Araldica Portoghese

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda omero » martedì 3 febbraio 2004, 19:37

Egregi Signori,

mi unisco al coro con l'apprezzamento per gli stemmi di provenienza finlandese inseriti gentilmente dal Signor Von Trotta: la mia passione per i paesi nordici (in particolar modo per la Finlandia) e per il loro sobrio e sapiente modo di fare design mi porta ad amare questo tipo di araldica: stemmi "nuovi" ed efficaci , dice giustamente l'amico fra' Eusanio. Concordo pienamente.
Pier Carlo Omero Bormida
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 3 febbraio 2004, 23:11

Giusto, caro Pier Carlo: si può ben dire che i finlandesi, rimasti storicamente ai margini della cultura araldica, e (rispetto a noi italiani in particolare) praticamente immuni da interferenze araldiche esterne, hanno potuto di recente entrare in argomento con l'entusiasmo della novità, e soprattutto con il ricco bagaglio del loro senso della grafica.

I risultati si vedono: stemmi semplici, efficaci, "nuovi". Come la loro Nazione, del resto. E come accade con le araldiche civiche di altre giovani Nazioni (penso alla Croazia, alla Slovenia, alla Lituania, alla Lettonia, per citare le prime che mi sovvengono).

Altre Nazioni, forse, possono vantare un bagaglio cultural-simbolico più ricco, ma di certo anche più oneroso: e ciò, dal punto di vista araldico, non è detto che sia sempre un bene...

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 4 febbraio 2004, 10:59

Caro fra' Eusanio,

sul "pesce cornuto" dello stemma finlandese, penso possa esprimere un connubio simbolico tra le due animali che caratterizzano la fauna di quel comune; penso all'alce o alla renna le cui corna sono state poste sul pesce (non so se di mare o di lago) che sguazza in quelle acque comunali.

Un saluto, F.J.V.T.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 4 febbraio 2004, 15:22

Caro Franz Joseph,
questa è un'ipotesi che, fra me e me, avevo silenziosamente :oops: già fatto, prima di scartarla ripensando al pragmatismo "montanaro" di cui l'anima finnica è intrisa: pur capace di voli di fantasia al pari di qualunque altra, credo però che essa abbia motivi ben concreti per partorire un pesce cornuto... :wink:

Del resto, dal punto di vista simbolico-araldico, unire fra loro pezzi di animali diversi (e che, presi da soli, hanno un senso) solo per creare un irreale mostriciattolo dal senso oscuro, forse è molto peggio che riunire più emblemi separati in un unico semipartito-troncato...

Il difficile, per noi, adesso sarà trovare qualcuno che ci spieghi qualcosa su questo pesce cornuto :cry: ...

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 4 febbraio 2004, 16:21

Mah… mi perdonerà, ma io non sono dello stesso avviso: meglio "l'itto-mostriciattolo-cornuto" che le solite caselline con: a) la renna; b) lo storione (ammesso sia quello) c) il patrono di turno composizione certo chiara ma… che sbadigli!

Almeno il mostriciattolo ci fa sgranare tanto d'occhi e ci fa pensare…
E se alla base vi fosse una leggenda?

A presto, F.J.V.T.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 4 febbraio 2004, 16:46

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Mah… mi perdonerà, ma io non sono dello stesso avviso: meglio "l'itto-mostriciattolo-cornuto" che le solite caselline con: a) la renna; b) lo storione (ammesso sia quello) c) il patrono di turno composizione certo chiara ma… che sbadigli!

Almeno il mostriciattolo ci fa sgranare tanto d'occhi e ci fa pensare…
E se alla base vi fosse una leggenda?

A presto, F.J.V.T.


Caro amico,
sono d'accordo con lei sul fatto che un simbolo a noi ignoto attizzi la curiosità e permetta di pensare, ma ciò (secondo me) è normale, e dovrebbe accadere sempre ed a prescindere dalla forma in cui tale simbolo compare.

La quale forma può piacere o meno, può annoiare o stimolare, può attrarre o respingere, ma sempre forma rimane... a mio personale parere, però, più che lo sbadiglio a fronte di (indubbie) monotonie formali, bisogna temere la delusione quando si scopre che un simbolo non è tale, e va declassato a semplice esercizio di disegno. Cosa che accade in assenza di leggende, fatti, narrazioni, vicende, o altri motivi di più o meno pubblico dominio che ne giustifichino l'aspetto e la creazione.

Un disegno arbitrario ma bello, secondo me, è peggio dell'ennesimo stemmino-panorama-ninnolo-cartolina ma motivato... Ripeto, secondo me.

E speriamo che presto salti fuori la leggenda relativa a questo stemma finlandese... se esiste (come spero e penso)!

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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 4 febbraio 2004, 17:04

Gentili Signori,
mi trovo d'accordo con il caro Fra Eusanio: meglio un classico stemma araldico, monotono, con i soliti personaggi, ma ricco di significato, di simbolismo, di tradizione per la località a cui si riferisce, piuttosto di uno stemma magari araldicamente nuovo e originale, ma senza il minimo significato relativo alla località.
Logico che elementi particolari, poco usati da noi e a cui noi siamo poco abituati, fanno subito gridare alla rinascita dell'araldica. Ma secondo me, anche la monotonia, chiamiamola così, italiana, se appunto motivata da simbolismo e tradizioni, è validissima.
Insomma, ottimo apportare cambiamenti e novità, ma non condanniamo tutto il passato araldico solo perchè privo di mordente.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 4 febbraio 2004, 17:26

Giusto, caro Tomaso: il problema, a mio parere (e credo che l'amico Franz Joseph concordi), si circoscrive al fatto che un sistema araldico ricco di potenzialità e di retroterra simbolico-culturali come il nostro solo a volte sa trovare (e oserei dire, :twisted: vuole cercare...) forme blasoniche ed estetiche diverse dal solito.

Mala tempora currunt... :wink:

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 4 febbraio 2004, 18:18

Si caro fra' eusanio qui concordo con Lei al 100%,

Resto della mia quando il comune xy, che sceglie di farsi simboleggiare dal proprio patrimonio faunistico (poniamo che ci sia l'aquila pellegrina e che ne so, il camoscio della steppa!) crei "ex novo" mettiamo un d'azzurro al camoscio d'argento alato d'oro, piuttosto che un partito nel 1 d'azzurro al camoscio della steppa passante al naturale e nel 2 d'argento all'aquila pellegrina al naturale…

(spero di non aver fatto inorridire gli zoologi e chi blasona "al volo" meglio del sottoscritto!)

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 9 febbraio 2004, 20:08

Franz Joseph von Trotta ha scritto:...(omissis)...il comune xy, che sceglie di farsi simboleggiare dal proprio patrimonio faunistico (poniamo che ci sia l'aquila pellegrina e che ne so, il camoscio della steppa!) crei "ex novo" mettiamo un d'azzurro al camoscio d'argento alato d'oro, piuttosto che un partito nel 1 d'azzurro al camoscio della steppa passante al naturale e nel 2 d'argento all'aquila pellegrina al naturale…(omissis)...


Giusto, caro Franz Joseph, ma...

...dimentichiamoci per un attimo di essere "addetti ai lavori", e caliamoci nei panni della brava gente del predetto comune italiano di Xy, la quale si voglia creare uno stemma partendo da zero. I buoni villici potranno trattare le proprie, celeberrime figure dell'aquila pellegrina e del camoscio della steppa in uno dei seguenti modi:

a) disegnandoli insieme in un campo unico (poco importa se ne risulterà un quadretto più o meno naturalistico);

b) disegnandoli in campi separati entro una partizione classica (poco importa quale);

c) ricavandone un'unica, inedita figura animale (poco importa se ne risulterà un camoscio alato o un'aquila scamosciata);

d) rifiutandosi di ricorrere a questi due simboli, magari fin troppo e banalmente noti, e ricorrere ad altre figure (poco importa quali).

Il caso a) è il più usato da parte di persone che, digiune di araldica, vogliano riflettersi nei simboli a loro più vicini e cari.

Il caso b) presuppone un sia pur minimo sforzo creativo, che a noi può sembrare piccola cosa, mentre per i buoni villici può rappresentare il massimo dell'espessione artistica.

Il caso c) implica un salto mentale, uno sforzo figurativo che (per noi latini) è anomalo, mentre per la fantasia dei popoli di cultura ultramontana (e soprattutto anglosassone) è più facile e normale. A meno che l'inedita figura animale non rientri in filoni mitologici ben precisi (sui quali noi mediterranei siamo imbattibili), che ne renderanno più ovvia e "lecita" l'adozione.

Il caso d) è più scherzoso, almeno tale era nella mia elencazione, ma fino ad un certo punto, visto che nella pratica non è il meno seguito...

Il problema, però, sta a valle: una volta che i buoni villici hanno partorito la loro ipotesi di stemma, bella o brutta che sia, essa deve tramutarsi in uno stemma riconosciuto dall'autorità e allineato ai crismi della scienza araldica. Come tale, va assoggettato a tutta una serie di passaggi burocratici, noti ad ognuno di noi...

...e qui torna un'antica ed irrisolta domanda: :evil: quis custodiet custodies?

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