Grazie Dott. Degli Uberti

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Grazie Dott. Degli Uberti

Messaggioda dome72 » giovedì 28 luglio 2005, 11:02

Gentile Dott. Degli Uberti,
vorrei manifestarle il mio apprezzamento per l'editoriale letto sul numero di gen-feb 2005 di Nobiltà.
Concordo sul concetto di "scienza documentaria della storia" come linea guida per le nostre ricerche: basta con le bancarelle, con le finte nobiltà, con l'ostentazione di origini (nobili o no) non documentate.

Il mio amore per la genealogia è iniziata quando mio nonno iniziò a raccontarmi le storie tramandate dai suoi avi. Crebbe in me il desiderio di avere dei riscontri documentati ai suoi raccconti, per integrarli ai racconti stessi. Da qui la mia seconda passione: la ricerca genealogica come parte importante per la ricostruzione di storie familiari.
E attenzione, non stiamo parlando di storie di nobili, ma di storie di famiglie contadine o comunque molto povere nelle terre tarantine.

Grazie ancora Dott. Degli Uberti per aver evidenziato quale deve essere lo spirito di una ricerca genealogica.

Domenico Carriero
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 28 luglio 2005, 14:45

Concordo in peno con l'amico Domenico
per quanto scritto dall'amico Pier Felice.

Caro Domenico,
come ti dicevo in privato, qua nell'IAGI, come stai vedendo anche da solo, la massima serietà e professionalità si accorda nel modo migliore alla modestia ed al senso informale e sereno dell'amicizia.

:wink:

G
Grimaldi
 

Re: Grazie Dott. Degli Uberti

Messaggioda pierfe » venerdì 29 luglio 2005, 14:12

dome72 ha scritto:Gentile Dott. Degli Uberti,
vorrei manifestarle il mio apprezzamento per l'editoriale letto sul numero di gen-feb 2005 di Nobiltà.
Concordo sul concetto di "scienza documentaria della storia" come linea guida per le nostre ricerche: basta con le bancarelle, con le finte nobiltà, con l'ostentazione di origini (nobili o no) non documentate.

Il mio amore per la genealogia è iniziata quando mio nonno iniziò a raccontarmi le storie tramandate dai suoi avi. Crebbe in me il desiderio di avere dei riscontri documentati ai suoi raccconti, per integrarli ai racconti stessi. Da qui la mia seconda passione: la ricerca genealogica come parte importante per la ricostruzione di storie familiari.
E attenzione, non stiamo parlando di storie di nobili, ma di storie di famiglie contadine o comunque molto povere nelle terre tarantine.

Grazie ancora Dott. Degli Uberti per aver evidenziato quale deve essere lo spirito di una ricerca genealogica.

Domenico Carriero


Caro Consocio,
grazie di cuore per le belle parole che rivolge nei confronti dello IAGI e di me, è verissimo quello che scrive ed io come lei apprezzo la vera storia, la storia delle piccole cose che stanno cambiando il mondo.
Un persona sicura di se stesso non ha bisogno di "inventare" antenati nobili per sottolineare quello che nella sua pochezza mentale vorrebbe che fosse vero, queste sono tutte persone che confondono la realtà con la fantasia e vivono la loro vita come fosse un irreale film di Disney.
Anche la nobiltà storica non è ormai nell'80% dei casi all'altezza del nome e della storia che ha alle spalle, e non si rende conto che non sono gli antenati che senza alcun merito possediamo a dare credito al nostro operato, ma bensì quello che noi stessi costruiamo giorno per giorno.
Fra i miei antenati "importanti" (anche io ho antenati normali da parte di mamma) io ammiro moltissimo il fondatore della Lega Nazionale contro la Tubercolosi (quella istituzione che vendeva nelle scuole elementari i chiudilettera per trovare fondi), che, studioso delle malattie polmonari, dopo aver fondato 2 ospedali dispensari antitubercolari, ed essere medico provinciale di Venezia, preferì andare a curare un suo contadino a Casale Monferrato, volendo tornare semplice medico condotto nella frazione di Roncaglia e medico gratuito di tutte le associazioni benefiche della provincia di Alessandria, incurante di far riconoscere la nobiltà della famiglia alla Regia Consulta Araldica del Regno, perchè diceva che tutti lo sapevano, c'erano i monumenti che lo provavano, i libri e i documenti alla portata di tutti, la nobiltà non contava socialmente più nulla e nella vita ci sono altre cose più importanti da fare per utilizzare meglio il proprio denaro (un piccolo esempio: scrisse La Cultura Sanitaria del Maestro e dell'Educatore, e visto che nessuno lo pubblicava, lo editò a sue spese nel 1913 e ne fece dono a tutti i maestri d'Italia, tanto che su questo successo - fu un vero best seller - il Ministro della Pubblica Istruzione volle creare nella Scuola Nornale "oggi Scuola Magistrale" la materia Igiene per insegnare ai maestri ...)
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda dome72 » martedì 9 maggio 2006, 21:15

Voglio ancora una volta ringraziare Pier Felice per la cortese disponibilità ad includere nel numero di Marzo-Aprile 06 di Nobiltà un articolo sui miei due avi Abramo e Angelo Carriero, due poveri contadini martinesi Caduti durante la Prima Guerra Mondiale.
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Messaggioda pierfe » martedì 9 maggio 2006, 22:51

dome72 ha scritto:Voglio ancora una volta ringraziare Pier Felice per la cortese disponibilità ad includere nel numero di Marzo-Aprile 06 di Nobiltà un articolo sui miei due avi Abramo e Angelo Carriero, due poveri contadini martinesi Caduti durante la Prima Guerra Mondiale.


Caro Domenico,
per me e´irrilevante l`attivita` lavorativa e la condizione sociale delle persone quando si scrive di genealogia e storia di famiglia, quello che conta e´la serieta´ e la veridicita´documentale; e il tuo articolo era perfetto secondo i miei criteri di validita´scientifica.
Ho apprezzato la tua onesta´nel raccontare la tua storia di famiglia ed onorare cosi´i tuoi antenati.
Credimi io sono orgoglioso di essere stato il primo in Italia nel lontano 1993 a parlare del diritto di tutti di conoscere la propria genealogia e storia di famiglia... purtroppo ci sono ancora tanti fanatici che pensano che solo le genealogie ´nobili´meritano di essere trattate e scritte, per non parlare dei tanti che pontificano basandosi su loro genealogie alterate o peggio ancora falsificate.
Pier Felice degli Uberti
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