Lettera al Signor Presidente della Repubblica

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 21 settembre 2006, 22:09

http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1037683&editionId=5&SectionId=4 ha scritto:In memoria dei nostri soldati massacrati dai nazisti nel ’43. Ritrovata da turisti italiani tra i rifiuti
di GIUSEPPE GRIFEO


Nell'Isola greca di Cefalonia una povera croce di legno ricordava uno dei luoghi del massacro di soldati italiani perpetrato dai nazisti nel 1943. Oggi quel simbolo è stato spezzato e gettato via. La croce sta nel fondo della scarpata sovrastata dal ponte dove molti dei nostri connazionali furono fucilati. Lo scorso agosto quattro turisti italiani di San Benedetto del Tronto si sono trovati davanti a questo triste scenario. Loro, «quattro amici molto legati alla storia del Paese», arrivati a Cefalonia da Zante, sono rimasti letteralmente sconcertati. Il fatidico, vecchio ponte, sulla strada principale che collega il capoluogo Argostoli al paese di Assos, è ancora in piedi con tanto di svastica nazista e data di costruzione «1943» ancora ben visibili. Al contrario, la croce di legno con una scritta dipinta a mano «In ricordo caduti italiani div. Acqui – settembre 1943» giace nel dirupo, all’interno di un vecchio copertone per mezzi agricoli, in mezzo a rifiuti, vecchie reti metalliche e lamiere, cavi elettrici smembrati. Sessantatrè anni fa, dopo l’armistizio dell’8 settembre, la convivenza fra truppe italiane della Divisione Acqui e tedeschi sfociò nel combattimento. Dal 22 settembre, con la fine degli scontri e fino al 28, i nazisti rastrellarono e sterminarono molti italiani. A ricordo dell’eccidio è stato eretto un monumento a Verona. Un altro sta a Cefalonia, a nord di Argostoli, definito dai locali «il piccolo monumento». Qui, il primo marzo 2001, l’allora Presidente Ciampi, riguardo ai militari della Acqui, sottolineò come «la loro scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza, di un’Italia libera dal fascismo». Da tutto questo un motivo in più per l’indignazione provata un mese fa dai quattro italiani, tanto che al ritorno a casa uno di loro ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al Commissariato Generale Onoranze Caduti In Guerra. «Signor Presidente, mi rivolgo a Lei, affinché, venga restituita la giusta dignità ai numerosi caduti di Cefalonia – scrive Martino - Il mese scorso mi sono recato sull’Isola di Cefalonia in Grecia, erano anni che desideravo conoscere quel posto dove numerosi nostri giovani soldati persero la vita nel settembre 1943 per mano dei nazisti. Forte era l’emozione, ma purtroppo mi sono trovato davanti ad un inaudito scempio!!! La croce in legno eretta per il ricordo dei nostri caduti era stata spezzata e gettata dal ponte, le allego le fotografie così si può fare un’idea di quanto doloroso sia stato assistere a questa scena». «Le rammento inoltre, che il rimanente della Divisione Acqui, si unì alla resistenza partigiana greca che era in continuo contatto con i partigiani italiani – continua Martino - e quindi, considerato che anche lei è stato in un gruppo di antifascisti, spero s’impegni ad attivare gli organi competenti al fine di poter ripristinare in maniera più salda quella croce, che per molti ha un gran valore... VITA». «Mi sono sentito ferito, umiliato nel vedere tanto scempio – racconta Martino – Ho cercato invano di riporre al suo posto la croce commemorativa. Purtroppo non mi è stato possibile».

giovedì 21 settembre 2006
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda Cavaliere77 » venerdì 22 settembre 2006, 7:06

Sul sito http://www.iltempo.it cliccando a sinistra sulla voce interni/esterni e cercando il titolo inerente all'eccidio di cefalonia trovate l'articolo, vediamo se riesco a scannerizzarlo considerato che occupa tutta una mezza pagina, ripeto è difficile che nn si noti (per chi ha il giornale...pag. 13)
Grazie di nuovo e provo la scannerizzazione.
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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Messaggioda gpel55 » venerdì 22 settembre 2006, 12:55

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Messaggioda Cavaliere77 » venerdì 22 settembre 2006, 13:28

Signori è ora di reagire, non si può tollerare...in nessun modo
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » martedì 26 settembre 2006, 21:03

E' assolutamente vergognoso. e si chiama "procura di Monaco di Baviera". Ma che razza di giudici hanno! :1:

E' proprio vero, mi scuso anticipatamente con la gente che in quel Paese ha un po' di coscienza, che ragiona in maniera umana e retta, ma il germe che ha portato il nazismo al potere, lì continua a vivere. :1: :evil:

Ma poi tradimento nei confronti di chi? La nostra Nazione decide di concludere lo stato di belligeranza, loro fucilano tutti e noi avremmo tradito?!? :evil: :1: :4:

Sono modi di concepire il vivere civile che si separano completamente da qualsiasi concetto di correttezza e giustizia.

Se le mie fonti mi avessero informato per tempo, avrei scritto un articolo di fuoco :3: :4: :1: :evil:

Dovrò trovare una formula per tornarci sopra.

Vedremo
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Messaggioda Guido5 » martedì 26 settembre 2006, 23:19

G.Grifeo di Partanna ha scritto:Dovrò trovare una formula per tornarci sopra. Vedremo...
Caro Giuseppe,
non temere, vedrai che anche la strage di Marzabotto sarà archiviata gali stessi magistrati... Credo purtroppo di essere facile profeta.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Lasa pur dir » mercoledì 27 settembre 2006, 16:05

Gentilissimi amici,

mi permetto di segnalarvi quest'iniziativa intrapresa dall'Istituto abruzzese della Resistenza e della Storia Contemporanea nella mia città

IL MESSAGGERO Mercoledì 27 Settembre 2006

Invitati i rappresentanti di 60 comuni decorati al valor militare
di MARIO GIANCRISTOFARO

LANCIANO - Una sentenza shock arrivata da Monaco di Baviera, con cui si assolve l'autore dell'eccidio di Cefalonia con la motivazione che i soldati italiani erano dei traditori, ha indignato la sezione di Lanciano dell'Istituto abruzzese per la Resistenza, che ha deciso di promuovere immediate azioni di replica. Il "caso", rivelato dal settimanale "L'Espresso", scoppia tra l'altro nell'imminenza dell'anniversario della rivolta armata di Lanciano del 5 e 6 ottobre 1943 contro le truppe nazifasciste, che è valsa alla città la medaglia d'oro al Valore Militare. Nella rivolta caddero 23 giovani partigiani lancianesi: 11 in combattimento e 12 nella feroce rappresaglia tedesca.
Ma ecco la nuova notizia di assoluto rilievo: si è deciso di invitare a Lanciano, per il prossimo 6 ottobre, i rappresentanti delle 60 città e province d'Italia decorate con medaglia d'oro al Valore Militare per un significativo convegno sulla "Memoria condivisa della Resistenza". Nell'occasione,Lanciano si proporrà come sede e capofila di un Consulta permanente delle città decorate per i valori della Resistenza e, come primo atto, si metteranno in moto i meccanismi per contestare la sentenza del tribunale bavarese.
L'iniziativa, che ha il pieno appoggio del sindaco Paolini, è stata illustrata ieri mattina in conferenza stampa dal coordinatore della sezione di Lanciano dell'Istituto abruzzese della Resistenza, Giacomo De Crecchio, e dal segretario generale per l'Abruzzo, Luigi Murolo. «Come abbiamo scritto al sindaco Paolini - dice De Crecchio - la nostra protesta non nasce da un sentimento di rivalsa nei confronti dell'imputato, l'ex sottotenente Otmar Muhlhauser, ma dalla preoccupazione di una cultura dello stravolgimento e delle mistificazione che emerge dall'episodio. Infatti, questa sentenza che assolve uno degli ultimi reduci responsabile del massacro di Cefalonia, sposa il punto di vista di Hitler e dei nazisti che non riconosceva sovranità e autonomia agli altri popoli». Aggiunge Luigi Murolo: «Lanciano, che è stata tra le prime città a ribellarsi alle truppe nazifasciste, ora, nell'imminenza dell'anniversario della rivolta del 5 e 6 ottobre '43, si propone per la creazione di una coscienza europea della memoria condivisa. Qui deve nascere un "museo didattico", un laboratorio attivo sulla Resistenza italiana».
Intanto, De Crecchio annuncia pure l'avvio di un percorso sulla "memoria" del 5 e 6 ottobre, a Lanciano, in collaborazione con le scuole cittadine.


Cordiamente.

Domenico Maria d. B.
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Re: Lettera al Signor Presidente della Repubblica

Messaggioda Cavaliere77 » giovedì 14 gennaio 2010, 21:54

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 97332.html

Non bisogna mai dimenticare....chissà questa volta come andrà a finire
Meglio stare zitti dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio. (confucio)
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