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Federica ha scritto:Sai comunque che da brava ligure sono ostinata e che continuo a chiedermi se non sia possibile trovare modo di mutuare e applicare alcuni principi e leggi in materia di proprietà industriale all'araldica civica.Credo sia un tema sul quale potremmo tentare di riflettere.
Cordialissimi saluti.
Federica
pierfe ha scritto:
Il nostro Paese non ha leggi araldiche dal 1943 e quelle ultime leggi araldiche non furono quasi mai applicate se si esclude l'araldica degli Enti.
Sarebbe opportuno che gli studiosi della materia si trovassero in un convegno e... tirassero fuori proposte da presentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma senza escludere nessuno degli studiosi ed invitando anche coloro che l'araldica la vivono ogni giorno (parlo degli Ufficio Araldici di Stato del mondo).
Pier Felice degli Uberti


Franz Joseph von Trotta ha scritto:Gli esiti del recente riconoscimento (sic !) del millenario stemma veneziano personalmente non mi sembrano così entusiasmanti
Si poteva ad esempio seguire il bel "leone in moleca" che denota il festival cinematografico della città, che a mio parere è un ottimo esempio di disegno araldico contemporaneo: grintoso e graficamente forte.
Ma come si sa sui gusti non si può discutere più di tanto ognuno ha i suoi.
Non mi scandalizzerei poi così tanto per la diffusione "extra-istituzionale" di un simbolo civico; a mio avviso è invece proprio questa diffusione a denotare il radicamento del simbolo stesso nell'immaginario e nel senso identitario di quella comunità che lo sente così suo da usarlo liberamente.
Detto questo, vi sono certamente degli eccessi in questo uso che, posso apparaire poco ortodossi o, addirittura, ineleganti, e quindi discutibili, ma il senso identitario alla base di questo costume è genuino e questo è positivo.
L'araldica in fondo non è questo? Riconoscersi in un emblema?
F.J. von Trotta.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Non mi scandalizzerei poi così tanto per la diffusione "extra-istituzionale" di un simbolo civico; a mio avviso è invece proprio questa diffusione a denotare il radicamento del simbolo stesso nell'immaginario e nel senso identitario di quella comunità che lo sente così suo da usarlo liberamente.
Chissà perché nessuno penserebbe di porre su gadget turistici i freddi marchi lombardo o emiliano-romangolo! Perché sono cosa di fatto estranea all'identità di quelle popolazioni.
Detto questo, vi sono certamente degli eccessi in questo uso che, posso apparaire poco ortodossi o, addirittura, ineleganti, e quindi discutibili, ma il senso identitario alla base di questo costume è genuino e questo è positivo.
L'araldica in fondo non è questo? Riconoscersi in un emblema?
Un saluto cordiale.
F.J. von Trotta.


si arriva in cielo

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