…e così nel mio errare giunsi in Seborga… eh eh… Scherzi a parte, quel piccolo borgo mi ha incuriosito e dunque colà ho voluto recarmi. Tra l’altro ho avuto modo di conoscere il Principe. Ma tralasciando le mie scorrerie domenicali, rilancio, se mi è concesso, questo discretamente vecchio topic, per chiedere all’Egregio Francesco Chiarizia se ha avuto modo di approfondire la questione come detto, giacché vedo che non ci sono poi stati ulteriori post. Credo che la questione “Seborga”, al di là delle trovate più o meno pubblicitarie, delle varie istanze di indipendenza, o ancora delle concessioni omaggio alla Repubblica Italiana (questa poi mi sembra la più divertente), e altre facezie, meriti comunque un po’ di attenzione e riservi curiosi risvolti storici. A tal proposito mi rivolgo anche all’Illustre Fra Eusanio, qualora potesse dare altre informazioni in merito.
Da parte mia ho, molto blandamente in verità, fatto qualche ricerca, ed in effetti ho notato che è possibile incontrare anche qualche piccola sorpresa. Di seguito riporto le mie semplici impressioni, senza alcuna pretesa.
Per quanto riguarda il “Cavalierato Seborghino”, detto di San Bernardo di Clairvaux, esso è di recente istituzione e il suo valore è… diciamo così, morale per la popolazione. Non mi pare voglia far credere una ininterrotta successione di Gran Maestri dalla Milizia del Tempio, ma a questo si riallaccia strettamente… Infatti gli abitanti del paese mi hanno parlato dei “Cavalieri” con un certo rispetto e anche una sorta di “chiusura”. Per quanto riguarda invece il Principato nella Storia, esso dev’essere senz’altro esistito e, mi è parso che sia stato bistrattato in varie maniere, tra le quali la sua vendita, che riporto, come una sorta di riassunto di quanto detto, in questo frontespizio notarile, ed in una sua parte (dove appare proprio la dizione “Sovrano” in francese):
Esistono delle tracce del titolo Principesco legato a Seborga nei documenti dell’Archivio Vescovile di Ventimiglia, nonché nella storia, per certi versi un po’ più chiara, dell’Abbazia di Lerino.
Traendo una conclusione del tutto personale direi che il problema principale di una sua sopravvivenza stia nella vacanza di un chiaro esercizio della Sovranità e del Titolo Principesco per parecchio tempo, ancorché i fautori dell’indipendenza dicono ci sia stato… Ma per questo chiamo in soccorso gli esperti di diritto nobiliare…
Per quello che riguarda quella domanda dell’illustre Frà Eusanio da Ocre –che cosa contraddistingue la secolare esistenza dei due staterelli (…)?- io azzardo la risposta, e rischio lo “sfondone”

: il fatto che non siano mai stati conquistati…??
Altra domanda, se Vossignoria permette, all’esperto Frate: che simbolo potrebbe essere quello sull’antica arma di Seborga?
Ulteriore aspetto della faccenda sarebbe la presenza templare nella zona e nella storia di Seborga, ma qui mi fermo, aspettando prima di vedere se anche qualcun altro ha interesse alla questione.
Cordiali saluti.