antonio_conti ha scritto:...(omissis)...A me pare un'accozzaglia araldica...(omissis)...
...in effetti, se lo riduci a minuscole dimensioni, ti sfido a distinguere i dettagli dei singoli quarti dei singoli scudetti sul tutto...
Bene
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
antonio_conti ha scritto:...(omissis)...A me pare un'accozzaglia araldica...(omissis)...
si arriva in cieloReginella ha scritto:...(omissis)...(si dice attributo????)
si arriva in cieloReginella ha scritto:Carissimi, forse ci sono arrivata: adesso ho capito perchè c'è quella benedetta legge degli smalti non sovrapponibili se uguali![]()
...che poi "legge"non è...
Perchè altrimenti lo stemma è poco leggibile, non si vede bene!
Giusto.
E a cosa servivano gli stemmi se non a identificare con precisione un'arma? quindi la chiarezza e la leggibilità dei contorni (molto maggiore da lontano se gli smalti sono divesi tra loro nelle campiture attigue) è uno dei principali requisiti, ovviamente.
Giustissimo.
Sono un po' a scoppio ritardato? va beh, ma poi arrivo anche io.....![]()
...(omissis)...
si arriva in cieloAesculapius ha scritto:Cari amici,
credo che la regola per cui non si appone metallo su metallo e colore su colore non nasca da una necessità pratica, poichè allorquando le regole araldiche sono state codificate (ovvero quel periodo che il Crollalanza descrive come epoca in cui l'araldica si studiava ma non si applicava) non v'era più la necessità di vedere bene lo scudo dagli spalti del castello o durante i giochi torneari... In quell'epoca di "studio" e "filologia araldica" si considerava non storicamente corretto apporre metallo su metallo e colore su colore per rispetto della teorie per cui su uno scudo di metallo i cavalieri apponevano facilmente una pezza di stoffa o di pelliccia ( il vaio ad esempio) o al contrario su uno scudo di legno ( o di legno ricoperto di stoffa) vi inchiodavano più agevolmente un pezzo di metallo.
Non vi sono motivazioni pratiche alla base della "regola" ma solo "un movente storico" (per citare il fraterello di Ocre)...
Saluti
Antonio
Aesculapius ha scritto:Cari amici, credo che la regola per cui non si appone metallo su metallo e colore su colore non nasca da una necessità pratica, poichè allorquando le regole araldiche sono state codificate (ovvero quel periodo che il Crollalanza descrive come epoca in cui l'araldica si studiava ma non si applicava) non v'era più la necessità di vedere bene lo scudo dagli spalti del castello o durante i giochi torneari... In quell'epoca di "studio" e "filologia araldica" si considerava non storicamente corretto apporre metallo su metallo e colore su colore per rispetto della teorie per cui su uno scudo di metallo i cavalieri apponevano facilmente una pezza di stoffa o di pelliccia ( il vaio ad esempio) o al contrario su uno scudo di legno ( o di legno ricoperto di stoffa) vi inchiodavano più agevolmente un pezzo di metallo.
D'accordo, ma...![]()
Non vi sono motivazioni pratiche alla base della "regola" ma solo "un movente storico" (per citare il fraterello di Ocre)... Saluti
Antonio
si arriva in cieloReginella ha scritto:...(omissis)...con una piccolissima variante: il leone di San Marco impugna un gladio
si arriva in cieloGuido5 ha scritto:Concluderei, a distanza di tre anni e sette mesi, che ha fatto molto meglio l'Accademia Navale di Livorno che ha un semplice "logo" e come stemma adotta quello - molto bello peraltro, un inquartato con le Repubbliche marinare e con l'aggiunta della corona rostrata - della Marina Militare...
Ciao a tutti!
Guido5
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Reginella ha scritto:...(omissis)...(si dice attributo????)

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Reginella ha scritto:Domanda: per rispetto storico, o per semplice abitudine codificata onde non perdere una sensatezza pratica ovvia per chi doveva scorgere e identificare davvero stemmi in campo (aperto o chiuso, a scelta)?
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