Etichetta araldica: brisure

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Etichetta araldica: brisure

Messaggioda Ardashir » venerdì 16 gennaio 2004, 12:55

Gentilissimi Signori,

mi fa davvero piacere vedere come la discussione in ambito di galateo araldico sia già entrata nel vivo su almeno uno dei temi proposti (ed uno fra i più controversi, potrei dire).
Il tema delle brisure, inserito, lo ammetto, un po' come una provocazione fra le questiones sulle quali il gentilissimo Signor da Ocre si è subito speso, è di grande importanza nell'ambito del galateo araldico che noi andiamo ad ipotizzare.

T.G.Cravarezza ha scritto:Gentile Signor Pasquini,
io invece sono del parere contrario. Le brisure devono essere decise dalla famiglia che le vuole adottare.
Una famiglia potrebbe decidere di sostituire semplicemente lo smalto di uno degli elementi per lo stemma del primogenito; oppure inserire un labello per il secondogenito; oppure cambiare il cimiero per il terzogenito e così via. Insomma, secondo me dovrebbe essere a totale girusdizione della famiglia. Comprendo che in questo modo un estraneo non saprà le differenze, ma dopotutto, chi conosce il motivo per cui in uno stemma c'è un leone d'oro e non di rosso? Oppure c'è una stella d'argento e non d'oro? Sono decisioni del proprietario dello stemma.
Cordialmente


Il brano quotato del gentilissimo Signor Cravarezza offre alcuni interessanti spunti. Egli, infatti, sostiene l'opportunità di modificare gli smalti di figure interne o di aggiungere un cimiero per distinguere i vari rami di una stessa gens (termine che userò, da qui in poi, come il signor Cravarezza, per intendere, la somma delle famiglie originatesi da un medesimo ceppo) in alternativa al comune uso di brisure.
Ebbene, vi sono secondo me due importanti quesiti da porsi riguardo alla brisure epiù in generale alle differenziazioni araldiche legate alle parentele, a prescindere che si voglia o meno lasciare piena libertà riguardo ad esse (e ricordiamoci che questo è solo un galateo :D ):

-gli elementi distintivi di un ramo famigliare rispetto ad un altro dovrebbero esprimersi attraverso:

-elementi sempre interni allo scudo (da scartarsi, dunque, almeno a mio parere, l'idea dei cimieri), dato che solo lo scudo è elemento araldico fondamentale ed esso dovrebbe, da solo, fornire le informazioni bastanti sul titolare e sulla di lui famiglia senza ricorrere ad elementi esterni esplicativi.

-ed, all'interno dello scudo, queste differenziazioni (le si chiamino o no brisure) dovrebbero esprimersi non attraverso la modifica di un elemento originario dell'arma, ma in nuovi carichi aggiunti all'arma senza modificarne i carichi o gli smalti originari.
Se infatti in uno stemma d'azzurro al leone d'oro pretendiamo di modificare lo smalto del leone per distinguere il secondogenito, non avremo creato uno stemma di secondogenitura ma, banalmente, un altro stemma, dato che avremmo modificato un elemento costitutivo dello stesso.
Le differenziazioni, in linea generale, dovrebbero esser governate, in ambito di carichi, dal criterio dell'aggiunta, non da quello della modifica.



Riguardo, poi alla necessità di normare nel dettaglio eventuali sistemi di brisure mi trovo invece d'accordo col gentilissimo Signor da Ocre e con lo stesso Signor Cravarezza: meglio non provarci neppure e lasciare ad ogni famiglia piena libertà in tema di differenziazioni, stanti però (almeno a mio giudizio) i criteri minimi sopra enunciati.


Detto questo, rimane ancora il problema centrale da affrontare:

-le brisure sono necessarie o no?

A questa domanda, posto che le brisure sono in buona parte estranee alla tradizione araldica nostrana, dovrebbe poter rispondere SOLO il titolare dello stemma.
Per quanto utilissime, infatti, le brisure sono una differenziazione che stona, come sottolineava il Signor Tuccimei di Sezze, con certi caratteri dell'araldica nostrana e l'usarle o meno dovrebbe rimanere fatto di pura scelta soggettiva.
Certo, una volta decisosi l'uso delle brisure, lo stemma ne sarebbe condizionato per tutta la sua vita attiva e dovrebbe attenersi a certi criteri legati al concetto stesso di brisure che andavo prima ad esporre, e questo è un elemento che si dovrebbe aver ben presente nel compiere la scelta.

Tutto ciò che ho detto, ovviamente, è frutto di mie opinioni soggettivissime.

Cordiali saluti
Ultima modifica di Ardashir il venerdì 16 gennaio 2004, 15:02, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 16 gennaio 2004, 15:01

Gentile Signor Forlanini,
ha fatto benissimo ad aprire una nuova discussione, così da non creare confusione.
La mia tesi l'ha già esposta. L'unico aspetto su cui vorrei discutere, anche s eho timore di uscire un attimo dal seminato, riguarda la questione "Cos'è uno stemma araldico"?
Cioè, noi consideriamo stemma araldico unicamente lo scudo oppure anche gli altri elementi? Perchè, nel primo caso, è logico che la brisura andrebbe effettuata solo all'interno dello sucdo. nel secondo caso invece, si potrebbe tranquillamente sostituire anche un cimiero, un elmo, un supporto...
Io considero stemma araldico, non solo lo scudo, ma tutto l'insieme. E' logico che il cavaliere era riconosciuto in battaglia o ai tornei, unicamente dagli elementi disegnati sopra lo scudo o sopra l'elmo, ma anche il cimiero ha la sua importanza, come anche chi "sostiene" lo scudo, la foggia stessa dello scudo etc.
Ad ogni modo io sono ugualmente dell'idea di dover innanzitutto modificare alcuni elementi interni lo scudo e, solamente come maggiorazione della brisura, modificare anche elementi esterni, ma sempre in concomitanza della modifica interna.
Cordialmente
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Messaggioda Ardashir » venerdì 16 gennaio 2004, 15:16

Gentilissimo Signor Cravarezza,

capisco la Sua opinione, ma se osserviamo la genesi storica del concetto di stemma ci accorgiamo di un semplice fatto: lo scudo è la parte fondante e fondamentale dello stemma che, anche da sola, basterebbe a definire il titolare in modo più che soddisfacente.

Elmi, corone e manti ci dicono qualcosa del titolare? Ovviamente si, ma questo dato è qualcosa di diverso rispetto a quel che si evince dallo scudo.
Se lo scudo infatti esprime un dato metaforico\simbolico, corone, elmi, ordini ecc. esprimono un dato gerarchico\sociale, definendo il ruolo od il titolo del titolare, la cui essenza è però già espressa dallo scudo.

L'unica eccezione in merito parrebbero essere le concessioni interne allo scudo, ma, se ben guardiamo, anche queste sono riconducibili al dato metaforico\simbolico, dato che esprimono la vicinanza ideale o politica del titolare piuttosto che una sua funzione chiaramente esplicata (il capo d'Impero denota la fedeltà al S.R.I., non un titolo nobiliare imperiale).

Cimiero e svolazzi, poi, sono anch'essi dati metaforico\simbolici (dove invece il numero dei cimieri può essere un dato gerarchico\sociale), ma è facile notare come nella stragrande maggioranza dei casi essi si richiamino direttamente agli smalti ed ai carichi dello scudo.

Spero di aver chiarito il mio pensiero relativamente al ruolo imprescindibile dello scudo.
Proprio in virtù di questo suo ruolo fondante nel definire l'essenza del titolare, le brisure (che ci dicono indubbiamente qualcosa del titolare) devono, almeno a mio giudizio, esser ricondotte unicamente allo scudo ed a null'altro.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 16 gennaio 2004, 15:19

Puntuale Signor Forlanini,
il mio era solamente un intervento di "domanda"? Concordo in pieno con la Sua risposta. Ripeto, semmai, in aggiunta alla brisura interna, si può anche modificare un elemento esterno, ma appunto smepr ein agigunta alla brisura interna lo scudo.
Lo scudo è l'essenza dello stemma araldico che si compone dell'anima del proprietario (lo scudo) e della sua posizione nella società (alcuni degli elementi esterni).
Cordialmente
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Messaggioda MMT » venerdì 16 gennaio 2004, 16:04

Bene dunque continuiamo la discussione sulle brisure il questo altro topic aperto appositamente dal gent.mo sig. Forlanini.

T.G.Cravarezza ha scritto:io penso che lo stemma abbia una tale valore che dovrebbe essere ricevuto in eredità solamente dal primogenito. La famiglia, per quanto sia giustissimo considerarla nel senso più ampio del termine e quindi, come gens romana, anche di tutti i rami, io la vorrei però restringere al nucleo padre e primogenito, almeno per quanto riguarda stemma e titoli.
Pertanto io preferirei che l'arma della famiglia spettasse unicamente al primogenito, esattamente come è stata creata dal capostipite (pertanto il primogenito, alla morte del padre, eliminerebbe l'eventuale segno di brisura che lo indicava come primogenito). Gli altri appartenenti alla famiglia, secondo me, dovrebbero crearsi nuove armi totalmente perchè, dopotutto, creeranno loro nuove famiglie. Giustamente, per mantenere il collegamento con la famiglia originaria, potrebbero inquartare il loro nuovo scudo con le armi originarie, con parte di esse oppure inserire uno scudetto sul tutto con le armi originarie...insomma, i modi sono molteplici.

Carissimo sig. Cravarezza,
Ma così verrebbe meno il concetto di stemma come interpretazione grafica del cognome tanto coro allo IAGI!!! Uno stesso cognome, che lega molte persone sotto un vincolo di parentela, con svariatissimi stemmi.... insomma sarà perchè troppo legato -forse- alla nostra arldica ma sinceramente le brisure mi sembrano un metodo da adottare nelle case regnanti più che per le famiglie in generale. Parlo per esperienza personale: premetto -forse molti lo sanno già- che la mia vasta famiglia è divisa in molti rami e di qui la difficile conoscenza di tutti i membri fra di loro. Ho trovato dei parenti in X grado a San Paolo del Brasile -con cui mi sento tutt'ora tramite mail- che mi raccontavano che nella loro casa paterna vi era un quadro con lo stesso mio stemma. E ancora tempo fa un amico ( :wink: ) mi ha spedito un biglietto da visita di un'altra parente, che non conoscevo, su cui era riportato lo stesso stemma gentilizio.
Non crede sia bello ed emozionante ritrovare dei parenti -di cui magari s'ignorava l'esistenza- che alzano lo stesso stemma che usiamo noi, che si riconoscono nello stesso, antichissimo, simbolo che per secoli è rimasto tale inalterato?

Rimango dell'idea che nel rapporto tra primogenito ed ultrogenito, lo stemma deve rimanere così com'è, mentre sono le corone che dovranno poi indicare la differeza che intercorre tra i due.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 16 gennaio 2004, 16:44

Egregio Signor Tuccimei,
comprendo il Suo punto di vista e in parte sono concorde con la Sua opinione. Nonostante ciò, secondo me, la famiglia è sempre la stessa, ma solo il primogenito (maschio) porterà avanti la famiglia, sarà insomma il titolare dei titoli (se ve ne sono) e dello stemma. Insomma, l'unico che potrà alzare in "battaglia" lo stemma della propria famiglia (scusi la metafora). Gli altri figli creeranno, seppur con il medesimo cognome, delle nuove famiglie che, secondo me, dovrebbero essere contraddistinte da un nuovo stemma che richiami quello del ceppo originario. Pertanto, ad esempio, vedo molto bene inserire lo scudetto dello stemma originario all'interno della nuova arma. Ma questo è solo un esempio.
Ad ogni modo, la brisura, come scrivevo precedentemente, deve rimanere a totale discrezione del proprietario dello stemma, sempre rispettando le norme di eleganza araldica. Chi sceglierà di utilizzare solamente un lambello o una bordura e chi di creare nuove armi con le armi originarie in un quartier franco, ad esempio. I metodi sono molteplici. Ma appunto verranno scelti dal titolare dell'arma.
L'unica regola che noi, come curatori di questo galateo, dovremmo consigliare, è quella di mantenere fede ai metodi che si scelgono, se si sceglie la brisura, per i secoli a venire. Cioè, se una famiglia decide di brisare l'arma del primogenito, del secondogenito etc. per meglio differenziarli, dovrà poi codificare e mantenere in futuro tale metodo di brisura e non cambiarlo o sopprimerlo ad ogni nuovo discendente.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda Ardashir » venerdì 16 gennaio 2004, 16:52

Gentilissimo Signor Cravarezza,

T.G.Cravarezza ha scritto:Gli altri figli creeranno, seppur con il medesimo cognome, delle nuove famiglie che, secondo me, dovrebbero essere contraddistinte da un nuovo stemma che richiami quello del ceppo originario. Pertanto, ad esempio, vedo molto bene inserire lo scudetto dello stemma originario all'interno della nuova arma. Ma questo è solo un esempio. (omissis) Chi sceglierà di utilizzare solamente un lambello o una bordura e chi di creare nuove armi con le armi originarie in un quartier franco, ad esempio. I metodi sono molteplici. Ma appunto verranno scelti dal titolare dell'arma.


non penso sia corretto per ogni branca secondaria di una famiglia crearsi un nuovo stemma che richiami quello del ceppo originario attraverso una specie di citazione araldica. Al contrario, lo stemma dovrebbe esser sempre il medesimo, sì da richiamare l'unicità della gens, ma contraddistinto da una discreta brisure.
L'idea di lasciare in uno scudetto od in un canton franco le armi avite per privilegiare delle armi del tutto nuove mi lascia abbastanza scettico...

T.G.Cravarezza ha scritto:L'unica regola che noi, come curatori di questo galateo, dovremmo consigliare, è quella di mantenere fede ai metodi che si scelgono, se si sceglie la brisura, per i secoli a venire. Cioè, se una famiglia decide di brisare l'arma del primogenito, del secondogenito etc. per meglio differenziarli, dovrà poi codificare e mantenere in futuro tale metodo di brisura e non cambiarlo o sopprimerlo ad ogni nuovo discendente.
Cordialmente


Qui, invece, le dò assolutamente ragione e penso, anzi, che Lei abbia espresso al meglio il problema: la brisure è, prima ancora che un elemento araldico, una responsabilità che viene assunta dal titolare ma che passa come portato a tutti i suoi discendenti.
Il creatore della brisure dovrebbe avere la lungimiranza di stabilire fin dall'inizio i criteri basilari del suo sistema di modo che esso rimanga coerente anche alla prova del tempo e possa esser ripreso con sicurezza anche nelle generazioni a venire.

Cordiali saluti
Ardashir
 
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Messaggioda sebpasq » venerdì 16 gennaio 2004, 17:58

Cari amici
in effetti quella delle brisure come già sottolineato è una questione tutt'altro che secondaria.
Già mi sono espresso circa il mio totale appoggio per un sistema di brisure simile a quello inglese, e credo che oltre il 7° grado di parentela a partire dall'avo si debba rinnovare o almeno modificare lo stemma di famiglia. Naturalmente nel caso di una Casa Reale o di una famiglia nobile sarebbe arduo (e forse nocivo) reinventarsi ogni sette generazioni un altro stemma, ma comunque qualcosa (anche una brisura) che indichi la distanza temporale del capostipite ci dovrebbe essere; le brisure coprono i familiari del capostipite di una famiglia (che poi di generazione in generazione si tramandano all'infinito lo stesso stemma), i relativi rami collaterali, ma forse per essere complete dovrebbero rappresentare anche la distanza dal capostipite non trovate? Pensate come sarebbe facile individuare da subito esaminando uno stemma a quale secolo risalirebbe il capostipite di una famiglia! Certo sarebbe solo colui che per primo decise di adottare uno stemma e forse non il reale capostipite, però sarebbe sicuramente utile dal punto di vista storico.
Sinceramente non vedo perchè i discendenti di una casata (prestigiosa e non) non debbano portare lo stesso stemma del capostipite, naturalmente corretto dalla relativa brisura.
Però volevo chiedervi: se le brisure fossero solo dei simboli magici e misteriosi ad appannaggio solo di una famiglia, quale utilità potrebbero avere? Sarebbe veramente così affascinante non riuscire ad individuare un ramo di una famiglia o i relativi discendenti?
Sono d'accordo con lo scartare quale modo di brisare un'arma, il cimiero, così come sono contrario al cambio di smalti: dopotutto perchè complicarsi la vita? E' così facile e chiaro con il lambello, i gigli, gli anelletti, etc, che perchè non usufruirne in modo chiaro ed "universalmente" interpretabile? Penso per esempio l'utilità che ne potrebbe ricavare la genealogia, evincendo da una serie di stemmi l'albero genealogico di una famiglia senza effetuare la ricerca genealogica.
Io credo che l'araldica come scienza documentaria alla storia e alla genealogia dovrebbe appunto facilitare il compito di individuare i membri di una famiglia e non complicarlo, per questo le brisure dovrebbero servire anche a questo ed essere usate con "saggezza" e con scientificità non per capriccio. Magari il capriccio riserviamolo alla creazione di stravaganti livree ( se disponiamo di una servitù..).
Immaginate se ogni famiglia italiana adottasse un sistema di brisura diversa, che caos sarebbe: altro che para-araldica o araldica di fantasia!!

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda MMT » venerdì 16 gennaio 2004, 22:38

sebpasq ha scritto:Penso per esempio l'utilità che ne potrebbe ricavare la genealogia, evincendo da una serie di stemmi l'albero genealogico di una famiglia senza effetuare la ricerca genealogica.

Si ma comunque i collegamenti e i legami di samgue vanno comunque documentati, Lei lo sa meglio di me! Una brisura non può dar più credito di quello che attestano le carte!!! E in questo, le ricerche genealogiche, le brisure non aiutano di certo. E' un fatto realmente accaduto, in Canada mi sembra, che due famiglie omonime erano in realtà parenti (ovviamente lontani) ma non lo sapevano e si credevano distinte e separate. Un attento esame del DNA ha dimostrato che quelle due famiglie erano in realtà la stessa: discendevano entrambe da uno stesso capostipite... insomma tutti i maschi di quelle due famiglie avevano i cromosomi Y uguali tra loro.
Ecco come si può perdere facilmente il ricordo di una lontana parentela e farla poi sfociare in mera omonima.... e su questo le brisure inglesi -che vorreste applicare- non aiutano di certo.
Ritorno quindi sul fatto che esse sono "inutili" anche perchè il rapporto che intercorre tra primogenito e ultrogenito è illustrato maginificamente dalle corone dette appunto di rango.

Il sistema delle brisure non è semplice come si crede: non consiste nel mettere o meno una stella o un giglio sopra un lambello (questi ultimi sono poi temporanei).... ma modificando le pezze e gli smalti introducendo bordure che verranno successivamente divise emodificate: insomma
Su Araldica di C.A. von Volbort si riporta chiaramente:
Tutte queste trasformazioni hanno carattere permanente e creano nuove armi che diventano loro stesse soggette a differenziazioni per le generazioni che seguono. ... omissis... Essi [i marchi di discendenza] generalmente sono posti in capo d'armi, ma dovrebbero essere posti nel centro se lo scudo è inquartato... Le generazioni successive caricheranno il marchio di discendenza del padre con il proprio.
Insomma vi immaginate che cozzaglia di elementi diverrebe qesa nuova arma? Alla faccia della "bella semplicità araldica" che tutti osannano!

La tavola che il libro riporta nella stessa pagina (80) parla da sè... confrontate il primo stemma con l'ultimo (che in realtò sarebbe poi il semplice discendente di un secondogenito!).

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 17 gennaio 2004, 0:07

Egregi colleghi,
ricordiamoci che noi siamo italiani, non albionici né teutonici, e quindi abbiamo alle spalle secoli di tradizioni che non si cancellano con un colpo di spugna, né tanto meno seguendo nuove procedure che solo ipoteticamente faciliterebbero il lavoro dei genealogisti...

Che le brisure esistano, è un dato di fatto acquisito per chi studia araldica.

Che siano anche utili, non è invece per nulla acquisito.

Sono utili quando permettono una corripondenza biunivoca fra stemma brisato e posizione nell'albero genealogico: se codificate con esattezza ed applicate con rigore, però, che succede?

Succede che, più l'albero genealogico è ricco di rami, più diventa pieno lo stemma, finché si arriva all'altro corno del problema...

...cioé che le brisure sono fastidiose se complicano la corretta lettura, blasonatura e riproduzione di uno stemma, o peggio se modificano quello di una famiglia fino a renderlo simile (o uguale) a quello d'un'altra!

Il discorso vale nel caso della rigorosa e costante applicazione di regole di brisura codificate, come succede in Inghilterra, la quale produce quegli "sfracelli" araldici che tanti di noi hanno forse visto per la prima volta dalle pagine dell'"Araldica" del Santi-Mazzini, e concretizzati in stemmi ricolmi di quarti ognuno caricato di figurine al limite della visibilità...

In questo, oso pensare che la fantasia italiana sia stata più brillante anche questa volta, usando un metodo soft: brisare sì, ma con giudizio, senza lacci e laccetti di troppe regole, e nel rispetto dello stemma di famiglia.

Penso ai Sanseverino, grande dinastia del nostro Meridione, ed al loro d'argento, alla fascia di rosso, variato con almeno una decina di brisure di bella fantasia (e di grande rispetto per il predetto blasone) a identificarne i rami dei diversi possedimenti...

...che dite? Sono poco note? Certo, ma esistono: hanno il solo svantaggio di non essere british... :twisted:

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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 17 gennaio 2004, 14:58

sebpasq ha scritto:Cari amici
in effetti quella delle brisure come già sottolineato è una questione tutt'altro che secondaria.
Già mi sono espresso circa il mio totale appoggio per un sistema di brisure simile a quello inglese, e credo che oltre il 7° grado di parentela a partire dall'avo si debba rinnovare o almeno modificare lo stemma di famiglia. Naturalmente nel caso di una Casa Reale o di una famiglia nobile sarebbe arduo (e forse nocivo) reinventarsi ogni sette generazioni un altro stemma, ma comunque qualcosa (anche una brisura) che indichi la distanza temporale del capostipite ci dovrebbe essere; le brisure coprono i familiari del capostipite di una famiglia (che poi di generazione in generazione si tramandano all'infinito lo stesso stemma), i relativi rami collaterali, ma forse per essere complete dovrebbero rappresentare anche la distanza dal capostipite non trovate? Pensate come sarebbe facile individuare da subito esaminando uno stemma a quale secolo risalirebbe il capostipite di una famiglia! Certo sarebbe solo colui che per primo decise di adottare uno stemma e forse non il reale capostipite, però sarebbe sicuramente utile dal punto di vista storico.
Sinceramente non vedo perchè i discendenti di una casata (prestigiosa e non) non debbano portare lo stesso stemma del capostipite, naturalmente corretto dalla relativa brisura.
Però volevo chiedervi: se le brisure fossero solo dei simboli magici e misteriosi ad appannaggio solo di una famiglia, quale utilità potrebbero avere? Sarebbe veramente così affascinante non riuscire ad individuare un ramo di una famiglia o i relativi discendenti?
Sono d'accordo con lo scartare quale modo di brisare un'arma, il cimiero, così come sono contrario al cambio di smalti: dopotutto perchè complicarsi la vita? E' così facile e chiaro con il lambello, i gigli, gli anelletti, etc, che perchè non usufruirne in modo chiaro ed "universalmente" interpretabile? Penso per esempio l'utilità che ne potrebbe ricavare la genealogia, evincendo da una serie di stemmi l'albero genealogico di una famiglia senza effetuare la ricerca genealogica.
Io credo che l'araldica come scienza documentaria alla storia e alla genealogia dovrebbe appunto facilitare il compito di individuare i membri di una famiglia e non complicarlo, per questo le brisure dovrebbero servire anche a questo ed essere usate con "saggezza" e con scientificità non per capriccio. Magari il capriccio riserviamolo alla creazione di stravaganti livree ( se disponiamo di una servitù..).
Immaginate se ogni famiglia italiana adottasse un sistema di brisura diversa, che caos sarebbe: altro che para-araldica o araldica di fantasia!!

Saluti.


Egregio Signor Pasquini,
io sono un perfezionista, amante delle norme e delle regolamentazioni. Precisato ciò, però, devo definirmi contrario alle eccessive regolamentazioni nell'araldica. Giuste norme ci vogliono, come anche "galatei" come questo, ma esasperazioni che vincolano eccessivamente il proprietario di uno stemma, non mi paiono corrette. E' come se ci fossero norme riguardo il cognome. Non penso che quando sono nati i cognomi, quando qualcuno ha incominciato a usare il cognome "Boncristiano" perchè magari visto dai suoi cittaidni spesso in chiesa o perchè aiutava il prossimo, ci sia stato qualcuno a precisare che un cognome doveva avere tot lettere, non fare riferimento alla religione et similia. Pertanto, anche l'arma, deve essere abbastanza libera nella sua composizione, rispettando logicamente i canoni dell'araldica, altrimenti non si chiamaerebbe più stemma araldico, come il cognome, usando numeri e punteggiatura al posto dlele lettere, non sarebbe più tale.

In primis vorrei riportare la discussione sulle brisure in generale. Il mio modo di intendere la brisura (quindi solo il primogenito eredita lo stemma, mentre gli ultrogeniti si creano una nuova arma con ricordo allo stema originario), è solo un modo di brisare l'arma. Ma non è questo su cui dovremmo discutere. Dovremmo discutere solamente se la brisura è valida, se è consigliabile e soprattutto dovremmo ricordare a chi ne farà uso, di codificare bene le brisure dei suoi discendenti e di avere il coraggio di mantenerle per i secoli a venire.
Sul fatto di codificare un sistema "italiano" di brisure, non mi trova concorde. Potrebbe essere forse utile alle ricerche storiche, ma sarebbe troppo difficile da attuare (quanti potrebbero modificarlo, non usarlo etc.) e soprattutto impedirebbe al singolo di decidere egli stesso come modificare la sua arma che dopotutto, è parte della sua storia, del suo modo di farsi conoscere dal prossimo. Insomma, secondo me deve essere ogni famiglia a decidere per proprio conto come brisare, se le vuole brisare, le proprie armi. Magari ciò non aiuterà la genealogia, ma ripeto ciò che ho già scritto "Comprendo che in questo modo un estraneo non saprà le differenze, ma dopotutto, chi conosce il motivo per cui in uno stemma c'è un leone d'oro e non di rosso? Oppure c'è una stella d'argento e non d'oro? Sono decisioni del proprietario dello stemma". Senza contare che, magari dopo secoli e secoli, si potrebbe riuscire a capire il metodo di brisura utilizzato da quella determinata famiglia analizzando i vari stemmi dei vari discendenti.
Cordialmente
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Messaggioda sebpasq » sabato 17 gennaio 2004, 18:55

Gentili colleghi
comprendo e rispetto i vostri punti di vista sulle brisure, ma io comunque rimango del mio parere: e cioè un sistema di brisure italiano riconoscibile anche da studiosi stranieri non potrebbe che far bene all'araldica e a chi attraverso essa ricostruisce alberi genealogici: è naturale che non basta un lambello per decidere al 100% del rapporto di parentela tra due individui (e che in oni caso bisogna espletare la consueta ricerca sugli atti), ma ne facilita il compito.
Secondo me una delle differenze tra l'Italia e per esempio l'Inghilterra è che l'Italia è sempre stata divisa in piccoli stati, i quali a loro volta hanno adottato sistemi di brisura differente e forse per questo non è riuscita a viluppare un sistema di brisure standard (anche se dalla creazione del Regno d'Italia in poi non è che si è tentato di cambiare le cose): è vero che c'è un passato, ma c'è anche un presente di una nazione unita ed unica ed un futuro, che non deve per forza di cose rifarsi al passato. Forse vedo le cose in modo diverso dagli altri, ma senza stravolgere l'araldica italiana del passato, si potrebbe benissimamente adottare da subito quelle che si ritengono le brisure migliori che rappresentino i vari discendenti di un capofamiglia e i rami della famiglia stessa.
Voi sostenete che un sistema di brisura personalizzato addirittura per ogni famiglia (quindi poi per capirci qualcosa bisognerebbe disporre un'enciclopedia solo per le brisure e dovrebbe anche essere un enciclopedia aggiornabile, visto che si continuerebbe a creare nuove brisure) non solo sarebbe più affascinante ma anche più utile.
E' vero che comparando gli stemmi di famiglia con la ricerca genealogica si scoprirebbe lo stesso i vari rami di famiglia, ma poi chi ci dice che una famiglia conservi nel tempo lo stesso metodo di brisura? E se poi viene cambiato ogni tanto? Mi dispiace ma riguardo le brisure o esse sono "utili" e chiare o veramente serviranno solo a fare confusione. Sicuramente gl'italiani saranno un popolo di artisti e ognuno si sollazzerà a creare le proprie brisure e forse conferirà all'araldica italiana più fascino, ma a volte bisogna pensare anche all'utilità che dovrebbe avere l'araldica e cercare di farla interagire anche con le altre discipline storiche.

Problemi di affollamento di troppi simboli in uno stemma brisato? Non vedo il problema: uno stemma al massimo riporterebbe la brisura indicante il rapporto di parentela col ramo principale e quella che indica se il possessore dello stemma sia primogenito, cadetto o ultrogenito di una famiglia: quindi grossi problemi non ce ne sarebbero.
Comunque queste sono solo le mie semplici impressioni sulla questione e in ogni modo che si evolverà l'araldica italiana, sarà lo stesso affascinante scoprirne le varie sfumature e non è che in futuro avvierò una "campagna" per un sistema di brisura all'italiana unificato, state tranquilli: le cose migliori sono sempre quelle spontanee e quindi vedremo che tipo di brisura adotteranno gl'italiani nel presente e nell'immediato futuro.

Saluti
sebpasq
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 17 gennaio 2004, 20:53

Gentile Signor Pasquini,
comprendo benissimo il Suo punto di vista "utilitaristico" e potrebbe davvero essere utile poter conoscere con un colpo d'occhio i gradi di parentela tra i propietari di differenti stemmi araldici.
Però, a questo punto, perchè non obbligare tutti i nati in Piemonte a inquartare la propria arma con quella della regione piemontese? Sarebbe comodo per individuare tutti i nati in Piemonte e restingere il campo delle ricerche. Capisco benissimo che le mie sono esagerazioni, però voglio tentare di farLe capire che uno stemma araldico non deve per forza avere uno scopo più utile di quello per cui è stato creato: far riconoscere la persona come appartenente a quella determinata famiglia o gens.
Inoltre, secondo me, la creazione di una brisura italiana universalmente riconosciuta sarà molto difficile proprio per il fatto che sarebbe difficile imporla agli italiani. Già il Regno ebbe difficoltà a regolamentare gli stemmi araldici senza grandissime imposizioni, si figuri a controllare che tutti utilizzino (chi lo vuole fare), la corretta modalità di brisure. Lei domanda: "quindi poi per capirci qualcosa bisognerebbe disporre un'enciclopedia solo per le brisure e dovrebbe anche essere un enciclopedia aggiornabile, visto che si continuerebbe a creare nuove brisure". Secondo me non dovrebbe esistere un'enciclopedia delle brisure. Sarebbe sufficiente analizzare gli stemmi araldici di quella determinata gens per 2 secoli e subito si riuscirebbe a comprendere l'utilizzo delle brisure create da quella gens. Per questo, secondo me, più che creare un dizionario delle brisure universalmente riconosciuto, come curatori di questo gaalteo, dovremmo consigliare a chi vorrà adottare il sistema delle brisure, di avere la costanza, anche a nome dei propri discendenti, di utilizzare sempre il medesimo sistema che verrà adottato e scelto dal capofamiglia senza cambiare in continuazione. Questo è l'uncio consiglio che posso fornire.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda sebpasq » domenica 18 gennaio 2004, 12:26

Egregio Signor Cravarezza
se ho ipotizzato un sistema di brisura unico è appunto perchè in questo modo le cose sarebbero più semplici per tutti e perchè a volte è necessario guardare oltre i nostri confini per vedere che uso ne fanno altri paesi delle brisure e magari ispirarsi: ripeto (prometto che è l'ultima volta...) per me l'optimum resta il sistema di brisure inglesi e l'anarchia delle brisure che si è venuta a creare e che forse si continuerà ad adottare se rende più originali le famiglie che le adottando dall'altro comporta anche più confusione sia allo studioso che al semplice cultore della materia. Esempio: in una famiglia si usa per 2 secoli rappresentare il primogenito (ramo e figli della famiglia principale) di una famiglia con un lambello, ma poi tutto ad un tratto si decide di modificare il tipo di brisura: lo immagina quanto tempo impiegherebbe uno storico per riuscire ad individuare i vari rami o i membri della famiglia da quel momento in poi? Dovrà per forza di cose attingere alla genealogia e il che comporta una spesa di tempo e di danaro a volte non indifferenti.
Comunque siccome un sistema di brisura unico non credo che gl'italiani lo adottino, almeno auspico che come dice lei ogni famiglia voglia conservare un solo sistema di brisura nel corso dei secoli altrimenti credo che la questione delle brisure farebbe perdere credibilità e forse anche interesse all'araldica italiana: lasciar spazio alla creatività, all'estro e all'arte si ma sempre entro certe regole.
Sarebbe interessante per esempio sviluppare e promuovere un concetto di "statuto di famiglia" in cui fissare bianco su nero, tra le altre cose, quali debbbano essere le varie brisure in ogni occasione: parentele, attinenze, affinità, proprietà o altro: almeno questo!
Ma del resto gl'italiani sono un poplo di artisti a cui è quasi impossibile imporre qualcosa con la "forza", per cui questi discorsi sono molto alleatori...

Cordialmente.
sebpasq
 
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Messaggioda MMT » domenica 18 gennaio 2004, 23:06

....ma gli italiani oltre ad essere un grande popolo di realisti, vi ricordo, sono anche un popolo molto legato, per fontuna o per disgrazia, alle sue antiche tradizioni. Un popolo legato all'identità nazaionale, e a volte anche per-nazionale ed è per questo che non penso c'interessino le lontane, fredde, britanniche brisure. Non per questo non è detto manchino delle eccezioni, ma rimangono, a mio avviso, tali.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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