Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...il comune xy, che sceglie di farsi simboleggiare dal proprio patrimonio faunistico (poniamo che ci sia l'aquila pellegrina e che ne so, il camoscio della steppa!) crei "ex novo" mettiamo un d'azzurro al camoscio d'argento alato d'oro, piuttosto che un partito nel 1 d'azzurro al camoscio della steppa passante al naturale e nel 2 d'argento all'aquila pellegrina al naturale…(omissis)...
Giusto, caro Franz Joseph, ma...
...dimentichiamoci per un attimo di essere "addetti ai lavori", e caliamoci nei panni della brava gente del predetto comune italiano di Xy, la quale si voglia creare uno stemma partendo da zero. I
buoni villici potranno trattare le proprie, celeberrime figure dell'
aquila pellegrina e del
camoscio della steppa in uno dei seguenti modi:
a) disegnandoli insieme in un campo unico (poco importa se ne risulterà un
quadretto più o meno naturalistico);
b) disegnandoli in campi separati entro una partizione classica (poco importa quale);
c) ricavandone un'unica, inedita figura animale (poco importa se ne risulterà un
camoscio alato o un'
aquila scamosciata);
d) rifiutandosi di ricorrere a questi due simboli, magari fin troppo e banalmente noti, e ricorrere ad altre figure (poco importa quali).
Il caso a) è il più usato da parte di persone che, digiune di araldica, vogliano riflettersi nei simboli a loro più vicini e cari.
Il caso b) presuppone un sia pur minimo sforzo creativo, che a noi può sembrare piccola cosa, mentre per i
buoni villici può rappresentare il massimo dell'espessione artistica.
Il caso c) implica un salto mentale, uno sforzo figurativo che (per noi latini) è anomalo, mentre per la fantasia dei popoli di cultura ultramontana (e soprattutto anglosassone) è più facile e normale. A meno che l'inedita figura animale non rientri in filoni mitologici ben precisi (sui quali noi mediterranei siamo imbattibili), che ne renderanno più ovvia e "lecita" l'adozione.
Il caso d) è più scherzoso, almeno tale era nella mia elencazione, ma fino ad un certo punto, visto che nella pratica non è il meno seguito...
Il problema, però, sta a valle: una volta che i
buoni villici hanno partorito la loro ipotesi di stemma, bella o brutta che sia, essa deve tramutarsi in uno stemma
riconosciuto dall'autorità e
allineato ai crismi della scienza araldica. Come tale, va assoggettato a tutta una serie di passaggi burocratici, noti ad ognuno di noi...
...e qui torna un'antica ed irrisolta domanda:
quis custodiet custodies?
Bene

vale