Tutti abbiamo dei "grandi" fra i nostri avi

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda Maria Giulia » mercoledì 28 giugno 2006, 14:22

Gentili signori, cercherò di dare ad ognuno una mia risposta anche se la cosa si presenta complessa.
Partiamo da un punto fermo, la nobiltà giuridica in Italia non esiste più.
Quindi di cosa dobbiamo parlare? Della nobiltà d'animo? Sicuramente questa sarà anche presente nel figlio dell'elettricista citato dal signor Degli Uberti, allora possiamo dire che questa persona è nobile? In questo modo la discriminante per la nobiltà diviene l'animo, se tu sei di animo buono allora sei di animo nobile e quindi sei nobile. :shock:
Permettete di dissentire completamente da questa visione.
Per dimostravelo vi faccio una domanda. Pensate che le seguenti famiglie si possano dire nobili?
Sforza, Visconti, Borgia, Medici, Colonna, Gravina?
Se la risposta è sì, analizziamo chi erano questi signori, ebbene non erano altro che prepotenti, violenti, vessatori, combattevano ed uccidevano per affermare la loro superiorità, erano arroganti con i poveri, altro che virtù cardinali e teologali! Anzi erano spesso in contrasto con la chiesa, la quale per dirla tutta non era certo da meno.
Ciò che indica Lei signor Bedini è la strada per la cavalleria cortese, tanto presente nella letteratura, quanto assente nella storia, non certo le qualità per essere nobili.
Il nobile doveva fedeltà e lealtà al proprio signore e a nessun altro. Se si sono attraversati secoli di storia rimanendovi impressi non lo si è certo fatto con la speranza e la carità, ma con la violenza e la prevaricazione.
Questa è la verità, e ci da fastidio ammetterlo, e da fastidio ancora di più a chi queste cose le ha commesse, ecco allora che spuntano fuori le virtù senza le quali non ci si può chiamare nobili; bisognava certo indorare la pillola ed allora il nobile è un puro, un illuminato, quasi un santo, che vive secondo i dettami, nemmeno della chiesa, ma di San Francesco, quel Francesco che nato nobile e cavaliere si spoglia di tutto per seguire le strade del Cristo (attenzione ho detto si spoglia di tutto, se il nobile e cavaliere fosse stato un esempio di vita cristiana che bisogno c'era di spogliarsi di tutto?). Risulta quindi chiaro che se quì siamo in presenza di sindromi non è certo quella di Sissi. Vorrei anche chiarire che io non ho affrontato il problema dell'etichetta come oggetto qualificante dell'essere nobili, ma come retaggio storico che ancora ci accomuna al passato.
E quì vado a concludere, cosa è allora che ci fa nobili? Per me la risposta è : il passato, la nostra storia, solo questo ci rende nobili nel senso che intendo io, se poi sono di animo cattivo, sarò una nobile di animo cattivo, ma pur sempre nobile. :wink:
Con questo non voglio dire di essere migliore o peggiore di altri (vedi l'intervento del signor Guido) ma solo diversa, rivendico la mia nobiltà attraverso la storia, ed anche attraverso la forma.
Mi è sempre stato detto che la forma è simbolo e il simbolo è sostanza.
Solo chi non comprende il simbolo crede cha la forma non abbia importanza.

Cordialmente.

Maria Giulia.
Maria Giulia
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 28 giugno 2006, 14:45

Cara Maria Giulia non capisco il suo assunto, che pur partendo da posizioni condivisibili non comprendo bene come finisca.

La nobiltà come status giuridico in Italia non esiste. Questo mi sembra essere un punto di partenza comune. Detto questo va da se che la nobiltà (almeno quel tipo di nobilità e lo scrivo con la minuscola) oggi non esiste!

Quel tipo di nobilta non esiste per lo stato italiano. Siamo tutti uguali davanti alla legge e nessuno ha distinzioni nè sull'atto di nascita ne in nessun altro luogo.

Quel tipo di nobiltà non esiste perchè non c'è nessuno che puo concederla.

Tutto questo con buona pace di quei fantegenealogisti, che avevano avi bifolchi (con tutto il rispetto per i bifolchi) e che oggi con assurde sentenze di tribunale si sono fatti aggiungere 10 cognomi e 7 predicati :shock:

Tutto questo con buona pace di chi non era registrato negli elenchi nobiliari italiani al tempo del regno e oggi si fa chiamare "Duca" o "Marchese" :shock:

Tutto questo con buona pace di chi è gran maestro di un ordine cattolico e finisce in carcere per "sfruttamento della prostituzione" e "Tangenti"

Quel tipo di nobiltà è immobile, ferma, ghiacciata al 1946 (o '48 se vogliamo con la nuova costituzione) anno in cui è terminata la monarchia. Le famiglie che all'epoca appartenevano a quello status giuridico oggi le chamiamo "famiglie storiche". Ma quel tipo di nobiltà non esiste ne esisterà mai più con buona pace dei sognatori e dei folli.

Ripeto con ancora più vigore: Sveglia! Ognuno di noi è giudicato per quanto fa non per quanto hanno fatto i suoi avi.

L'unica Nobiltà che oggi può esistere è quella indicata da me. So quanto sia "alta" ma forse è l'unica, non da tutti, raggiungibile :wink:
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Messaggioda MMT » mercoledì 28 giugno 2006, 15:47

"Quel tipo di nobiltà è immobile, ferma, ghiacciata al 1946 (o '48 se vogliamo con la nuova costituzione) anno in cui è terminata la monarchia. Le famiglie che all'epoca appartenevano a quello status giuridico oggi le chamiamo "famiglie storiche". Ma quel tipo di nobiltà non esiste ne esisterà mai più con buona pace dei sognatori e dei folli.

Ripeto con ancora più vigore: Sveglia! Ognuno di noi è giudicato per quanto fa non per quanto hanno fatto i suoi avi".

Non è proprio così, Alessio. Dovrebbe esserlo, eppure in determinati ambienti, se non hai il sanbgue blue, non una corona "nuova" ma antica, se non sei conosciuto, anche solo di nome, è difficile esser accetati. E non a caso di solito ai ricevimenti o ai balli o alle colazioni quando ti presentano qualcuno ti viene detto "ma lei è parente di..." "conoscevo un..." oppure trovi anche quello che sa la tua storia familiare magari meglio di te.
Giuridicamente, son d'accordo, la nobiltà non esiste più, ma essa rimane retaggio delle stesse famiglie: un'eredità più pesante di ogni altro bene mobile o immobile. Un'eredità che va mantenuta e non sminuita, anche se spesso è difficile proprio perchè ora "siamo (dovremmo essere) tutti uguali".
Un ultimo pensiero: l'aristocrazia ha perso terreno negli ultimi 50anni e non solo da noi, in Italia. E' vero: è un dato di fatto. Ha perso terreno per tante cause. Ma per fortuna si continuano ad insegnare e a tramandare ai figli dei valori, ereditati uno per uno dagli avi. Mi chiedo retoricamente: la tanto celebrata nuova classe borghese dirigente, quella dei VIP (very important person, ma saranno poi così importanti???), di chi è celebrato per la mera bellezza o la voce o altro, quando poi non è affatto un esempio da seguire, anzi, questa nuova classe dicevo, ha davvero sostituito quella che per secoli ha portato avanti la Storia!?

Michele.
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Messaggioda Guido5 » mercoledì 28 giugno 2006, 16:06

Cara Maria Giulia,
il "signor" Guido ha parafrasato san Giacomo (4,12b) proprio perché non se la sente di dire che tizio è migliore di Caio. Presume di essere pragmatico e – sulla rete - dà del tu a tutti (anche perché molto spesso scrive in inglese). Sa fare il baciamano ma non lo fa con chi lo considererebbe una presa in giro e nemmeno per "distinguersi". Per il mestiere che ha fatto, ha una certa esperienza anche di grafica e sa distinguere una carta intestata da "cafone", ma con tanto di stemma, da una senza stemmi ma elegante. Sa che "nobile" deriva da "notus" e pensa quindi che, nel paesello di suo babbo, la famiglia dei fabbri che hanno fatto il cancello di casa sua sia di gran lunga più nobile di quella di Cagnaccio Sassatelli o Caterina Sforza che pure da quelle parti hanno spadroneggiato ma che nessuno più ricorda.

Ciao a tutti!
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Messaggioda Maria Giulia » mercoledì 28 giugno 2006, 18:43

Gentile Guido5, non era mia intenzione offenderLa, tanto meno pensavo che signor fosse un appellativo sconveniente, Le chiedo scusa se si è sentito offeso.
Noto comunque che il relativismo impera anche su questi argomenti, ma non intendo replicare a nessuno poichè si potrebbe trasformare in una discussione di dubbio gusto.

Cordialmente.

Maria Giulia.
Maria Giulia
 

Messaggioda FP » mercoledì 28 giugno 2006, 20:00

Guido5 ha scritto:Senza dar giudizi - ma chi sono io per farmi giudice del prossimo? - mi permetto di osservare che indice di nobiltà (e di attenzione all'etichetta) è anche l'essere capaci di non far pesare in alcun modo le differenze di ceto.

Ciao a tutti!
Guido5


Concordo in toto con quanto asserisci, caro Guido. Star bene in mezzo alla gente è un'arte e c'è chi lo fa con naturalezza e chi si sforza (anche per altri fini...). Personalmente preferisco, a chi si sforza di esercitare le good manners, chi riesce con semplicità a far star bene gli altri...Nobili e non...Una persona che vale si riconosce anche senza lo smoking e senza la cravatta nera...Ripeto: sia essa nobile o non...
Ultima modifica di FP il mercoledì 28 giugno 2006, 23:09, modificato 1 volta in totale.
~ Tua vivimus luce ~
FP
 
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Messaggioda Maria Giulia » mercoledì 28 giugno 2006, 20:23

scusate.
Maria Giulia
 

Messaggioda michele d'arasmo » giovedì 29 giugno 2006, 1:08

Gentili amici,

permettetemi di dire la mia opinione.

Non credo alle favole (almeno da una 40na di anni), non credo in ipotetiche età dell'oro dove la gente era migliore rispetto ad altri tempi, ritengo che esista una vita solamente e ognuno ha il diritto di viverla nel modo migliore possibile.

Le elite dominanti, che si sono succedute e si succedono, diventano tali per il potere conseguito e non disgiunto dal potere economico.

Oggi viviamo in una società che offre moltissimo, sia in termini di conoscenza che di opportunità.
Come ricordava qualche anno fa Degli Uberti, se un tempo il potere vedeva come suoi attori principlai determinate famiglie e per più generazioni, oggi le elite spesso si riducono ad una sola generazione o comunque a 2 o 3 dopo il fondatore.
Chi conosce oggi i nomi dei discendenti dei Breda o dei Falck? E forse non stanno diventando dei ricchi ed illustri sconosciuti i discendenti degli Agnelli?

Certo, tutto questo non dispensa da comportamenti rispettosi, da sentimenti altruistici, e altri nobilissimi valori.
Ma (purtroppo) non sono fondamentali.

Ritengo che viviamo in un periodo storico certamente migliore di tutti quelli che l'hanno preceduto.
Beneficiamo di importanti scoperte, conquiste scientifiche e mediche, diritti sociali e politici, che hanno spinto in avanti la società e contribuito a migliorare le persone dal punto di vista sociale e - conseguentemente - anche da punto di vista morale.
Se oggi un pedofilo rischia di finire in galera (almeno in via teorica), solo 50 o 100 anni fa sarebbe stato coperto, addirittura la sua vittima sarebbe stata vista come colpevole. Tanto per fare un esempio.
RImpiangere il passato non ha senso, è morto e i morti non tornano.
Va studiato in modo distaccato, indipendentemente da chi fossero i propri antenati. Essi non esistono più, essendo morti, ma noi deriviamo da loro. E di certo quando pensavano ai propri discendenti sicuramente li immaginavano in un mondo migliore del loro.
michdaras
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Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 29 giugno 2006, 1:11

Gentile Dott.re Degli Uberti
Lei ha scritto...
Tutti abbiamo dei "grandi" fra i nostri avi
Io aggiungo...
Ci sono dei Grandi tra di Noi ora.... e spero ci saranno dei Grandi nella nostra Prole
Questi Grandi saranno riconosciuti in altri modi....
Il Governo Italiano non accorda titoli riconosciuti dalle varie Monarchie...
quello non potra' mai cambiare cos'era ed e' inteso dalla natura in se stessa, siamo differenti in molti modi...
Infatti ci sono delle persone che studiano per diventare Illuminate ed altre che fanno il possibile nel fare Niente
Ora abbiamo tutti le stesse opportunita' .... e' spesso male interpretato come qual siamo tutti uguali.....
Magari fossi nata un Leonardo Da Vinci...

Finiamola di fare un mazzo di tutti.....
Personalmente Io Le bacio le mani e La stimo molto....
Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda lalberogenealogico » giovedì 29 giugno 2006, 1:11

Sono orgoglioso di aver avuto antenati contadini per 10 generazioni. Se c'è qualcosa in cui credo ancora è la Famiglia. E per Famiglia intendo ognuno dei miei antenati che hanno lottato per sopravvivere. Qualcuno di loro è morto anche di fame nella carestia del 1754 che colpì il mio paese. Ma non nascondo mai le mie origini. Anzi me ne vanto. A differenza di qualcuno che pur di avere origini nobili inventa false genealogie.


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Messaggioda michele d'arasmo » giovedì 29 giugno 2006, 1:36

Gentile Albero,

dice una cosa giusta e sensata.
Chi ha avuto degli antenati onesti, sia pure umili, non ha nulla di cui vergognarsi.
E chi ha avuto antenati disonesti, non è responsabile dei loro atti.
Sono appena rientrato per alcuni giorni in Italia, e alcune sere fa ero a cena con un signore che di cognome fa Dostjevsky (pronipote) e da parte di madre è imparentato con Lenin.
Riteneva che queste parentele gli conferissero una specie di diritto di superiorità sui presenti.
Come spesso capita con queste persone (che estendono a se stesse i meriti dei predecessori ma nulla fanno per essere degni di costoro), al momento del conto si è defilato in modo non certo signorile.
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Messaggioda rampi » giovedì 29 giugno 2006, 20:21

michele d'arasmo ha scritto:Gentile Albero,

dice una cosa giusta e sensata.
Chi ha avuto degli antenati onesti, sia pure umili, non ha nulla di cui vergognarsi.
E chi ha avuto antenati disonesti, non è responsabile dei loro atti.
Sono appena rientrato per alcuni giorni in Italia, e alcune sere fa ero a cena con un signore che di cognome fa Dostjevsky (pronipote) e da parte di madre è imparentato con Lenin.
Riteneva che queste parentele gli conferissero una specie di diritto di superiorità sui presenti.
Come spesso capita con queste persone (che estendono a se stesse i meriti dei predecessori ma nulla fanno per essere degni di costoro), al momento del conto si è defilato in modo non certo signorile.

Però questo signore ha dimostrato col suo fare di essere degno discendente dei suoi vantati avi !
Fatti non fummo per viver come bruti ...
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Messaggioda pierfe » giovedì 29 giugno 2006, 20:48

Maria Luisa Alasia ha scritto:Gentile Dott.re Degli Uberti
omissis
Personalmente Io Le bacio le mani e La stimo molto....
Maria Luisa


Cara Maria Luisa,
condivido come sempre il suo pensiero e sono fiero di averLa fra di noi (intendo nello IAGI), diciamo che e´uno dei nostri grandi fari negli USA.
La ringrazio infinitamente della stima che ricambio, ma non accetto il bacio delle mani, perche´sono io quale uomo a sentirmi onorato di poterle baciare a Lei che e´una vera Gentildonna!
Caramente
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
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Messaggioda michele d'arasmo » venerdì 30 giugno 2006, 1:52

Però questo signore ha dimostrato col suo fare di essere degno discendente dei suoi vantati avi ![/quote]

Credo sia un tratto comune di molti scrittori, artisti, ecc.
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Messaggioda Federico B. G. » martedì 4 luglio 2006, 19:07

Mi inserisco nella discussione per dare anche il mio punto di vista.

Concordo pienamente con quanto detto da Guido e da Francesco Pompili, ma purtroppo accade ancora come riferiva Miche Tuccimei di Sezze che:

"Non è proprio così, Alessio. Dovrebbe esserlo, eppure in determinati ambienti, se non hai il sanbgue blue, non una corona "nuova" ma antica, se non sei conosciuto, anche solo di nome, è difficile esser accetati. E non a caso di solito ai ricevimenti o ai balli o alle colazioni quando ti presentano qualcuno ti viene detto "ma lei è parente di..." "conoscevo un..." oppure trovi anche quello che sa la tua storia familiare magari meglio di te. "

Questo è vero e mi è capitato proprio due giorni fa ad una presentazione di un libro, dove parlando con un signore quando mi sono presentato mi ha subito chiesto se sono parente della tal signora eccetera...., questo solo per dimostrare che anche oggi come dicono una parte dei partecipanti al forum conta, e molto, il nome della propria famiglia.

Con cordialità vi saluto. :)
“Perseverantia ad metam”
Federico B. G.
 
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