"Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 15 gennaio 2004, 21:27

Gentile Signor Pasquini,
io invece sono del parere contrario. Le brisure devono essere decise dalla famiglia che le vuole adottare.
Una famiglia potrebbe decidere di sostituire semplicemente lo smalto di uno degli elementi per lo stemma del primogenito; oppure inserire un labello per il secondogenito; oppure cambiare il cimiero per il terzogenito e così via. Insomma, secondo me dovrebbe essere a totale girusdizione della famiglia. Comprendo che in questo modo un estraneo non saprà le differenze, ma dopotutto, chi conosce il motivo per cui in uno stemma c'è un leone d'oro e non di rosso? Oppure c'è una stella d'argento e non d'oro? Sono decisioni del proprietario dello stemma.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda MMT » venerdì 16 gennaio 2004, 1:20

sebpasq ha scritto:condivido tutte le argomentazioni di Fra Eusanio tranne quella sulle brisure: se non si fissano regole per le brisure italiane non vedo come un domani si possa riuscire a distinguere i cadetti o i vari rami di una famiglia senza precisi riferimenti a riguardo, non trova?


Io invece sono dell'idea che le brisure creino molta confusione.
La nostra araldica è alquanto complessa ed inserire degli ulteriori elementi la appesantirebbe e forse rovinerebbe quella che è l'armonia dell'arma. Inoltre il bello dell'araldica e degli stemmi è la loro funzione: quella di riunire sotto le stesse insegne un'intera gens come il nomen.
Provate ad immaginare una famiglia che nell'ottocento era divisa principalmente in cinque rami, da cui sono dipartiti in media dieci ramoscelli ciascuno... ora potete immaginarvi a quanti membri sia arrivata oggi questa famiglia. Provate a pensare ora un sistema di brisure che regoli lo stemma di ogni discendente.... sicuramente, tra bordature, montanti, rose, gigli, croci, stelle, smalti cambiati, lo stemma dell'ultimo cadetto sarebbe ben diverso da quello del primogenito, quindi da quello originario. Insomma, alla fine occorrerebbe necessariamente il test del DNA per capire se tutti quelli che si chiamano in tal modo pur avendo stemma diverso sono in realtà parenti.
Lo stemma permette che sotto di esso ci si identificano anche una trentina di persone che magari nemmeno si conoscono, poichè la parentela risale appunto a quel lontano ottocento se non oltre. Con il sistema inglese delle brisure, invece, ci troviamo davanti allo stesso problema che potrebbe sorgere con l'omonima: due famiglie Smith che hanno stemmi differenti... insomma potrebbero essere parenti in X grado ma non esserlo benissimo. Si è vero che l'araldica da sola non può dimostrare la parentela tra due famiglie però aiuta, e non poco.

Ribadisco quindi che, a mio avviso, il sistema delle brisure crea dispersione e confusione.

Sono inoltre dell'idea che siano le corone -per favore trovo infelice il termine coronette :oops: - gli elementi più adatti ad adempiere la distinzione tra primogenito ed ultrogenito di una famiglia nobile.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » venerdì 16 gennaio 2004, 3:09

Fra' Eusanio,
che mai dice.... ( se fossi vanitoso, non userei uno pseudonimo...), non ci pensi piu'..... Io sospetto un grande animo dietro il suo pseudonimo. Bene o male :) Dotto di Dotti si'.... cosi io la penso :D :D
Cordiali saluti
Maria Luisa
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Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 16 gennaio 2004, 10:18

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
sebpasq ha scritto:condivido tutte le argomentazioni di Fra Eusanio tranne quella sulle brisure: se non si fissano regole per le brisure italiane non vedo come un domani si possa riuscire a distinguere i cadetti o i vari rami di una famiglia senza precisi riferimenti a riguardo, non trova?


Io invece sono dell'idea che le brisure creino molta confusione.
La nostra araldica è alquanto complessa ed inserire degli ulteriori elementi la appesantirebbe e forse rovinerebbe quella che è l'armonia dell'arma. Inoltre il bello dell'araldica e degli stemmi è la loro funzione: quella di riunire sotto le stesse insegne un'intera gens come il nomen.
Provate ad immaginare una famiglia che nell'ottocento era divisa principalmente in cinque rami, da cui sono dipartiti in media dieci ramoscelli ciascuno... ora potete immaginarvi a quanti membri sia arrivata oggi questa famiglia. Provate a pensare ora un sistema di brisure che regoli lo stemma di ogni discendente.... sicuramente, tra bordature, montanti, rose, gigli, croci, stelle, smalti cambiati, lo stemma dell'ultimo cadetto sarebbe ben diverso da quello del primogenito, quindi da quello originario. Insomma, alla fine occorrerebbe necessariamente il test del DNA per capire se tutti quelli che si chiamano in tal modo pur avendo stemma diverso sono in realtà parenti.
Lo stemma permette che sotto di esso ci si identificano anche una trentina di persone che magari nemmeno si conoscono, poichè la parentela risale appunto a quel lontano ottocento se non oltre. Con il sistema inglese delle brisure, invece, ci troviamo davanti allo stesso problema che potrebbe sorgere con l'omonima: due famiglie Smith che hanno stemmi differenti... insomma potrebbero essere parenti in X grado ma non esserlo benissimo. Si è vero che l'araldica da sola non può dimostrare la parentela tra due famiglie però aiuta, e non poco.

Ribadisco quindi che, a mio avviso, il sistema delle brisure crea dispersione e confusione.

Sono inoltre dell'idea che siano le corone -per favore trovo infelice il termine coronette :oops: - gli elementi più adatti ad adempiere la distinzione tra primogenito ed ultrogenito di una famiglia nobile.

Saluti,
Michele Tuccimei di Sezze


Egregio Signor Tuccimei,
io penso che lo stemma abbia una tale valore che dovrebbe essere ricevuto in eredità solamente dal primogenito. La famiglia, per quanto sia giustissimo considerarla nel senso più ampio del termine e quindi, come gens romana, anche di tutti i rami, io la vorrei però restringere al nucleo padre e primogenito, almeno per quanto riguarda stemma e titoli.
Pertanto io preferirei che l'arma della famiglia spettasse unicamente al primogenito, esattamente come è stata creata dal capostipite (pertanto il primogenito, alla morte del padre, eliminerebbe l'eventuale segno di brisura che lo indicava come primogenito). Gli altri appartenenti alla famiglia, secondo me, dovrebbero crearsi nuove armi totalmente perchè, dopotutto, creeranno loro nuove famiglie. Giustamente, per mantenere il collegamento con la famiglia originaria, potrebbero inquartare il loro nuovo scudo con le armi originarie, con parte di esse oppure inserire uno scudetto sul tutto con le armi originarie...insomma, i modi sono molteplici.
Cordialmente
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Messaggioda Ardashir » venerdì 16 gennaio 2004, 13:06

Gentilissimi Signori,

mi sono permesso, come già avevo detto, di creare un topic apposito per la discussione delle brisure che vedo, con molto piacere, essersi sviluppata notevolmente.

Non pensi il gentilissimo Signor Cravarezza che voglia fare spam creando un'orda di topics: sarebbe meglio trasferire fuori da questo topic generale solo i temi in grado di suscitare maggior dibattito.

Rimando ulteriori commenti ad un secondo momento e Vi saluto cordialmente.
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Re: "Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Messaggioda Masny1991 » sabato 4 settembre 2010, 12:09

Salve.

Riapro questo v ecchio topic, per non stare ad aprirne un altro, per porre un quesito relativo agli stemmi di cittadinanza.

Ho letto da molte parti e in fine anche nella legislazione araldica del Regno d'Italia, che gli stemmi di cittadinanza potevano essere riconosciuti dopo un tot. di anni di pacifico utilizzo, e con una distinta civiltà della famiglia.
Ora il mio quesito è questo:
Una famiglia X, diciamo a metà del '800 si crea un suo stemma, che utilizza sulle varie abitazioni di suo possesso, su carta intestata, biglietti da visita e quant'altro. un bel giorno l'ultimo discendente maschio di questa famiglia X si sposa e dal matrimonio nascono solo due femmine,entrambe si sposano ma solo una di queste, la primogenita, ha una discendenza che porta però il cognome della famiglia paterna Y. I figli però continuano ad utilizare lo stemma della madre in carta intestata, biglietti da visita e ovviamente sui palazzi che hanno ereditato.
Anche i nipoti della signora (ormai defunta) continuano ad utilizare sempre lo stesso stemma che ormai è riconoscito come proprio all'interno della famiglia Y e cosi fanno ancora oggi i figli di questi nipoto divenuti ormai adulti.

Ora visto che lo stemma di cui ho parlato è uno stemma di cittadinanza o borghese, il suo utilizzo per piu di cent'anni dalla famiglia Y può essere avvallato e magari anche riconosciuto (tenendo anche presente che la prima famiglia X lo utilizzò per poco più di 60 anni)?
O sarebbe stato all'epoca del regno d'Italia un usurpazione di stemma?

Grazie, spero di essere stato chiaro [confused.gif]
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Re: "Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 4 settembre 2010, 19:05

"Avallato" e "riconosciuto" da chi? In Italia non esistendo né una legislazione né un autorità araldica, come abbiamo detto spessissimo, si potrebbe scegliere la "modalità" che si ritiene più opportuna senza tema di sbagliare. Come sappiamo c'è chi si attiene strenuamente alle norme della ex Consulta del Regno durate un sessantennio e il caso avrebbe, nella rigida tradizione sabaudo-piemontese passata poi all'Italia tutta, probabilmente richiesto un assenso sovrano cosa oggi impossibile da ottenere.
Altri guardando a tradizioni araldiche pre-unitarie certo più longeve e secolari della precedente, e spesso assai diversificate tra loro a seconda delle regioni, possono riconoscere consuetudini più "libere" da un punto di vista giuridico perché molti stati pre-unitari non avevano codificato vincolanti normative araldiche o riconoscevano l'uso libero di armi di privati prive di contressegni nobiliari.

I casi di una trasmissione in linea femminile di un'arma di famiglia estinta, avvenuti "di diritto" ma anche semplicemente "di fatto", non sono rarissimi neppure in epoca di Antico regime, e si possono contemplare quindi come pratica certo rara ma non eversiva :D. A mio avviso, il caso specifico sembrerebbe ormai talmente sedimentato dal tempo che sono stati gli stessi diretti interessati a renderlo "esecutivo" di fatto senza la necessità di alcun avallo o riconoscimento se non quello conferito da loro stessi trattandosi ormai, lo stemma, di "cosa loro".
Saluti cordiali,
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Re: "Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Messaggioda Masny1991 » sabato 4 settembre 2010, 20:07

Franz Joseph von Trotta ha scritto:"Avallato" e "riconosciuto" da chi?


Grazie per la risposta.
In effetti mi sono espresso male :( , oggi nessuno può riconoscere ne stemmi ne titoli, e ne sono al corrente, la mia domanda era: "se oggi ci fosse ancora la consulta araldica" il comportamento tenuto dalla famiglia Y potrebbe essere riconosciuto?
anche visto che tale famiglia ha utilizzato e utilizza questo stemma da più di 100 anni e se lo sente suo con senso di affetto..

Molto probabilmente se si fosse trattato di uno stemma nobiliare e non di cittadinanza il discorso sarebbe stato diverso.
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Re: "Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 6 settembre 2010, 9:52

Masny1991 ha scritto:la mia domanda era: "se oggi ci fosse ancora la consulta araldica" il comportamento tenuto dalla famiglia Y potrebbe essere riconosciuto?


Domanda che solletica la mia passione per l'ucronia :D... Beh se OGGI, nel 2010, in Italia vi fosse ancora la consulta araldica possiamo supporre che avrebbe recepito da tempo, come avvenuto nella maggior parte dei paesi che hanno ancora strutture burocratico-araldiche di questo genere, le mutate condizioni del diritto familiare e della persona che inevitabilmente si collegano agli stemmi che sono simboli di famiglie e persone. Quindi è altamente probabile visto il caso suddetto: famiglia X estinta e famiglia Y che ne prosegue l'uso dello stemma per legittima eredità femminile.
Saluti cordiali,
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Re: "Etichetta" nella creazione di stemmi borghesi

Messaggioda Masny1991 » lunedì 6 settembre 2010, 11:41

Grazie von Trotta, è stato davvero gentile e semplice.

Personalmente credo che non sarebbe anacronistico se in Italia ,anche se ormai repubblica da piu di un sessantennio, ci fosse una consulta araldica, o un organo che mettesse ordine per quanto riguarda l'araldica famigliare.
Sarebbe una tuteka storica importantissima in un paese come il nostro.

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