http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1037683&editionId=5&SectionId=4 ha scritto:In memoria dei nostri soldati massacrati dai nazisti nel ’43. Ritrovata da turisti italiani tra i rifiuti
di GIUSEPPE GRIFEO
Nell'Isola greca di Cefalonia una povera croce di legno ricordava uno dei luoghi del massacro di soldati italiani perpetrato dai nazisti nel 1943. Oggi quel simbolo è stato spezzato e gettato via. La croce sta nel fondo della scarpata sovrastata dal ponte dove molti dei nostri connazionali furono fucilati. Lo scorso agosto quattro turisti italiani di San Benedetto del Tronto si sono trovati davanti a questo triste scenario. Loro, «quattro amici molto legati alla storia del Paese», arrivati a Cefalonia da Zante, sono rimasti letteralmente sconcertati. Il fatidico, vecchio ponte, sulla strada principale che collega il capoluogo Argostoli al paese di Assos, è ancora in piedi con tanto di svastica nazista e data di costruzione «1943» ancora ben visibili. Al contrario, la croce di legno con una scritta dipinta a mano «In ricordo caduti italiani div. Acqui – settembre 1943» giace nel dirupo, all’interno di un vecchio copertone per mezzi agricoli, in mezzo a rifiuti, vecchie reti metalliche e lamiere, cavi elettrici smembrati. Sessantatrè anni fa, dopo l’armistizio dell’8 settembre, la convivenza fra truppe italiane della Divisione Acqui e tedeschi sfociò nel combattimento. Dal 22 settembre, con la fine degli scontri e fino al 28, i nazisti rastrellarono e sterminarono molti italiani. A ricordo dell’eccidio è stato eretto un monumento a Verona. Un altro sta a Cefalonia, a nord di Argostoli, definito dai locali «il piccolo monumento». Qui, il primo marzo 2001, l’allora Presidente Ciampi, riguardo ai militari della Acqui, sottolineò come «la loro scelta consapevole fu il primo atto della Resistenza, di un’Italia libera dal fascismo». Da tutto questo un motivo in più per l’indignazione provata un mese fa dai quattro italiani, tanto che al ritorno a casa uno di loro ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al Commissariato Generale Onoranze Caduti In Guerra. «Signor Presidente, mi rivolgo a Lei, affinché, venga restituita la giusta dignità ai numerosi caduti di Cefalonia – scrive Martino - Il mese scorso mi sono recato sull’Isola di Cefalonia in Grecia, erano anni che desideravo conoscere quel posto dove numerosi nostri giovani soldati persero la vita nel settembre 1943 per mano dei nazisti. Forte era l’emozione, ma purtroppo mi sono trovato davanti ad un inaudito scempio!!! La croce in legno eretta per il ricordo dei nostri caduti era stata spezzata e gettata dal ponte, le allego le fotografie così si può fare un’idea di quanto doloroso sia stato assistere a questa scena». «Le rammento inoltre, che il rimanente della Divisione Acqui, si unì alla resistenza partigiana greca che era in continuo contatto con i partigiani italiani – continua Martino - e quindi, considerato che anche lei è stato in un gruppo di antifascisti, spero s’impegni ad attivare gli organi competenti al fine di poter ripristinare in maniera più salda quella croce, che per molti ha un gran valore... VITA». «Mi sono sentito ferito, umiliato nel vedere tanto scempio – racconta Martino – Ho cercato invano di riporre al suo posto la croce commemorativa. Purtroppo non mi è stato possibile».
giovedì 21 settembre 2006




