Belli.
Indubbiamente belli, non c'è che dire. Semplici, "nuovi", efficaci: il primo (
Kopplanti?) alla mia età si vede poco, purtroppo, e chiedo lumi sulle figure che ne caricano la
sbarra ondata.
Il terzo, di
Anttola, per analoghi questioni di vista, non mi è chiaro se unisce un qualche strumento appuntito alle sue
due racchette da sci, ma di certo ben si accoppia allo stemma della nostra Sestriere (TO), dove ai
due sci addossati in palo mancano proprio le racchette...
Le
code di pesce (
Vantaa e
Jaala) stanno prendendo piede in araldica, se non mi sbaglio qualcuna c'è pure in Portogallo: da noi, al contrario, si preferisce tenerle attaccate al proprio titolare, sia esso un
pesce o una
sirena, e di recente sono queste ultime che stanno tornando alla ribalta, passando direttamente dalla mitologia classica agli stemmi civici.
Il
pesce con due corna di cervo d'oro a sette palchi di
Inari, poi, è una bella e curiosa novità: in carenza di notizie sui motivi che hanno portato ad utilizzarlo, ci limitiamo a guardarcelo. Esso va a fare compagnia alla torma di animali araldici di fantasia che, da secoli (ma con una certa accelerazione nei decenni più recenti), si vanno aggiungendo allo zoo dell'araldica, dall'
ircogallo alla
pecora bicipite, dal
wyver al
cervo tricipite (quest'ultimo troneggiante sull'arma civica di Cerveteri [RM]).
Senz'altro, oggi l'araldica di molte Nazioni può portare nuovi contributi di fantasia e vitalità, soprattutto quando si tratta di Paesi di recenti tradizioni araldiche (dove l'impulso creativo possa essere simile a quello che altrove si ebbe fin dall'XI secolo), o di forti tradizioni nel campo della grafica e del
design (e in questo senso la Finlandia è senza dubbio all'avanguardia).
Bene

vale