Storie di stemmi (1)

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 14 settembre 2006, 19:39

...vi avevo pregato di :oops: non tirare ad indovinare...

Bene :?: vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Messaggioda Guido5 » giovedì 14 settembre 2006, 20:01

Maria Luisa Alasia ha scritto:Bene allora facciamo indovinare l'epoca ...

Allora, diciamo:
C - epoca
1 - quarto decennio del XX secolo.

Le motivazioni sono le seguenti:
- fra' Eusanio ha dato alle risposte numeri diversi (e l'1 manca);
- gli stemmi sono in condizioni troppo buone per avere più di 70 anni;
- il castello è sede del Museo del mobile valdostano proprio dal 1936...

Ci siamo? Ciao a tutti!
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 14 settembre 2006, 20:07

Guido5 ha scritto:Allora, diciamo:
C - epoca
1 - quarto decennio del XX secolo.

Le motivazioni sono le seguenti:
- fra' Eusanio ha dato alle risposte numeri diversi (e l'1 manca);

Ragionamento astuto! :wink:
Ma...
...ti assicuro che il fatto che l'1 "manchi" è assolutamente casuale! 8)


- gli stemmi sono in condizioni troppo buone per avere più di 70 anni;

Potrebbero essere al chiuso...

- il castello è sede del Museo del mobile valdostano proprio dal 1936...

...e quindi? :roll:

Ci siamo? Ciao a tutti!
Guido5


...se rispondi bene all'ultima domanda di cui sopra, chissà se :roll: davvero ci siamo...

Bene :D vale
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Messaggioda Guido5 » giovedì 14 settembre 2006, 20:20

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...e quindi?

...il muro di cinta è stato in gran parte rifatto allora: le fotografie mi sembra che avvalorino questa impressione. Si veda http://www.icastelli.it/regioni/valledaosta/fenis.htm.

Ciao a tutti!
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Re: Storie di stemmi (1)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 14 settembre 2006, 20:36

Esatto, era il :wink: ragionamento che mancava.

E che spiega egregiamente tutto ciò che sta dietro a questi due stemmi:
Immagine

Questa lastra in pietra grigia è posta al di sopra dell'attuale porta esterna d'accesso al castello di Fenis (AO), sulla cinta muraria più esterna.

Al pari del castello di Ussel sopra citato (e dal quale dista pochi chilometri), anche Fenis fu vittima di un lento e inesorabile degrado, però conseguente al fatto che nel '700 fu venduto dagli Challant per sanare i gravi debiti economici di cui si erano caricati.

Ma, a differenza di Ussel, i superbi cicli affrescati e la posizione felice di Fenis (che è un castello "di pianura") spinsero gli studiosi a curarne le sorti fin dalla fine dell''800, sottoponendolo a restauri in linea con le capacità (e con la :roll: mentalità) del tempo.

In quest'ultima ottica, i più recenti "restauri importanti" condotti negli anni '30 del XX secolo portarono anche a ricostruirne ex-novo la seconda cinta muraria, quella più esterna, che era stata la prima a venir smantellata dagli abitanti del paese onde ricavarne pietra da costruzione. Tale rifacimento comprese ovviamente anche la porta d'accesso di cui sopra, che però (in contrasto con le più elementari esigenze medievali di difesa) fu inopinatamente posta :evil: in asse con la successiva...

...ma ancor :1: più inopinatamente, almeno dal nostro punto di vista araldico, si volle porre sopra di essa la lastra in stile pseudomedievale che qui vediamo...

...dove, com'era logico, non poteva non comparire lo stemma sabaudo...

...e, già che ci siamo, ci si mise :roll: anche quello degli ex padroni di casa...

...che però, com'è "ovvio", non :evil: poteva nè doveva essere posto allo stesso livello del precedente!

Un :P bravo :P a tutti coloro che hanno contribuito al buon andamento della prima puntata di questo :wink: "gioco"!

Bene :D valete
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 14 settembre 2006, 21:07

Allora arrivo dopo Guido.... e Fra' Eusanio...

Fenis castello, cinta muraria esterna;

Il castello è la sintesi di diverse campagne costruttive succedutesi dal tardo XII al XV secolo.
Risale al 1242 la prima menzione esplicita del maniero, infeudato a Gotofredo di Challant e ai suoi fratelli: all'epoca il castello doveva comprendere la torre quadrata e la torre colombaia sul lato sud, un corpo abitativo e una cortina muraria. Nel XIV secolo, sotto la signoria di Aimone di Challant, hanno luogo le trasformazioni più significative, in seguito alle quali il castello assumerà la fisionomia attuale. Intorno al 1340 viene costruito il corpo centrale che ingloba le strutture preesistenti, dotato a ovest di una torre maestra quadrata (donjon).
I lavori di restauro stanno anche interessando l'edificio della dipendenza, che si erge a ridosso della cinta muraria più esterna
Dopo l'acquisizione del maniero al patrimonio dello Stato, avvenuta per l'impegno profuso da Alfredo d'Andrade nel 1895, le ricostruzioni promosse durante il regime fascista dal Ministero dell'Educazione Nazionale e in particolare la reintegrazione della doppia cinta muraria, conferirono all'edificio quel carattere fiabesco che tuttavia poco riflette l'aspetto originario del castello.

Ora che tipo d'indovinello sta confabulando, magari se ci da un encomio cartaceo per partecipare al prossimo m'impegno senno'
A presto Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 14 settembre 2006, 21:16

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Guido5 ha scritto:Allora, diciamo:
C - epoca
1 - quarto decennio del XX secolo.

Le motivazioni sono le seguenti:
- fra' Eusanio ha dato alle risposte numeri diversi (e l'1 manca);

Ragionamento astuto! :wink:
Ma...
...ti assicuro che il fatto che l'1 "manchi" è assolutamente casuale! 8)


- gli stemmi sono in condizioni troppo buone per avere più di 70 anni;

Potrebbero essere al chiuso...

Ancora a farci trabboccare dopo che aveva detto Castello di Fenis cinta muraria esterna

Fra' Eusanio shame on you! :2: :2: :2:

- il castello è sede del Museo del mobile valdostano proprio dal 1936...

...e quindi? :roll:

Ci siamo? Ciao a tutti!
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...se rispondi bene all'ultima domanda di cui sopra, chissà se :roll: davvero ci siamo...

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Messaggioda Guido5 » giovedì 14 settembre 2006, 22:00

Grazie a te, fra' Eusanio, per lo stimolante quesito (anche se la mia partecipazione è stata soltanto marginale). Sulla posizione degli stemmi tuttavia vorrei far notare la continuità - come dire: "scultorea"? - fra il braccio orizzontale della croce del primo e la banda del secondo che credo abbia determinato quella precisa collocazione.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Guido5 » giovedì 14 settembre 2006, 22:28

Maria Luisa Alasia ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Potrebbero essere al chiuso...

Ancora a farci trabocchetti dopo che aveva detto: Castello di Fenis cinta muraria esterna.
Fra' Eusanio shame on you! :2: :2: :2:

Cara Maria Luisa,
però nel trabocchetto non ci siamo caduti! Stia piuttosto attento lui, che va per castelli, a non finire in un "pozzo a rasoio"...

Ciao a tutti!
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 14 settembre 2006, 23:25

Caro Guido,
non sapevo cosa dicevi con....

Stia piuttosto attento lui, che va per castelli, a non finire in un "pozzo a rasoio"...

Cosi' ho ricercato ed ora so'.
Chi usava fare questi pozzi, i monaci o' le monache? Dove se ne trovano, in internet ho trovato solo uno.
Che fine per quei poveretti che ci cadevano.....
Ciao Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Guido5 » giovedì 14 settembre 2006, 23:51

Maria Luisa Alasia ha scritto:Chi usava fare questi pozzi, i monaci o le monache?

Cara Maria Luisa,
direi piuttosto che erano i vari signori e signorotti a far uso dei "pozzi a rasoio", un po' gli antenati dei moderni tritarifiuti da lavandino... In Romagna, per esempio, ogni castello che si rispetti aveva il suo.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » venerdì 15 settembre 2006, 0:24

Caro Guido,
grazie del lume, ho trovato qualcosa alla Don Rodrigo in questo link..
http://www.castellodifumone.it/italy/arx/pozzo.htm
Come donna preferisco la nostra era..
Buona notte Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » venerdì 15 settembre 2006, 20:28

Cari Colleghi,
dov'e sparito Fra' Eusanio, forse ci sta preparando un'altra sfida per analizzare la nostra Cognitiva?
Io mi sono divertita con il primo quiz e do' il benvenuto al secondo.

Grazie Fra' Eusanio.....

Ricercando la famiglia ho notato ch'ebbero moltissimi stemmi non solo quello del nostro topic.


Un po' di dati di alcuni rami della famiglia Challant-Chalant, per le persone a cui piace saperne di piu'.

Dal sito http://www.vivant.it

On-line: il Manno
Famiglia: Challand (Challant, Chalant)


Estinti
D’Aosta.
Dò la genealogia del Du Tillier; manoscritto originale, 77; con modificazioni ed aggiunte.
La più cospicua fra le famiglie d'Aosta. Che venissero dai Monferrato, di prima stirpe è congettura tratta dall'arma e corroborata da qualche accenno documentario. Nel filetto di nero si volle dedurre, quantunque non fosse in isbarra, un segno di bastardigia.
Furono infeudati dal Viscontado della Valle d'Aosta, e vi ebbero numerosi feudi, come anche in Piemonte, nella Svizzera Romanza, nel Bugey, Delfinato, Bressa, Borgogna e Lorena. Tennero anche la Signoria sovrana di Vallangin (Svizzera).
L'apogeo della potenza e della ricchezza fu con Renato, dopo di lui, la non equa impropriazione dei grandi feudi, conceduta poi in parte, revocata dal Duca Emanuele Filiberto, umiliò ed impoverì la famiglia il cui ultimo fiato maschio si spense nel 1807.
Confronta Frutaz (F.G.) Chartes de la maison de Challant (in Société accademie d'Aoste) (Aoste, 1894, XVI, 185, 241)
Vaccarone: Le Challant: Génealogie des seigneur de Challant. Poesie du XV siècle (p.p. Mrg. A. Duc.) Aoste 1906).
Nulla di comune con i Challand di Sallanches, nobilitati in persona di Giampietro (Patenti 1616, 1 febbraio), coll'arma: Troncato d'azzurro a tre stelle d'oro all'aquila di nero. Motto: FELICI. SIDERE.
D'argento, al capo di rosso, col filetto di nero (alias banda) in banda. Inquartavano, pel ramo principale del Viscontado d'Aosta, e cioè: D'oro, all'aquila coronata di nero, armata di rosso. Le varia linee usarono spezzatura, caricando la banda di un mobile ritirato verso il capo; così: quei di Cly, tre mezze lune d'argento crescenti; quelli di Châtillon del primo ramo: un anello d'oro; quello del secondo, una palma d'oro; la linea di Ussel e S. Marcel, la stella d'oro; la linea Aymaville, la colomba d'argento; quei di Varey, la moscatura di ermellino, d'oro.
Cimiero: Una testa di cinghiale, dalle lunghe orecchie alzate: posta fra un volo di basilico, d'azzurro, screziato d'oro; le ali accostate da due colombe d'argento, affrontate.
Motto: TOUT. EST. MONDE. ET LE MONDE. N'EST. RIEN alias TOUT. EST. ET. N'EST. RIEN. Sostegni: Due liocorni d'argento affrontati.


Famiglia, Nome: Challand (Challant, Chalant) , Aimone

Signore di Fenis di cui fece costrurre il castello. Acquista Aymaville. Investito (1354, 23 ottobre). Governatore del Principe Ereditario; Governatore, Luogotenente del Ducato di Aosta; Cavaliere dell'Ordine (Seconda Creazione del Conte Rosso). Sposa Fiorina, di Giacomo Provana di Leyni.
1 - Bonifacio (VII).
2 - Amedeo (VII') Linea d'Aymaville.
3 - Guglielmo (+ 20 maggio 1431). Gran Cancelliere di Savoia; vescovo di Losanna (1406, 10 ottobre).
4 - Francesco
5 - Antonio. Abate di Payerne e di S. Michele della Chiusa; Arcivescovo di Tarantasia (1045, 23 settem.) Cardinale del titolo di S. Maria in via Lata; Cancelliere di S. Romana Chiesa; legato al Concilio di Costanza, Legato a latere in Inghilterra e in Germania.
6 - Giacomo (+ all'assedio di Carignano).
7 - Margherita. Sposa ...
8 - Beatrice. Sposa Antonio Valperga.
9 -Alesina. Sposa Antonio di Valperga di Mazzé.
10 - Bona. Sposa (dote, 13 febbraio 1378) Guidone de Groslée.


Famiglia, Nome: Challand (Challant, Chalant) , Carlo

Testò (1556, 21 ottobre). Questa linea dei Baroni di Fenis portava sulla banda, la spezzatura dell'anello d'oro. Signore di Villarsel, Ainans, Bilens, Turnieur-le-Grand, Villargerod; Barone del Chatelar e Divonne; Signore e Barone di Fenis; investito (1555, 9 giugno). Sposa Francesca, del conte Giovanni de Gruyères de Corsier.
1 - Francesco (XII).
2 - Giorgio (XII'). Linea di Châtillon.
3 - Claudio. Testò (1590, 14 gennaio). Signore di Villarsel, di St. Vincent (1586, 1 marzo; patenti 19, 385) e della Rivière de Montjouet. Ambasciatore di Savoia presso i Cantoni Svizzeri, in Francia, in Austria, in Sassonia. Gentiluomo "di Casa"; scudi 100 per un viaggio a Ferrara (1570, 18 aprile; controllo 25, 34 v). Governatore e Gran Balio del Ducato di Aosta; Governatore di Ivrea; Cavaliere Ordine Supremo SS. Annunziata (1581) Grande Scudiero (1582, 16 febbraio; patenti 17, 153 v). Ciambellano e maggiordomo maggiore e Gran Maestro (1584, 1° maggio; Patenti 18, 207 v). Sposa Bona, di Filippo di Savoia - Racconigi.
3 - 1 Bernardino (+ piccolo).
3 - 2 Giorgio idem
3 - 3 Margherita idem
3 - 4 Isabella idem
3 - 5 Antonio idem
3 - 6 Paola. Sposa Luigi Solaro, conte di Moretta.
4 - Giovanni (+1577). Signore di St. Marcel. Sposa Isabella, di Giovanni Costa di Polonghera.
4 - 1 Francesca. Sposa conte Paolo Emilio S. Martino


Famiglia, Nome: Challand (Challant, Chalant) , Antonio Gaspare Felice
(+ Aosta 1706). Barone di Fenis e poi conte di Challant (1696); insieme col Barone di Chatillon. Colonnello delle Milizie. Sposa Maria, del conte Carlo Provana di Collegno.
1 - n. ... (pre + al padre). Monaca in S. Michele d'Ivrea.


Famiglia, Nome: Challand (Challant, Chalant) / linea di Châtillon, Giorgio Francesco

(+ Issogne, 28 maggio 1729). Conte di Challant, Barone di Fenis; investito (1715, 3 aprile). Acquista Montjouet dal Barone Carlo Francesco Vallesa (1787, 11 maggio) e dall’uditore Berlio (1712, 2 aprile). Vende parte di Fenis (1718) al conte Baldassarre Saluzzo di Paesana Gentiluomo di Camera. Sposa (Torino, S. Giovanni, 28 aprile 1706) Paola Cristina, del conte Ottavio Solaro di Govone.
1 – Carlo Francesco (XVI).
2 – Giuseppe Luigi Agostino (nato 1712; + all’assedio di Cuneo, 1744). Ufficiale delle Guardie.
3 – Maurizio Filippo (nato 28 maggio 1724).
4 – Silvia Felicita Teresa (nata Torino, S. Teresa, 10 marzo 1707). Sposa (15 giugno 1722) conte Giuseppe San Martino di San Martino di Borgiallo.
5 – Maria Gabriella (nata Torino, S. Teresa, 15 giugno 1708; + Torino, 22 febbraio 1807). Sposa (Torino, S. Teresa, 18 settembre 1728) cavaliere Carlo Maria Falletti di Villafalletto (+ 10 febbraio 1760).
6 – Paolina Cristina, visitandina professa (1729, 27 novembre) in Aosta.
7 – Barbara Luisa (Lodovica) (+ di parto, aprile 1738). Sposa (3 luglio 1737) marchese Luigi Domenico Incisa di Camerana.
8 – Anna Maria Elisabetta (nata Ivrea, 25 luglio 1720). Sposa (gennaio 1738) conte Amedeo Salmatoris di Vivar.

A presto Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 18 settembre 2006, 16:56

Guido5 ha scritto:Grazie a te, fra' Eusanio, per lo stimolante quesito (anche se la mia partecipazione è stata soltanto marginale).

Grazie a tutti voi per l'attenzione, la simpatia... e la pazienza! :wink:

Sulla posizione degli stemmi tuttavia vorrei far notare la continuità - come dire: "scultorea"? - fra il braccio orizzontale della croce del primo e la banda del secondo che credo abbia determinato quella precisa collocazione.
Ciao a tutti!
Guido5


Potrebbe :? essere...

...ma è un'equilibratura :roll: estetica :( molto marginale! :wink:

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 18 settembre 2006, 19:02

Maria Luisa Alasia ha scritto:Cari Colleghi, dov'e sparito Fra' Eusanio, forse ci sta preparando un'altra sfida per analizzare la nostra Cognitiva?

No, cara Maria Luisa, non sto preparando :oops: "sfide"...
...ma solo un altro :wink: quiz per parlare insieme di :P stemmi e dintorni, come abbiamo fatto in questo caso!


Io mi sono divertita con il primo quiz e do' il benvenuto al secondo...(omissis)...


...arriverà, arriverà :wink: ...

...per ora, grazie dei tuoi utili e documentati contributi, della tua intelligenza e della serena simpatia che sempre accompagna i tuoi contributi al forum.

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