensi davvero che si tratti di cosa da :shock: lasciar simboleggiata nello stemma?

A maggior :? gloria e vanto della discendenza?

Bene :wink: vale
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 31 ottobre 2006, 16:19

...scusa, dimenticavo... :oops:

...cerca di far in modo che il patrimonio di "voci popolare" da te raccolto non vada disperso! :shock:

Anche se 8) non per questo è il caso di "promuoverle" sic et simpliciter al rango di prova provata... :roll:

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